I fratelli Alì

I

La famiglia Alì è al gran completo, riunita per la cena.
«Allora, Rayan, come ti sei trovato a lavorare oggi?»
«Non molto bene, padre…»
«Come mai?», chiede passandosi la mano sul volto per togliersi delle molliche dal mento.
«Perché non poter bere mi risulta assai difficile, il lavoro è faticoso, stare sotto il sole tutto quel tempo, e siamo solo al terzo giorno di Ramadan… Non voglio pensare a quando sarà l’ultimo…»
«Anche io ebbi le tue stesse difficoltà, ma Allah ci guida, ci insegna, ci mostra quello che serve, perciò continua a sopportare, vedrai i benefici di tutto questo…»
«Benefici? Cosa cambia dal digiunare un mese soltanto l’anno? Non ha più senso affidarsi a un dietologo allora?», e gli altri tre fratelli, e la sorella, ridono.
«Come osi solo pensarlo?! Allah, il grande, colui a cui dobbiamo tutto, non hai letto il Corano abbastanza? Chi ti ha messo simili parole blasfeme in bocca?!»
Interviene uno dei fratelli, «Avanti, padre… In fondo cosa ne abbiamo avuto davvero di questa credenza? Siamo forse diventati miliardari?», e tutti ridono, mentre il padre sgrana gli occhi, pensando, “Cosa ci fanno queste bocche blasfeme alla mia tavola?!”, per poi ribadire il concetto,
«Voi avete smesso di leggere le sacre scritture, avete smesso di obbedire ad Allah, che senso ha tenervi in casa se non onorate il padre eterno, o me?»
«Cosa?», chiede Rayan, per poi riprendere, dopo una piccola pausa per inghiottire il boccone, «Cosa vuol dire?»
«Vuol dire che io non ho più interesse a tenervi in casa, dopotutto lavorate tutti, perché non andate via da qui e lasciate me e vostra madre in pace?»
Cala il silenzio tra i fratelli, poi risponde un altro di loro, mimando il padre negli atteggiamenti e nella voce, rendendola uno scherno per tutti, e a quanto avesse detto prima aggiunge, «Dopotutto noi vogliamo l’indipendenza dai figli, mica vogliamo che ci accudiscano per la vecchiaia…»
«Noi non vogliamo nulla di tutto ciò, se dovessimo tollerare delle bocche profane!»
Tutti ridono, «Cosa vuoi fare? Denunciarci?»
«No, non lo farò, ma sicuramente tutto cambierà in questa casa! Parlerò con chi di dovere, e vi farò allontanare dalla comunità finché non sarete umiliati e credenti!»
E ancora, il figlio lo mima, facendo ridere tutti, per poi aggiungere, «A chiunque lo dirai sarà come se ci denunciassi. Sta forse scritto nelle sacre scritture di farlo? O sta forse scritto che Allah è perdonatore? Ecco, se davvero è perdonatore, allora tutto quello che farai sarà inutile!»
Interviene anche la figlia, alzandosi dalla tavola, «Basta! Sono stufa di questo Allah di qua e Allah di là! E vi dico di più, io voglio amare chi voglio, non chi mi obbligate voi!»
Il padre, puntandogli l’indice contro, «Anche tu?!», e lei, «Sì! Il mondo è fatto di emozioni e di libertà, non di imposizione e religione, obblighi e doveri verso chi ci promette cose per un’altra vita!»
E l’altro figlio, che ancora non aveva proferito parola, come svegliato da un letargo, «Allah è solo un materialista che crede di poter avere fedeli corrompendoli in questa vita con l’improbabile futuro di una prossima vita fatta di ricchezze e materialismi… Basare il proprio credo su cose materiali non arricchisce l’uomo né in questa vita né nella prossima, ma dimostra solo quanto sia corruttibile, menefreghista e ingrato. Se davvero Allah ci ha salvati, perché dovrebbe prometterci cose per l’altra vita? Non dovremmo lodarlo ogni istante della nostra giornata a prescindere da ciò che ci aspetta se lo facessimo oppure no?»
A quel punto, il padre, colto dalle voci dei figli, comincia a rimproverarli, singolarmente, «Vergognati!», e ancora, «Rileggiti le sacre scritture e prega per quello che stai dicendo!», e alla figlia, «Sei il disonore di questa famiglia!», ma i figli incalzano, «Allah ci ha forse detto che se non rispettiamo il suo credo nella prossima vita nasciamo con difetti oppure in povertà? Allora lo vedi anche tu che è materialista?», e ancora, «Oh povera me, sono il disonore di una famiglia… di trogloditi e arretrati!!!», e ride, e per finire, «Le stesse cose che dice Allah le dicevano le divinità egiziane ai loro credenti, cosa è cambiato? Solo il nome».
A quel punto, il padre, minacciando con l’indice alzato, come fosse un coltello, e puntandolo di figlio in figlia, emette un versaccio portandosi la mano destra sul braccio sinistro, e tirandolo a più non posso verso il basso.
I figli si guardano tra di loro, mentre la madre accorre dal marito, cercandolo di sorreggere mentre questo quasi cade dalla sedia, urlando «Aiuto!!! Allah! Aiuto!!!».
I vicini di casa cominciano a bussare alla porta, e la signora va per aprirgli, vedendo però cadere il corpo del marito a terra, torna per un attimo indietro, poi decide nuovamente di aprire la porta.
Subito entrano dentro una decina di persone, tra anziani e gente di mezz’età, uomini e donne, che chiedono, «Cosa succede?!», e la donna, «Mio marito!!! Sta morendo!!!»
Uno di loro tocca il polso del marito, e decreta, «È troppo tardi…»

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11 Commenti

  • Benvenuta su TheIncipit, la simpatica piattaforma dove simpatiche persone giocano l’un l’altra con le storie che partoriscono🙋🏼‍♀️❤️
    Ti dico la verità: hai scelto un tema scottante, e non ti nascondo che ho provato un po’ di disagio a immergermi nel momento familiare da te descritto. Ma probabilmente è una cosa mia, quindi non farci casoh XD XD
    Voto per qualcosa di proibito, con la speranza che tu ci stupisca.

  • Per caso ho cominciato a leggere il tuo racconto e mi sono accorta che l’hai appena pubblicato. Mi piace già! Anche se è sotto forma di umorismo credo che il messaggio che vuoi trasmettere sia molto importante.
    Comunque ho votato per qualcosa di proibito, aggiorna presto 🙂 ciao!

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