I fratelli Alì

Dove eravamo rimasti?

Come continua la storia? Qualcosa di proibito… (67%)

III

Giunti ciascuno nella propria stanza, la madre va a dormire, mentre ognuno dei figli comincia a pensare al proprio futuro.
Karim, prima di andare a dormire, inizia a pregare in ginocchio con i palmi delle mani rivolti verso il proprio volto, in direzione di La Mecca, con tale veemenza da essere udito dalla sorella, intenta a prepararsi la valigia con dentro tutti i suoi averi di fortuna.
Mustafa si guarda allo specchio e pensa: “Che Allah sia davvero grande? Ci hanno regalato una fortuna, ma come potrò usarla? Per fare del bene? E perché proprio questo, quando sono io che ne ho più bisogno per completare i miei studi?”
Rayan va a dormire solo di facciata, chiedendosi, “Cosa avrebbe fatto nostro padre se gli fosse stata concessa una simile fortuna? Dovrei forse fare quello che avrebbe fatto lui? In fondo, io non mi sono mai sentito parte di questa famiglia, né mai riuscirò a sentirmene… Forse, sarebbe il caso che seguissi Zahira in America, ma per fare cosa? Per ricominciare la mia vita? Non è forse la mia vita cominciata con un travaglio e di conseguenza continuerà a essere travagliata ancora in futuro, ovunque andrò? Non sarò forse il disonore di ogni musulmano e di ogni mio concittadino nel momento in cui li abbandonerò? Come fa Zahira a essere così sicura di quello che vuole fare? E come potrò essere sicuro io che ciò che farò mi migliorerà davvero?”.
Walid, andato a dormire per ultimo, pensa: “Forse, il piano di cambiare vita è allettante, ma in fondo, cosa ne sappiamo davvero di quanto cambieremo la nostra vita? E se usassi questi soldi per compiere davvero l’hajj? Sicuramente, sarei il più onorato dei miei fratelli, e potrei anche dire alle altre persone che starei facendo tale viaggio per conto loro. Ma dopotutto, loro potrebbero farlo pure da sé, e nessuno mi crederebbe e perderei la stima di tutto il paese. Che questo denaro sia la rovina della nostra famiglia insieme alla morte di nostro padre? Allora è deciso: farò l’hajj!”
E come frutto di una serie di macchinosi ragionamenti e riflessioni astratte, tutti i figli si ritrovano, chi di sua volontà, chi perché aveva sentito gli altri uscire dalle proprie stanze, nella cucina.
«Fratelli», li chiama Zahira, «Io ho tutto pronto per partire, e domani, dopo aver riscosso l’assegno, salirò sull’autobus che mi porterà all’aeroporto, e da lì negli Stati Uniti d’America. Chi viene con me? Mustafa, tu cosa farai?»
«Io non ho ancora deciso, ma penso che continuerò i miei studi da dove li ho dovuti abbandonare.»
Interviene Rayan: «Io non so se accetterete o meno quanto vi stia per dire, ma utilizzerò questo denaro per cercare me stesso…»
Tutti lo guardano con tanto d’occhi, poi scoppiarono a ridere.
«Cercare te stesso?» chiede Mustafa ridendo e tenendosi il ventre magro.
«Sì, e spero davvero che anche voi troverete voi stessi.»
E Zahira: «Tu, Karim, cosa pensi di fare?»
«Credo proprio che mi sposerò con qualcuna, voglio condividere questa mia fortuna con una ragazza che amo e finalmente potrò farlo.»
L’interrompe Walid: «Mi dispiace fratelli, io a discapito di quanto possiate pensare, resterò qui, anzi, vi dirò di più, farò l’hajj»
«Cosa?!», dicono tutti a gran voce.
«Sarò pure stolto a farlo, ma io non mi sento di fare qualcosa di scorretto col denaro che ci è stato dato. Se vorrete, farò questo viaggio anche per voi, laddove ciò vi potrebbe aiutare a non passare per ladri o disonesti agli occhi di tutta la comunità.»
«Ti ringrazio fratello mio», risponde Zahira, e anche gli altri fratelli cominciano a lodarlo con mani giunte e pacche sulle spalle, poi aggiunge: «Ma passeremo comunque per disonesti qualsiasi cosa faremmo, anche l’hajj stesso.»
«Perché? Nulla vieta qualcuno di aiutare il prossimo facendo anche per loro questo pellegrinaggio.»
«Hai ragione, ma io personalmente continuerò a peccare anche al di fuori di qui, stare in questa città è per me motivo di sofferenza. Nessuno condivide le mie idee, non mi sento parte di questa religione, né mai lo sarò, quindi, anche laddove lo potessi fare tu per conto mio, non sarebbe veritiero, dovrebbe essere invece una cosa che viene da me, non fatta per interesse e scopo. Perciò non farlo per me, e ti consiglio di non farlo nemmeno per te, perché quest’occasione di avere simile denaro ci è concessa una sola volta, l’hajj potremmo farla anche da poverelli.»
«No sorella, mi dispiace, ma sono convinto, io farò questo pellegrinaggio a qualsiasi costo, e date le tue parole, lo farò anche senza il tuo permesso per te, affinché tu possa diventare una credente come Allah vuole.»
La sorella sbuffa e torna nella sua stanza, interviene Karim a parlargli al fratello: «Walid, non ti preoccupare per Zahira, lasciala stare, l’essere musulmani non dipende certamente da te, né Allah potrà aiutarla. Deve essere una scelta sua…»
«Avete ragione tutti, allora lo farò solo per me.», dice, mentendo.
I fratelli si separano, e tornano a dormire.

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11 Commenti

  • Benvenuta su TheIncipit, la simpatica piattaforma dove simpatiche persone giocano l’un l’altra con le storie che partoriscono🙋🏼‍♀️❤️
    Ti dico la verità: hai scelto un tema scottante, e non ti nascondo che ho provato un po’ di disagio a immergermi nel momento familiare da te descritto. Ma probabilmente è una cosa mia, quindi non farci casoh XD XD
    Voto per qualcosa di proibito, con la speranza che tu ci stupisca.

  • Per caso ho cominciato a leggere il tuo racconto e mi sono accorta che l’hai appena pubblicato. Mi piace già! Anche se è sotto forma di umorismo credo che il messaggio che vuoi trasmettere sia molto importante.
    Comunque ho votato per qualcosa di proibito, aggiorna presto 🙂 ciao!

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