Alice e il gatto

Dove eravamo rimasti?

Cosa voleva la mamma? Con chi parlavi? (83%)

Nascosto

“Con chi parlavi?”

“Con nessuno mamma”

La mamma l’aveva sentita parlare ed era corsa a vedere cosa stava succedendo.

Quando arrivò vide solo Alice con in braccio il gatto, mentre lo accarezzava.

“Entra dentro che tra poco fa buio e inizia a scendere il freddo”

“Entro subito mamma”

Appena la mamma entrò in casa Alice guardò Olivandro.

“Non ha sospettato”

“Io sono Olivandro il grande gatto. Impossibile che mi faccia beccare”

Alice lo guardava con stupore e ammirazione.

“Mi raccomando però. Quando siamo con qualcun altro trattami come un normale gatto. Devo stare nascosto. Solo tu puoi parlare con me”

“Certo Olivandro. Saremo nascosti”

E così con Olivandro in braccio, Alice si mosse verso casa.

Cosa succede nel prossimo capitolo?

  • Olivandro porta Alice in un posto speciale (100%)
    100
  • Olivandro salta dalla finestra (0%)
    0
  • Alice va in paese (0%)
    0
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25 Commenti

  • Ciao, mi associo agli altri che ti hanno consigliato di sfruttare i caratteri a disposizione, anche per sviluppare meglio la storia. Alla fine, si tratta di una favola, e tu racconti così poco…
    Potresti descrivere meglio il luogo, i personaggi, ecc.
    Voto che Olivandro porta Alice in un posto speciale.

  • Ciao Pocahontas,
    concordo anche io con i suggerimenti che ti hanno già dato. Non c’è bisogno di scrivere i dialoghi in stampatello e in grassetto, puoi inserirli tra le virgolette « e ».
    Leggi più che puoi: per imparare a scrivere è fondamentale.
    La tua fiaba è comunque molto tenera, voto anche io per l’opzione “Con chi parlavi?”. Ti suggerisco di inserire più dettagli per arricchire i tuoi capitoli.
    A presto!

  • Ciao, bentornata anche come scrittrice.
    Voto con chi parli, e subito ti ricordo di rivedere i consigli già ricevuti l’anno scorso. Mi limito solo a ribadire quello relativo ai dialoghi ( virgolette e non maiuscolo che non ha nessun senso), e poi, mi raccomando attenta ai tempi verbali; qui hai usato presente, imperfetto e passato remoto, tutti insieme (e non va bene.) Ultimo è il principe dei consigli: leggi un pò di più, ti aiuterà moltissimo!
    Un bacio alla bimba e una carezza al gatto, ciaooo
    🙋‍♂️🌻

  • Ciao Pocahontas,
    È davvero una tenera storia che cattura il cuore e l’immaginazione. La presentazione di Alice come una bambina amabile e altruista che desidera profondamente un animale domestico è toccante e ci fa simpatizzare subito con il suo personaggio.
    L’incontro di Alice con il micetto abbandonato nella foresta aggiunge un tocco di avventura alla storia, e la sua decisione di prendersene cura nonostante la ferita dimostra la sua gentilezza e la sua determinazione. È un momento molto toccante quando la sua famiglia decide di accogliere il gattino in casa.
    La tua narrazione crea un’atmosfera affettuosa e coinvolgente, e il legame speciale tra Alice e il suo gattino è reso in modo molto autentico. Il finale aperto con il gattino che osserva la luna aggiunge un tocco di mistero e ci lascia con una curiosità sincera su cosa accadrà dopo.
    Continua a scrivere storie così belle e coinvolgenti!
    Con affetto.

  • Il gatto parla ovviamente 🙂 è una favola ed è giusto che abbia un tocco di magia 🙂
    Ciao Pocahontas ricambio la visita 🙂
    Mi unisco al gruppo di colleghi che ti consigliano di leggere di più e continuare con la scrittura così da migliorare la tua scrittura capitolo per capitolo 🙂
    Per ora non posso che dirti di seguire gli utili consigli già ricevuti e non demordere 😉
    A presto 🙂

  • Io voto che il gatto si trasforma perché è il classico cliché di una fiaba 🙂

    Ciao! Ti hanno già dato un sacco di consigli utili; la storia c’è e si sente ed il resto non può che migliorare. Lavora un po’ di più sulll’esposizione, andando a capo quando c’è qualcuno che parla e poi di nuovo quando il narratore riprende parola e, caratteri permettendo, cerca di far vedere anche cosa si muove intorno ad Alice.

    Vai così 😀

    Ciao 🙂

  • Ciao, ben arrivata.
    I consigli utili li hai già avuti, io mi limito a dire che puoi continuare a scrivere poco, ma in quanto a leggere te lo consiglio vivamente, perché leggere serve a crescere, serve in generale nella vita, migliora la qualità delle relazioni e oltretutto è molto bello se si sceglie un campo di lettura interessante.
    La scrittura verrà di conseguenza; quando gli ingranaggi saranno ben lubrificati quello che oggi sembra oscuro e difficile comincerà a girare a meraviglia.
    Ciaooo

  • Ciao, Pocahontas.

    Non è una critica: ti definisci “scrivo e lego poco” e si nota in primo luogo dalle ripetizioni e in secondo luogo dalla formattazione. Sono cose che si imparano scrivendo e leggendo, quindi va’ avanti e non ti scoraggiare per queste cose.
    Ti è venuto istintivo parlare di un anziano vicino senza spiegare che relazione c’è con Alice; inoltre non spieghi a cosa servono le bacche e perché Alice aiuta il vicino a raccoglierle. Questo va molto bene, è una buona tecnica di scrittura quella di introdurre situazioni senza spiegare tutto subito. Questa tecnica ha pure un nome, si chiama “la pistola di Cechov”, se sei curiosa di approfondire.
    Ho votato per il gatto che parla.

    Grazie e alla prossima.

  • Ciao, Pocahontas, e benvenuta su TheIncipit 🙂
    Mi fa sempre molto piacere quando vedo che i lettori decidono di mettersi in gioco e incominciano a scrivere storie, quindi ti faccio i miei complimenti per questa scelta!
    Vedrai che andando avanti con i capitoli quel numero 5000 ti farà sempre meno paura: con un po’ di impegno e di fantasia vedrai che riempirai la pagina bianca con più facilità.
    Sei su TheIncipit, approfittane! Allenati, fai volare la tua fantasia coinvolgendoci con descrizioni, sentimenti e dialoghi 😀
    A proposito di dialoghi ti suggerisco di inserirli nelle virgolette, vedrai che la tua storia ne trarrà beneficio. Puoi usare queste ” ” oppure (se tieni premuto lo stesso tasto) queste qua «».
    Voto il gatto che parla e ti auguro una buona scrittura/lettura 🙂

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