Cercasi Ammazzamostri

Dove eravamo rimasti?

Siamo all'epilogo e ai saluti finali! Seguiamo Meli e... ...andiamo a vendere il sambuco tanto faticosamente ottenuto. (57%)

Addio?

Meli ammirò le montagne della Catena Bianca tingersi di corallo alla luce del tramonto. Era seduta accanto al cespuglio di lamponi sui gradini della casa di Meimei, che ancora una volta li aveva accolti e rimessi in sesto con dedizione e un dolce sorriso sdentato.

Meli aveva dovuto portare Logan di peso fino a Costoi, e non era stato affatto facile. Soprattutto perché l’ammazzamostri, grondante sangue da tutta la parte destra del corpo, non aveva mai smesso di lamentarsi del puzzo del rigurgito verde che “gli si sarebbe attaccato ai capelli”, tanto che Meli, esasperata, era stata tentata di finire lei il lavoro del nekorai scagliando l’ammazzamostri giù per un dirupo. La vecchia Meimei per fortuna non aveva perso la mano con ago e filo, e lo aveva ricucito quasi come nuovo.

Grazie all’ospitalità di Meimei potevano contare in un letto caldo anche per quella notte, e il mattino seguente sarebbero ripartiti alla volta di Berg, la tappa iniziale del loro strano viaggio insieme, per vendere il sambuco e infine separarsi. 

Il cielo si stava facendo color indaco, i grilli frinivano, e il freddo della sera cominciava a infilarsi sotto i vestiti. Meli, gli occhi pieni dello spettacolo del tramonto, sospirò soddisfatta. Presto sarebbe tornata a casa.

***

“300 per il sambuco, 600 per gli artigli di strige”.

“Meli, sono prezzi folli; tua sorella mi fa la metà”.

“Mia sorella lavora per la gloria, io per il contante”.

La botanica litigò con Victor, lo speziale di Berg, per parecchi minuti prima di farsi comprare il sambuco. Il vecchio non ne volle sapere, però, di prendere gli artigli di strige; dopo quello che aveva rischiato per prenderli! Bè, non se li meritava. Li avrebbe venduti al negozio di zia Fernanda, e pace. Vecchio barbagianni. 

Meli uscì dal negozio stipato di spezie, erbe e unguenti; sbatté la porta e cacciò in mano i navok ad un Logan dall’espressione impassibile.

“Questa è la tua parte per il sambuco; per gli artigli di strige ancora niente da fare, ti toccherà passare in negozio da me più avanti”.

L’ammazzamostri fece un grugnito infastidito.

“Non li svendo a chi fa il difficile” si lamentò Meli a sua volta, avviandosi giù per la strada verso il mercato. Arrivarono davanti alla locanda di Berg dove si erano incontrati per la prima volta. “Bene. Questo” disse Meli, scribacchiando su un pezzo di carta “è il mio indirizzo a Costoi. Direi che puoi passare tra un mese; per allora avrò venduto sicuramente buona parte degli artigli, e troverai il tuo compenso ad aspettarti”.

Logan afferrò il biglietto, lo lesse e lo intascò. “300 navok, a Costoi, tra un mese. Non pensare che me ne dimentichi” ripeté l’uomo in tono minaccioso.

“Non l’ho pensato nemmeno per un secondo. Anzi, scommetto che sei il tipo di uomo di cui, una volta entrato in scena, è impossibile liberarsi” lo prese in giro lei.

Logan la fissò accigliato, come se non sapesse come interpretare quel commento. E, si disse Meli, in effetti non lo sapeva nemmeno lei.

“Bene, ammazzamostri. È stato un piacere. Sei licenziato”.

Logan intascò i soldi e le scoccò un’occhiataccia. “Ottimo. Addio”.

Meli lo guardò allontanarsi mesto giù per la via principale. Aveva la spalla destra fasciata stretta, ma si vedeva che era rigida e dolorante anche sotto il farsetto e gli spallacci. Le dispiaceva un po’ vederlo andare via: era un ammazzamostri coi controcazzi, come non se ne trovavano tanti in giro, e sarebbe stato utile poterlo assumere ancora. Ma non poteva dargli torto, se preferiva non lavorare più per lei: se l’erano davvero vista brutta con quel nekorai.

Appoggiata con le braccia conserte e le spalle al muro della taverna di Berg, osservò Logan sparire tra le bancarelle chiassose del mercato.

Polpetta, il neo battezzato gattino grigio, miagolò da dentro la tasca del suo gilè. Meli sorrise e scosse la testa. Quel gattino che avrebbe dovuto diventare la cena di uno stormo di donne demoniache (da cui il nome edibile) si era trasformato in un intelligente diversivo grazie alle oscure e ridicole conoscenze di un ammazzamostri decisamente fuori dal comune. Ripensò alle strigi, alla succube, a Dagmaris, a Leo, al nekorai e a tutta quella pazza avventura che le era piombata addosso a rotta di collo solo perché aveva accettato di sostituire sua sorella per qualche giorno.

Meli si staccò dal muro e guardò il sole alto nel cielo. Partendo ora, in un paio di giorni di cammino sarebbe arrivata a casa. 

Addio, aveva detto Logan. Cazzate! pensò Meli: volente o nolente, si sarebbero rivisti molto presto.

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131 Commenti

    • Ciao Red Dragon! Torneranno di certo: un nuovo racconto è già pronto per loro – al momento in pubblicazione su un altro sito, EFP – ma mi piacerebbe riproporli di nuovo anche qui su The Incipit! Magari per una terza avventura 😀 Non vedo l’ora!

  • Che meraviglia, cara ❤️ È stata una lettura davvero gradevole, sai? Un’avventura che si chiude, sì , ma che spalanca la porta alle mille altre che potrebbero seguire ❤️Grazie per averla condivisa con noih: ti aspettiamo prestissimo, eh? 🙋🏼‍♀️❤️

  • Ciao, la storia mi aveva preso fin da subito e devo dire che ogni episodio è stato decisamente all’altezza (il 4 e il 7 forse i miei preferiti) . Dalla caratterizzazione dei personaggi, all’ambientazione fantasy. Credo si presterebbe bene a un seguito (almeno io lo leggerei molto volentieri).

  • Ciao Emma 🙂
    La storia si è conclusa nel migliore dei modi, a parte per Logan, ma come tu hai ben detto credo che lui e Meli si rivedeanno molto presto 🙂
    La storia è stata piacevole e si nota che ti sei divertita e hai ovviamente lasciato la porta aperta per un continuo 🙂
    Io però da amante della sfida ti inviterei a cambiare genere e scrivere una storia su un genere che sai già ti metterebbe in difficoltà 🙂 e vediamo cosa ci tiri fuori 😉
    A presto 🙂

  • Be’ , è stato un addio (che forse è un arrivederci) abbastanza toccante, sigh, sigh… Che brava che sei stata, ti faccio i miei complimenti: una lettura davvero davvero godibile:)
    Spero di leggere altro, di te, presto: che sia con questi personaggi o con altri ti aspettiamo presto!

    Per quanto riguarda la tua domanda io direi che potresti cambiare genere per poi ritornare a bomba con sto due nella storia dopo! Che dici, eh?

  • Ciao, Emma J.

    Finale in linea con i personaggi. Nessuna sorpresa ma solo tanti agganci per un eventuale seguito, compreso il punto di domanda nel titolo. Però senza alcun evidente cliffhanger e te ne sono grato perché non li amo molto.
    Ti ringrazio per avermi intrattenuto in modo piacevole.

    Alla prossima?

  • Ciao Emma.
    La storia sta arrivando al termine. Molto bella la scena d’azione della prima parte, carica della giusta ironia ma senza essere banale. In poche righe hai descritto un personaggio che, come dicono gli altri, è molto interessante.

    Dopo tutti questi scontro credo sia ora che Meli torni a casa con il nuovo amico gatto.
    A presto 🙋‍♂️

  • Maledetta! Mi hai fatto piangere la Martha: ti dovrei bastonare come una Piñata ( ahahahah, il passaggio della Piñata mi ha fatto ridere davvero di gusto, ahahah!)
    Davvero un bellissimo capitolo, e credo che qui abbiamo tutti il cuore crepato per la fine della tua storia. E fidati quando ti dico che qui succede di rado di provare questa sensazione:D
    Detto questo, e dopo essermi asciugato una lacrima, voto per tornare a casa perché voglio anche io sapere qualcosa in più sulla fantomatica sorella di Meli!

    P.s.
    Meimei è un gran personaggio: tienitela stretta!

  • Carissima ❤️ Ho nel cuore uno strano mix di gioia e di malinconia, ché qui la tua bellissima storia è quasi finita. Non so se ridere o sbattere la testa contro il muro: farò tutt’e due XD
    Una narrazione mitica, un cocktail perfetto di azione e ironia (Il nekorai avanzò verso di loro. Meli non aspettò il suo turno per fare la piñata.). Applausi!
    E poi c’è la storia della sorella, che aleggia nell’aria da sempre e che incuriosisce non poco il lettore XD
    Ottima la back story di Meimei: in tre righe ci hai mostrato un altro personaggio che meriterebbe davvero più spazio in altre storie ❤️
    Parlando proprio della sorella voterò per tornare a casa!

    Per il tuo file personale ti segnalo un piccolissimo dettaglio:
    “Meli corse verso di lui, mettendosi tra l’uomo [a] terra e il mostro”

    Scrivi presto, cara 🙋🏼‍♀️E dimmi che hai già un’altra storia da farci giocare ❤️

  • Botte da orbi quante ne vuoi, da indigestione raccontate fon maestria.
    La domanda è: erano più preziosi certi pendenti dei secondini, o la lingua della “dolce” vecchina? Forse non lo sapremo mai.
    Tutti vogliono il sambuco, e a me non va di discutere. Al finale, Vamos!
    Ciao🌻🙋‍♂️

  • Ciao, Emma J.

    Meno azione ma diciamo che la cosa ha agevolato il mio vecchio cervello. Piaciuto molto anche il nekorai, ma soprattutto mi è piaciuta la parte successiva, con tutte le riflessioni omodiegetiche che sono ben integrate nella narrazione.
    Quando ho visto il numero nove mi è dispiaciuto tanto 🙁 ho seguito la storia molto molto volentieri.
    per il decimo episodio andiamo a vendere il sambuco.

    Grazie e alla prossima.

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