Amori Primitivi

Dove eravamo rimasti?

Prima Goeid e ora Chipin. Dalla padella alla brace? Comunque, che vorrà lo sciamano da sua figlia? Non farà in tempo a parlare che Hatty gli racconta di Goeid (67%)

Quella volta che mio padre fece una richiesta rischiosa

“Papà, prima di parlare, devo dirti una cosa!” urlai lasciando tutti sorpresi.

“É andata, via?” chiese di nuovo mio padre dopo avergli raccontato tutto.

“Sì, ci ha fissato, poi ha sbuffato, e infine è andata via”

“É andata, via?”.

“Ottimo, mio padre è partito”.

“Hatty, tu lo sapevi?” chiese Kona. Nel mentre raccontavo gli dissi della sua maledizione. E che Goeid avrebbe fatto di tutto per ucciderlo.

“Si, Kona, l’ho sempre saputo. Ma non m’importava, maledetto o no io sarei sempre stata vicino a te” gli risposi in tono determinato. Però lui non mi sembrava molto felice della cosa.

“É andata via… come!?”.

“Forse ha semplicemente cambiato idea, padre” intervenne Maya.

“È impossibile! I predatori non abbandonano mai!”.

“Per una volta invece si è tirata indietro, guarda il lato positivo, posso frequentare Kona senza problemi”.

Mio padre guardò me e Kona un paio di volte.

“Qualcosa non va. Esco. Se viene gente pensaci tu Maya” disse nostro padre uscendo, ma non prima di aver preso la borsa contenente i suoi strumenti. Segno che voleva sentire gli dei.

“Hatty… io… scusa”.

“Scusa di cosa?”.

“Ogni volta che uscivamo potevi morire, e per colpa mia!”.

“Ma non dire assurdità! Siamo amici da quanto? E mai una volta abbiamo rischiato di morire”.

“Dimentichi le rapide” intervenne Maya.

“Forse una”.

“E il nido di vespe, per non parlare di quella volta che nel cercare more vi siete imbattuti in un orso”.

“MAYA!!!”.

“Va bene, va bene, vi lascio soli, antipatica” e così dicendo, finalmente, andò via.

Rimasti soli guardai dritto negli occhi Kona. Inizialmente era sconfortato, ma piano piano sorrise.

Passò un po’ di tempo. Stavamo per andarcene. Quando improvvisamente tornò mio padre. Aveva gli occhi rossi, segno che si era concentrato molto.

“Ho provato a contattarmi con gli dei, mi hanno risposto subito. E hanno detto che benediranno la vostra unione…”.

“SI!” urlammo tutti e due all’unisono. Eravamo troppo felici.

“Non ho finito. Benediranno la vostra unione solo dopo che Kona avrà superato una prova”.

“Cosa!?” urlammo ancora all’unisono. Stava diventando strano.

“Come ben sapete Goeid è figlia di Huret, il dio della caccia. La tigre vi ha perdonato, ma lui no. Per far accettare il suo perdono dovrai, da solo, trovare e uccidere uno dei suoi emissari”.

“Un emissario di Huret!? Oh no!”.

Kona era preoccupato. E potevo capire perché. Varie volte mi aveva raccontato delle battute di caccia sue e degli altri cacciatori. E oltre a Goied gli emissari di Huret sono tra i più terribili. Sono enormi uccelli grandi quando una persona, veloci, con un becco acuminato e provvisti di artigli letali. Sono considerati gli emissari del dio della caccia proprio perché mangiano ciò che rimane delle prede morte.

“Buona fortuna, Kona, ti servirà” disse mio padre in tono totalmente freddo.

Kona rimase fermo, poi strinse i pugni e disse “Se è l’unico modo, lo farò” e poi uscì.

Stavo per seguirlo.

“Non andare Hatty, questa è la prova di Kona, non la tua”.

“Ma papà, non può farcela da solo”.

“Non ci posso far niente, sono le volontà degli dei”.

“Loro? Oppure la tua?” chiesi arrabbiata.

“Osi dubitare delle mie parole!?”.

“Faresti di tutto pur di rovinarmi la vita!”.

Papà a quelle parole mi diede uno schiaffo in faccia.

Rimasi di stucco, mai me lo sarei aspettato.

Persino papà rimase sorpreso di questo gesto. Il suo volto era sconvolto.

“Hatty, io…”

“TI ODIO!” urlai a pieni polmoni per poi scappare via piangendo.

Andai verso la capanna di Kona. A metà strada incontrai Ikki.

“Hatty, che succede?”.

“Dov’è Kona?”.

“Ha preso l’arco e una lancia ed è andato via, aveva uno sguardo serio. Gli ho chiesto dove andava ma non mi ha risposto”.

“Hai visto almeno da che parte è andato?”.

Con la mano indicò il sud.

Stava per calare la sera. La luce cominciava piano piano a scomparire.

Io ero sola in mezzo alla giungla con una tracolla presa per sicurezza.

Ricordo ancora il terrore che provai a stare tutta sola. Ma niente era paragonabile alla paura di perdere il mio amato Kona. Non m’importava del parere di mio padre, di Goeid e degli dei. Io volevo stare con lui, e anche aiutarlo contro un emissario se serviva per il nostro amore.

Improvvisamente però sentì un sibilo.

Mi guardai in giro non vedendo niente.

Ma a un certo puntò però notai qualcosa, era come se le foglie si muovessero, anzi strisciassero.

E fu in quel momento che comparve un serpente. Il più grande che avessi mai visto.

Piano piano il rettile strisciante si avvicinò, sembrava non finire mai.

Io ero ferma a tremare di paura.

Mi guardai in giro cercando una via di fuga. Ma il terrore era tale che non riuscivo a muovermi.

Arrivato vicino a me il serpente si sollevò arrivando alla mia altezza.

Non riuscivo a distogliere lo sguardo dai suoi occhi.

Improvvisamente scattò di colpo aprendo la bocca.

In tempo usai la borsa come scudo e lui la inghiottì.

Scappai il più velocemente possibile. Senza mai voltarmi.

A un certo punto urtai qualcosa, anzi qualcuno.

“Hatty! Ma che ci fai qui!?”.

“Kona!” appena lo vidi lo abbracciai forte.

Improvvisamente però un cespuglio si mosse.

E qui fermiamoci. Rendiamo bene l’effetto sorpresa. Chi esce dal cespuglio?

  • Una libellula? (33%)
    33
  • Un emissario di Huret? (67%)
    67
  • Goeid? (0%)
    0
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42 Commenti

  • CLAP! CLAP! CLAP! Ottima storia. Devo dire che te la sei cavata egregiamente. Anch’io di solito trovo le storie Rosa noiose, ma questa mi ha abbastanza appassionato.
    Kona e Hatty sono due personaggi che mi rimarrano impressi per un po’ di tempo e questa è una buona cosa.

    Ho già letto l’incipit della storia che scriverai. A quanto pare questa volta ti dai al crimine. Secondo me, sono storie molto difficili da scrivere perché riuscire a far sì che i protagonisti siano “quelli per cui tifare” invece che “essere uguali ai loro nemici o persino peggio” è una cosa molto complicata, specie se non si vuole fare che questi criminali siano in realtà dei “novelli robin hood”. Vedremo come te la caverai.

    Ciao 🙂

  • E con questo abbiamo finito. Come prima storia rosa mi posso considerare soddisfatto, all’inizio m’imbarazzava l’idea, già non mi considero neppure un tipo affermato in questo campo. Ma come si dice “chi si accontenta, gode”. Poi non lo nascondo questa storia era da anni che ce l’avevo in mente. Ha avuto però un processo molto particolare. Per farla breve: da sempre avevo nella testa questa storia ambientata nella preistoria, un’epoca che mi ha sempre affascinato e che trovo sia poco sfruttata a livello narrativo. La bozza iniziale parlava di Cona (con la C e non con la K), un giovane ragazzo con un complesso d’inferiorità che entrava in contatto con un mecha proveniente dallo spazio. Già, inizialmente doveva avere un stampo fantascientifico e molto alla “Gundam”. Ma capendo che forse sarebbe stata una storia troppo “esagerata” da portare avanti abbandonai l’idea, optai a mettere un visitatore dallo spazio che diventava amico di Cona. Ma anche lì non mi piacque e alla fine optai per buttar via l’idea. Ma non la storia. Anche nella bozza originale Cona aveva come amica Hatty. Inizialmente doveva essere marginale lei come suo fratello Cip (nome che scartai perché un po’ troppo stupido in favore di Ikki), ma mi affezionai così tanto al personaggio che decisi di creare una storia d’amore tra lei e Kona. Provai ad informarmi leggendo qualche racconto di genere rosa, ma personalmente li trovai noiosi. In compenso però scoprii un’altra cosa simile che si avvicinava di più alla mia idea. Ovvero i film di Bollywood. Vidi qualche pellicola girata in India e personalmente non mi dispiacquero, ok avevano dei momenti senso senza, ma trovavo trasmettevano più il senso di amore. Fui come folgorato dall’India, tanto che decisi di chiamare i miei personaggi (tranne due) con nomi indiani, presi dall’unico libro ambientato in quel luogo che lessi. Ovvero “Il Libro della Giungla”. Così nacquero: Rudar e Chipin (ovvero il nome dell’autore), Suan (da Messua la madre adottiva del cucciolo d’uomo), Ikki (dalla mangusta Rikki-Tikki-Tavi) e Hatty (da Hathy l’elefante). Kona invece viene da Conan il barbaro (in quel periodo ero fan delle sue opere) mentre Goeid è preso da Diego la tigre de l’Era Glaciale. Spero che il racconto vi sia piaciuto. Forse è stato un po’ troppo “sdolcinato”, c’era l’idea di mettere un rivale in amore, ma come detto questa era la mia prima volte e volevo andare su una storia semplice. Se ci sarà di nuovo l’occasione di scrivere un’altra storia d’amore potrei mettere un rivale. Ma ci vorrà un po’. Mi spiace solo che nei capitoli finali ho avuto problemi a pubblicarli in tempo. Un po’ per l’esame per essere assunto all’ASL e persino per la malattia. Ma almeno sono riuscito a finirlo prima della fine dell’anno. Dopo questo mi farò una lunga pausa e ricomincerò a scrivere forse a febbraio. Con questo buone feste a tutti, ed eccovi il trailer della prossima storia che ho già buttato giù il primo capitolo. Alla prossima.

  • “Che leggi? Un porno?” chiese un uomo al suo giovane compagno di cella.
    “No. È una storia d’amore, ambientata nella preistoria”.
    “Particolare, di solito l’ambientazione arriva fino al 1900. Ma ci sono scene hot?”.
    “No. Perché come ti ho detto non è un porno, ma una storia d’amore”.
    “Andiamo. Non si può dire storia d’amore senza un po’ di pornografia, non trovi?”.
    Il lettore guardò male il suo compagno.
    Poco dopo arrivò una guardia che aprì le porte della cella.
    “Avanti, Cyrus, la tua condanna è finita, puoi andare”.
    L’uomo chiuse il libro intitolato “Amori Primitivi”, prese le sue cose e poi andò via.
    “Che sonno il tuo compagno di cella, sembra bello che morto” scherzò la guardia chiudendo la cella, non notando però che da sotto le lenzuola stava colando del sangue.
    Appena fuori dal carcere Cyrus si guardò in giro, e notò una donna bionda che teneva in mano un cartello giallo con una scritta nera che diceva “Cyrus”.
    L’uomo sbuffò e si avviò verso l’auto.
    “Vicky, suppongo?”.
    “Supponi giusto, salta su”. Appena dentro Cyrus trovò nella zona passeggeri un altro uomo.
    “Piacere Isaac” disse lui stringendogli la mano.
    Subito partirono, e poco dopo cominciarono a suonare le sirene del carcere.
    “Che succede?” chiese Vicky.
    “Sospetto hanno trovato il mio compagno di cella morto”.
    “Hai ucciso il tuo compagno?” chiese Isaac.
    “Era un tipo fastidioso, non mancherà a nessuno”.
    “Ottimo, questo è un monito Vicky, cerca di non dar troppo fastidio” alle parole di Isaac la bionda Vicky sbuffò.
    “Allora Isaac, sono ancora interessato, parlami del colpo”.
    “Bene Cyrus, è tutto scritto qui” disse porgendogli una cartella.
    Cyrus l’aprì trovandoci dentro varie foto di una giovane donna.
    “Lei è Jane Whiteson, e se giochiamo bene le nostre carte, diventeremmo ricchi”.
    L’uomo guardò prima Isaac e poi Vicky. Nei loro occhi brillava una luce. Una luce folle ma allo stesso tempo lucida. Segno che era in corso un crimine ben architettato.

  • Sull’Isola Misteriosa, dove tutto è iniziato!

    Comunque è palese che Chipin se l’era inventato, visto che, il serpente prima e Goeid dopo, sono interventui per evitare una finaccia a Kona. La libellula doveva essere bella grossa per potare la bisaccia di Hatty.

    Commenti finali, dopo l’ultimo capitolo 🙂

    Ciao 🙂

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