Irene

Dove eravamo rimasti?

La storia di Irene si chiuderà con... Una via di mezzo (75%)

10

Irene si svegliò di pessimo umore. Non avrebbe mai pensato che un giorno avrebbe dovuto cancellare tutto: il suo percorso di transizione ma soprattutto sé stessa e i suoi sogni.
Andò in cucina. Lì trovò suoi e Dafne che facevano colazione. Loro la salutarono, ma lei si sedette senza rispondere.
«Ti preparo qualcosa?», le chiese Marina.
«No, vado a fare una doccia, oggi abbiamo un sacco di cose da fare».
I suoi familiari non risposero e la guardarono lasciare la stanza, impotenti.
Poco dopo, il campanello suonò e Dafne aprì: era Diego. Sapeva che Irene non sarebbe stata d’accordo, ma lo fece entrare, poi la chiamò.
Quando Irene vide Diego, se la prese con Dafne.
«Non è stata Dafne, è una mia iniziativa», disse lui, «Devo parlarti. L’altra volta hai parlato solo tu. Io ti ho ascoltato e ora vorrei che fossi tu ad ascoltare me. Ti prego».
Irene sbuffò: «Mi devo preparare».
Diego sorrise e lei tornò in bagno.
Marina invitò il giovane a sedersi con loro.
«Grazie. Come sta?», chiese lui a Stefano.
«Meglio, grazie. Senti, Diego, io non mi intrometto mai nella vita privata delle mie figlie. Però Irene sta molto male quindi ti chiedo, per favore, di non infierire. Sa benissimo di aver sbagliato».
«Io non sono qui per infierire, voglio solo parlare».
«Allora va bene».
Irene fu di ritorno dopo 10 minuti. Diego le propose di andare al bar vicino a casa sua.
«Cosa ti offro?», le chiese lui una volta lì.
«Grazie, ma non ho fame».
Lui ordinò un caffè e lei rimase in silenzio fino a che lui non ebbe finito di berlo.
«Allora?».
«Ecco, io… ho ripensato a quando hai detto che tu sei un fake e che Irene non esiste. Non è così. Irene è qui davanti a me, sei tu. Non sei un fake: la persona che ho conosciuto io non è un fake».
Irene non rispose perché non si aspettava una frase simile.
«E poi… senti, te lo dico senza giri di parole: io ti amo».
«No, Diego…».
Irene cercò di alzarsi, ma lui le prese una mano: «La verità è che quello che provo per te non lo posso cancellare in poche settimane, non posso smettere di pensarti e fingere che non mi importi nulla di te. Mi manchi. Mi manca sdraiarmi insieme a te per ascoltare la musica, passare la ricreazione con te, mi mancano pure le ripetizioni di latino. Io voglio stare con te».
«Non ti rendi conto di quello che dici».
«Sì, invece».
«No! La tua vita sarebbe distrutta, non avresti più amici e io non posso permetterlo. Lascia perdere».
«No, non voglio passare la mia vita a chiedermi come sarebbe stato se non avessi avuto paura. E per quanto riguarda gli amici, chi se ne frega! Un mio compagno di classe dice che se ti amo me ne devo fregare di quello che dicono gli altri e ha ragione».
«Non è così facile. Te ne pentiresti».
«Aspetta, pago il caffè e poi ti propongo una cosa».
Irene non rispose e, mentre lui pagava, si diresse verso l’uscita.
«Aspettami!», disse Diego, raggiungendola. Le si piazzò davanti e le sorrise. Irene capì e indietreggiò, ma lui fece un passo in avanti e la baciò.
Irene barcollò: non aveva nemmeno mai osato sognare che lui la baciasse dopo aver scoperto la verità.
«Non posso, e non puoi nemmeno tu».
Per tutta risposta, lui cercò nuovamente di baciarla, ma lei glielo impedì.
«Se vuoi che non ti baci più mi devi dire che non mi ami e che non vuoi stare con me».
Irene sospirò, consapevole che non avrebbe mai potuto dirgli una cosa del genere. Sarebbe stata una bugia. Tutto quello che invece avrebbe voluto era che lui la baciasse di nuovo. E poi un’altra volta ancora.
Come se Diego avesse potuto leggere nella sua mente, cercò di baciarla di nuovo. Ma lei lo fermò: «Non posso, ho paura».
«Lo so. E so anche che il fatto che ti abbia baciata e ti abbia detto che ti amo ti manderà ancora più in confusione, ma era l’unica possibilità che avevo, perché se tu sparisci io non ti vedrò mai più. E non sapevo in che altro modo chiederti di non tornare indietro. Non è vero che se interrompi il tuo percorso è meglio per tutti. Perché non ti prendi qualche giorno per pensarci?».
«Non sai quanto mi piacerebbe».
«Guarda che se decidi di andare avanti non sarai sola. Hai la tua famiglia, le tue amiche. E ci sono pure io: se non te la senti di stare con me, potremmo frequentarci come amici e poi, col tempo, chissà…».
«Lo vorrei tanto, ma ho troppa paura. Non ci riesco».
Diego la abbracciò: «Non è vero, sei forte. Senti, ma quanto mancherebbe, più o meno?».
«Io e miei avevamo deciso di fare l’intervento dopo il diploma».
«Allora ho ragione: stai per finire la quarta, manca pochissimo. Pensaci, ti prego».
«Ma io non voglio far soffrire nessuno».
«Torna a casa, parla ancora coi tuoi, con le tue amiche. Ascolta quello che hanno da dirti e fidati di loro».
Irene si asciugò una lacrima: «Va bene».
«Va bene cosa?».
«Ci penso».
Lui sorrise: «Se la mia dichiarazione avesse funzionato ti avrei chiesto di passare la mattina al mare con me. Ma se ti ho convinta a pensarci ancora un po’ prima di decidere sono contento lo stesso. Ti accompagno a casa?».
Irene abbracciò Diego, poi indossò il casco che lui le porgeva e salì sulla moto con lui.

Categorie

Lascia un commento

76 Commenti

  • Ciao Flavia.
    Il tuo racconto mi è piaciuto davvero molto. Adoro il tuo modo di scrivere, ricercato ma allo stesso tempo semplice e scorrevole.

    Il tema l’hai trattato molto bene, facendo provare le sensazioni dei personaggi.

    Una cosa che un po’ mi stona è il fatto che Irene si sia confidata subito della sua situazione con due persone “estranee”. Ma ognuno è diverso e quindi il suo carattere lo permetteva.

    Il finale aperto è un giusto compromesso. Sono scelte molto importanti di vita ed è bene che lei in primis sia sicura di quello che è prima di intraprendere qualsiasi scelta.

    Al prossimo racconto. A presto!

    • Ciao,
      sì, effettivamente il fatto che Irene si sia confidata subito con Giada e Bianca è stato un po’ un salto nel vuoto, per lei, perché le conosceva solo da poche settimane. Però ci ha voluto provare perché si è sentita rassicurata dal fatto che fossero felici di aver partecipato a una unione civile, quindi ha immaginato che potessero reagire positivamente. Le è andata bene, è stata fortunata.
      Grazie mille!!

  • Quanto mi dispiace essere arrivato solo alla fine .Ma non ogni male vien per nuocere…mi è piaciuto molto leggerlo tutto d’un fiato prendendo il “pacchetto” già concluso e deciso da altri …è un tema molto delicato ed importante che tu hai affrontato con moltissima eleganza , delicatezza e sensibilità …Credo sia il finale migliore. Avrei votato per questo anche io …
    B.R.A.V.I.S.S.I.M.A !

    • Ciao Morrigan,
      mi fa molto piacere che tu abbia letto questa storia anche se è già conclusa e che ti sia piaciuta. Questo sito si basa sulla interattività, ma anche a me ogni tanto piace leggere dei racconti già conclusi.
      Grazie!

  • Ciao, scelta difficile, ma vale una vita e dunque meglio pensare bene.
    Finale direi obbligato, lei è ancora giovane e rischia di prendere decisioni sbagliate. Bravo Diego e i familiari, brava tu che hai raccontato con garbo e passione, scrivendo una ottima prosa. Alla prossima!🌻🙋‍♂️

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi