Dove eravamo rimasti?
Nuova isola
Il sole era alto e la brezza salmastra ci scompigliava i capelli mentre la barca si allontanava dall’isolotto roccioso. Nadia si era seduta accanto a me, gambe incrociate e occhiali da sole abbassati sul naso. Ogni tanto mi lanciava una sbirciatina e sorrideva, come se il nostro piccolo incidente nel bosco fosse stato il miglior imprevisto della giornata.
Dopo circa venti minuti di navigazione, apparve all’orizzonte una nuova isoletta: stavolta più verde, con una spiaggia di sabbia bianca e fine che sembrava uscita da una cartolina. C’erano delle rovine in cima a una collinetta, mezzo nascoste dalla vegetazione, e un piccolo pontile mezzo distrutto dal tempo. Nessuno parlava, tutti erano incantati dal paesaggio.
Caterina si aggiustò il cappello a tesa larga e disse con tono teatrale:
“Benvenuti sull’Isola dei Misteri!”
“Cos’è, un parco a tema?” rispose uno degli amici, ridendo.
“No, mio padre ci ha portati qui una volta. Dicono che l’isola sia infestata da uno spirito malinconico che suona il flauto nei giorni di vento” aggiunse lei, sorseggiando un succo verde improbabile.
“Io adoro le cose infestate” disse Nadia, strizzandomi l’occhio.
“Io meno, ma se c’è un flauto, magari riesco a suonarlo” risposi, anche se non avevo mai toccato uno strumento in vita mia.
Il maggiordomo – che nel frattempo avevamo scoperto si chiamava Algernon – parcheggiò la barca con la solita eleganza. Stavolta restammo tutti insieme, anche perché Caterina aveva messo in chiaro che non voleva “ripetizioni boschive romantiche” – testuali parole – fino al tramonto.
Sbarcati sull’isola, alcuni si buttarono in acqua, altri si distesero al sole, ma io e Nadia eravamo già attratti da quelle rovine in cima alla collina. Le guardammo un attimo e poi, quasi senza parlare, iniziammo a salire lungo il sentiero nascosto tra i cespugli.
“Pensavo volessi stare con gli altri” le dissi, cercando di sembrare disinvolto.
“No, oggi voglio esplorare il mondo con il mio eroe” rispose lei, e io quasi inciampai su un sasso per quanto mi si gelò il cervello.
Raggiungemmo le rovine. Erano antichi resti di pietra coperti di muschio, con colonne spezzate e archi crollati. Lì il vento soffiava più forte e, giuro, si sentiva davvero un suono… qualcosa che ricordava vagamente un flauto.
“Lo senti anche tu?” chiesi, cercando conferma che non stavo impazzendo.
“Sì. Non sarà mica Algernon che si è messo a suonare un flauto per aumentare l’atmosfera?” rise Nadia, ma si avvicinò a me.
Sotto un arco semidiroccato ci sedemmo, il mare visibile in lontananza. Lei prese il suo zaino e mi porse la pallina d’alluminio che mi aveva dato prima.
“Puoi aprirla ora” disse.
Con mani un po’ tremanti la scartai: dentro c’era una piccola tortina fatta da lei, con sopra scritto in cioccolato: “Sei speciale”.
“L’ho fatta ieri. Non sapevo se dartela. Poi ho pensato che, se ci perdevamo in un bosco, era meglio averti dato qualcosa di buono” disse, stringendosi nelle spalle.
“Sei tu quella speciale, lo sai?” le risposi, a mezza voce.
Lei arrossì leggermente.
“Se lo dici ancora ti bacio.”
Silenzio. Cuore in gola.
“Allora… sei davvero speciale, Nadia.”
E lei mi baciò. Questa volta non sulla fronte. Sul serio.
Il flauto continuava a suonare, il vento a soffiare, e in quel momento l’isola sembrava magica sul serio.
Poi, da lontano, una voce:
“Ehi! VOI! È PRONTO IL PRANZO!”
Era Caterina che ci chiamava come una madre arrabbiata.
“Mi sa che dobbiamo tornare, flauto o no” disse Nadia.
Ma mentre scendevamo, io sapevo già che quella giornata me la sarei ricordata per sempre.
E che forse, quella barca, quella gita, quella ragazza… erano solo l’inizio.
Cosa dovrebbe succedere quando il gruppo riparte in barca verso la prossima tappa?
- La barca si guasta (0%)
- Tuffo per esplorare una grotta marina (67%)
- Tempesta improvvisa (33%)

30/06/2025 at 00:14
Ciao, brava. Sposo parola per parola il commento di Laura M.
I due sono molto carini, degni di una storia importante.
Non farti aspettare troppo. Ciaoo
28/06/2025 at 11:59
Tempesta improvvisa!
Ciao! Ti sei fatta aspettare ma abbiamo finalmente il secondo capitolo! Nadia ed il nostro protagonista si piacciono fin dal primo episodio ma mi sa che ci sarà presto il terzo incomodo (magari Caterina); vediamo intanto come se la cavano con una tempesta 🙂
Ciao 🙂
28/06/2025 at 11:07
Ciao La Pimpa,
per essere una ragazzina (medie o superiori?) scrivi davvero bene 🙂 Lo dico sinceramente 🙂
TI segnalo solo due cosette:
“mezzo nascoste dalla vegetazione, e un piccolo pontile mezzo distrutto”, eviterei di ripetere “mezzo” due volte optando per altri modi di dirlo.
“sorseggiando un succo verde improbabile” sembra che tu ti riferisca al succo, come improbabile, mentre credo che tu alluda al colore. Ci starebbe meglio: un succo dall’improbabile colore verde.
Ma sono stupidaggini. Il racconto scorre ed è piacevole 🙂
Io voto per esplorare la grotta marina.
Alla prossima 🙂
28/06/2025 at 10:28
Ciao La Pimpa 🙂
Bentornata con un nuovo capitolo 🙂 Sono contento che hai deciso di ascoltare i lettori e riprendere inmano la storia 🙂
Il capitolo e’ scritto bene, molto fluido e di facile lettura 🙂 e direi anche un tocco romantico 🙂
Io che sono un patito del paranormale mi immaginavo gia’ un fantasma che suona il flauto, ma e’ anche vero che spesso e volentieri le “leggende” e’ meglio che restino tali 🙂
Voto per un tuffo per visitare una grotta marina 🙂
Vediamo cosa ci porti 🙂
31/05/2025 at 00:27
Ciao La Pimpa 🙂
Ti ho visto tra i miei lettori e ho subito ricambiato la visita 🙂
Noto che la storia e’ ferma da un bel po’ , come mai? Io ti invito a proseguirla perche’ l’incipit e davvero bello e potrebbe portare a una miriade di sviluppi 🙂
Non si e’ mai troppo tardi per ritornare sulle storie passate 🙂 Te lo dice un gatto che ha mollato la sua storia per ben 2 anni 🙂 Ma che poi e’ tornato per concluderla 🙂
Allora per ora niente da aggiungere a cio’ gia deto dai miei colleghi autori qua sotto 🙂
Ti invito a riprendere la storia presto 🙂
Ho votato che la barca si rompre in viaggio 🙂
A presto 🙂
30/05/2025 at 12:41
Ciao Pimpa,
ho appena votato per la barca che si rompe senza partire, poi ho visto che la storia è ferma da tempo.
Dai!!! Continuala. E’ una buona partenza.
Ho trovato una miscela di avventura e amore adolescenziale che mi ha suscitato tenerezza. Per gli errori e i refusi sono l’ultimo che può darti consigli, ma in effetti qualche rilettura in più aiuta molto: è quello che ho fatto io dopo i buoni consigli dei lettori.
Complimenti.
Resto in attesa del secondo episodio.
Saluti.
31/01/2025 at 19:20
Ciao la Pimpa,
ti ho vista tra i commenti di altri racconti, e ho letto il tuo.
Nella tua presentazione dici che non scrivi molto bene, ma non è vero, il tuo racconto è carino e, come per tutti noi, può essere migliorato. Proprio perchè sei giovane hai un sacco di tempo per scrivere e migliorare. Se ti piace scrivere, non mollare! 😀 Ho visto che lo hai postato nel 2023. Aspetto il prossimo racconto 🙂
20/09/2023 at 10:46
Ciao La Pimpa,
Ho letto il tuo racconto e devo dirti che è davvero coinvolgente! Hai creato una storia che cattura l’attenzione fin dall’inizio con un’intrigante chiamata notturna tra i protagonisti.
La dinamica tra i personaggi, in particolare tra il narratore e Nadia, è affascinante e ben sviluppata. La loro relazione sembra evolvere mentre si avventurano nell’isolotto e affrontano una piccola avventura.
Hai creato suspense mentre i due si sono persi nel bosco, e la paura di essere veramente bloccati aggiunge una dimensione di tensione al racconto. Tuttavia, la risoluzione con il ritorno degli altri membri del gruppo è stata un lieto fine, e il momento finale tra il narratore e Nadia è dolce e ben scritto.
Continua a scrivere e condividere le tue storie. Hai un buon talento per creare narrazioni coinvolgenti!
Con affetto.
10/09/2023 at 11:20
Io voto che la barca si rompe durante il viaggio!
Ciao! Benvenuta su The Incipit! La storia parte molto bene. C’è qualche ripetizione come “È ovvio che ci sarei andato e quindi dissi «è ovvio che vengo»”; sarebbe bastato una delle due. Piccolo trucco per risparmio caratteri: per un motivo che mi è sempre sfuggito i segni di minore e maggiore vengono conteggiati come più caratteri, quindi consiglio di usare « » oppure altri segni.
Per il resto, sei partita alla grande, quindi vai avanti 😀
Ciao 🙂
10/09/2023 at 10:04
Ciao, la storia sembra interessante, soprattutto mi piace come descrivi i pensieri del protagonista (“stavamo uscendo insieme? Per lei non come amici?), trovo che renda proprio bene. Poi sì, c’è qualche piccolo errore di battitura, ma non compromette la lettura. Per la prossima sarei curioso di vedere una prossima isola. Hai un nuovo lettore!
09/09/2023 at 17:25
Concordo con quello che ti è già stato detto. Buon proseguimento 🙂
08/09/2023 at 12:39
Ciao La Pimpa.
Vedo che da lettrice sei passata a scrittrice e questo è molto positivo.
Concordo con quanto detto da Massimo, con il tempo e la scrittura capirai da te cosa migliorare e come ridurre i refusi al minimo.
La storia che stai portando è interessante e voto per la visita dell’isola successiva.
Al prossimo capitolo
08/09/2023 at 11:02
Ciao, La Pimpa, e benvenuta su TheIncipit 🙂
Complimentissimi per la tua scelta di non limitarti solamente alla lettura: hai inteso perfettamente lo scopo di questa piattaforma, e questo mi rallegra!
Vedrai che capitolo dopo capitolo noterai sempre più le virgole mancanti, e la tua scrittura risulterà sempre più scorrevole: quindi non demordere e metticela tutta!
Voterò per la barca che non parte, ché ho voglia di conoscere di più quest’isola misteriosa.
08/09/2023 at 10:27
Un mix tra avventura e amore. Hai fatto quache errore ma la storia è interessante e ti seguo. Il voto è per la barca che non parte così i due si possono avvicinare ancora un po