Irene

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo episodio, Diego scoprirà il segreto di Irene. Come? Lo scopre da solo, per puro caso (67%)

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Irene e Diego erano arrivati a scuola un po’ in anticipo, per avere qualche minuto libero per fare alcuni esercizi di matematica, dal momento che lui, quella mattina, aveva il compito in classe.
Entrarono nella classe del ragazzo e si misero subito al lavoro ma, dopo una decina di minuti, Irene ricevette una telefonata da Dafne. Poiché ormai erano arrivate anche altre persone e dunque non erano più soli, Irene, per rispondere a sua sorella, decise di uscire fuori dall’aula.
Diego continuò a svolgere gli esercizi di matematica ma, poco dopo, entrò in classe una sua compagna che, passando accanto al suo banco, fece cadere la borsa di Irene. Poiché questa era aperta, alcune cose al suo interno andarono a finire sul pavimento.
Diego dovette dunque chinarsi a raccogliere tutto.
Vide che il portafogli non era chiuso bene, così decise di guardare se Irene avesse gli 80 centesimi che gli mancavano per poter comprare una merendina al distributore, ma nel portamonete c’erano solo 40 centesimi.
Poi l’attenzione di Diego fu catturata dalla carta d’identità di Irene. Non l’aveva mai vista, così, preso dalla curiosità di vedere come fosse venuta in foto, la sfilò dalla taschina.
La osservò e sorrise: Irene era bella anche nella fototessera.
Stava quasi per riporla al suo posto, quando notò, alla voce “nome”, un dettaglio che gli tolse il respiro. Gli sembrò quasi di aver ricevuto un pugno in faccia. Chiuse gli occhi, convincendosi di aver letto male ma, quando li riaprì, lesse sempre la stessa cosa. Diego si sentì il cuore in gola ma fu quando, poco più in basso, vide quella M al posto della F, che gli occhi gli si riempirono di lacrime e il suo respiro si fece affannoso.
Pochi secondi dopo Irene terminò la telefonata e stava per rientrare nell’aula quando, sulla soglia, si accorse che Diego aveva in mano il suo portafogli.
Si sentì morire. Non era così che aveva immaginato di dirgli la verità, non a scuola, davanti a tutti. Pensò che lo avrebbe preso in disparte per parlargli ma, una volta entrata nell’aula, il suo proposito andò in fumo quando un compagno di classe di Diego lo raggiunse e guardò anche lui la sua carta di identità, ridacchiando e prendendolo in giro subito dopo.
Irene si bloccò in mezzo alla stanza: tutti avevano sentito, e dunque tutti sapevano. Sì sentì addosso gli occhi di tutti: in un’altra occasione sarebbe scappata via ma, in quel momento, l’unica cosa che le interessava era parlare con Diego, spiegargli tutto, chiedergli scusa per avergli tenuto nascosta una cosa tanto importante. Così lo raggiunse.
«Posso parlarti?», gli chiese.
Lui distolse lo sguardo: «Non voglio parlare con te. Dimmi solo se è vero».
Irene sospirò perché, se avesse cominciato a piangere, non sarebbe riuscita a spiegargli nulla. Rimase in silenzio.
«Rispondi!», gridò lui, «Che significa tutto questo? È uno scherzo?».
«Non volevo che lo scoprissi così. Mi dispiace».
«Non me ne faccio niente delle tue scuse. Vattene».
«Aspetta, posso spiegarti!».
«Non le voglio le tue spiegazioni. Sparisci!».
In quel momento, Giada e Bianca, attirate dall’alto tono della voce di Diego, raggiunsero la classe del ragazzo e, capendo cosa fosse appena successo, non poterono fare altro che limitarsi ad assistere alla scena. Le due si guardarono sconsolate.
«Ti prego, lascia che ti spieghi!», disse Irene poggiando una mano sulla spalla di Diego. Lui, però, la spinse via con forza, facendola quasi cadere.
«Non mi devi toccare, non mi devi parlare! Mi fai schifo! Vattene!».
A quel punto, Irene scoppiò a piangere e Bianca intervenne: «Diego! Tieni giù le mani, non la toccare!».
«E tu fatti i cazzi tuoi!».
Bianca cercò di prendere Irene sottobraccio per portarla nella loro classe, ma lei si divincolò e uscì dall’aula. Giada provò a fermarla, ma Irene la ignorò e, per seminare le amiche, corse fino all’ascensore.
«Bibi, vieni, corri! Irene ha preso l’ascensore, vuole andare via!», gridò Giada.
Bianca lasciò perdere Diego e si precipitò nel corridoio, ma Irene riuscì a premere il tasto 0 prima che le sue amiche potessero raggiungerla.
Bianca e Giada dovettero quindi prendere le scale e, quando arrivarono al piano terra, videro che Irene aveva appena lasciato l’edificio. Continuarono a correre ma, poco prima che anche loro potessero varcare l’uscita, furono bloccate dal professore di matematica: «Ferme! Che fate? Non potete uscire! Andate in classe! La campanella è appena suonata, non avete sentito?».
Le due amiche protestarono in lacrime: «Non capisci, Marco: Diego ha scoperto tutto e Irene è scappata via disperata. Ha bisogno di noi, dobbiamo andare a cercarla!», gli disse Giada, mentre Bianca provò a telefonare a Irene, che non le rispose. Allora mandò subito un messaggio vocale a Dafne per raccontarle quanto successo.
Il docente capì la gravità della situazione: «Ragazze, io vi capisco, ma voi non potete uscire, siete minorenni. Dobbiamo dirlo al Preside, deciderà lui cosa fare».
Le ragazze furono dunque costrette ad arrendersi e seguirono il professore nell’ufficio del Preside.

Nel prossimo capitolo avremo Dafne che parla con...

  • Sua madre e suo padre (33%)
    33
  • Diego (0%)
    0
  • Giada e Bianca (67%)
    67
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76 Commenti

  • Ciao Flavia.
    Il tuo racconto mi è piaciuto davvero molto. Adoro il tuo modo di scrivere, ricercato ma allo stesso tempo semplice e scorrevole.

    Il tema l’hai trattato molto bene, facendo provare le sensazioni dei personaggi.

    Una cosa che un po’ mi stona è il fatto che Irene si sia confidata subito della sua situazione con due persone “estranee”. Ma ognuno è diverso e quindi il suo carattere lo permetteva.

    Il finale aperto è un giusto compromesso. Sono scelte molto importanti di vita ed è bene che lei in primis sia sicura di quello che è prima di intraprendere qualsiasi scelta.

    Al prossimo racconto. A presto!

    • Ciao,
      sì, effettivamente il fatto che Irene si sia confidata subito con Giada e Bianca è stato un po’ un salto nel vuoto, per lei, perché le conosceva solo da poche settimane. Però ci ha voluto provare perché si è sentita rassicurata dal fatto che fossero felici di aver partecipato a una unione civile, quindi ha immaginato che potessero reagire positivamente. Le è andata bene, è stata fortunata.
      Grazie mille!!

  • Quanto mi dispiace essere arrivato solo alla fine .Ma non ogni male vien per nuocere…mi è piaciuto molto leggerlo tutto d’un fiato prendendo il “pacchetto” già concluso e deciso da altri …è un tema molto delicato ed importante che tu hai affrontato con moltissima eleganza , delicatezza e sensibilità …Credo sia il finale migliore. Avrei votato per questo anche io …
    B.R.A.V.I.S.S.I.M.A !

    • Ciao Morrigan,
      mi fa molto piacere che tu abbia letto questa storia anche se è già conclusa e che ti sia piaciuta. Questo sito si basa sulla interattività, ma anche a me ogni tanto piace leggere dei racconti già conclusi.
      Grazie!

  • Ciao, scelta difficile, ma vale una vita e dunque meglio pensare bene.
    Finale direi obbligato, lei è ancora giovane e rischia di prendere decisioni sbagliate. Bravo Diego e i familiari, brava tu che hai raccontato con garbo e passione, scrivendo una ottima prosa. Alla prossima!🌻🙋‍♂️

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