Irene

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo episodio Irene... Tenta un gesto estremo (50%)

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Irene entrò nella stanza in cui suo padre riposava ma rimase sulla porta.
«Ciao amore, vieni», disse lui.
Lo raggiunse e gli diede un bacio, poi scoppiò a piangere.
«Non fare così, è andato tutto bene. Sono stato fortunato, ero già al pronto soccorso».
Irene non apprezzò l’ironia. «Non volevo che ti venisse un infarto per colpa mia. Perdonami».
«Non è stata colpa tua. Sai che questo, per me, è un periodo molto stressante al lavoro: abbiamo un sacco di cose da fare e siamo pochi, spesso salto i pasti, dormo poco e male. E ieri il mio corpo ha detto basta. È vero, mi sono preoccupato perché sei scappata e non ci hai dato notizie per ore. Ma non è stata colpa tua: sarebbe successo comunque, prima o poi. Mi fai un sorriso?».
Irene lo fece controvoglia: nonostante le parole di suo padre, si sentiva in colpa e le sembrava quasi di non essere degna di stare lì con lui: «Io vado», disse.
«Perché? Non ti va di stare con me?».
«Sì, ma è meglio che entri mamma».
Irene lo baciò, poi uscì dalla stanza. Si sedette accanto a Dafne e continuò a piangere. «Vado a casa», disse poco dopo.
Dafne la lasciò andare, ma poi se ne pentì e la seguì.
Quando entrò in casa, notò la porta finestra del soggiorno aperta: Irene aveva messo una sedia accanto alla ringhiera del balcone e ci era salita. Decise di parlarle con calma per evitare che si agitasse. Le si avvicinò: «Che fai?».
«È colpa mia se papà ha avuto un infarto. Mi dispiace, non volevo rovinare la vostra vita».
«Non è vero. Che dici?».
«Sì che è vero. Ma io non l’ho fatto apposta, volevo solo essere felice».
«E se ti butti di sotto cosa risolvi? Secondo te papà starà meglio? Se gli dico che ti sei buttata dal balcone gli viene un altro infarto e ci resta secco. E io e mamma? Dai, scendi».
«Lasciami sola».
Dafne sospirò ma, invece di andar via, la afferrò per i fianchi e la trasse in salvo.
Caddero a terra.
Dafne l’abbracciò: «Non è vero che se muori noi stiamo meglio. Tu sei importante, nessuno si vergogna di te. Io ti voglio bene. Promettimi che non ci proverai mai più!».
Irene, per farla smettere di piangere, glielo promise.
Tuttavia, nei giorni seguenti continuò a pensare di essere un peso per la sua famiglia. Decise però di tenersi tutto dentro, per non compromettere il recupero di suo padre.
Un pomeriggio, Dafne ricevette un messaggio da Bianca sul programma svolto a scuola e lo riferì a Irene.
Visto che c’erano tutti, Irene decise di parlare: «Ho preso due decisioni. Non voglio più andare a scuola e a settembre voglio cambiare liceo».
Tutti protestarono.
«Se da qui alla fine dell’anno non ti presenti più, tutti i tuoi voti saranno abbassati!», disse Stefano.
«Pazienza».
«Ma è un peccato».
«Ho deciso, papà, ci penso da giorni: a scuola non torno! La seconda decisione invece l’ho presa perché non voglio farvi soffrire o, peggio ancora, mettervi in pericolo. Se interrompo la transizione…».
«Cosa stai dicendo?».
«Che se torno indietro è meglio per tutti».
«Ma tutti chi? Irene…».
«No! Non mi chiamare Irene. Irene non esiste, non potrà mai esistere».
«Senti, non dire sciocchezze! Tu esisti, sei bellissima e io sono orgoglioso di te».
«Ascolta», disse Marina che, fino a quel momento, era rimasta in silenzio, «Noi siamo sempre dalla tua parte e faremmo di tutto per vederti felice. Ma queste decisioni non potranno mai renderti felice. Quindi voglio proporti una cosa: perché, almeno per una settimana, non torni a scuola? Così avremmo qualche giorno per riflettere e decidere. Ok?».
«Ma perché?».
«Perché non ci vai da due settimane! E Giada e Bianca, le abbandoni così, senza salutarle?».
Irene tacque, mentre Stefano e Dafne si dissero favorevoli alla proposta di Marina.
«Una settimana, poi facciamo come vuoi tu. Te lo prometto», disse Stefano.
Irene non rispose. Accese il telefono e mandò un vocale alle amiche: «Ciao, domani torno a scuola. Se non avete impegni, vi andrebbe di venire da me più tardi?».
«10 minuti e siamo da te!», scrisse Giada.
Marina fece una carezza a Irene: «È giusto che provi a vedere come va».
Stefano la invitò a sedersi accanto a lui. «Io sono orgoglioso di essere il tuo papà. Tu e Dafne siete due giovani donne belle e in gamba».
«Dafne lo è, io no».
«Sì, invece: io l’ho sempre saputo e mi dispiace non averti potuto aiutare prima. Ma non potevo: eri troppo piccola e io avevo paura. Ed è per questo che ti ho iscritta a calcio e, a carnevale, ti facevo vestire da supereroe anche se tu piangevi perché ti volevi vestire da principessa. Scusa».
«Non mi devi chiedere scusa».
«Invece sì, perché stavi male e non ti ho aiutata. Ma poi, da quando sei entrata al liceo e abbiamo deciso di cominciare il tuo percorso, spero di essermi fatto perdonare. Quando ti ho permesso di truccarti per andare a scuola è andata male perché i tuoi compagni ti hanno reso la vita impossibile, ma da quando hai cambiato liceo e hai conosciuto le tue amiche, la tua vita è cambiata in meglio. E per me è una gioia vederti felice».
Irene poggiò la testa sulla spalla di Stefano e rimase abbracciata a lui fino all’arrivo delle sue amiche.

Nel prossimo episodio, Irene tornerà a scuola. Come la accoglieranno i suoi compagni?

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59 Commenti

  • Ciao, bel capitolo, anche se mi ero aspettata di leggere almeno qualche riga della lettera!!! Sai, a volte ho l’impressione che scrivi con il freno a mano tirato, come se avessi paura di sbagliare. Posso darti un consiglio? Buttati!!! Se non sperimenti qui, dove non ci sono editori che ti stanno con il fiato sul collo, non lo farai mai… e soprattutto scrivi per divertirti!!! Potrai sbagliare, ma che importa mentre sperimenti? Vedrai che un po’ di allenamento tutto verrà da sé.
    Ho votato per la via di mezzo, credo sia la conclusione più ovvia per la storia!!! Alla prossima e ultima puntata.

  • Ciao a tutti, eccoci qui con il penultimo capitolo.
    Solo una informazione: la carriera alias è una specie di procedura amministrativa permessa da molte scuole e università, con la quale lo studente o la studentessa comunica di aver cominciato un percorso di transizione e chiede di essere identificato durante la carriera scolastica/universitaria con il nome prescelto. La segreteria è comunque a conoscenza del nome anagrafico: infatti, se il cambio delle generalità avviene dopo il conseguimento del diploma o della laurea, l’attestato riporterà proprio il nome anagrafico.

    • Ciao Artemis,
      la decisione di Irene è dettata dalla paura, purtroppo. Attualmente lei è convinta della decisione presa ma io non ho idea di come andrà a finire questa storia, probabilmente lo scopriremo grazie al sondaggio che chiuderà il prossimo episodio.
      Grazie!

  • Ciao, mmmamma mia, questa sì che è rassegnazione!!! Ma nei casi di transizione non dovrebbe essere presente anche un professionista per il sostegno psicologico? Magari potrebbe essere il deus ex machina che potrebbe dare una svolta alla situazione che rischia d’impantanarsi!!!
    Ho votato per la lettera!!! Non perché credo sia la soluzione migliore, ma perché adoro leggere le lettere, peccato che siano sparite dalla circolazione. Alla prossima.

    • Ciao Isabella,
      hai ragione sul supporto psicologico. In realtà c’è una psicologa che segue Irene ma, anche se non ne ho potuto parlare per motivi di spazio, se ne fa un brevissimo cenno nel capitolo 3, quando Irene parla con Dafne prima di andare all’appuntamento.
      Avrei anche voluto dedicare un capitolo a un colloquio tra Irene e la sua psicologa, però ho pensato che fosse meglio di no, perché io ho studiato altro, dunque non ho competenze né conoscenze in questo campo, perciò non sapevo come una professionista avrebbe potuto affrontare la decisione di Irene, quali consigli avrebbe potuto darle o anche solo cosa le avrebbe potuto dire. Non volevo scrivere una cosa poco credibile e dunque ci ho rinunciato.
      Grazie!

  • Ciao Falavia, be’ una cosa accade e come, bella grossa.
    Irene che confida al suo impossibile amore che rinuncia alla transizione, in pratica si piega al destino e alla infelicità per non turbare quelli che ama. Chi lo farebbe?
    Troppe cose, troppi ostacoli, credo che vorrà sparire ma francamente mi auguro che non riesca.
    E brava Flavia, che temino ti sei scelto!
    🌻🙋‍♂️

    • Ciao Fenderman,
      è vero, bel temino. In realtà l’ho scelto perché il dibattito pubblico su questo argomento è sempre esasperato e volgare e spesso tanti non si rendono conto di parlare della vita delle persone e delle loro famiglie. In questo racconto, comunque, ho dato a Irene una famiglia che la supporta perché, altrimenti, avrei aggiunto una questione altrettanto importante che non avrei potuto affrontare a dovere nel corso dei dieci capitoli.
      Grazie!

    • Ciao King,
      Diciamo che anche Diego ha avuto modo di ripensare alla sua reazione e di capire che, per quanto fosse stata dettata dal contesto in cui la scoperta è avvenuta, avrebbe potuto gestirla diversamente.
      Grazie!

  • Ciao a tutti,
    faccio una piccola autocritica: questo capitolo è molto ripetitivo, non ci sono avanzamenti significativi nella trama. Però era un capitolo in cui Irene e Diego dovevano parlare di quanto accaduto e dunque, secondo me, non poteva succedere un granché.
    Grazie ancora a tutti!

  • Ciao Flavia.
    Bel capitolo. Credo che la situazione professore/Irene possa essere realistica. Da come hai descritto nella storia i rapporti che la classe ha con i prof, si deduce che sia un rapporto di stima da entrambe le parti e di “amicizia” per così dire- Dunque trovo reale un prof che, conoscendo gli ottimi voti di Irene, cerca di spronarla parlandole come amico e non come professore (anche se rimane coerente al suo ruolo dicendo “se non fai l’interrogazione prendi il 2”).

    Come detto nel commento precedente, Irene è circondata da persone positive, e lo testimonia il comportamento di Bianca nel difenderla.

    Per quanto riguarda l’incontro tra Irene e Diego credo che la prima sia ancora troppo colpita dalle parole della persona che gli piace, e credo anche che non troverebbe mai il coraggio per avvicinarlo ufficialmente. D’altra parte credo che Diego abbia detto veramente quello che in quel momento pensava, e quindi secondo me lui pensava e pensa ancora che Irene sia “uno schifo” (lo so, sono cattivo, ma Diego è stato bollato negativamente nella mia testa). Quindi credo che ci sarà un incontro casuale tra i due.

    A presto!

    • Ciao LichtHart,
      è vero, Diego ha avuto una reazione istintiva e ha detto, con un tono un po’ aggressivo, quello che pensava. Ma ora anche per lui sono passate due settimane e dunque ha avuto modo di riflettere… A questo punto l’indicazione dell’incontro casuale è chiara, vedremo cosa succederà!
      Grazie!

    • Ciao Artemis,
      mi piace molto l’onomastica, quindi so che Irene significa “Pace”, ed è proprio uno dei motivi per cui l’ho scelto, perché in un certo senso possiamo dire che lei, cercando sé stessa, cerca la sua pace.
      Grazie mille!

  • Ciao, detto tra noi, un po’ bastardello sto professore!!! Capisco che non vuole fare favoritismi, ma Irene ha passato veramente un brutto momento, aspettiamo un giorno o due prima di interrogarla, che ci vuole!!!
    Ho votato per l’incontro casuale, credo sia l’opzione più verosimile se non soft!!! Alla prossima.

  • Ciao, credo nel caso. Irene sta ancora male, sogna il divano e le coccole, non mi pare in vena di dare o accettare appuntamenti per parlare di cose impegnative.
    Leggendo questi capitoli, e questo in particolare, mi chiedo, io che a scuola ho smesso di andarci da secoli se davvero le dinamiche, le atmosfere sono queste, e fino anche punto la tua fantasia ha inciso. Colgo una certa influenza di film e serie TV americane, il “college”, le ninfette e i maschietti. O forse anche le nostre scuole oggi sono così? Irene e il suo dramma ti impongono di restare attaccata alla realtà, e tu sai farlo, questo è indubbio. Dunque mostrala questa realtà, c’è posto per questo anche in una storia rosa.
    Bravissima, a presto!
    🙋‍♂️🌻

    • Ciao Fenderman,
      in realtà non saprei rispondere bene alla tua domanda. Ormai è passato qualche anno anche dal mio diploma, quindi non so dire con precisione quali siano le dinamiche liceali odierne. Diciamo che, quando scrivo della scuola, dei professori, dei compagni di classe, faccio un mix tra le dinamiche che probabilmente ci sarebbero state ai miei tempi e quelle che presumo potrebbero esserci oggi.
      Di certo escludo le influenze delle serie tv americane perché non sono mai state la mia passione e le poche che ho visto sono ormai abbastanza risalenti nel tempo, come Dawson’s Creek.
      Grazie mille!

  • Eccoci al capitolo 7.
    Voglio ringraziare tutti quelli che hanno commentato. Tra le opzioni, avevo messo solo “bene” e “male”, ma tutti i voti presi dall’opzione vuota “/” mi hanno fatto capire che in realtà è giusto così, le cose non sono solo bianche o nere, non può andare tutto bene o tutto male. Perciò ho cercato una via di mezzo.
    Grazie ancora a tutti!

  • Ciao Flavia. Leggendo il primo capitolo del racconto mi è sembrato notare qualcosa di familiare. Dopo una seconda rilettura più attenta mi è tornato in mente il tuo primo racconto “Giada” che ho letteralmente adorato (tanto che a distanza di mesi ancora ne ho il ricordo). Irene, la ragazza “invidiata” da Giada a causa del bellissimo rapporto con la famiglia, che invece a lei mancava.

    Ho iniziato a leggere carico di aspettative e devo dire che per ora il racconto è molto, molto bello ed interessante, sia per le tematiche, che per gli sviluppi umani e caratteriali.

    Irene è circondata da persone molto positive, amicizie, famiglia. Quindi nonostante tutto credo troverà sempre la forza di andare avanti.

    Sono molto interessato ora a come descriverai il nuovo incontro tra Irene e Digo e soprattutto l’incontro tra Irene e i compagni. Proprio per questo voto per la “non risposta” lasciando fare a te, certo che non sarai banale nella creazione della situazione.

    A prestissimo!

    • Ciao LichtHart,
      dopo mesi ti ricordi la storia di Giada, che bello!!!!! Grazie! Hai visto che differenza abissale tra la madre di Giada e i genitori di Irene?
      Ormai siamo già alla seconda metà del racconto, tra poco comincerò a porre le basi per il finale, spero di riuscire a scrivere una buona conclusione.
      Grazie, grazie, grazie!

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