L’esercito delle nebbie

L’illusione del buio

Aveva smesso di piovere da poco e le grondaie traboccavano ancora di acqua piovana. Goccioline cadevano dalle estremità dei terrazzi delle case con un ritmo quasi regolare. Alcune ricadevano prosciugandosi sull’asfalto ancora umidiccio, altre sui tettucci ferrosi delle auto, infrangendosi con un suono argentino. A quell’ora il vicolo era piuttosto desolato e scarsamente illuminato, rischiarato solo dalla luce dei lampioni disposti sull’adiacente strada principale. Un luogo ideale per chi desiderasse passare inosservato. Il quartiere era uno dei più brutti della città, pullulante di malavita e quotidianamente dilaniato da furti o ancora peggio crimini di sangue. Nell’ultimo periodo in special modo si erano verificati molti fatti allarmanti, e per di più inspiegabili. Una serie di morti violente si era abbattuta sul dedalo di stradine buie e dalle superfici scalcinate che componeva il quartiere. La caratteristica di quegli omicidi, oltre che la loro peculiare e agghiacciante efferatezza, era costituita dall’estrema difficoltà di trovare un colpevole.

Il vicolo era delimitato da muri stretti e incrostati di sporco, uno dei quali lo divideva da un locale molto noto nel quartiere. Il locale era una birreria ed era il principale luogo di ritrovo per gli uomini residenti nel quartiere.

C’erano uomini di tutte le età, dai giovani ragazzi che assaggiavano alcol per la prima volta, ai vecchi che ormai non riuscivano più a buttar giù niente da mangiare senza accompagnare l’operazione quantomeno da un cartoccio di Tavernello. Quel posto era tra i più malfamati della zona, e capitava raramente che una serata potesse concludersi senza una piccola rissa o una buona dose di coltellate.

Un vecchio dalla barba lunga e grigia se ne stava fuori, nel vicolo, appoggiato di schiena contro il muro esterno della birreria e seduto sull’asfalto. Era avvoltolato in una coperta di pile a fiori che gli teneva caldo, per quanto possibile, durante i mesi invernali. Poco sopra la sua testa, che ospitava i pochi capelli bianchi rimasti, c’era una finestrella con sbarre d’acciaio, che dava direttamente sulla sala centrale della birreria.

La finestra era stata pensata solo per areare il locale e disperdere quell’ asfissiante odore di alcolici che dominava le ore serali. Tuttavia, grazie a quella piccola apertura (che non sarebbe bastata a far passare il più esile dei bimbi), il vecchio poteva udire pezzi di discussione degli avventori del locale.

Non che le esternazioni dei clienti fossero mai particolarmente interessanti, ma per il vecchio significava tanto: erano un’occasione per sentirsi meno solo. Come una sorta di rimpiazzo alla compagnia che, per ragioni a lui ben note, non avrebbe potuto mai avere. Tra le varie voci gracchianti e distorte dall’ebbrezza serale, due in special modo attirarono la sua attenzione. Erano due uomini entrambi tra i quaranta e i cinquanta, a giudicare dal tono di voce, anche se la raucedine dovuta al fumo, di cui indubbiamente facevano uso, poteva averne invecchiato facilmente il colore. Discutevano di un caso di omicidio verificatosi il giorno prima e divulgato sui giornali soltanto quella mattina.

<<E allora come te lo spieghi?>> chiedeva uno in tono di sfida

<<Come me lo spiego?>> rispondeva l’altro: <<È stato un suicidio!>>

<<Un suicidio? Sul serio, avanti neanche un idiota come te può credere a una stronzata simile>> il suo tono era particolarmente irrisorio

<<Hey!>> disse l’uomo sbattendo il boccale di birra sul bancone: <<Tu racconti le tue… storie sui fantasmi, e poi la mia idea sul suicidio sarebbe una stronzata?>>

Era evidente, pensò il vecchio seduto nel vicolo, che quello che aveva parlato per secondo era più ubriaco del compagno di bevute, per quanto le sue tesi fossero più razionali.

<<Ascolta, quell’uomo è stato ammazzato mentre era chiuso a chiave in camera sua, il figlio è entrato poco dopo, lo ha trovato morto e ha giurato su Dio che non c’era nessuno in quella stanza. Te lo ripeto: uno spettro>>

<<Hai bevuto troppo Rick, per oggi ti conviene fermarti o fra un po’ vedrai la statua in Piazza Grande abbandonare il piedistallo e mettersi a ballare>>.

Nel sentire quella discussione al vecchio si formò un sorriso sottile che deformò la sua faccia rugosa.

Poi sentì il rumore di passi, amplificato dalle pozzanghere che si erano formate nelle frequenti buche della stradina. Un uomo aveva imboccato il vicolo a passo svelto e stava venendo verso di lui.

Il vecchio aguzzò la vista, che nonostante l’età era tutt’altro che compromessa e osservò che la figura impugnava stretto un coltello.

“Non può vedermi” pensava tranquillo il vecchio: “Starà cercando qualcun altro, non può vedermi”

La figura arrivò vicino a lui, lo guardò: il vecchio era incredulo. La figura alzò il braccio facendo brillare la lama alla luce della luna, il vecchio ne fu abbagliato: fu l’ultima cosa che vide.

Nel prossimo episodio, i crimini della città vengono raccontati tramite...

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80 Commenti

  • Con il capitolo finale tengo a fare alcune considerazioni. Il racconto è molto ben scritto e la storia è avvincente e mi ha attirato completamente facendomi anche ragionare ed ipotizzare. Per questo non ho apprezzato molto il finale che hai voluto dare (e con questo non dico che sia brutto, ma per ME non rientra nei miei gusti). L’ho trovato troppo affrettato e un po’ incoerente (ad esempio le due parlano presumibilmente da vicino e Ashley fa saltare tutto in aria rischiando di coinvolgere anche l'”amica”). Poi non capisco il perché Clara dovesse fare tutti magheggi affinché Jasmine si fidasse di lei per poi ucciderla. Era già invisibile, le sarebbe bastato fare come aveva già fatto.
    La scrittura invece come ti ho detto è molto ben equilibrata e scorrevole e quindi mi è piaciuta.
    Alla prossima.

  • Ciao Federico 🙂
    La storia fila, il finale mi sembra sia stato un po’ troppo affrettato a causa dei caratteri, ma se deciderai di riprendere la storia anche in privato e ingrandirla e dargli più spazio io direi che ha tutte le basi per una storia davvero con i contro mazzi 🙂
    Comunque ho notato che hai lasciato un finale aperto e credo che porterai un sequel 🙂 sarò felice di essere tra i tuoi lettori 😉
    A presto 🙂

  • Fico! Cioè… forse qualche carattere in più avrebbe giovato, ma mi è piaciuto comunque molto. Chissà se un giorno continuerai la storia.

    Personalmente parlando, Clara non è troppo sana di mente: perché drogare Jasmine affinché potesse vederla per poi fare tutta la pantomima di portarla lì, renderla invisibile ed ucciderla? È qualcosa che ha poco senso per me.
    Il fatto che non si sa che fine abbia fatto Clara e come mai Ashley sia nel luogo buio anziché fuori, lascia un sacco di curiosità ed è giusto per un finale aperto 🙂

    Noi ci rileggiamo alla prossima storia 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao, Federico. La tua storia mi ha davvero stregato, complimenti! Avevo un bel sospetto su Clara, bella trovata, davvero. Hai avuto una bellissima idea per questo esercito delle nebbie!
    Trovo molto buona la tua scrittura. Tanta stima!
    PS ho votato per il finale brutto… mannaggia a Lovecraft & Co… mi piace quando le cose finiscono male 😀

  • Quindi ci avevo visto giusto. Dannata Clara. Ora ci si chiede il perché di quella situazione. Che realmente l’uomo invisibile voleva fare del bene e la vera villain è sempre stata Clara che ha approfittato della sua situazione?
    Da amante del dark ti voto per un bel finale negativo. Vediamo cosa ci porterai.
    Alla prossima.

  • Ciao Federico 🙂
    Bel colpo di scena con Clara 🙂
    L’ avevo un po’ sospettato nel corso della storia ti dico la verità ma ritrovandoselo sbattuto in faccia così mi ha colpito davvero 🙂
    In maniera positiva 🙂
    Il capitolo fila ed è scritto molto bene 🙂
    Anche io voglio che ci dai un finale aperto 😉 e magari un giorno portare un sequel 🙂

  • Ciao Federico, io contrariamente ad altri lettori non ti chiederei di spiegare bene tutto. Le tessere del tuo racconto non sono a mio modo di vedere propriamente quelle di un puzzle, semmai di un domino.
    È una storia piena di gente invisibile che fa il bene e il male… cosa vuoi spiegare?
    Metterei da parte la credibilità dei fatti e mi giocherei tutto sul terreno dell ‘emozione, tanto hai già vinto visti i progressi fatti nella scrittura.
    Voto il finale aperto che di solito si addice ai racconti del mistero…
    Ciao🙋‍♂️

  • Sono per i lieto fine 🙂

    Io ho iniziato a sospettare di Clara un po’ tardi, esattamente come Jasmine. Forse un po’ prima di lei ma sempre troppo tardi. Però continuano a suonarmi strano diverse cose: possibile che Clara sia l’unica dell’Esercito delle Nebbie rimasto? E perché Jasmine la vede? E Ricciardi che c’entra in tutto questo? Troppe domande ed ancora nessuna risposta. E voglio il finale positivo 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao, Federico.

    Se posso permettermi un consiglio, nei dialoghi evita di usare i nomi propri. Soprattutto se ci sono solo due persone, è davvero raro che una chiami l’altra per nome.
    Mi è rimasto oscuro l’intermezzo con Diana, spero che il mistero si dipanerà negli ultimi episodi.
    Nel complesso il racconto mi piace molto; hai creato un background molto interessante e solido, ma soprattutto l’hai raccontato in modo coinvolgente. Te lo dico nonostante un mio gusto personale: a me non piacciono molto i racconti in cui il punto di vista del narratore cambia in continuazione, ma la scelta di spostare il narratore vicino alle vittime ha comunque un senso e soprattutto è portato avanti con coerenza.

    Grazie e alla prossima.

  • Voto anche io rivelazione, in fondo leggiamo anche per capirci qualcosa e dunque…
    Intanto Clara non me la conta giusta… ma non voglio fare ipotesi, sei libero, dacci un finale che ci stupisca!🙃🙄
    Ciao🙋‍♂️

  • Ciao Federico 🙂
    Finalmente sappiamo chi è l assassino, il pazzoide che rapiva e rendeva i bambini invisibili, ma cosa potrà fare Jasmine da sola 🙂
    Si sente aria di pericolo da lontano un miglio 🙂
    Non vedo l’ora di vedere questo assassino, beh, per modo di dire visto che è invisibile. Ma almeno Jasmine lo vede dai 😉
    Un passaggio che mi è risultato un po’ oscuro è stato l utilizzato della parola dileguarsi. Per quale ragione e da chi? Dai bambini da esso rapiti? Che motivo avrebbe avuto? Sicuramente non dalla polizia in quanto nessuno può vederlo … sicuramente ci darai tutte le informazioni a tempo debito 😉
    A presto 🙂

  • Ciao Federico.
    Ti dirò… Clara non me la racconta giusta. Dagli appunti dello scorso capitolo (che deduco siano tra quelli trovati dalla ragazza) il tizio risulta sì pazzo, ma si “limitava” solo a rapire bambini per costruire un esercito di giustizia. Non ha mai parlato di stragi o assassinii.

    Altra cosa sicuramente Jasmine sarà stata guidata da Clara per recarsi in quel luogo, e guarda caso un omicidio dell’uomo invisibile proprio lì vicino.

    Secondo me c’è qualcosa sotto e Clara non mi sembra molto sincera e sospetto di lei. Quindi a pochi capitoli dal finale voto rivelazione. Vediamo se ci ho visto lungo 🙋‍♂️

  • Due capitoli alla fine, quindi, a meno che non vuoi andare ad un seguito, voto Rivelazione!

    A quanto ho capito il creatore dell’Esercito delle Nebbie, è diventato colui che deve essere fermato dal suo stesso “esercito”! La cosa si preannuncia quanto mai interessante. Chissà se compariranno altri 😉

    Ciao 🙂

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