Amori Primitivi

Dove eravamo rimasti?

Bene, i nostri protagonisti si sono salvati dalla furia di Goeid. Facciamo un salto temporale di qualche anno. Come cominciamo il capitolo? Kona va a caccia (60%)

Quella volta che ero andato caccia con mio padre

“Tendi l’arco, ma occhio a non perdere la traiettoria, e ora… scocca” all’ordine di mio padre mollo la presa. La freccia vola spedita e si conficca nel collo della preda prescelta.

Scusate, mi sono concentrato così tanto che mi sono dimenticato di voi.

Sono passate 4 primavere da quando ho incontrato Goeid. Da allora mio padre si è convinto ancora di più a darmi lezioni sulla caccia ogni mattina. Oggi sono nella giungla con lui in cerca di piccole prede.

“Niente male, Kona, l’hai ammazzato sul colpo” mi disse mio padre dopo aver estratto la freccia dall’animale “in questo modo non ha sofferto”.

“Manca tanto, papà?”.

“Abbiamo appena iniziato, se possibile oggi volevo farti colpire qualcosa di più grosso. Tipo un capriolo”.

“Non so, sono molto sfuggenti, facciamo un’altra…”.

“Fermo dove sei” mi intimò mio padre, aveva corrucciato la fronte. Gli altri cacciatori una volta mi hanno raccontato a me e a Ikki che papà aveva fatto scappare di paura un rinoceronte con quello sguardo. “So bene perché hai tutta questa fretta di finire. Ti devi vedere con Hatty?”.

“C-c-cosa, no, è solo che… sì, andiamo a fare un giretto” la paura era tale che dissi la verità.

“Ti ho detto un sacco di volte che non la devi frequentare”.

“Lo dici solo perché è figlia di Chipin”.

“Non solo, quella ragazzina porta solo guai”.

“Ah sì? Fammi un solo esempio”.

“Dunque… qualche giorno fa avete portato al villaggio una mandria inferocita di buoi”.

“Stavamo facendo a gara a chi lanciava sassi il più lontano, non sapevamo fossero lì vicino”.

“Poi un’altra volta siete stati recuperati nel fiume prima di finire nelle rapide”.

“Stavamo facendo il bagno e non ci siamo accorti che la corrente aumentava”.

“E ti devo ricordare quello” mi dice indicandomi la schiena. I segni degli artigli ci sono ancora. A volte sento pure che bruciano. Ma evito di dirlo per timore.

“Papà, io…”.

“Silenzio! Continuiamo a cacciare, e una volta finito aiuterai tua madre a scuoiare le prede. E scordati di vedere Hatty!” e a quelle parole mi ammutolii.

Passammo tutta la mattina a cacciare. Arrivato il primo pomeriggio io e mio padre tornammo con: tre uccelli, due lepri e un capriolo.

“Siamo a casa!” urlò mio padre per poi essere abbracciato da mio madre.

“Vedo che avete fatto buona caccia” ci disse dopo che abbiamo depositato le prede.

“Già, dovevi vederlo cara, Kona non ha rivali con l’arco. Ancora un po’ e potrò portarlo con gli altri cacciatori a catturare prede più grosse”.

“Bello” aggiunse Ikki poco interessato per via che stava giocando con le sue statuette di legno.

“Ora scusate, ma gli altri cacciatori di sicuro mi aspettano” disse mio padre prendendo la sua arma personale.

“Devi proprio? Non sei stanco?”.

“Tranquilla, Suan, insegnare a Kona è un piacere. Poi oggi c’è la caccia all’elefante. Se siamo fortunati possiamo prenderne abbastanza per sfamare e vestire il villaggio per molto tempo”.

Dopo aver dato un bacio a mia madre stava per uscire, non prima però di guardarmi fisso negli occhi e dirmi “Tu, aiuta tua madre, e non fare sciocchezze”.

Dopo essere andato via mia madre mi chiese: “Parlava di Hatty giusto?”.

Feci sì con la testa.

“Tuo padre è un brav’uomo. Ma è troppo cocciuto, pensa sempre che i figli sono uguali ai genitori”.

“Fa niente, mamma adesso io…”.

“Adesso tu esci a svagarti, e vai dalla tua amichetta”.

“Cosa? E le prede?”.

“Ci pensiamo io e Ikki. Dico bene?”.

“Certo mamma. Dobbiamo lasciare soli i due piccioncini” disse mimando il bacio con due dei suoi giocattoli. Che stupido che era!

“Grazie ancora mamma” le dico dandogli un bacio sulla sua guancia. E senza perdere tempo corsi verso il punto concordato.

“Eccomi! Uff. Ti ho fatto aspettare molto?” chiesi a Hatty intenta a mangiarsi un frutto.

“No. Sono appena arrivata. Oggi c’era del lavoro in più da fare nei campi”.

“Quindi è vero, coltivi la terra”.

“Già, o questo oppure imparare a diventare l’assistente di mia sorella. Dovevi vedere la sua faccia quando le dissi di no”.

Io e Hatty ridiamo. È bellissima quando ride.

“Oggi sei andato a caccia con tuo padre?” mi chiese dopo avermi offerto un frutto.

“Sì, è deciso a farmi diventare un cacciatore” dico sbuffando.

“Che hai da lamentarti?”.

“Solo… non mi sento tanto convinto”.

“Di cosa? Hai una mira impeccabile”.

“Non basta avere la mira, serve anche la forza, cosa che non ho. Se mi trovassi faccia a faccia con una belva, non avrei possibilità”.

“Uffa, quando fai il depresso sei insopportabile!” mi disse spintonandomi dolcemente.

“Allora Hatty, tocca a te scegliere oggi. Dove si va?”.

“Dunque. Sono un po’ indecisa. Da una parte vorrei andare nella grotta antica. Dall’altra sull’isola misteriosa. E per finire ci sarebbe sempre quell’albero di manghi. E ti giuro, stavolta so dove si trova”.

Ci pensai su. A parte l’albero.

La grotta antica altri non è che il luogo dove gli anziani, ma specialmente Chipin, dipingono gli avvenimenti più importanti della nostra tribù, e l’isola misteriosa era un semplice isolotto nel centro del fiume.

“Su Kona. Dimmi dove ti va di andare?”.

Alt. Ovviamente a scegliere sarete voi. E non il nostro protagonista. Dove andranno i due?

  • Alla ricerca dell'albero di Manghi? (20%)
    20
  • Sull'Isola misteriosa (60%)
    60
  • Nella Grotta antica? (20%)
    20
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42 Commenti

  • CLAP! CLAP! CLAP! Ottima storia. Devo dire che te la sei cavata egregiamente. Anch’io di solito trovo le storie Rosa noiose, ma questa mi ha abbastanza appassionato.
    Kona e Hatty sono due personaggi che mi rimarrano impressi per un po’ di tempo e questa è una buona cosa.

    Ho già letto l’incipit della storia che scriverai. A quanto pare questa volta ti dai al crimine. Secondo me, sono storie molto difficili da scrivere perché riuscire a far sì che i protagonisti siano “quelli per cui tifare” invece che “essere uguali ai loro nemici o persino peggio” è una cosa molto complicata, specie se non si vuole fare che questi criminali siano in realtà dei “novelli robin hood”. Vedremo come te la caverai.

    Ciao 🙂

  • E con questo abbiamo finito. Come prima storia rosa mi posso considerare soddisfatto, all’inizio m’imbarazzava l’idea, già non mi considero neppure un tipo affermato in questo campo. Ma come si dice “chi si accontenta, gode”. Poi non lo nascondo questa storia era da anni che ce l’avevo in mente. Ha avuto però un processo molto particolare. Per farla breve: da sempre avevo nella testa questa storia ambientata nella preistoria, un’epoca che mi ha sempre affascinato e che trovo sia poco sfruttata a livello narrativo. La bozza iniziale parlava di Cona (con la C e non con la K), un giovane ragazzo con un complesso d’inferiorità che entrava in contatto con un mecha proveniente dallo spazio. Già, inizialmente doveva avere un stampo fantascientifico e molto alla “Gundam”. Ma capendo che forse sarebbe stata una storia troppo “esagerata” da portare avanti abbandonai l’idea, optai a mettere un visitatore dallo spazio che diventava amico di Cona. Ma anche lì non mi piacque e alla fine optai per buttar via l’idea. Ma non la storia. Anche nella bozza originale Cona aveva come amica Hatty. Inizialmente doveva essere marginale lei come suo fratello Cip (nome che scartai perché un po’ troppo stupido in favore di Ikki), ma mi affezionai così tanto al personaggio che decisi di creare una storia d’amore tra lei e Kona. Provai ad informarmi leggendo qualche racconto di genere rosa, ma personalmente li trovai noiosi. In compenso però scoprii un’altra cosa simile che si avvicinava di più alla mia idea. Ovvero i film di Bollywood. Vidi qualche pellicola girata in India e personalmente non mi dispiacquero, ok avevano dei momenti senso senza, ma trovavo trasmettevano più il senso di amore. Fui come folgorato dall’India, tanto che decisi di chiamare i miei personaggi (tranne due) con nomi indiani, presi dall’unico libro ambientato in quel luogo che lessi. Ovvero “Il Libro della Giungla”. Così nacquero: Rudar e Chipin (ovvero il nome dell’autore), Suan (da Messua la madre adottiva del cucciolo d’uomo), Ikki (dalla mangusta Rikki-Tikki-Tavi) e Hatty (da Hathy l’elefante). Kona invece viene da Conan il barbaro (in quel periodo ero fan delle sue opere) mentre Goeid è preso da Diego la tigre de l’Era Glaciale. Spero che il racconto vi sia piaciuto. Forse è stato un po’ troppo “sdolcinato”, c’era l’idea di mettere un rivale in amore, ma come detto questa era la mia prima volte e volevo andare su una storia semplice. Se ci sarà di nuovo l’occasione di scrivere un’altra storia d’amore potrei mettere un rivale. Ma ci vorrà un po’. Mi spiace solo che nei capitoli finali ho avuto problemi a pubblicarli in tempo. Un po’ per l’esame per essere assunto all’ASL e persino per la malattia. Ma almeno sono riuscito a finirlo prima della fine dell’anno. Dopo questo mi farò una lunga pausa e ricomincerò a scrivere forse a febbraio. Con questo buone feste a tutti, ed eccovi il trailer della prossima storia che ho già buttato giù il primo capitolo. Alla prossima.

  • “Che leggi? Un porno?” chiese un uomo al suo giovane compagno di cella.
    “No. È una storia d’amore, ambientata nella preistoria”.
    “Particolare, di solito l’ambientazione arriva fino al 1900. Ma ci sono scene hot?”.
    “No. Perché come ti ho detto non è un porno, ma una storia d’amore”.
    “Andiamo. Non si può dire storia d’amore senza un po’ di pornografia, non trovi?”.
    Il lettore guardò male il suo compagno.
    Poco dopo arrivò una guardia che aprì le porte della cella.
    “Avanti, Cyrus, la tua condanna è finita, puoi andare”.
    L’uomo chiuse il libro intitolato “Amori Primitivi”, prese le sue cose e poi andò via.
    “Che sonno il tuo compagno di cella, sembra bello che morto” scherzò la guardia chiudendo la cella, non notando però che da sotto le lenzuola stava colando del sangue.
    Appena fuori dal carcere Cyrus si guardò in giro, e notò una donna bionda che teneva in mano un cartello giallo con una scritta nera che diceva “Cyrus”.
    L’uomo sbuffò e si avviò verso l’auto.
    “Vicky, suppongo?”.
    “Supponi giusto, salta su”. Appena dentro Cyrus trovò nella zona passeggeri un altro uomo.
    “Piacere Isaac” disse lui stringendogli la mano.
    Subito partirono, e poco dopo cominciarono a suonare le sirene del carcere.
    “Che succede?” chiese Vicky.
    “Sospetto hanno trovato il mio compagno di cella morto”.
    “Hai ucciso il tuo compagno?” chiese Isaac.
    “Era un tipo fastidioso, non mancherà a nessuno”.
    “Ottimo, questo è un monito Vicky, cerca di non dar troppo fastidio” alle parole di Isaac la bionda Vicky sbuffò.
    “Allora Isaac, sono ancora interessato, parlami del colpo”.
    “Bene Cyrus, è tutto scritto qui” disse porgendogli una cartella.
    Cyrus l’aprì trovandoci dentro varie foto di una giovane donna.
    “Lei è Jane Whiteson, e se giochiamo bene le nostre carte, diventeremmo ricchi”.
    L’uomo guardò prima Isaac e poi Vicky. Nei loro occhi brillava una luce. Una luce folle ma allo stesso tempo lucida. Segno che era in corso un crimine ben architettato.

  • Sull’Isola Misteriosa, dove tutto è iniziato!

    Comunque è palese che Chipin se l’era inventato, visto che, il serpente prima e Goeid dopo, sono interventui per evitare una finaccia a Kona. La libellula doveva essere bella grossa per potare la bisaccia di Hatty.

    Commenti finali, dopo l’ultimo capitolo 🙂

    Ciao 🙂

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