Succhioni

Dove eravamo rimasti?

Andiamo al finale. Sarà un lieto fine. (83%)

Tre belle “pensate”

La giornata non era finita. Caramella con Scacco lavato e stirato, e Angelo accorso nel frattempo, facevano il punto.
Un medico si avvicinò ai tre; era con una infermiera. Si presentò, e disse che la donna aveva qualcosa da riferire.
– Conosco quell’uomo – disse lei. – Mentre gli ricucivamo il gluteo dai morsi dei cani mi sono ricordata di averlo visto varie volte. Abita qui vicino.
La cosa, fortunosa, sorprendente, scatenò l’ispettore Celleno che non avendo riportato niente da Anzio, per pareggiare la giornata promosse una vera e propria caccia all’uomo.
Alì da parte sua confermò che il suicida era uno di quelli dell’assalto al Kebab, e il quadro fu completo.

La notizia dell’accaduto si diffuse rapidamente, e, tra le tante, arrivò a Risi una telefonata che lo colpì. Un funzionario dell’ambasciata turca proponeva un incontro informale: “Abbiamo alcune cose da chiedere a molte da dire…”
– È il giorno delle sorprese! – commentò Giusy – Vengo anch’io.

E fu così che appresero che il suicida era un azero condannato per omicidio e rapina, evaso da una prigione turca un anno prima insieme a tre connazionali. Di loro s’erano perse le tracce, ma non era escluso che avessero raggiunto l’Italia via mare. Alla domanda di Giusy: uno di loro era Salman Azad?, il turco non fu sorpreso, non disse sì, ma neanche no. Lei se lo aspettava; e la cosa le bastò per elaborare una teoria che volle condividere con Risi.
– Supponiamo che Azad fosse uno di loro. Una volta in Italia si separa dai suoi compagni di viaggio, lui ha una missione, è un curdo, un “eroe” per i suoi, e in Italia può contare su una diffusa rete di protezione.
– …e così va avanti per un po’… – suggerì Risi.
– …sì, oggi però la situazione sta precipitando. L’Azerbaijan preme al confine Armeno, schiaccia i curdi nel mezzo, e Mosca che pure ha un ruolo di peace keeping nella regione, è distratta, tace, per non dispiacere Ankara, sua unica interlocutrice nel conflitto ucraino.
– È vero – ammette Risi – l’Armenia rischia essa stessa l’invasione, presto cederà, e necessariamente abbandonerà i curdi al loro destino. E allora?
– …e allora, in questa situazione, in Italia, tre “idee geniali”, tre pensate mettono in moto il dramma. I tre banditi evasi, male in arnese, che sono Azeri e stanno dalla parte dei prossimi vincitori, si ricordano di Salman Azad, e fanno la prima pensata: ritrovarlo e farlo fuori, per guadagnare la gloria in patria e magari la cancellazione della pena in Turchia; prima però che la guerra sia vinta, ché dopo il “grande eroe” non varrà più un fico secco.
E dunque si affrettano, lo attirano in via Frattina con un pretesto, e lo ammazzano. A questo punto, i curdi italiani, nel vortice dell’esaltazione patriottica, fanno, loro, la seconda pensata, e cominciano a chiamarsi tutti col suo nome. Tutti portano in tasca lo stesso documento falso: sono tutti Salman Azad. La cosa funziona, piace persino ad Ankara, che così non deve ammettere che il morto di via Frattina è un “terrorista” che si è fatto scappare da una delle sue “celebrate” prigioni.
– I tre assassini, a questo punto, spiazzati, colti da una sorta di delirio, terza pensata, si mettono a farli fuori tutti, al kebab, al campo… per odio, e per rivalsa perché la cosa gli impedisce di dimostrare di aver ucciso il vero, l’originale Salman Azad.
– Ehi, brava, affascinante! Peccato però che ormai, comunque sia andata, che altro si può fare? – disse Risi – Prenderli tocca a Campanella; e, dunque, confidiamo in lui.
*
Quarantotto ore dopo, è il 20 settembre 2023, l’epilogo: l’Azerbaijan rompe gli indugi e, travolte le difese armene, dissolve lo stato curdo autodichiarato nel Nagorno-Karabakh. La guerra è finita, ed è finita anche per gli assassini di Salman; il loro delitto, ormai, è moneta fuori corso, e loro sono solo volgari criminali braccati da polizia e carabinieri.
*
22 settembre: è sera, Caramella è a casa, sta prendendo un bagno. Oroscopo la guarda con l’unico occhio buono, sembra valutarla…
“Chissà se gli piaccio” pensa la ragazza.
Qualcuno bussa alla porta. Lei prende l’accappatoio e va a guardare dallo spioncino elettronico. Prende la pistola e apre. Fuori ci sono i due curdi di Anzio, quelli della moto.
– Li abbiamo presi noi – dicono. – Te li consegniamo.
– Cosa? – esclama lei.
– Sono nel furgone, li vuoi o no? Se non li vuoi gli diamo fuoco.
– Ma siete sicuri che sono loro?
– Fidati, sorella.
“Ok, ok, Dio è con noi!” pensa lei.
– Fatemeli vedere.
Una volta sola, Caramella contempla il furgone, non riesce a credere che quel che accade sia vero.
Chiama Risi, Iannone, Salvi, Scacco e Ciccone: – Venite tutti qua, di corsa!
Dopo un quarto d’ora vestita da gran figa che sta per uscire per una sera elegante, telefona a Campanella, e convoca anche lui.
– Ehi, Oroscopo, te lo immagini che faccia farà nel vedermi, bella e impossibile, consegnargli gli assassini di Salman Azad tutti impacchettati, nella gloria, e nella schiera dei miei angeli custodi, i super-fanta-poliziotti del SIS-MAE?
– Miao – risponde il gatto.

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134 Commenti

    • Ciao Isabella, grazie
      Quello fortunato in realtà è il pur ‘beffato’ Campanella che non aveva ancora raccolto nulla. Il lavoro di Giusy, relativo alle implicazioni internazionali, era comunque finito e il bravo capitano può solo ringraziarla.
      Come dice Oroscopo: Miao, e buon week end🙋‍♂️🌻

    • Non è facile fare quello che fa tu: intrecci, misteri e vite vissute in questi gialli che portano sempre alla luce anche l’anima delle persone.
      Un po di fortuna non guasta e poi, di tanto in tanto, accade pure.
      Si che rivedremo Caramella; intanto, ti chiedo scusa per il ritardo nella lettura e ti saluto.

      Alla prossima!

  • Ciao, Fenderman.

    Peccato che The Incipit ci obblighi a chiudere i racconti in dieci episodi, forse ci sarebbe voluto un episodio 11 per tirare le fila e anche respirare di più. Comunque tutto è bene ciò che finisce bene, anche se concordo con Red sul fatto che in questo episodio c’è più fortuna che abilità. Ma giustamente la fortuna aiuta gli audaci e direi che le fila si sono tirate bene.
    Meravigliosa la scena finale!

    Grazie e alla prossima storia.

    • Ciao, grazie per avermi letto fino alla fine.
      Diciamo che nei gialli dove alla fine, appunto, ci sono sempre molte cose da mostrare e spiegare, non potendo stemperare la tensione dell’attesa nei capitoli precedenti, finisce spesso per sembrare tutto un poco affrettato. Ci vorrebbe per questo genere un cap. finale di 8-10mila caratteri…
      Noi non li abbiamo e ci dobbiamo accontentare, magari così diventiamo più bravi.
      Alla prossima, ciao🙋‍♂️

  • Dinamismo, azione e qualche sorriso. Un capitolo intenso con dentro tante cose e tutte ben piazzate per rendere al meglio. Lo svenimento di gruppo è stato un tocco da maestro.
    La nostra Caramella ha sempre una marcia in più.
    Voto il lieto fine e ti saluto, in attesa di questo autunno che stenta ad arrivare.

    Alla prossima!

  • Un altro capitolo avvincente della storia di Giusy! L’incontro con l’uomo armato sulla moto ha aggiunto ancora più tensione alla trama. Giusy è riuscita a gestire la situazione con determinazione e perspicacia, dimostrando ancora una volta la sua resilienza. La scena al policlinico casilino è stata davvero sorprendente e piena di azione. Mi piacerebbe leggere un finale “aperto”.

  • Ciao, chissà perché Giusy si caccia sempre nei guai, ma per fortuna sa sempre come uscirne!!! Ah, bello lo svenimento collettivo, smorza il pathos dello sgozzamento!!!
    Ho votato per il lieto fine, non vorrei attirare altre “premonizioni”!!! Al gran finale e buon weekend, magari al mare (dicono che sarà caldo… boh).

  • Ciao, Fenderman.

    Amici degli amici, direi. E per il resto… miao! Non ho voglia di lambiccarmi il cervello per rimettere insieme i fili, per cui mi godo la lettura che invece è molto piacevole e ricca di suspense. Ti segnalo che hai scritto É con l’accento acuto anziché È con l’accento grave.

    Grazie e alla prossima.

    • Ciao grazie,
      Sono incredulo perché ieri sera a Roma la mattanza nel ristorante-kebab come quello di Alì c’è stata per davvero. Curdi, siriani, il kebab, l’incursione inspiegabile, e la fuga… la finzione che diventa realtà. Meno male che almeno i morti non ci sono stati!
      Grazie ancora, ciao!
      🙋‍♂️

  • Ciao, Fenderman.
    Direi che potrebbe trattarsi di amici degli amici, in queste situazioni spuntano come i funghi a settembre.
    Prosa impeccabile come sempre, sono anche io in alto mare e ben lontana dal capire chi sia il cattivo più cattivo. Per ora aspetto il nono, ci siamo quasi e ti dirò: la moglie di Alì, matta com’è, potrebbe aiutare in qualche modo.

    Alla prossima!

    • Ciao grazie,
      Sono incredulo perché ieri sera a Roma la mattanza nel ristorante-kebab come quello di Alì c’è stata per davvero. Curdi, siriani, il kebab, l’incursione inspiegabile, e la fuga… la finzione che diventa realtà. Meno male che almeno i morti non ci sono stati!
      Grazie ancora, ciao!
      🌻🙋‍♂️

  • Ciao, Fenderma.
    Direi che potrebbe trattarsi di amici degli amici, in queste situazioni spuntano come i funghi a settembre.
    Prosa impeccabile come sempre, sono anche io in alto mare e ben lontana dal capire chi sia il cattivo più cattivo. Per ora aspetto il nono, ci siamo quasi e ti dirò: la moglie di Alì, matta com’è, potrebbe aiutare in qualche modo.

    Alla prossima!

  • Ciao, eh sì, ci sono rivelazioni ma a spizzichi e bocconi!!! Hai visto che brava? Ho fatto la rima involontaria!!! Comunque… non ci ho capito ancora un acca, non riesco proprio a immaginare chi possa essere il colpevole.
    Ho votato per amici degli amici, nemici sarebbe troppo facile e scontato!!! Alla prossima.

    • Ciao grazie,
      Sono incredulo perché ieri sera a Roma la mattanza nel ristorante-kebab come quello di Alì c’è stata per davvero. Curdi, siriani, il kebab, l’incursione inspiegabile, e la fuga… la finzione che diventa realtà. Meno male che almeno i morti non ci sono stati!
      Grazie ancora, ciao!
      🙋‍♂️🌻

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