Irene

Dove eravamo rimasti?

Giada farà in modo che Irene e Diego si incontrino nuovamente. Dove? A una festa (67%)

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Giada abbracciò le sue amiche: «Samu mi ha detto che suo padre non perderà il lavoro! Quindi non partiranno e lui non mi lascerà!».
Irene e Bianca furono felici di sentire queste parole, perché, nei giorni precedenti, avevano visto Giada piangere all’idea di perdere Samuel.
«Sabato festeggiamo a casa sua!».
Più tardi, mentre Irene parlava al telefono, Giada sussurrò a Bianca: «Ho detto a Samu di invitare Diego».
«Ma Irene non vuole una storia!».
«Ma non è un appuntamento! È solo una festa!».
Nei giorni seguenti, Irene pensò di dare buca: non le piacevano le feste perché non riusciva a fare amicizia con nessuno e, ogni volta, passava tutta la sera seduta in disparte. Ma Bianca si autoinvitò da lei per prepararsi e poi andare insieme alla festa.
«Ciao amiche, io e Samu vorremmo andare in camera per stare un po’ soli, quindi voi potreste accogliere le persone che devono ancora arrivare?», chiese loro Giada quando arrivarono da Samuel.
Irene fu contenta di accettare, perché così avrebbe avuto qualcosa da fare. Ma fu colta di sorpresa quando, circa mezz’ora dopo, si trovò davanti Diego, con un amico. Era certa che l’avesse invitato Giada.
Lasciò che fosse Bianca a occuparsi di loro, e si sedette sul divano, rassegnata a passare lì tutta la serata.
Si guardò intorno: Giada era ancora in camera con Samuel, mentre Bianca stava parlando con un ragazzo. Lei, invece, non vedeva l’ora di andar via.
Poco dopo Giada tornò e le si sedette accanto.
«Com’è andata?», le chiese Irene.
«Bene. Era la prima volta che lo facevamo dopo quello che è successo e, prima di venire qui, ho coperto la cicatrice con un cerotto. Non volevo che Samu la vedesse. Forse per lui non sarebbe stato un problema, ma per me sì. Mi fa sentire a disagio».
«Allora hai fatto bene».
Giada sorrise, poi notò che Diego stava guardando verso di loro e lo disse a Irene.
«Facciamo finta di nulla. Che ci fa qui? L’hai invitato tu?».
«No, ha amici in comune con Samu».
In quel momento Giada si sentì chiamare da Alice e Irene, rimasta sola, aprì Instagram, sperando che Diego non le si avvicinasse. Ma lui la raggiunse subito.
«Ho visto che parlavi con Giada. Come sta?», le chiese.
«Meglio».
«Mi fa piacere, più tardi la saluto. Ma la raccolta firme? Non mi hai fatto sapere nulla».
«Non la facciamo. Giada non vuole sentirsi al centro dell’attenzione».
«Peccato», disse lui, che poi cercò di dirle qualcosa di carino: «Sai che sono venuto qui perché speravo di incontrarti?».
Irene sentì il cuore accelerare e gli sorrise, ma non riuscì a rispondere.
Diego notò il suo imbarazzo e cambiò discorso: «Mia madre non voleva che uscissi. È ancora arrabbiata perché non ho recuperato il 3 in latino».
Giada, che in quel momento passava dietro di loro, udì le parole di Diego, così gli si avvicinò per dirgli che Irene aveva 10.
Irene cercò di minimizzare, ma lui le chiese aiuto.
«Non posso».
Diego ci rimase male. Gli sembrò che lei volesse toglierselo di torno. «Ma che hai? Ogni volta che ti parlo sembra che tu non veda l’ora che io me ne vada».
«Ma no!».
«Senti, non serve che mi aiuti», disse alzandosi dal divano.
Irene si pentì di essere stata così scortese. Non poteva permettere che lui andasse via così, perciò si alzò a sua volta e lo fermò.
«Scusa, davvero. Tu non c’entri. Sono io che ho difficoltà a fare amicizia. Ok per il latino, ti aiuto».
Diego fu veramente tentato di andarsene ma, di fronte agli occhi supplicanti di Irene, non ci riuscì: «Facciamo lunedì?».
«Ok».
Irene passò i due giorni successivi nel panico più totale perché temeva che, restando soli, potesse nascere qualcosa tra loro. Non lo poteva permettere.
Quando si trovò davanti alla sua porta pensò di scappare, ma poi si fece coraggio e suonò il campanello.
«Ciao», le disse lui facendola entrare, «È un problema se studiamo in camera mia?».
«No», disse lei, anche se avrebbe preferito un luogo meno appartato. Decise di non pensare al fatto che fossero soli e di concentrarsi solo sul latino.
All’inizio lui prestò attenzione, ma poi Irene notò che lui le si stava avvicinando sempre più.
«Bello l’odore dei tuoi capelli», le disse infatti.
«È solo lo shampoo».
Lui le si avvicinò ancora e lei, temendo che volesse baciarla, si alzò: «Se non vuoi studiare me ne vado!».
«Scusa».
Irene si risedette e riprese a spiegare. E da allora Diego, pentito di averla messa in difficoltà e preoccupato di essersi giocato ogni futura possibilità, s’impegnò davvero, per recuperare ma soprattutto per fare bella figura con lei.
Quando arrivò il giorno del ripasso prima del compito, Diego si fece coraggio: «Ma se io prendessi 4½, tu usciresti con me?».
Irene si sentì svenire. Non solo era la prima volta che un ragazzo le chiedeva di uscire, ma a chiederglielo era il ragazzo che le piaceva. Cercò di non darlo a vedere: «Ma è un brutto voto!».
«Sì, ma di solito prendo 3. Allora?».
«Facciamo 5». Irene si pentì subito di averlo detto: avrebbe dovuto dirgli di no. Però era consapevole delle lacune di Diego: la possibilità che prendesse 5 era assai remota.
«Ok», disse lui.
E lei dovette accettare.

Come andrà questo compito di latino?

  • Bene, ma Irene gli darà buca (67%)
    67
  • Male, e Irene non dovrà uscire con lui (0%)
    0
  • Bene, e Irene uscirà con lui (33%)
    33
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76 Commenti

  • Ciao Flavia.
    Il tuo racconto mi è piaciuto davvero molto. Adoro il tuo modo di scrivere, ricercato ma allo stesso tempo semplice e scorrevole.

    Il tema l’hai trattato molto bene, facendo provare le sensazioni dei personaggi.

    Una cosa che un po’ mi stona è il fatto che Irene si sia confidata subito della sua situazione con due persone “estranee”. Ma ognuno è diverso e quindi il suo carattere lo permetteva.

    Il finale aperto è un giusto compromesso. Sono scelte molto importanti di vita ed è bene che lei in primis sia sicura di quello che è prima di intraprendere qualsiasi scelta.

    Al prossimo racconto. A presto!

    • Ciao,
      sì, effettivamente il fatto che Irene si sia confidata subito con Giada e Bianca è stato un po’ un salto nel vuoto, per lei, perché le conosceva solo da poche settimane. Però ci ha voluto provare perché si è sentita rassicurata dal fatto che fossero felici di aver partecipato a una unione civile, quindi ha immaginato che potessero reagire positivamente. Le è andata bene, è stata fortunata.
      Grazie mille!!

  • Quanto mi dispiace essere arrivato solo alla fine .Ma non ogni male vien per nuocere…mi è piaciuto molto leggerlo tutto d’un fiato prendendo il “pacchetto” già concluso e deciso da altri …è un tema molto delicato ed importante che tu hai affrontato con moltissima eleganza , delicatezza e sensibilità …Credo sia il finale migliore. Avrei votato per questo anche io …
    B.R.A.V.I.S.S.I.M.A !

    • Ciao Morrigan,
      mi fa molto piacere che tu abbia letto questa storia anche se è già conclusa e che ti sia piaciuta. Questo sito si basa sulla interattività, ma anche a me ogni tanto piace leggere dei racconti già conclusi.
      Grazie!

  • Ciao, scelta difficile, ma vale una vita e dunque meglio pensare bene.
    Finale direi obbligato, lei è ancora giovane e rischia di prendere decisioni sbagliate. Bravo Diego e i familiari, brava tu che hai raccontato con garbo e passione, scrivendo una ottima prosa. Alla prossima!🌻🙋‍♂️

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