Cercasi Ammazzamostri

Dove eravamo rimasti?

Siamo al settimo capitolo e ci avviciniamo alla fine di questa stramba avventura! Scegli l'opzione che senti più tua: Oh, mo' basta cazzeggiare: la luna piena è qui! (56%)

I Fiori di Sambuco

Logan, dopo aver ingollato un paio di pozioni rinvigorenti, si riprese senza troppe conseguenze. “Ti ho salvato la vita” lo prese in giro Meli. “Tu le strigi, io la succube. Siamo pari”.

Logan non sollevò nemmeno lo sguardo dalla zuppa che stava mangiando. “La vecchia mi ha salvato la vita”.

“Saresti morto stecchito se io non mi fossi svegliata”.

“Ma se mi hai detto che ti sei svegliata perché ti ho tirato un cazzotto”.

Lei gli disse che era troppo pignolo, e che un grazie sarebbe stato sufficiente. Lui le disse di stare zitta e di lasciarlo mangiare in pace. Meli alzò le mani e andò a prepararsi.

Lasciarono i gattini alle cure di Meimei la quale, in cambio, regalò a Meli un meraviglioso bastone di castagno. Meli la ringraziò commossa. Il suo vecchio bastone aveva fatto una brutta fine dentro un crepaccio del ghiacciaio di Vatna e, tra i mostri e le consegne, non aveva ancora avuto tempo di sostituirlo. Lo saggiò. Era perfetto nella sua mano. 

***

Era quasi l’ora. 

Meli osservò il sole, una palla di fuoco arancione, tuffarsi piano dietro le montagne. Erano arrivati nella radura appena in tempo. Gli alberi di sambuco erano carichi di fiori bianchi, in attesa di essere raccolti; la luna era già alta nel cielo, rotonda e indifferente. 

Meli cincischiò con il sacco di iuta che aveva legato in vita. Non appena il sole fosse calato e i primi raggi lunari avessero toccato le foglie del sambuco, avrebbe potuto cominciare il suo lavoro. Dovevano essere rapidi e precisi, silenziosi ed efficienti.

Nelle notti di luna piena i licantropi – o le persone affette la licantropia, come avrebbe detto sua sorella, più politically correct di lei – si trasformavano in bestie feroci con un unico desiderio: cacciare. Persone, bestie, gattini? Poco cambiava. I licantropi erano guidati da un forte istinto da predatore e dovevano sfogarsi. Dovevano uccidere. 

Tenendo questo bene a mente, era evidente che fossero ben pochi i pazzi che sceglievano di raccogliere i fiori di sambuco che, in quanto l’ingrediente fondamentale per la pozione antilupo, erano efficaci solo se raccolti sotto i raggi della luna piena. Sua sorella – ovviamente – era uno di questi pazzi. 

Lanciò un’occhiata a Logan, appostato alle sue spalle, la spada sguainata. Le dava la schiena. Meli pregò che le pozioni rinvigorenti fossero state sufficienti. Non aveva paura di morire, ma non farsi mordere era fondamentale: Meli si sarebbe ammazzata piuttosto di vivere il resto della sua vita con in faccia il marchio della licantropia.

Il sole, infine, sparì dietro le montagne. Un primo ululato solitario incrinò il silenzio nella radura.

Meli si mise subito all’opera, staccando i boccioli di sambuco con mani esperte e infilandoli nel sacco. Logan, alle sue spalle, non emetteva un suono.

Gli ululati si fecevano più frequenti e vicini. I lupi si stavano radunando in branchi, si salutavano, si azzuffavano. Ben presto, nel buio tra gli alberi attorno a loro, si udirono rumori di zampe e foglie spostate. Meli, celere e concentrata, sceglieva e staccava i fiori adatti, infilandoli nella saccoccia.

Qualcosa di grosso ringhiò. Meli si immobilizzò, la mano a mezz’aria tra i fiori e il sacco pieno per tre quarti. Fece per dire qualcosa, ma Logan la zittì. “Sono qui” disse. Meli aguzzò le orecchie. Tutt’attorno gli alberi frusciavano e il buio si muoveva denso e minaccioso. “Coprimi le spalle” fu l’unica cosa che Logan le disse prima che i lupi emergessero dal bosco. Tre, poi quattro, poi cinque. 

Meli alzò lo sguardo sul lupo più vicino a lei. Alto due metri al garrese sulle zampe posteriori, aveva occhi cremisi venati di sangue e un brutto ghigno pieno di zanne gialle. La luce bianca della luna gli illuminava il pelo grigio, annodato e sporco. 

Logan fece oscillare la lama d’argento. Il lupo si lasciò ricadere sulle quattro zampe. Così messo poteva forse assomigliare ad un lupo normale, pensò Meli, seppur sproporzionato e con la testa orribilmente grossa. Logan si mise in posizione. Meli, cauta, chiuse il sacco e afferrò il suo bastone. Il lupo non le staccò gli occhi di dosso.

Quando il primo licantropo attaccò, l’ammazzamostri non ci andò leggero: con un fendente deciso gli aprì il petto dalla gola allo stomaco. In una cascata di sangue, il lupo si schiantò a terra. 

Il branco guaì e latrò indignato. I lupi, fissandoli con occhi cremisi e la bava alla bocca, cominciarono a girare in tondo. 

Meli strinse il bastone tra due mani. Non ci fu il tempo di pensare ad una strategia. Un lupo marrone ringhiò e le balzò addosso. Lei roteò il bastone e lo colpì sul muso. Il lupo cadde a terra e venne finito una coltellata dritta nella tempia. “Sono troppo vecchia per queste stronzate” borbottò Meli estraendo il coltello lordo di sangue.

Alle sue spalle, Logan stava facendo a pezzi un grosso lupo nero. Tre licantropi a terra. Erano rimasti due contro due. Assolutamente fattibile, pensò Meli, e poi potevano finalmente tornarsene a casa.

I due guerrieri si prepararono, schiena contro schiena, all’ultimo assalto.

Tutto qui?

  • No: non c'è mai fine al peggio, e Logan viene ferito. (60%)
    60
  • No: non c'è mai fine al peggio. (40%)
    40
  • Sì. (0%)
    0
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131 Commenti

    • Ciao Red Dragon! Torneranno di certo: un nuovo racconto è già pronto per loro – al momento in pubblicazione su un altro sito, EFP – ma mi piacerebbe riproporli di nuovo anche qui su The Incipit! Magari per una terza avventura 😀 Non vedo l’ora!

  • Che meraviglia, cara ❤️ È stata una lettura davvero gradevole, sai? Un’avventura che si chiude, sì , ma che spalanca la porta alle mille altre che potrebbero seguire ❤️Grazie per averla condivisa con noih: ti aspettiamo prestissimo, eh? 🙋🏼‍♀️❤️

  • Ciao, la storia mi aveva preso fin da subito e devo dire che ogni episodio è stato decisamente all’altezza (il 4 e il 7 forse i miei preferiti) . Dalla caratterizzazione dei personaggi, all’ambientazione fantasy. Credo si presterebbe bene a un seguito (almeno io lo leggerei molto volentieri).

  • Ciao Emma 🙂
    La storia si è conclusa nel migliore dei modi, a parte per Logan, ma come tu hai ben detto credo che lui e Meli si rivedeanno molto presto 🙂
    La storia è stata piacevole e si nota che ti sei divertita e hai ovviamente lasciato la porta aperta per un continuo 🙂
    Io però da amante della sfida ti inviterei a cambiare genere e scrivere una storia su un genere che sai già ti metterebbe in difficoltà 🙂 e vediamo cosa ci tiri fuori 😉
    A presto 🙂

  • Be’ , è stato un addio (che forse è un arrivederci) abbastanza toccante, sigh, sigh… Che brava che sei stata, ti faccio i miei complimenti: una lettura davvero davvero godibile:)
    Spero di leggere altro, di te, presto: che sia con questi personaggi o con altri ti aspettiamo presto!

    Per quanto riguarda la tua domanda io direi che potresti cambiare genere per poi ritornare a bomba con sto due nella storia dopo! Che dici, eh?

  • Ciao, Emma J.

    Finale in linea con i personaggi. Nessuna sorpresa ma solo tanti agganci per un eventuale seguito, compreso il punto di domanda nel titolo. Però senza alcun evidente cliffhanger e te ne sono grato perché non li amo molto.
    Ti ringrazio per avermi intrattenuto in modo piacevole.

    Alla prossima?

  • Ciao Emma.
    La storia sta arrivando al termine. Molto bella la scena d’azione della prima parte, carica della giusta ironia ma senza essere banale. In poche righe hai descritto un personaggio che, come dicono gli altri, è molto interessante.

    Dopo tutti questi scontro credo sia ora che Meli torni a casa con il nuovo amico gatto.
    A presto 🙋‍♂️

  • Maledetta! Mi hai fatto piangere la Martha: ti dovrei bastonare come una Piñata ( ahahahah, il passaggio della Piñata mi ha fatto ridere davvero di gusto, ahahah!)
    Davvero un bellissimo capitolo, e credo che qui abbiamo tutti il cuore crepato per la fine della tua storia. E fidati quando ti dico che qui succede di rado di provare questa sensazione:D
    Detto questo, e dopo essermi asciugato una lacrima, voto per tornare a casa perché voglio anche io sapere qualcosa in più sulla fantomatica sorella di Meli!

    P.s.
    Meimei è un gran personaggio: tienitela stretta!

  • Carissima ❤️ Ho nel cuore uno strano mix di gioia e di malinconia, ché qui la tua bellissima storia è quasi finita. Non so se ridere o sbattere la testa contro il muro: farò tutt’e due XD
    Una narrazione mitica, un cocktail perfetto di azione e ironia (Il nekorai avanzò verso di loro. Meli non aspettò il suo turno per fare la piñata.). Applausi!
    E poi c’è la storia della sorella, che aleggia nell’aria da sempre e che incuriosisce non poco il lettore XD
    Ottima la back story di Meimei: in tre righe ci hai mostrato un altro personaggio che meriterebbe davvero più spazio in altre storie ❤️
    Parlando proprio della sorella voterò per tornare a casa!

    Per il tuo file personale ti segnalo un piccolissimo dettaglio:
    “Meli corse verso di lui, mettendosi tra l’uomo [a] terra e il mostro”

    Scrivi presto, cara 🙋🏼‍♀️E dimmi che hai già un’altra storia da farci giocare ❤️

  • Botte da orbi quante ne vuoi, da indigestione raccontate fon maestria.
    La domanda è: erano più preziosi certi pendenti dei secondini, o la lingua della “dolce” vecchina? Forse non lo sapremo mai.
    Tutti vogliono il sambuco, e a me non va di discutere. Al finale, Vamos!
    Ciao🌻🙋‍♂️

  • Ciao, Emma J.

    Meno azione ma diciamo che la cosa ha agevolato il mio vecchio cervello. Piaciuto molto anche il nekorai, ma soprattutto mi è piaciuta la parte successiva, con tutte le riflessioni omodiegetiche che sono ben integrate nella narrazione.
    Quando ho visto il numero nove mi è dispiaciuto tanto 🙁 ho seguito la storia molto molto volentieri.
    per il decimo episodio andiamo a vendere il sambuco.

    Grazie e alla prossima.

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