Cercasi Ammazzamostri

Dove eravamo rimasti?

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Belladonna

Meli si instascò lesta la gemma viola. 

“Molto bene, ammazzamostri” disse piano, osservando la faccia rigida dell’uomo. “Sei assunto”. 

Era sinceramente colpita. Non molti riuscivano ad arrivare al quarto livello del dungeon di Lavik. Pochissimi al primo tentativo. E ancora meno ne uscivano senza un graffio.

Il ranger si complimentò con Logan e si congedò. Meli lo guardò allontanarsi con la coda dell’occhio. Poi tornò al pressante presente di un forse-uomo-forse-mezz’elfo-oscuro che la fissava con occhi di fuoco. 

Raddrizzò la schiena e assunse il tono pratico e sbrigativo che usava per le transazioni di lavoro. “La luna piena sarà tra tre giorni, ma io prima ho due consegne da fare. Se vuoi venire con me, andrò a Costoi.”

“E se non volessi?”

“Se non vuoi” replicò Meli senza scomporsi, tirando fuori venti navok “ci vediamo tra tre giorni alla radura vicino al lago, due ore prima del tramonto”. Porse i soldi all’uomo che li afferrò titubante. “Per la gemma” specificò Meli.

L’uomo osservò i soldi, e osservò lei. La sua espressione si fece più accomodante.

“Vengo con te”.

***

“Hei, Meli. Dì al tuo ammazzamostri di smetterla di fissarmi le tette”.

Logan, beccato in flagrante, alzò lo sguardo al soffitto con tutta l’indifferenza che gli permetteva il suo collo paonazzo.

Meli nascose una risata dietro un colpo di tosse. Era vero, Logan stava fissando le tette di Dagmaris. Ma come dargli torto? Primo, le tette in questione, strizzate in un corpetto giallo ocra, erano indiscutibilmente un bel vedere. Secondo, Dag stava giocando sporco: Meli lo capì dalle pupille dilatate e dall’intenso profumo floreale.

“Logan, fa il bravo. Non importunare la mia cliente” stette al gioco Meli, divertita.

Erano in una stanza che sapeva di chiuso sul retro del bordello al civico 42 di Costoi, di cui Dagmaris era la proprietaria. La stanza era perlopiù spoglia, con un letto con lenzuola rosse indecentemente sfatte e un tavolino macchiato di cera di candele sciolte. Dag di solito la faceva salire di sopra, ma oggi il bordello era affollato, quindi erano rimasti lì. Lei e Dag erano sedute su due sedie scompagnate; Logan era rimasto in piedi vicino alla porta. 

Dagmaris, rilassata sullo schienale, li osservava con un’ombra di un sorriso pigro dietro le labbra tinte di rosso. Era una donna di una sensualità minacciosa, che andava dai voluminosi capelli d’ebano alle labbra gonfie, allo stacco di coscia color nocciola messo bene in mostra dalla tunica indecente che indossava. In quel momento nessun uomo nel raggio di 50 metri avrebbe potuto tenere testa a Dagmaris, e Meli sapeva bene perché. Dopotutto, lei era lì per quello.

“Ti ho portato la belladonna” disse, porgendo un gonfio sacchetto di iuta.

Dag lo afferrò e ne osservò il contenuto. “Ottimo. Stavo finendo le scorte”.

La transazione fu rapida e piacevole. Meli chiese a Dag degli affari, Dag rideva e lanciava occhiate seducenti ad un Logan sempre più a disagio.

“Questo qui è nuovo?” chiese Dag, il suo sguardo languido e denso come miele sul corpo di lui. 

Meli annuì contando i navok nella sua bisaccia. “Nuovo fiammante. Per il sambuco”. Meli sentì Logan muoversi stizzito, ma non vi fece caso.

“Sambuco, eh?” disse Dagmaris. “Come mai?”.

“Mia sorella è impegnata. Copro la sua zona”.

“Capisco. Bè, stai attenta. Mi servi qui il mese prossimo”.

Meli le sorrise, cogliendo la nota di apprensione nelle parole dell’amica. “Certo”. Meli lanciò un’occhiata a Logan. “Sono in buone mani”.

Si congedarono e uscirono dalla porta sul retro. Erano già in mezzo alla strada quando, appoggiata allo stipite con le braccia conserte, Dagmaris minacciò: “E tu, ammazzamostri, non tirare brutti scherzi alla mia amica, o ti farò gemere e implorare come una cagna in calore… e ti piacerà pure”.

***

“Che cazzo è successo lì dentro?”. Logan era ansimante e rosso in faccia.

Meli ebbe pietà di lui e della sua probabile erezione. “Hai visto i suoi occhi? Dagmaris stava usando la belladonna. È un’erba velenosa con cui è possibile realizzare un infallibile afrodisiaco” gli spiegò. “Un gingillo utile per una prostituta… e non solo”.

Logan non sembrò convinto.

“Rilassati. A Dagmaris piace prendersi gioco degli uomini in generale, e oggi nemmeno un monaco del tempio di Doa sarebbe riuscito a mantenere il controllo con lei. Ha imparato l’arte da sua madre e da sua nonna. Non avevi nessuna possibilità di resisterle, non da così vicino”.

Logan assimilò le informazioni e prese un respiro per calmarsi. Stette in silenzio per un po’. “Pensavo che la belladonna servisse solo ad ammazzare la gente” disse.

“Ho la ragionevole certezza che Dag la usi anche a questo scopo, con i suoi clienti più molesti”.

Logan sembrò pensarci su. “È questo il tuo lavoro? Sei una spacciatrice?”.

Meli rise. “Il termine esatto sarebbe botanica. Ma immagino che anche spacciatrice di erbe potrebbe andare”.

L’uomo annuì distratto. “Ok. Abbiamo finito qui?” chiese, impaziente di mettere più distanza possibile tra lui e la belladonna.

“Non ancora. Ho un’altra consegna da fare”

Da chi andiamo per la prossima consegna?

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131 Commenti

    • Ciao Red Dragon! Torneranno di certo: un nuovo racconto è già pronto per loro – al momento in pubblicazione su un altro sito, EFP – ma mi piacerebbe riproporli di nuovo anche qui su The Incipit! Magari per una terza avventura 😀 Non vedo l’ora!

  • Che meraviglia, cara ❤️ È stata una lettura davvero gradevole, sai? Un’avventura che si chiude, sì , ma che spalanca la porta alle mille altre che potrebbero seguire ❤️Grazie per averla condivisa con noih: ti aspettiamo prestissimo, eh? 🙋🏼‍♀️❤️

  • Ciao, la storia mi aveva preso fin da subito e devo dire che ogni episodio è stato decisamente all’altezza (il 4 e il 7 forse i miei preferiti) . Dalla caratterizzazione dei personaggi, all’ambientazione fantasy. Credo si presterebbe bene a un seguito (almeno io lo leggerei molto volentieri).

  • Ciao Emma 🙂
    La storia si è conclusa nel migliore dei modi, a parte per Logan, ma come tu hai ben detto credo che lui e Meli si rivedeanno molto presto 🙂
    La storia è stata piacevole e si nota che ti sei divertita e hai ovviamente lasciato la porta aperta per un continuo 🙂
    Io però da amante della sfida ti inviterei a cambiare genere e scrivere una storia su un genere che sai già ti metterebbe in difficoltà 🙂 e vediamo cosa ci tiri fuori 😉
    A presto 🙂

  • Be’ , è stato un addio (che forse è un arrivederci) abbastanza toccante, sigh, sigh… Che brava che sei stata, ti faccio i miei complimenti: una lettura davvero davvero godibile:)
    Spero di leggere altro, di te, presto: che sia con questi personaggi o con altri ti aspettiamo presto!

    Per quanto riguarda la tua domanda io direi che potresti cambiare genere per poi ritornare a bomba con sto due nella storia dopo! Che dici, eh?

  • Ciao, Emma J.

    Finale in linea con i personaggi. Nessuna sorpresa ma solo tanti agganci per un eventuale seguito, compreso il punto di domanda nel titolo. Però senza alcun evidente cliffhanger e te ne sono grato perché non li amo molto.
    Ti ringrazio per avermi intrattenuto in modo piacevole.

    Alla prossima?

  • Ciao Emma.
    La storia sta arrivando al termine. Molto bella la scena d’azione della prima parte, carica della giusta ironia ma senza essere banale. In poche righe hai descritto un personaggio che, come dicono gli altri, è molto interessante.

    Dopo tutti questi scontro credo sia ora che Meli torni a casa con il nuovo amico gatto.
    A presto 🙋‍♂️

  • Maledetta! Mi hai fatto piangere la Martha: ti dovrei bastonare come una Piñata ( ahahahah, il passaggio della Piñata mi ha fatto ridere davvero di gusto, ahahah!)
    Davvero un bellissimo capitolo, e credo che qui abbiamo tutti il cuore crepato per la fine della tua storia. E fidati quando ti dico che qui succede di rado di provare questa sensazione:D
    Detto questo, e dopo essermi asciugato una lacrima, voto per tornare a casa perché voglio anche io sapere qualcosa in più sulla fantomatica sorella di Meli!

    P.s.
    Meimei è un gran personaggio: tienitela stretta!

  • Carissima ❤️ Ho nel cuore uno strano mix di gioia e di malinconia, ché qui la tua bellissima storia è quasi finita. Non so se ridere o sbattere la testa contro il muro: farò tutt’e due XD
    Una narrazione mitica, un cocktail perfetto di azione e ironia (Il nekorai avanzò verso di loro. Meli non aspettò il suo turno per fare la piñata.). Applausi!
    E poi c’è la storia della sorella, che aleggia nell’aria da sempre e che incuriosisce non poco il lettore XD
    Ottima la back story di Meimei: in tre righe ci hai mostrato un altro personaggio che meriterebbe davvero più spazio in altre storie ❤️
    Parlando proprio della sorella voterò per tornare a casa!

    Per il tuo file personale ti segnalo un piccolissimo dettaglio:
    “Meli corse verso di lui, mettendosi tra l’uomo [a] terra e il mostro”

    Scrivi presto, cara 🙋🏼‍♀️E dimmi che hai già un’altra storia da farci giocare ❤️

  • Botte da orbi quante ne vuoi, da indigestione raccontate fon maestria.
    La domanda è: erano più preziosi certi pendenti dei secondini, o la lingua della “dolce” vecchina? Forse non lo sapremo mai.
    Tutti vogliono il sambuco, e a me non va di discutere. Al finale, Vamos!
    Ciao🌻🙋‍♂️

  • Ciao, Emma J.

    Meno azione ma diciamo che la cosa ha agevolato il mio vecchio cervello. Piaciuto molto anche il nekorai, ma soprattutto mi è piaciuta la parte successiva, con tutte le riflessioni omodiegetiche che sono ben integrate nella narrazione.
    Quando ho visto il numero nove mi è dispiaciuto tanto 🙁 ho seguito la storia molto molto volentieri.
    per il decimo episodio andiamo a vendere il sambuco.

    Grazie e alla prossima.

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