Amori Primitivi

Dove eravamo rimasti?

Bene, la storia ha già preso una brutta piega, nella fuga chi punterà per primo la tigre Goeid? Ikki? (50%)

Quando diventammo amici

ROAR!

“SCAPPATE!” urlò Kona, e io senza pensarci troppo corsi via.

Scusate, dal ricordo della paura stavo dimenticando di presentarmi.

Sono Hatty, abito nella valle di Rauss insieme a mio padre e a mia sorella Maya. Mia madre è morta tanto tempo fa, non ricordo neppure il volto.

Ma non voglio perdere tempo a raccontarvi la storia della mia vita, anche perché c’è poco da dire. Posso solo dire che ho una sorella antipatica e che mi tratta come una stupida e che mio padre è sempre dalla sua parte, anche quando ha torto.

Quel giorno non ricordo più per quale motivo avevo litigato con papà. Ma ero così arrabbiata che quando al fiume incontrai Kona e Ikki pensai “Ecco. Vado a farmi un giro con i figli di Rudar, così faccio un dispetto a papà”. Di Sicuro Kona non l’ha detto, ma tra i nostri padri non scorre buon sangue. Hanno due modi diversi di pensare, ed essendo uno lo sciamano e l’altro il capo cacciatore partecipano alle riunioni degli anziani. Dove finisce sempre che litigano.

Ecco, sto parlando troppo. Torniamo alla storia.

Scappammo dal nostro nascondiglio, per mia fortuna Goeid non mi stava inseguendo. Peccato invece per Kona e Ikki.

La tigre puntò su di loro proprio per via che Ikki rallentava Kona.

Per rallentare la tigre Kona piegò il ramo di un albero e dopo aver mollato la presa colpi la belva in pieno volto. “Scappa Hatty! Non pensare a noi!” mi urlò correndo via.

Non sapevo che fare, da una parte volevo fuggire il più lontano possibile, dall’altra non mi andava di abbandonarli, anche perché tutto questo stava avvenendo per colpa mia. Le gambe mi tremavano e il cuore pompava a mille. Ma alla fine presi una scelta. Corsi in direzione del pericolo!

Vidi che Kona e Ikki si erano arrampicati su un albero, e Goeid con gli artigli cominciò a scorticare la pianta neanche fosse un elefante.

Afferrai dei sassi e cominciai a lanciarli contro la tigre. Lei si girò di scatto e quasi me la feci sotto nel vedere il suo sguardo.

Senza perdere tempo corsi via il più velocemente possibile. Non avevo un piano ben preciso, volevo solo farla allontanare per permettere a Kona e Ikki di salvarsi.

All’Improvviso inciampai e caddi a terra sbucciandomi le ginocchia. Appena vidi Goeid il terrore si trasformò in disperazione più totale.

Era vicinissima, tanto che vedevo i suoi denti e sentivo il puzzo del suo alito. E stavolta me la feci veramente sotto dalla paura.

Per me sembrava giunta la fine. In quel momento mi domandai se mio padre e mia sorella avrebbero pianto o no alla mia morte.

“HATTY!” urlò Kona saltando sopra Goeid per poi avvolgere la sua testa dentro la borsa a tracolla. Poi si gettò a terra mentre la tigre cominciava a dimenarsi cercando di togliersi la sacca.

“Presto Hatty, andiamo! Riesci a camminare?” mi chiese Kona alzandomi da terra.

Mi sentivo troppo felice che era tornato a salvarmi.

Avvenne però che nella foga Goeid colpì Kona graffiandogli la schiena.

“AHHH!!” urlò dal dolore.

“Kona!” urlai anch’io, e anche se ferita lo presi per mano per poi scappare via.

Apparve Ikki, che cominciò a piangere vedendo le condizioni di suo fratello. Poverino.

“Hatty, tutto bene?” chiese con un filo di voce Kona.

“Kona scusa, tutto questo è colpa mia, avrei dovuto ascoltarti invece di fare la cocciuta!” le dissi con le lacrime agli occhi e triste più che mai.

“L’importante è che sei salva, per il resto è solo un graffio”.

“Diciamo tre” mi sfuggì nello specificare il danno. Aveva il segno di tre artigliate su tutta la schiena!

“Dobbiamo scappare, Goeid sarà qui…”.

“Tranquilla, prima ho riempito la borsa di erbe speciali che ho trovato in giro, mio padre mi ha insegnato che disorientano il fiuto dei predatori, se siamo fortunati Goeid non ci darà più la caccia”.

Già, lo speravo anch’io.

Cominciammo a muoversi, Ikki davanti mentre io aiutavo Kona a camminare.

Calò la notte e temevo che ci saremmo dovuti trovare un riparo.

Ma improvvisamente vedemmo le luci delle torce, erano gli adulti venuti a cercarci.

“Siamo qui!” urlò Ikki che come una scheggia corse verso di loro.

Da una parte ero felice, dall’altra avevo paura.

I miei timori si rivelarono fondati. Si tenne una riunione degli anziani per decidere la punizione per me e Kona. Ikki venne escluso perchè ancora troppo piccolo. Ricordo però che non fu contento di questa scelta.

Ci chiesero cosa fosse successo. E alla fine si decise che saremmo stati sculacciati davanti a tutti nel centro del villaggio.

“Ma perché? Ho detto che è stata tutta colpa mia!”.

“Di chi sia colpa non c’interessa, tutti e due sapevate benissimo che la giungla è pericolosa e che non dovete avventurarvi dentro!” disse il padre di Kona.

Il mio invece mi stava guardava male. Sicuramente dopo la punizione me ne avrebbe data un’altra.

Arrivò il momento delle sculacciate e vi dico che ancora oggi al ricordo mi viene male alle natiche.

Mentre me le davano guardai Kona negli occhi.

Lui mi sorrise. E anch’io feci un sorriso, stavolta sincero.

E da lì nacque la nostra amicizia.

Bene, i nostri protagonisti si sono salvati dalla furia di Goeid. Facciamo un salto temporale di qualche anno. Come cominciamo il capitolo?

  • Kona va a farsi un giro (0%)
    0
  • Kona va dallo sciamano (40%)
    40
  • Kona va a caccia (60%)
    60
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

42 Commenti

  • CLAP! CLAP! CLAP! Ottima storia. Devo dire che te la sei cavata egregiamente. Anch’io di solito trovo le storie Rosa noiose, ma questa mi ha abbastanza appassionato.
    Kona e Hatty sono due personaggi che mi rimarrano impressi per un po’ di tempo e questa è una buona cosa.

    Ho già letto l’incipit della storia che scriverai. A quanto pare questa volta ti dai al crimine. Secondo me, sono storie molto difficili da scrivere perché riuscire a far sì che i protagonisti siano “quelli per cui tifare” invece che “essere uguali ai loro nemici o persino peggio” è una cosa molto complicata, specie se non si vuole fare che questi criminali siano in realtà dei “novelli robin hood”. Vedremo come te la caverai.

    Ciao 🙂

  • E con questo abbiamo finito. Come prima storia rosa mi posso considerare soddisfatto, all’inizio m’imbarazzava l’idea, già non mi considero neppure un tipo affermato in questo campo. Ma come si dice “chi si accontenta, gode”. Poi non lo nascondo questa storia era da anni che ce l’avevo in mente. Ha avuto però un processo molto particolare. Per farla breve: da sempre avevo nella testa questa storia ambientata nella preistoria, un’epoca che mi ha sempre affascinato e che trovo sia poco sfruttata a livello narrativo. La bozza iniziale parlava di Cona (con la C e non con la K), un giovane ragazzo con un complesso d’inferiorità che entrava in contatto con un mecha proveniente dallo spazio. Già, inizialmente doveva avere un stampo fantascientifico e molto alla “Gundam”. Ma capendo che forse sarebbe stata una storia troppo “esagerata” da portare avanti abbandonai l’idea, optai a mettere un visitatore dallo spazio che diventava amico di Cona. Ma anche lì non mi piacque e alla fine optai per buttar via l’idea. Ma non la storia. Anche nella bozza originale Cona aveva come amica Hatty. Inizialmente doveva essere marginale lei come suo fratello Cip (nome che scartai perché un po’ troppo stupido in favore di Ikki), ma mi affezionai così tanto al personaggio che decisi di creare una storia d’amore tra lei e Kona. Provai ad informarmi leggendo qualche racconto di genere rosa, ma personalmente li trovai noiosi. In compenso però scoprii un’altra cosa simile che si avvicinava di più alla mia idea. Ovvero i film di Bollywood. Vidi qualche pellicola girata in India e personalmente non mi dispiacquero, ok avevano dei momenti senso senza, ma trovavo trasmettevano più il senso di amore. Fui come folgorato dall’India, tanto che decisi di chiamare i miei personaggi (tranne due) con nomi indiani, presi dall’unico libro ambientato in quel luogo che lessi. Ovvero “Il Libro della Giungla”. Così nacquero: Rudar e Chipin (ovvero il nome dell’autore), Suan (da Messua la madre adottiva del cucciolo d’uomo), Ikki (dalla mangusta Rikki-Tikki-Tavi) e Hatty (da Hathy l’elefante). Kona invece viene da Conan il barbaro (in quel periodo ero fan delle sue opere) mentre Goeid è preso da Diego la tigre de l’Era Glaciale. Spero che il racconto vi sia piaciuto. Forse è stato un po’ troppo “sdolcinato”, c’era l’idea di mettere un rivale in amore, ma come detto questa era la mia prima volte e volevo andare su una storia semplice. Se ci sarà di nuovo l’occasione di scrivere un’altra storia d’amore potrei mettere un rivale. Ma ci vorrà un po’. Mi spiace solo che nei capitoli finali ho avuto problemi a pubblicarli in tempo. Un po’ per l’esame per essere assunto all’ASL e persino per la malattia. Ma almeno sono riuscito a finirlo prima della fine dell’anno. Dopo questo mi farò una lunga pausa e ricomincerò a scrivere forse a febbraio. Con questo buone feste a tutti, ed eccovi il trailer della prossima storia che ho già buttato giù il primo capitolo. Alla prossima.

  • “Che leggi? Un porno?” chiese un uomo al suo giovane compagno di cella.
    “No. È una storia d’amore, ambientata nella preistoria”.
    “Particolare, di solito l’ambientazione arriva fino al 1900. Ma ci sono scene hot?”.
    “No. Perché come ti ho detto non è un porno, ma una storia d’amore”.
    “Andiamo. Non si può dire storia d’amore senza un po’ di pornografia, non trovi?”.
    Il lettore guardò male il suo compagno.
    Poco dopo arrivò una guardia che aprì le porte della cella.
    “Avanti, Cyrus, la tua condanna è finita, puoi andare”.
    L’uomo chiuse il libro intitolato “Amori Primitivi”, prese le sue cose e poi andò via.
    “Che sonno il tuo compagno di cella, sembra bello che morto” scherzò la guardia chiudendo la cella, non notando però che da sotto le lenzuola stava colando del sangue.
    Appena fuori dal carcere Cyrus si guardò in giro, e notò una donna bionda che teneva in mano un cartello giallo con una scritta nera che diceva “Cyrus”.
    L’uomo sbuffò e si avviò verso l’auto.
    “Vicky, suppongo?”.
    “Supponi giusto, salta su”. Appena dentro Cyrus trovò nella zona passeggeri un altro uomo.
    “Piacere Isaac” disse lui stringendogli la mano.
    Subito partirono, e poco dopo cominciarono a suonare le sirene del carcere.
    “Che succede?” chiese Vicky.
    “Sospetto hanno trovato il mio compagno di cella morto”.
    “Hai ucciso il tuo compagno?” chiese Isaac.
    “Era un tipo fastidioso, non mancherà a nessuno”.
    “Ottimo, questo è un monito Vicky, cerca di non dar troppo fastidio” alle parole di Isaac la bionda Vicky sbuffò.
    “Allora Isaac, sono ancora interessato, parlami del colpo”.
    “Bene Cyrus, è tutto scritto qui” disse porgendogli una cartella.
    Cyrus l’aprì trovandoci dentro varie foto di una giovane donna.
    “Lei è Jane Whiteson, e se giochiamo bene le nostre carte, diventeremmo ricchi”.
    L’uomo guardò prima Isaac e poi Vicky. Nei loro occhi brillava una luce. Una luce folle ma allo stesso tempo lucida. Segno che era in corso un crimine ben architettato.

  • Sull’Isola Misteriosa, dove tutto è iniziato!

    Comunque è palese che Chipin se l’era inventato, visto che, il serpente prima e Goeid dopo, sono interventui per evitare una finaccia a Kona. La libellula doveva essere bella grossa per potare la bisaccia di Hatty.

    Commenti finali, dopo l’ultimo capitolo 🙂

    Ciao 🙂

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi