Pensieri liberi

BEATI GLI ARTISTI

Deve prima di tutto ritrovarsi, la sua anima è stata calpestata per troppo tempo, i suoi pensieri sfuggono, si è persa nell’essere madre, figlia, donna indipendente. In un epoca dove per la donna l’indipendenza si rivela una fregatura perchè le viene chiesto d primeggiare in tutti i ruoli che ricopre. Una donna, la chiameremo Lidia, che rincorre un’idea di sè che si rivela sempre più utopica. Lidia ha in dono una saggezza e una capacità di SENTIRE che la caratterizzano e, a volte, la condannano. Cerca di combattere nel quotidiano la maledizione della monotonia, del sapere già come trascorrerà la giornata e sentirsi non più partecipe della vita ma spettatore. Questa sensazione è soffocante. E poi c’è quella cosa, che la persegue ogni giorno, che la intrappola, la allontana sempre più da sè, la annebbia e la riempie di sensi di colpa. …

Ho letto in un libro che la creatività aiuta, avere attività in cui la mente si svuota è sano e rigenerante. In particolare ho proprio letto un articolo sulla relazione tra la manualità e l’essere donna: sembrerebbe che sia molto importante per lo spirito femminile creare con le proprie mani (ceramica, argilla, maglia…) tutte attività che mi piacerebbero ma che chiaramente non pratico. Lo sento anche dentro di me che la mia parte creativa è soffocata, ma d’altronde non siamo abituate a parlarci quindi dobbiamo ancora rompere il ghiaccio. Legato a questo concetto penso che gli artisti siano molto fortunati, li invidio. Non devono sforzarsi di coltivare la propria creatività perchè gli viene naturale, spontaneo e così anche i benefici che ne conseguono. Anche i musicisti li inserisco in questa categoria.  Hanno una passione e quando lo desiderano possono sfogarsi praticandola. Io passioni non ne ho, mi sento anche in colpa per questo, ma non ho costanza, sono sempre stata in balia di eventi che accadevano e non ho mai coltivato una passione. Ultimamente non so quasi più chi sono. Vedo la gente, ciclisti per esempio o la ragazza che ha appena aperto un laboratorio di sartoria, tutti vanno avanti e io li guardo. C’è anche la mia vicina di casa che fa solo la mamma. Come fanno a non svuotarsi facendo solo la mamma? Io non riesco, purtroppo e non lo accetto. E mi domando gli altri come fanno ad avere aderenza alla realtà, alla vita di tutti i giorni e mantenere un sano dialogo interiore e presenza mentale. Secondo me alcune persone non sono consapevoli, non stanno a farsi tante congetture, vivono, fanno e fine. Poi lo so che quello che si vede è solo una facciata, tutti hanno i propri problemi e mi piacerebbe a volte essere invisibile e vedere cosa succede nelle case, così magari smonto un pochino la mia visione idealizzata degli altri e critico meno me stessa. Di positivo c’è il fatto che è rimasta una briciola di intenzione di dimostrare almeno a me stessa che posso, sono capace di. C’è anche di positivo che negli ultimi anni, mi sono proprio come staccata dalla mia corporeità. Sono talmente concentrata sul livello mentale che mi sento a mio agio con il mio corpo, posso essere in tuta da ginnastica addirittura e comunque non mi è più capitato di sentirmi fisicamente a disagio. Parliamo di una donnina a norma, nulla di chè. 

Cambieranno le cose?

cambieranno le cose?

  • quella cosa si attenua (38%)
    38
  • quella cosa continua (13%)
    13
  • un evento tragico cambierà il sistema di valori (50%)
    50
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15 Commenti

  • Cara Lunapiena. Ho visto Lidia passare da uno stato di ansia e paura a una maggiore consapevolezza di sé stessa e del mondo intorno a lei. La sua crescita personale e il suo cambiamento di prospettiva sulla bellezza e sulla vita sono aspetti interessanti. Il racconto affronta anche temi come la lotta contro le paure interiori e la ricerca di benessere fisico e mentale attraverso la nutrizione e l’attività fisica. Complessivamente, offre un ritratto affascinante della crescita personale e della consapevolezza di sé. Per il prossimo episodio mi piacerebbe vedere Lidia confrontarsi con se stessa e trovare la forza di affrontare le sfide interiori.

  • Ciao Lunapiena.
    Più che un racconto, per come lo hai strutturato, sembra una sorta di diario scritto sottoforma di flusso di coscienza.

    Come ha detto fenderman, alcune parti sono poco chiare, quindi ti consiglio di rileggere a distanza di qualche giorno per capire se effettivamente quello che hai scritto e comprensibile anche al lettore.

    Voterei per qualcosa che accade e vediamo che ci racconti.
    A presto!

  • Cara Lunapiena,
    Ho letto con attenzione il capitolo e devo dirti che mi ha profondamente toccato. Hai descritto con grande sensibilità le sfide e le paure che affronta il personaggio di Lidia, e hai toccato molti punti importanti riguardo all’identità, alla creatività e alla ricerca di un senso di realizzazione personale.
    Il tuo stile di scrittura è coinvolgente e riesci a trasmettere le emozioni e i pensieri di Lidia in modo molto realistico. La tua analisi sulla pressione che molte donne sentono nel dover svolgere molteplici ruoli e il desiderio di coltivare la propria creatività è profonda e riflessiva.
    È importante riconoscere che ognuno ha il proprio percorso e il proprio ritmo nella vita. Non è mai troppo tardi per scoprire passioni o interessi che possano portare gioia e realizzazione personale. Il fatto che Lidia stia iniziando a sentirsi a suo agio con il suo corpo è un passo positivo verso la crescita personale.
    La tua scrittura evoca una sincera empatia per il personaggio di Lidia e riflette una comprensione profonda delle sfide che molte persone affrontano nella ricerca di sé stesse e della propria identità. Continua a scrivere e condividere le tue riflessioni, hai una voce autentica e significativa.
    Con ammirazione.

  • Ciao!
    Ho deciso di votare per l’evento tragico. Mi ritrovo un po’ in ciò che hai scritto, anche io a volte mi ritrovo in balia degli eventi e mi domando il perché della mia incostanza. Ma per esperienza direi a Lidia che è proprio in questi momenti di smarrimento che troviamo la nostra vera passione, cercandola di portarla avanti tra alti e bassi. Come spero porterai avanti anche questa storia/diario.
    A presto 😊

  • Ciao, benvenuta.
    Io direi “beati gli hobbisti” ché gli artisti al più vivono situazioni tormentate per nulla invidiabili.
    Detto questo hai sviscerato una serie completa di tormenti, di frustrazioni e presunti fallimenti che tali non sono. È solo il prezzo che si paga ad essere giovani, in cerca di un futuro difficile da acchiappare.
    Quello che ti consiglio è di rifuggire dalle banalità scontate, lette e rilette da sempre, concentrati su una problematica, o due, non mettere troppa carne al fuoco, e cura la confezione del capitolo che risulta molto disordinato come fosse scritto di fretta.
    Più avanti potremo entrare in dettagli, per adesso ti consiglio di non demordere. La scrittura può essere un hobby, o un’espressione artistica, dipende tutto dell’umiltà con la quale si affronta, e la voglia, necessaria, di imparare.
    Ciaoooo🙋‍♂️🌻

  • Ciao Lunapiena be’ che dire, questo capitolo mi rappresenta c’è scritto un pezzo di me per quanto riguarda la creatività, sembra fatto apposta per me, lo trovato interessante, mi rialaccio al commento che ha fatto lichthart bisognerebbe un po’ essere scritto diversamente ti ha dato consigli utilissimi fanne tesoro, rileggi magari quando scrivi anche a voce alta guarda se stona e se ti piace, perché se piace a te ed riesci ad immedesimarti piace anche al lettore, aspetto il proseguo se ti va’ passa a leggere la mia Storia a presto🙋‍♀️🙋‍♀️🙋‍♀️

  • Ciao Luna.
    Il genere Rosa non rientra particolarmente nelle mie corde, ma mi do sempre la possibilità di scoprire qualcosa che inaspettatamente mi interessi.

    Il racconto sembra essere una specie di flusso di coscienza/diario in cui la protagonista racconta la sua sensazione di monotonia, cercando di spezzarla. Ma tutto ciò che vede intorno a se sono solo ordinarietà e altra monotonia.

    La trama è interessante, ma per rendere godibile il tutto devi cercare di curare meglio la scrittura.
    Il testo è sostanzialmente diviso in 3 parti: la prima parla di Lidia (terza persona), nella seconda parli in prima persona, e poi la terza è la domanda per il proseguo del racconto. Già la parte 1 e 2 entrano in contrasto dato che il lettore (io in questo caso) non riesce a capire se la Lidia descritta in terza persona sia la stessa persona della seconda parte (descritta invece in prima persona come un diario).
    Inoltre cerca di andare a capo ogni tanto. Perché scrivendo dei blocchi così grossi di testo e facile perdere il filo e, non avendo appigli, si è costretti a rileggere tutto il blocco, cosa che potrebbe risultare pesante.

    Le premesse ci sono quindi per ora continuerò a leggere i prossimi capitoli. Dato che ci vuole un cambiamento, io voto per il cambiamento.

    Un ultimo consiglio visto che sei nuova è di leggere e commentare le altre storie per farti i tuoi lettori e ricevere continui feedback. Io sto scrivendo un racconto horror/psicologico, se ti va facci un salto e fammi sapere che ne pensi.

    A presto! 🙋‍♂️

    • Wow vado subito a leggere la sua storia! Mi rendo conto del cambio prima/terza persona solo che sono un pò impulsiva a scrivere e veramente tutto il pezzo alla prima persona doveva rientrare nell’introduzione ma erano troppi caratteri, quindi per non buttare ho semplicemente fatto copia incolla.
      Grazie per il feedback, mi fa piacere, temevo invece di ricevere commenti del tipo “…fatti curare”.

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