Amori Primitivi

Dove eravamo rimasti?

Ullalla! Hatty ha accettato! Nel prossimo e ultimo capitolo avremmo un matrimonio! Dove lo faranno? Nella grotta antica (50%)

Finalmente insieme. Ora, e per sempre

Ancora non ci potevo credere.

Era passato qualche giorno dalla proposta, e a breve io e Kona ci saremmo sposati!

Al campo mi aspettavo tanta gente sorpresa di tale cosa.

Invece scoprì che non solo i miei colleghi contadini, ma tutto il villaggio da mesi aveva scommesso quando Kona avrebbe fatto la proposta.

Certi scommisero pure che non avrebbe mai avuto il coraggio di farla, altri che sarei stata io a proporla. Mentre altri ancora avevano scommesso che io avrei mollato Kona per dispetto. Che idioti, scommetto che c’era mia sorella tra di loro.

Il giorno del matrimonio era vicino e sia io che il mio futuro sposo ci dovevamo preparare per l’evento.

Nella Valle di Rauss il matrimonio funziona nel seguente modo: ci si sposa sempre quando il sole è al suo massimo di luce, lo sciamano (ovvero mio padre) recita al cielo la frase con la quale informa gli dei della nostra unione, gli sposi depongono i doni creati da loro sull’altare, a finchè questi ultimi vengono bruciati e le ceneri saranno poi mischiate con i colori che verranno usati per dipingere l’avvenimento dentro la Grotta antica. Luogo dove da secoli sono narrati tutti gli avvenimenti importanti della nostra tribù.

Per il dono io scelsi d’intrecciare delle foglie di palma creando una libellula, la stessa che informò i nostri parenti quel giorno.

Kona invece non disse niente, sparì per almeno una settimana e tornò recando in dono il cadavere di un rettile piumato, un animale molto raro e difficile da catturare. Notai che nel catturarlo si era ferito.

“Ma Kona, non dovevi!”.

“Per te voglio solo il meglio, e poi da figlio del capo cacciatore che figura avrei fatto nel portare un animale comune”.

Sbuffai con un sorriso. Come dissi anni fa, a volte dev’essere difficile essere il figlio di Rudar.

E finalmente venne il giorno.

Io e la mia famiglia ci svegliammo all’alba.

Mio padre cominciò subito col truccarsi, come sciamano doveva tingersi con dei colori e con delle linee particolari.

Maya invece mi aiutò a vestirmi. Da noi gli sposi indossano delle pelli bianche, provenienti dai lupi dello stesso colore, gli animali simbolo dell’unione e dell’amore, e alle spose vengono intrecciati nei capelli dei fiori.

“Ecco fatto! Ho superato me stessa. Dimmi che ne pensi, Hatty?” mi disse dopo aver finito. Uscii fuori per affacciarmi sul fiume. Non scherzava affatto.

I miei lunghi capelli neri erano bellissimi tramite la composizione di fiori rosa. Unica l’abito mi stava un po’ stretto, ma non dissi niente, era di mia madre.

“Hatty, sei magnifica” voltandomi vidi mio padre con gli occhi lucidi “Sei uguale identica a Tiana”.

“Già, se fosse qui sarebbe felice anche lei”.

“E qui ti sbaglio figliola, non ci sarà fisicamente, ma lei c’è sempre, e veglia su di noi” alle parole di mio padre sorrisi e quasi mi scappò una lacrima.

Venni scortata da mio padre e mia sorella presso la Grotta antica.

C’era tutto il villaggio.

E vicino all’altare c’era Kona.

Anche lui aveva addosso la pelliccia bianca. In questo caso indossava un lungo mantello.

“Famiglie e amici cari” cominciò mio padre davanti all’altare “Siamo qui riuniti, al cospetto della Grotta antica, luogo dove i nostri antenati hanno lasciato le loro memorie e dove anche noi trasmetteremo ai nostri discendenti la nostra, per unire nel sacro vincolo del matrimonio di queste due giovani anime”.

A quelle parole io e Kona ci stringemmo più forte le mani.

“Veniamo al sodo, vuoi tu Kona, figlio di Rudar e Suan, sposare questa donna, amarla e onorarla, in salute e in malattia, finché il dio Nube non la chiami al suo cospetto?”.

A quelle parole Kona prese un profondo respiro e disse: “Lo voglio”.

“E tu Hatty, figlia di Chipin, vuoi sposare quest’uomo?”.

Cercando di trattenere il più possibile le lacrime di gioia risposi: “Lo voglio”.

“Bene, con i poteri conferitomi dagli dei, io vi dichiaro marito e moglie, prego sacrificate il vostro dono”.

E a quelle parole io e Kona prendemmo due fiaccole accese e bruciammo i nostri doni che avevamo deposto sull’altare. Passò qualche minuto, il tempo che i nostri regali cominciarono ad incenerirsi e mio padre raccolse la cenere e la mischiò con la pittura.

“Cominciate la festa senza di me, cercherò di fare il più veloce possibile” ci disse per poi entrare dentro la grotta.

E dopo la cerimonio partirono i festeggiamenti. Tutto il villaggio fu felice di festeggiare, meno quelli che avevano perso la scommessa.

Festeggiammo sia di giorno che di notte. Fu il giorno più bello della nostra vita.

Avrei tanto da raccontare, ma arriverò al punto più importante.

Era notte fonda e io e Kona eravamo stufi di festeggiare e decidemmo di sgattaiolare via.

Per nostra fortuna erano tutti frastornati, vidi persino mio padre baciare Rudar, e non notarono la nostra fuga.

Andammo a casa di Kona.

Dopodiché ci coricammo insieme nel letto dei suoi genitori.

Il mattino seguente ci svegliammo, per poi annunciare a tutti cos’avevamo fatto quella notte e che saremmo stati uniti ora, e per sempre.

FINE

Ps: come sempre due bonus.

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42 Commenti

  • CLAP! CLAP! CLAP! Ottima storia. Devo dire che te la sei cavata egregiamente. Anch’io di solito trovo le storie Rosa noiose, ma questa mi ha abbastanza appassionato.
    Kona e Hatty sono due personaggi che mi rimarrano impressi per un po’ di tempo e questa è una buona cosa.

    Ho già letto l’incipit della storia che scriverai. A quanto pare questa volta ti dai al crimine. Secondo me, sono storie molto difficili da scrivere perché riuscire a far sì che i protagonisti siano “quelli per cui tifare” invece che “essere uguali ai loro nemici o persino peggio” è una cosa molto complicata, specie se non si vuole fare che questi criminali siano in realtà dei “novelli robin hood”. Vedremo come te la caverai.

    Ciao 🙂

  • E con questo abbiamo finito. Come prima storia rosa mi posso considerare soddisfatto, all’inizio m’imbarazzava l’idea, già non mi considero neppure un tipo affermato in questo campo. Ma come si dice “chi si accontenta, gode”. Poi non lo nascondo questa storia era da anni che ce l’avevo in mente. Ha avuto però un processo molto particolare. Per farla breve: da sempre avevo nella testa questa storia ambientata nella preistoria, un’epoca che mi ha sempre affascinato e che trovo sia poco sfruttata a livello narrativo. La bozza iniziale parlava di Cona (con la C e non con la K), un giovane ragazzo con un complesso d’inferiorità che entrava in contatto con un mecha proveniente dallo spazio. Già, inizialmente doveva avere un stampo fantascientifico e molto alla “Gundam”. Ma capendo che forse sarebbe stata una storia troppo “esagerata” da portare avanti abbandonai l’idea, optai a mettere un visitatore dallo spazio che diventava amico di Cona. Ma anche lì non mi piacque e alla fine optai per buttar via l’idea. Ma non la storia. Anche nella bozza originale Cona aveva come amica Hatty. Inizialmente doveva essere marginale lei come suo fratello Cip (nome che scartai perché un po’ troppo stupido in favore di Ikki), ma mi affezionai così tanto al personaggio che decisi di creare una storia d’amore tra lei e Kona. Provai ad informarmi leggendo qualche racconto di genere rosa, ma personalmente li trovai noiosi. In compenso però scoprii un’altra cosa simile che si avvicinava di più alla mia idea. Ovvero i film di Bollywood. Vidi qualche pellicola girata in India e personalmente non mi dispiacquero, ok avevano dei momenti senso senza, ma trovavo trasmettevano più il senso di amore. Fui come folgorato dall’India, tanto che decisi di chiamare i miei personaggi (tranne due) con nomi indiani, presi dall’unico libro ambientato in quel luogo che lessi. Ovvero “Il Libro della Giungla”. Così nacquero: Rudar e Chipin (ovvero il nome dell’autore), Suan (da Messua la madre adottiva del cucciolo d’uomo), Ikki (dalla mangusta Rikki-Tikki-Tavi) e Hatty (da Hathy l’elefante). Kona invece viene da Conan il barbaro (in quel periodo ero fan delle sue opere) mentre Goeid è preso da Diego la tigre de l’Era Glaciale. Spero che il racconto vi sia piaciuto. Forse è stato un po’ troppo “sdolcinato”, c’era l’idea di mettere un rivale in amore, ma come detto questa era la mia prima volte e volevo andare su una storia semplice. Se ci sarà di nuovo l’occasione di scrivere un’altra storia d’amore potrei mettere un rivale. Ma ci vorrà un po’. Mi spiace solo che nei capitoli finali ho avuto problemi a pubblicarli in tempo. Un po’ per l’esame per essere assunto all’ASL e persino per la malattia. Ma almeno sono riuscito a finirlo prima della fine dell’anno. Dopo questo mi farò una lunga pausa e ricomincerò a scrivere forse a febbraio. Con questo buone feste a tutti, ed eccovi il trailer della prossima storia che ho già buttato giù il primo capitolo. Alla prossima.

  • “Che leggi? Un porno?” chiese un uomo al suo giovane compagno di cella.
    “No. È una storia d’amore, ambientata nella preistoria”.
    “Particolare, di solito l’ambientazione arriva fino al 1900. Ma ci sono scene hot?”.
    “No. Perché come ti ho detto non è un porno, ma una storia d’amore”.
    “Andiamo. Non si può dire storia d’amore senza un po’ di pornografia, non trovi?”.
    Il lettore guardò male il suo compagno.
    Poco dopo arrivò una guardia che aprì le porte della cella.
    “Avanti, Cyrus, la tua condanna è finita, puoi andare”.
    L’uomo chiuse il libro intitolato “Amori Primitivi”, prese le sue cose e poi andò via.
    “Che sonno il tuo compagno di cella, sembra bello che morto” scherzò la guardia chiudendo la cella, non notando però che da sotto le lenzuola stava colando del sangue.
    Appena fuori dal carcere Cyrus si guardò in giro, e notò una donna bionda che teneva in mano un cartello giallo con una scritta nera che diceva “Cyrus”.
    L’uomo sbuffò e si avviò verso l’auto.
    “Vicky, suppongo?”.
    “Supponi giusto, salta su”. Appena dentro Cyrus trovò nella zona passeggeri un altro uomo.
    “Piacere Isaac” disse lui stringendogli la mano.
    Subito partirono, e poco dopo cominciarono a suonare le sirene del carcere.
    “Che succede?” chiese Vicky.
    “Sospetto hanno trovato il mio compagno di cella morto”.
    “Hai ucciso il tuo compagno?” chiese Isaac.
    “Era un tipo fastidioso, non mancherà a nessuno”.
    “Ottimo, questo è un monito Vicky, cerca di non dar troppo fastidio” alle parole di Isaac la bionda Vicky sbuffò.
    “Allora Isaac, sono ancora interessato, parlami del colpo”.
    “Bene Cyrus, è tutto scritto qui” disse porgendogli una cartella.
    Cyrus l’aprì trovandoci dentro varie foto di una giovane donna.
    “Lei è Jane Whiteson, e se giochiamo bene le nostre carte, diventeremmo ricchi”.
    L’uomo guardò prima Isaac e poi Vicky. Nei loro occhi brillava una luce. Una luce folle ma allo stesso tempo lucida. Segno che era in corso un crimine ben architettato.

  • Sull’Isola Misteriosa, dove tutto è iniziato!

    Comunque è palese che Chipin se l’era inventato, visto che, il serpente prima e Goeid dopo, sono interventui per evitare una finaccia a Kona. La libellula doveva essere bella grossa per potare la bisaccia di Hatty.

    Commenti finali, dopo l’ultimo capitolo 🙂

    Ciao 🙂

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