Corn dog a colazione

Dove eravamo rimasti?

Il Buon Domestico come dovrà rivolgersi al suo nuovo padrone? Oh santa pace! Ho dei c***o di poteri magici ora! Ti chiamerò come e quando voglio io! (60%)

All’ingresso del dungeon

   Pioveva ancora quando Urhu e Ramen, o per meglio dire il suo Ramen, uscirono dal konbini. L’orco procedette sotto la pioggia, l’umano poco dietro protetto dall’ombrello nero.
   Ramen osservava quella montagna di muscoli alta due metri, dalla fulva chioma di rasta fradici, le zanne inferiori sporgenti, le spalle larghe due ante d’armadio e le mani verdi e ciondolanti. Sospirò e schioccò le dita. L’intento era di dargli un ombrellone da spiaggia per ripararlo dalla pioggia. Ma quello non era il suo mondo, e quello che indossava non era un grembiule normale. Dunque Urhu si ritrovò tra le mani un gigantesco peveraccio, completo di gambo e cappello.
   L’orco si fermò, guardò il gigantesco fungo e si voltò indietro con sguardo stupito.

– Grazie?

  Disse dubbioso, Ramen distolse lo sguardo con sdegno, mugugnando un proverbiale mph.
   L’appartamento distava pochi passi dal konbini e nel fare le scale, dominio di decine di dionee affamate, una domanda iniziava a mettere radici nella testa di Urhu: come l’avrebbe presa Yu Dao?
   Ma non ebbe il tempo di rispondersi che raggiunse la porta. Poi, prima d’aprirla si girò a guardare Ramen.

– Sei allergico al pelo di crisocione?

   Chiese. Sarebbe stato un problema, o la soluzione per levarsi di dosso l’ingombrante party appena ricevuto e porre fine a quella quest che il Master Fato gli aveva posto davanti.
   Ramen sospirò, pareva che il solo rivolgersi a quell’energumeno del suo nuovo padrone lo infastidisse quanto trovare una camola in un piatto di cavallette fritte.

– Sono allergico a tutto ciò che non rispetta la legge fisica, a tutte le forme d’incantesimi, intollerante sia agli animali che alle pietre parlanti, al cibo non preconfezionato, ai colpi di fulmine e ai pensieri dentro nuvolette.

   Urhu lo osservò con un’espressione stupita e pensò che evidentemente durante il suo concepimento la vita aveva tirato un critico a suo svantaggio.

– Oh si, – continuò Ramen – e ovviamente sono allergico al lattice.

   Un doppio critico si corresse Urhu, poi si portò una grossa mano alla nuca. Era evidente che se avesse oltrepassato quella soglia sarebbe morto stecchito in una manciata di secondi.  

– Tuttavia, – concluse Ramen con rassegnazione – finché indosso Il grembiule nulla potrà nuocermi. Almeno finché il debito non sarà ripagato.

– Un vero grembiule +1.

   Commentò l’orco e aperse di uno spiraglio la porta di casa. L’odore di kimchi e chili lo abbracciò insieme all’inconfondibile musica di Corneria. E a quelle note Urhu si bloccò sulla soglia. Quelle note ruvide prodotte da Star Fox della SNES non potevano che dire una cosa: Yu Dao era di pessimo umore, e un Yu Dao alterato era da evitare quanto un mobile con il mignolo del piede.
   Che iella… Pensò Urhu ben sapendo che far entrare l’umano in quel momento nel loro soggiorno barra ring per incontri clandestini di Savate, non era l’idea più saggia. Non con un naga che nelle giornate no sapeva trasformarsi nella brutta copia di Darth Maul.  
   Devo farmi una doccia… Pensò mentre i vestiti bagnati dalla pioggia stavano infradiciando le dionee. Dunque gettò un occhio verso Ramen. Forse invitarlo a fare la doccia insieme era la soluzione più semplice per non abbandonarlo col suo irascibile CDM. Tuttavia, grazie alla notevole cultura che s’era fatto sugli esseri umani grazie alle serie tv, qualcosa gli suggeriva che Ramen avrebbe frainteso. Quindi lasciò perdere e richiudendo la porta silenziosamente rinviò l’incontro di MMA.
   Sotto gli occhi dell’umano si sedette tra le piante carnivore, tirò fuori il proprio scacciapensieri ed iniziò a suonarlo. Ramen lo osservò interdetto.

– Dunque non entriamo?

   Chiese stupito.

– Per ora no.

   Rispose l’orco con placida calma. Sentiva il nervoso accrescere dentro l’umano e gli avrebbe prestato il suo mala tibetano per aiutarlo, ma intonare il ritmo della sigla dei Biker Mice gli stava uscendo così bene che non poteva fermarsi.

– Tu sei un padrone che spreca il suo bene più prezioso.

   Commentò Ramen con disprezzo.

– No mio giovane Padawan, – gli rispose Urhu con serenità. – Se corri troppo incontrerai solamente il Tristo più velocemente.

   Ramen alzò gli occhi al cielo e infilandosi le mani nella tasca del magico grembiule, ne estrasse una spada. Oh per meglio dire, era quello che avrebbe desiderato ottenere se doveva affrontare un drago. Invece si ritrovò tra le mani un mestolo di legno. Lo sconforto lo immobilizzò per qualche secondo e Urhu se ne chiese il motivo. C’era chi era cresciuto col terrore di quegli utensili. C’era chi ancora ricordava le conseguenze di una madre irata che alle parole Prendo la Santa e ti distruggo! Se ne armava con intenti omicidi.    

– Che Aziraphale e Crowley siano con te, insieme a Neil e Terry.

   Lo benedì Urhu. In fondo ogni eroe per essere tale doveva sconfiggere il proprio drago.

Che sapore avrà la prova del Drago?

  • Spinoso come il durian (50%)
    50
  • Crudo come il sashimi (0%)
    0
  • Piccante come il curry (50%)
    50
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