Sangue nel vino

Dove eravamo rimasti?

Non volendo arrendersi, Eda decide d’incontrare di nuovo Ria. Che cosa accadrà? L’incontro viene rimandato. A sorpresa, il fratello di Eda giunge a palazzo (67%)

Pepe e chiodi di garofano

Il mio trono è freddo e ciò mi rende nervosa. L’unico suono nella stanza è quello delle mie unghie che battono delicatamente sul marmo grigiastro.

Quando sento la voce di Linda, alzo il volto verso il rumore. Le sue parole rimbombano all’interno del salone semi vuoto.

“Mia dea, è arrivato Aran”.

Aran. Mio fratello. 

“Sono secoli che non lo vedo. Che ci fa qui?” Non riesco a frenare il tono di disgusto. “Digli che sono occupata e di andarsene”.

“Mia dea,  lo conosce. Non ho potuto impedirgli di entrare”.

Sento dei passi pesanti, un tintinnio di gioielli, di catene. Un profumo intenso, di chiodi di garofano, pepe, labdano. 

Aran. Quanti ricordi mostruosi.

“Eda, mia dolce Sorella. Non ti alzi nemmeno per salutarmi? Siamo in così cattivi rapporti?” 

Lo scherno è forte nel suo tono. Il sorriso che indossa è ampio, luminoso e finto. Riesco solo ad intravederne i contorni.

Lui sa che non lo voglio qui. Sa che ci dovrebbe essere Ria al suo posto. 

“Aran, cosa vuoi? Dov’è Ria?” La mia voce è bassa, la mia gola è secca. La rabbia che ho dentro mi dà speranza. È da un po’ che non sento nient’altro che non sia la pura disperazione. Forse dovrei ringraziare mio fratello per questo.

Il suo collo, i suoi polsi e le sue orecchie sono rivestite d’oro. I gioielli splendono sotto i raggi del sole. Sempre così volgare, penso, sempre così esagerato.

“Ria… l’ho visto arrivare ma gli ho gentilmente chiesto di rimandare il vostro incontro. Volevo passare un po’ di tempo con te”, e quando le sue dita ricoperte di anelli d’oro e rubini si avvicinano al mio viso per accarezzarmi, io gli prendo il polso, conficcando le unghie nella sua pelle color miele. 

“E io che pensavo stessi morendo. Mi sembra di trovarti in forma invece”, la sua risata è ampia, occupa l’intera sala.

“Non devi interferire con i miei affari. Dovevo vedere Ria, era una questione urgente”.

Gocce dorate colano lungo le sue dita. Non stacca il polso dalla mia presa. Per qualche sadico motivo, gli è sempre piaciuto vedermi combattere.

Rimango seduta ed il suo viso si avvicina al mio. I suoi riccioli biondi profumano di lampone e di rosa, di femminilità e dolcezza. Per il dio della violenza, trovo sia quasi un paradosso. 

“Eda, so che non si dovrebbero dire queste cose ad una sorella. Però sai, non mi dispiace che tu stia così. Forse imparerai a portare un po’ più di rispetto”.

Il sorriso non svanisce mai dal suo viso. I suoi occhi, dell’azzurro di un’acquamarina, brillano per l’entusiasmo. 

Non ho forze, se non quelle per prenderlo per il colletto e tirarmelo addosso. Fronte contro fronte. 

“Che cosa vuoi da me?” E la mia voce vacilla, le lacrime mi colmano gli occhi ma non piangerò. Non davanti a lui.

“Volevo solo vederti. Capire a che punto fossi. Piangere un po’ e darti qualche piccola carezza”. Scherza, si diverte. “Cose da fratelli”. 

“Volevi solo ridere di me, non è così?”

Aran sposta la mano con delicatezza e io glielo lascio fare. Passa le nocche sul mio viso, traccia le mie occhiaie con il polpastrello. Si fa serio per un momento, quasi provasse pietà, dispiacere.

So che in realtà non prova nulla, ma è così bravo a fingere.

“Sorella, non guarirai mai. Ti consiglio di smettere di cercare una soluzione”, le sue carezze continuano. Delicate, in contrasto con il suo tono duro. “Lo dico per te, per il tuo bene. Nostro Padre vuole questo, mi ha mandato a dirtelo”.

Lascio andare il colletto della sua veste cilestrina. Aran fa qualche passo indietro per guardarmi meglio. Per godersi il mio strazio.

Come può mio padre volere questo? Come può, colui che mi ha creata, volermi vedere appassire? 

“Lo so, deve essere difficile. Ma lui ci ha sempre amati più di te. Non ti ha mai considerata”.

E non appena mio fratello si avvicina di nuovo, prendo la lama che tengo accanto al trono, posata su di un altare. Con lentezza e difficoltà gli prendo il viso, stringendogli le guance.

Avrebbe tutto il tempo del mondo per scansarsi ma rimane immobile. Quando capisce quello che voglio fare, apre la bocca tirando fuori la lingua. 

Gliela trancio di netto.

Dopo pochi secondi, fra gocce d’oro, questa si rigenera tornando come prima. Rosata, lunga. 

E Aran ride, ride di me. 

“È bello giocare alla morte quando si è immortali, non è vero Sorella?”

“Non è più così divertente ormai”.

“Vorresti uccidermi per davvero? È così?”

La sua risata è folle, al limite del grottesco. Riesco ad intravedere il mio riflesso sulla superficie del medaglione della sua collana.

Sembro così debole davanti a lui. 

“Fatti coraggio Eda”, il palmo della sua mano si appoggia sul mio capo. Mi dà un colpetto, quasi fossi un cane che ha riportato il pezzo di legno che è stato lanciato.

“Vattene Aran”, sussurro. “E non tornare più”.

Dopo avermi fatto un cenno del capo e un ultimo sorriso, mio fratello si gira e, con un leggero saltello nei suoi passi, se ne va. 

Chiudo gli occhi e delle lacrime bollenti di rabbia iniziano a scendere senza sosta.

So che Linda è nascosta dietro lo stipite, ma non le dico nulla. Lascio che sia testimone della mia ennesima crisi.

Linda assiste a tutto e prende una decisione: cercherà lei una cura per Eda. Quindi

  • raggiunge Nuala, sorella di Eda e dea dell'armonia. Forse lei potrà darle una mano (20%)
    20
  • cerca un contatto con le Illyrie, creature onniscienti, per ottenere delle risposte (60%)
    60
  • si reca da Ria (20%)
    20
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32 Commenti

  • Ciao Laura,
    Caspita, simpatico questo Aran. Povera Eda! Secondo me lui potrebbe essere coinvolto nel senso che, in qualche modo, potrebbe essere riuscito a causare lo stato di malessere della sorella.
    Questo potrebbero saperlo le Illyrie, ma secondo me è troppo presto per far venire fuori la verità, quindi voto ancora per l’opzione Ria. Le Illyrie potrebbero poi entrare in scena in un momento successivo .
    A presto!

  • Credevo che il fratello potesse aiutarla, ma mi sono nettamente sbagliata.
    Purtroppo delle volte il detto “parenti serpenti” nasconde un fondo di verità, e Eda lo ha ben appreso a proprie spese.
    Anche questo capitolo scorre come l’acqua -o come il vino, visto il titolo dell’opera- e il personaggio di Eda si sta caratterizzando sempre più nitidamente.
    Per quanto riguarda le opzioni, la mia scelta è ricaduta sulle Illyrie, magari loro potranno darle una mano (o almeno lo spero).
    A presto!
    -Ross-

  • All’improvviso il fratello di Eda giunge al palazzo; forse sarà lui ad aiutarla?
    Molto bella la narrazione della relazione tra Era e la sua balia, quasi si stesse parlando di un rapporto madre-figlia.
    Non so se tu lo abbia fatto intenzionalmente o se si sia trattato solo di una mia impressione, ma la Eda del primo capitolo, quando si rattristiva per non essere più in grado di badare al suo popolo come era solita fare un tempo, mi ha ricordato la descrizione che Virgilio effettua di Didone all’interno dell’Eneide, anche se qui il motivo della sofferenza è ben lontano da quello amoroso.
    Ad ogni modo ti seguo, a presto!
    -Ross-

  • Ciao Laura,
    molto bello anche questo capitolo.
    Mi piace il personaggio di Linda, è molto dolce e amorevole nei confronti di Era.
    Sei stata molto brava a descrivere anche lo stato d’animo di Era che, oltre a soffrire per la situazione in cui si trova, si sente un peso per Linda e le altre ragazze.
    Secondo me Ria dovrebbe presentarsi all’incontro.
    A presto!

  • Questo episodio è davvero toccante e intenso. La descrizione dei sensi e delle emozioni della protagonista è così ben fatta che mi fa sentire la sua profonda tristezza e disperazione. La relazione tra la protagonista e Linda è delicatamente dipinta, e la loro conversazione è carica di significato e empatia.

    Inoltre, la lotta della protagonista con la sua condizione e la sua determinazione a cercare risposte da Ria aggiungono un elemento di suspense e mistero alla storia. La tua scrittura crea un’atmosfera coinvolgente e mi fa desiderare di sapere cosa succederà dopo. Molto ben fatto!

  • Volevo votare che doveva cercare altrove ma l’idea del fratello mi attira di più!

    Ciao! Attualmente mi immagino Ria come l’antagonista, non per forza il cattivo della storia, ma uno che non sopporta e vuole mettere i bastoni tra le ruote alla nostra dea. Linda invece mi ha colpito: leggera e delicata ma mi sembra abbia forza da vendere!
    Sono sempre più curioso 🙂

    Ciao 🙂

  • Buongiorno. Di solito rifuggo i fantasy, ma questo ha un “che” di diverso. Capitolo incentrato sulla regina, sulla dea (quasi) immortale che però si preoccupa per le sue donne. Avrei voluto sapere com’è costituito il suo regno, ma vedo di essere in minoranza e mi adeguerò. Seguo.
    OW.

  • Dopo un incipit così vivido pensavo che le domande ci buttassero nel vivo della storia, invece permettono di approfondire alcune parti del mondo. Mi piace e voto di conoscere le donne 🙂

    Come ho detto, è un incipit molto vivido che trasmette quel senso di angoscia ed impotenza (anche se il mio diavoletto dice che è la pena per “giocare ad uccidersi”). Mi chiedo come vuoi mandare avanti la storia e ti seguo incuriosito 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao Laura,
    raramente leggo i fantasy, perché è un genere che solitamente non mi piace, ma il tuo incipit mi è piaciuto.
    Hai reso molto bene la sofferenza di Eda, perché nell’immaginario collettivo gli dei sono immortali e invincibili, mentre lei purtroppo è affetta da questa misteriosa malattia degenerativa che le impedisce di adempiere ai suoi compiti come vorrebbe.
    Anche io credo che sarebbe interessante approfondire a chi ha chiesto aiuto in passato per guarire e cosa le è stato detto.
    A presto!

  • Voterò per sapere a chi ha chiesto aiuto in passato!
    Ciao cara, e benvenuta su TheIncipit ❤️ la piattaforma dove ogni tanto ti puoi imbattere in una belle storia come la tua XD Che brava, che scrittura evocativa e potente!
    Alla prossima ❤️🙋🏼‍♀️

  • Ciao, benvenuta.
    Da secoli ci scapicolliamo in cerca dell’elisir di eterna giovinezza, e, o immortalità, ed ecco che non potersi dare la morte diventa la peggiore dannazione!
    Episodio davvero angoscioso, lei cercherà di scovare tra i vecchi consigli quello giusto.
    Complimenti a te per come l’hai raccontata.
    Ciao🙋‍♂️🌻

  • Ciao, Laura.

    Hai costruito un mondo interessante in poche parole. Mi è arrivata la sofferenza di Eda, mi è piaciuta molto la conclusione con “qualcuno che pulisce e soffoca il pianto”. Secondo me per poter guarire, Eda deve ripensare bene a quanto le è stato detto in passato sulla sua malattia, potrebbe trovare un indizio che sul momento non aveva colto.

    Grazie e alla prossima.

  • Laura, mi hai davvero colpito con questo episodio. Hai descritto in modo così vivido e intenso la disperazione e la lotta interiore della protagonista. La tua scrittura mi ha trasportato nella sua esperienza di perdita e sofferenza, facendomi sentire la sua frustrazione e la sua impotenza. Hai creato un’atmosfera cupa e malinconica, in cui il dolore diventa tangibile. Mi hai fatto riflettere sulla fragilità umana e sulla paura di perdere se stessi. Grazie per aver condiviso questo potente racconto. Mi piacerebbe che approfondissi la descrizione delle donne del regno di Eda, delle sue più care sostenitrici.

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