Amori Primitivi

Dove eravamo rimasti?

Dopo questo piacevole episodio facciamo un altro salto temporale. Oggi è festa nella Valle di Rauss. Ma quale? Il solstizio d'estate? (50%)

Quella volta che feci un regalo per Hatty

“Manca ancora tanto, Kona?”.

“Se possibile, Ikki, vorrei continuare a cercare”.

Sono passate quattro primavere, non sono più un bambino, sono diventato un giovane uomo. L’anno scorso ho avuto il mio battesimo del cacciatore e mi sono unito con mio padre nella caccia grossa. In breve tempo grazie alla mia precisione con l’arco ho ottenuto il nome di “Kona tiro sicuro”. Anche se a volte mi sembra un nome col doppio senso.

Oggi sono con Ikki a insegnargli a cacciare, ho dovuto farlo io non solo perché sono suo fratello maggiore, ma perché nostro padre era occupato. Oggi è il solstizio d’estate, il giorno più lungo di tutti, voluto dal Dio sole Sunson per festeggiare la sua vittoria contro l’oscurità che un tempo avvolgeva il mondo. Cosi ha sempre raccontato Chipin.

Ma il vero motivo per il quale ci siamo spinti oltre nella giungla era che stavo cercando il regalo per Hatty.

Negli ultimi tempi non siamo riusciti a vederci. Ora che siamo cresciuti abbiamo preso il posto che ci spetta all’interno del villaggio, e con tutti gli impegni diventava sempre più difficile vederci o anche solo parlarci.

In più Hatty quest’anno ha avuto l’onore di essere scelta per il Balletto del Sole. L’evento più importante della festa. Con un ruolo di rilievo. Ovvero Cloudy, la dea delle nuvole, che insieme al Dio Sole ha ripulito il mondo dal Male.

“Ecco, questo va bene” dissi raccogliendo un fiore azzurro. Ne avevo presi molti con l’idea poi di legarli insieme e creare una ghirlanda azzurra, il colore della dea.

“Non pensi di averne presi troppi?”.

“No, mi sembra il numero giusto” dissi dopo aver aperto la tracolla, notando che era piena da scoppiare.

“Hatty sarà felice… solo se noterà il tuo regalo”.

“In che senso, Ikki?”.

“Hai sempre la testa per aria, pensi di essere l’unico a farle la corte?”

Ripensandoci è vero, Hatty era desiderata da tanti ragazzi del villaggio. Non solo perché figlia dello sciamano, ma anche perché era diventata bellissima. A volte vedendola mi sorprendevo, non sembrava più la bambina con la quale giocavo i pomeriggi. Poi il suo sorriso…

CRA!

“Colpito!” urlò Ikki dopo aver centrato un pennuto. L’urlo mi fece tornare al presente.

“Va bene, dovrebbe bastare” dissi notando un buon numero di prede catturate. Papà sarebbe stato contento di noi.

Tornati al villaggio potemmo vedere che erano in corso i preparativi. Ci sarebbero state le luci, il rinfresco, da bere, una festa in piena regola.

Arrivati a casa chiesi a mia madre di aiutarmi a intrecciare i fiori.

“Se vuoi ci penso io”.

“No insisto, altrimenti non sembrerà il mio regalo”.

“Sei proprio un tenerone” mi disse pizzicandomi le guance.

“Andiamo! Smettila! Non sono più un bambino!”.

Dopo le dovute spiegazioni, e vari fallimenti, creai la corona più bella che si fosse mai vista nella valle.

Stavo per uscire, quando all’entrata comparve mio padre.

“Che è quella?” chiese lui.

“Ehh…”.

“È per la festa” intervenne mia madre “Hai presente Mora? Mi ha chiesto di confezionarle una corona per lei. Non riusciva perché occupata”.

“Va bene, passa pure” rispose tenendo però uno sguardo sospettoso.

Corsi più velocemente di un cervo braccato verso la capanna di Chipin.

Arrivato però vidi altri ragazzi della mia età, e tutti con dei regali, e forse anche più belli del mio.

“Eccoti finalmente!” mi sentì urlare dietro, e voltandomi mi trovai Maya.

“Era ora che arrivassi! Ma lo sai da quanto stiamo aspettando la corona di fiori per il ballo!?” mi disse afferrandomi per un orecchio.

Non feci in tempo a rispondere che venni trascinato in casa sua, e mi trovai davanti Hatty.

Stava provando il vestito del balletto. Erano due pezzi di pelo bianco, uno che copriva il seno lasciandole scoperta la pancia e una gonna lunga che lasciava scoperte le cosce.

“Era ora che arrivassi, temevo ti fossi dimenticato di me” mi disse leggermente imbarazzata. Forse per il vestito che la scopriva troppo?

“C-cosa? Mi aspettavi?”.

“Certo che si, testone” intervenne Maya “Fuori è pieno di spasimanti noiosi, mentre la mia sorellina aspettava il suo preferito”.

Alla sua risposta divenni rosso anch’io di vergogna.

Le porsi la ghirlanda, e mi disse: “Grazie della corona di fiori”.

Rimanemmo fermi a fissarci per qualche minuto.

“Va bene… devo truccarmi, ci vediamo stasera, Kona?”

“C-certo, sarò in prima fila”. Dicendo così mi apprestai a uscire.

Voltandomi vidi Hatty un po’ dispiaciuta, mentre Maya mi guardava male. Si aspettava qualcosa in più?

Venne la notte, e tutta la tribù era a vedere il balletto.

Dopo l’introduzione di Chipin partirono le danze.

Ballarono tutti bene. Ma la parte migliore venne con l’arrivo di Cloudy.

Quella notte Hatty ballò divinamente. Si muoveva con fluidità e trasmetteva sensualità dalla testa fino alla punta dei suoi meravigliosi piedi.

Come promesso ero in prima fila, ed ero felice che portava in testa il mio regalo.

A un certo punto, sempre ballando, si avvicinò a me.

Avevo il cuore a mille. Più la vedevo muoversi più mi eccitavo.

E quando mi fece l’occhiolino, non potei più resistere, mi alzai di scatto e…

La baciai in bocca!

Cavolo che finale! Ve lo aspettavate? Ma ora, ditemi voi, cosa succederà dopo?

  • Hatty continua a danzare (20%)
    20
  • Hatty scappa via (40%)
    40
  • Hatty si lascia andare al bacio (40%)
    40
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42 Commenti

  • CLAP! CLAP! CLAP! Ottima storia. Devo dire che te la sei cavata egregiamente. Anch’io di solito trovo le storie Rosa noiose, ma questa mi ha abbastanza appassionato.
    Kona e Hatty sono due personaggi che mi rimarrano impressi per un po’ di tempo e questa è una buona cosa.

    Ho già letto l’incipit della storia che scriverai. A quanto pare questa volta ti dai al crimine. Secondo me, sono storie molto difficili da scrivere perché riuscire a far sì che i protagonisti siano “quelli per cui tifare” invece che “essere uguali ai loro nemici o persino peggio” è una cosa molto complicata, specie se non si vuole fare che questi criminali siano in realtà dei “novelli robin hood”. Vedremo come te la caverai.

    Ciao 🙂

  • E con questo abbiamo finito. Come prima storia rosa mi posso considerare soddisfatto, all’inizio m’imbarazzava l’idea, già non mi considero neppure un tipo affermato in questo campo. Ma come si dice “chi si accontenta, gode”. Poi non lo nascondo questa storia era da anni che ce l’avevo in mente. Ha avuto però un processo molto particolare. Per farla breve: da sempre avevo nella testa questa storia ambientata nella preistoria, un’epoca che mi ha sempre affascinato e che trovo sia poco sfruttata a livello narrativo. La bozza iniziale parlava di Cona (con la C e non con la K), un giovane ragazzo con un complesso d’inferiorità che entrava in contatto con un mecha proveniente dallo spazio. Già, inizialmente doveva avere un stampo fantascientifico e molto alla “Gundam”. Ma capendo che forse sarebbe stata una storia troppo “esagerata” da portare avanti abbandonai l’idea, optai a mettere un visitatore dallo spazio che diventava amico di Cona. Ma anche lì non mi piacque e alla fine optai per buttar via l’idea. Ma non la storia. Anche nella bozza originale Cona aveva come amica Hatty. Inizialmente doveva essere marginale lei come suo fratello Cip (nome che scartai perché un po’ troppo stupido in favore di Ikki), ma mi affezionai così tanto al personaggio che decisi di creare una storia d’amore tra lei e Kona. Provai ad informarmi leggendo qualche racconto di genere rosa, ma personalmente li trovai noiosi. In compenso però scoprii un’altra cosa simile che si avvicinava di più alla mia idea. Ovvero i film di Bollywood. Vidi qualche pellicola girata in India e personalmente non mi dispiacquero, ok avevano dei momenti senso senza, ma trovavo trasmettevano più il senso di amore. Fui come folgorato dall’India, tanto che decisi di chiamare i miei personaggi (tranne due) con nomi indiani, presi dall’unico libro ambientato in quel luogo che lessi. Ovvero “Il Libro della Giungla”. Così nacquero: Rudar e Chipin (ovvero il nome dell’autore), Suan (da Messua la madre adottiva del cucciolo d’uomo), Ikki (dalla mangusta Rikki-Tikki-Tavi) e Hatty (da Hathy l’elefante). Kona invece viene da Conan il barbaro (in quel periodo ero fan delle sue opere) mentre Goeid è preso da Diego la tigre de l’Era Glaciale. Spero che il racconto vi sia piaciuto. Forse è stato un po’ troppo “sdolcinato”, c’era l’idea di mettere un rivale in amore, ma come detto questa era la mia prima volte e volevo andare su una storia semplice. Se ci sarà di nuovo l’occasione di scrivere un’altra storia d’amore potrei mettere un rivale. Ma ci vorrà un po’. Mi spiace solo che nei capitoli finali ho avuto problemi a pubblicarli in tempo. Un po’ per l’esame per essere assunto all’ASL e persino per la malattia. Ma almeno sono riuscito a finirlo prima della fine dell’anno. Dopo questo mi farò una lunga pausa e ricomincerò a scrivere forse a febbraio. Con questo buone feste a tutti, ed eccovi il trailer della prossima storia che ho già buttato giù il primo capitolo. Alla prossima.

  • “Che leggi? Un porno?” chiese un uomo al suo giovane compagno di cella.
    “No. È una storia d’amore, ambientata nella preistoria”.
    “Particolare, di solito l’ambientazione arriva fino al 1900. Ma ci sono scene hot?”.
    “No. Perché come ti ho detto non è un porno, ma una storia d’amore”.
    “Andiamo. Non si può dire storia d’amore senza un po’ di pornografia, non trovi?”.
    Il lettore guardò male il suo compagno.
    Poco dopo arrivò una guardia che aprì le porte della cella.
    “Avanti, Cyrus, la tua condanna è finita, puoi andare”.
    L’uomo chiuse il libro intitolato “Amori Primitivi”, prese le sue cose e poi andò via.
    “Che sonno il tuo compagno di cella, sembra bello che morto” scherzò la guardia chiudendo la cella, non notando però che da sotto le lenzuola stava colando del sangue.
    Appena fuori dal carcere Cyrus si guardò in giro, e notò una donna bionda che teneva in mano un cartello giallo con una scritta nera che diceva “Cyrus”.
    L’uomo sbuffò e si avviò verso l’auto.
    “Vicky, suppongo?”.
    “Supponi giusto, salta su”. Appena dentro Cyrus trovò nella zona passeggeri un altro uomo.
    “Piacere Isaac” disse lui stringendogli la mano.
    Subito partirono, e poco dopo cominciarono a suonare le sirene del carcere.
    “Che succede?” chiese Vicky.
    “Sospetto hanno trovato il mio compagno di cella morto”.
    “Hai ucciso il tuo compagno?” chiese Isaac.
    “Era un tipo fastidioso, non mancherà a nessuno”.
    “Ottimo, questo è un monito Vicky, cerca di non dar troppo fastidio” alle parole di Isaac la bionda Vicky sbuffò.
    “Allora Isaac, sono ancora interessato, parlami del colpo”.
    “Bene Cyrus, è tutto scritto qui” disse porgendogli una cartella.
    Cyrus l’aprì trovandoci dentro varie foto di una giovane donna.
    “Lei è Jane Whiteson, e se giochiamo bene le nostre carte, diventeremmo ricchi”.
    L’uomo guardò prima Isaac e poi Vicky. Nei loro occhi brillava una luce. Una luce folle ma allo stesso tempo lucida. Segno che era in corso un crimine ben architettato.

  • Sull’Isola Misteriosa, dove tutto è iniziato!

    Comunque è palese che Chipin se l’era inventato, visto che, il serpente prima e Goeid dopo, sono interventui per evitare una finaccia a Kona. La libellula doveva essere bella grossa per potare la bisaccia di Hatty.

    Commenti finali, dopo l’ultimo capitolo 🙂

    Ciao 🙂

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