Cercasi Ammazzamostri

Dove eravamo rimasti?

Cosa c'è nel cestino? Un mucchio di gattini (57%)

Il Cestino

Meli ne lanciò il contenuto verso la calca di mostri orrendi. E lì atterrarono, miagolando infastiditi, quattro gattini. Le strigi si immobilizzarono con il becco spalancato. Logan, a terra, insanguinato e con la spada sguainata, restò in attesa.

Le donne demoniache, frastornate, fissarono con occhi infuocati i piccoli felini. Meli ebbe la certezza matematica che i mici fossero vicini alla loro prematura dipartita; socchiuse gli occhi preparandosi alla visione di pelo e carne maciullata.

Ma le strigi lanciarono fischi acuti, terrorizzati, e indietreggiarono. I gattini miagolarono più forte, zampettando instabili verso i mostri.

“Schifosiiii ragazziiini! Cosa ciii avete portato!” strillarono le strigi. E poi, inspiegabilmente, presero il volo. Meli e Logan osservarono le figure di uccello farsi sempre più piccole contro il cielo azzurro. 

Erano rimasti soli nel nido abbandonato. Bè soli: con due cadaveri di strigi, e quattro adorabili gattini. Si guardarono ansimanti e si fecero un cenno stanco. Erano ancora vivi.

Meli, dolorante, si mise a sedere. Adesso che l’adrenalina era scesa, sentiva i profondi tagli sulle spalle dove la strige l’aveva artigliata. Logan si alzò. Era coperto di sangue, ma non era suo. Non aveva un graffio, il maledetto. Meli si lasciò controllare le ferite. L’uomo borbottò un inelegante incantesimo di guarigione e la tirò in piedi senza premura. “Dobbiamo scendere prima che si faccia notte” l’avvertì.

Meli si avvicinò ai cadaveri e, coltellaccio in mano, rimosse i lunghi artigli ricurvi dalle sei zampe delle bestie. Li infilò poi, ancora sanguinanti, in un sacco di iuta che si legò sulla schiena. Recuperarono i gattini – non erano andati lontano – e li richiusero nella cesta di vimini. Nervosi e stanchi scesero veloci giù dai tornanti sassosi, imprecando e scivolando spesso, fino ad arrivare al sentiero nel bosco. Lì osarono rallentare. Il sole non aveva ancora toccato le linea delle montagne.

“Ma poi” chiese Meli con il fiato corto “perché proprio dei gattini?”.

“Ma che cazzo ne so perché i gattini” borbottò Logan.

Meli annuì come se avesse appena ricevuto un’esauriente spiegazione. “E perché non li abbiamo lanciati subito nella mischia?”

Un miagolio lamentoso arrivò dalle spalle di Logan. La mascella dell’ammazzamostri si irrigidì. “Perché non ero affatto sicuro che avrebbe funzionato”.

Meli pensò di offendersi. Non ci riuscì; suo malgrado, fece uno sbuffo divertito. “Lo sapevo che eri un ciarlatano. Tutta apparenza e niente sostanza”.

“Ti ho appena salvato la pelle da uno stormo di strigi assatanate” replicò asciutto lui.

Non le piacque quella considerazione. “Bè, solo perché tu mi hai detto di saperlo fare” disse lei. “E grazie a Dio i gattini hanno funzionato” aggiunse, tastandosi la ferita sulla spalla sinistra. 

***

Arrivarono a Costoi che era ormai notte, la luna alta nel cielo. Era quasi un cerchio perfetto, notò Meli. Si infilarono tra le case buie sulla deserta stradina acciottolata. “Andiamo. So chi ci può dare da dormire con così poco preavviso” disse Meli. 

Si avviarono verso la zona più esterna del paese, dove le case si facevano sparute e le vie sempre più larghe. Giunsero ad una casetta di pietre del tutto simile alle altre, ma con un grosso cespuglio di lamponi di fianco alla porta. Meli bussò due volte e furono accolti da una vecchina con i capelli grigi e un grembiule rosa che, dopo un momento di confusione, abbracciò Meli stretta stretta e, senza dire una parola, li fece entrare. 

La vecchina indicò il tavolo e le sedie e, prima che potessero rifiutare, tirò fuori latte, carne salata e polpette di pane. Li osservò mangiare soddisfatta, le mani sui fianchi ossuti. Meli tirò fuori i gattini e un lauto pasto fu preposto anche per loro. “Dobbiamo pur ringraziarli” disse a Logan, che alzò gli occhi al cielo.

Distrutti, ma con la pancia piena, si alzarono da tavola. “Grazie Meimei. Ti devo un favore, come sempre”.

La vecchia le fece un cenno con la mano e un buffetto sulla guancia. Lesta, sparecchiò le stoviglie e indicò loro la camera, sempre la stessa, che Meli affittava per le emergenze. La vecchia accese il fuoco nel camino e se ne andò.

La stanza era piccola e accogliente, con il focolare, un tappeto, una grossa cassapanca, un letto, una sedia e una piccola scrivania.

Logan indicò l’unico letto della stanza. “Ti avviso, io non ho nessuna intenzione di fare il cavaliere e di dormire per terra”.

“Io nemmeno”.

“Bene”.

In comune accordo decisero che, prima di infilarsi sotto le coperte, era meglio togliersi di dosso il sangue secco e l’odore di gallina delle strigi. Si lavarono nella fontana gelida fuori dalla casetta e tornarono dentro ad asciugarsi battendo i denti davanti al focolare. 

Una volta asciutti, esausti e infastiditi dalla presenza l’uno dell’altra, si misero a letto.

E ora che succede?

  • Scopriamo qualcosa di più su Logan e la vecchia Meimei (33%)
    33
  • Qualcosa di orribile accade quella notte (56%)
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  • Andiamo dai licantropi (11%)
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131 Commenti

    • Ciao Red Dragon! Torneranno di certo: un nuovo racconto è già pronto per loro – al momento in pubblicazione su un altro sito, EFP – ma mi piacerebbe riproporli di nuovo anche qui su The Incipit! Magari per una terza avventura 😀 Non vedo l’ora!

  • Che meraviglia, cara ❤️ È stata una lettura davvero gradevole, sai? Un’avventura che si chiude, sì , ma che spalanca la porta alle mille altre che potrebbero seguire ❤️Grazie per averla condivisa con noih: ti aspettiamo prestissimo, eh? 🙋🏼‍♀️❤️

  • Ciao, la storia mi aveva preso fin da subito e devo dire che ogni episodio è stato decisamente all’altezza (il 4 e il 7 forse i miei preferiti) . Dalla caratterizzazione dei personaggi, all’ambientazione fantasy. Credo si presterebbe bene a un seguito (almeno io lo leggerei molto volentieri).

  • Ciao Emma 🙂
    La storia si è conclusa nel migliore dei modi, a parte per Logan, ma come tu hai ben detto credo che lui e Meli si rivedeanno molto presto 🙂
    La storia è stata piacevole e si nota che ti sei divertita e hai ovviamente lasciato la porta aperta per un continuo 🙂
    Io però da amante della sfida ti inviterei a cambiare genere e scrivere una storia su un genere che sai già ti metterebbe in difficoltà 🙂 e vediamo cosa ci tiri fuori 😉
    A presto 🙂

  • Be’ , è stato un addio (che forse è un arrivederci) abbastanza toccante, sigh, sigh… Che brava che sei stata, ti faccio i miei complimenti: una lettura davvero davvero godibile:)
    Spero di leggere altro, di te, presto: che sia con questi personaggi o con altri ti aspettiamo presto!

    Per quanto riguarda la tua domanda io direi che potresti cambiare genere per poi ritornare a bomba con sto due nella storia dopo! Che dici, eh?

  • Ciao, Emma J.

    Finale in linea con i personaggi. Nessuna sorpresa ma solo tanti agganci per un eventuale seguito, compreso il punto di domanda nel titolo. Però senza alcun evidente cliffhanger e te ne sono grato perché non li amo molto.
    Ti ringrazio per avermi intrattenuto in modo piacevole.

    Alla prossima?

  • Ciao Emma.
    La storia sta arrivando al termine. Molto bella la scena d’azione della prima parte, carica della giusta ironia ma senza essere banale. In poche righe hai descritto un personaggio che, come dicono gli altri, è molto interessante.

    Dopo tutti questi scontro credo sia ora che Meli torni a casa con il nuovo amico gatto.
    A presto 🙋‍♂️

  • Maledetta! Mi hai fatto piangere la Martha: ti dovrei bastonare come una Piñata ( ahahahah, il passaggio della Piñata mi ha fatto ridere davvero di gusto, ahahah!)
    Davvero un bellissimo capitolo, e credo che qui abbiamo tutti il cuore crepato per la fine della tua storia. E fidati quando ti dico che qui succede di rado di provare questa sensazione:D
    Detto questo, e dopo essermi asciugato una lacrima, voto per tornare a casa perché voglio anche io sapere qualcosa in più sulla fantomatica sorella di Meli!

    P.s.
    Meimei è un gran personaggio: tienitela stretta!

  • Carissima ❤️ Ho nel cuore uno strano mix di gioia e di malinconia, ché qui la tua bellissima storia è quasi finita. Non so se ridere o sbattere la testa contro il muro: farò tutt’e due XD
    Una narrazione mitica, un cocktail perfetto di azione e ironia (Il nekorai avanzò verso di loro. Meli non aspettò il suo turno per fare la piñata.). Applausi!
    E poi c’è la storia della sorella, che aleggia nell’aria da sempre e che incuriosisce non poco il lettore XD
    Ottima la back story di Meimei: in tre righe ci hai mostrato un altro personaggio che meriterebbe davvero più spazio in altre storie ❤️
    Parlando proprio della sorella voterò per tornare a casa!

    Per il tuo file personale ti segnalo un piccolissimo dettaglio:
    “Meli corse verso di lui, mettendosi tra l’uomo [a] terra e il mostro”

    Scrivi presto, cara 🙋🏼‍♀️E dimmi che hai già un’altra storia da farci giocare ❤️

  • Botte da orbi quante ne vuoi, da indigestione raccontate fon maestria.
    La domanda è: erano più preziosi certi pendenti dei secondini, o la lingua della “dolce” vecchina? Forse non lo sapremo mai.
    Tutti vogliono il sambuco, e a me non va di discutere. Al finale, Vamos!
    Ciao🌻🙋‍♂️

  • Ciao, Emma J.

    Meno azione ma diciamo che la cosa ha agevolato il mio vecchio cervello. Piaciuto molto anche il nekorai, ma soprattutto mi è piaciuta la parte successiva, con tutte le riflessioni omodiegetiche che sono ben integrate nella narrazione.
    Quando ho visto il numero nove mi è dispiaciuto tanto 🙁 ho seguito la storia molto molto volentieri.
    per il decimo episodio andiamo a vendere il sambuco.

    Grazie e alla prossima.

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