Irene

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo episodio, Irene tornerà a scuola. Come la accoglieranno i suoi compagni? / (67%)

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Le ragazze scesero dall’auto di Marina, ma Irene restò ferma per qualche secondo.
Giada la prese per mano: «Andiamo».
Quando entrarono nell’edificio, il vociare degli studenti divenne un bisbiglio. Irene sentì anche qualche risatina e, capendo di essere l’oggetto dello scherno di tutti, obbligò le amiche a prendere l’ascensore per salire al piano.
Mancavano pochi metri alla loro classe. Prima, però, le tre dovettero passare davanti alla classe di Diego, e Irene tenne lo sguardo basso per evitare di vederlo.
«Scusate, non ci riesco!», disse in preda al panico.
«Bibi, andiamo in bagno? Così Irene può rilassarsi un po’, prima di entrare in classe», propose Giada.
Bianca pensò che fosse una buona idea.
Lì, incontrarono due compagne di classe, Sara e Asia.
«Ehi, è il bagno delle donne questo!», disse Sara, e Asia rise.
«Ma che vuoi? Vaffanculo! E tu che cazzo ridi?», disse Bianca, furiosa.
«Era una battuta!».
«Sì, una battuta di merda».
«Lascia perdere, Bibi», disse Irene trascinandola fuori dal bagno, «Torno a casa, è meglio».
«No! Non sei più nel tuo vecchio liceo: qui ci siamo noi, non sei sola!».
«Sì, ma io non voglio che voi perdiate tempo con me».
«Per noi stare con te e aiutarti è un piacere, non una perdita di tempo. Andiamo!».
Una volta in classe, Bianca e Giada salutarono gli altri, mentre Irene, che si sentiva un groppo in gola, non riuscì a dire niente.
Lorenzo le si avvicinò: «Ciao, Irene. Bentornata».
Lei sorrise e lui l’abbracciò.
Chiuse gli occhi, lieta che almeno lui fosse felice del suo ritorno.
Quando li riaprì, vide che anche altri compagni si erano raccolti intorno a lei per abbracciarla e non riuscì a trattenere le lacrime.
Poco dopo, la prof di inglese entrò in classe. «Bentornata Irene, come stai?».
«Meglio, grazie».
«E tuo padre?».
«Anche lui».
«Bene, mi fa molto piacere. Ma ora devo interrompere i festeggiamenti perché devo spiegare. Avanti, sedetevi!».
Tutti dovettero prendere posto. Irene passò quell’ora a pensare che non sarebbe riuscita a resistere una settimana. Aveva passato gli ultimi giorni a guardare Netflix sul divano abbracciata a suo padre, ed era proprio lì che sognava di essere in quel momento. Cominciò a piangere, sperando che nessuno se ne accorgesse ma, poco dopo, sentì la mano di Bianca sulla spalla, così le sorrise.
Alla seconda ora, c’era matematica. Il prof si felicitò per il ritorno di Irene, poi consegnò i compiti che aveva corretto: «Ora interrogo chi era assente il giorno del compito, quindi Lorenzo e Irene. E ovviamente anche i tre che hanno preso l’insufficienza!», disse quando ebbe finito.
I nominati raggiunsero la lavagna, tranne Irene.
«Irene, che fai ancora seduta?».
«Prof, non me la sento. Mi scusi».
«Ma come? Ti devo interrogare per forza, non ti posso lasciare senza voto. Capisco che oggi è il tuo primo giorno dopo due settimane di assenza, ma se ti rifiuti ti dovrò mettere 2 perché non sarebbe giusto nei confronti dei tuoi compagni».
Bianca capì che Irene non voleva farsi interrogare perché alla lavagna, insieme a lei, ci sarebbe stata anche Sara, che aveva preso 4. «Non darle importanza, non farti abbattere da lei. Tu sei forte! E poi quella è una capra in matematica: vai e prendi 10 alla faccia sua!», le sussurrò.
Il prof, vedendo che Irene era ancora seduta, prese la sedia di Lorenzo e si sedette di fronte a lei: «Che c’è? Stai così per tuo padre?».
«Anche».
«Ma sta meglio, no? Dai, prendi un bel voto per lui. E non mi dire che non hai studiato, perché non ci credo».
«Sì, ho studiato. Studiare mi piace, ma la verità è che lo faccio soprattutto per i miei genitori. Loro sono fantastici, mi stanno aiutando a fare una cosa enorme. Tanti genitori non l’avrebbero fatto e quindi, per me, prendere dei voti alti è un modo per ringraziarli. Così posso dare loro almeno un motivo per essere fieri di me, visto che, per il resto, c’è ben poco di cui essere orgogliosi».
«E perché? Sei studiosa, responsabile, educata».
«Perché non credo che questo sia il sogno di ogni genitore!».
«Io invece credo che il sogno di ogni genitore sia vedere i propri figli felici. Infatti, i tuoi ti stanno aiutando ad essere felice. Quindi, andiamo?».
Irene guardò i suoi compagni alla lavagna, in particolare Sara, e la battuta che le aveva fatto in bagno cominciò a risuonarle nella testa. Non potendo dire la verità, cercò un’altra scusa: «Non mi va di stare al centro dell’attenzione», disse. Anche se, in realtà, non era una scusa perché non sopportava di essere al centro dei pettegolezzi di tutti.
«Secondo te i tuoi compagni che hanno preso la sufficienza saranno interessati alla tua interrogazione?».
«Non me la sento».
«Non insisto, però mi dispiace».
Lorenzo decise di provare ad aiutarla a superare quel momento di difficoltà: la raggiunse e le porse la mano. «Dai, Irene, vieni, sto io vicino a te».
«Ecco, c’è pure un baldo giovane che si offre di farti da cavaliere!», commentò il prof.
Irene sorrise e si voltò verso le sue amiche: loro la incoraggiarono, così decise di provarci e accettò di andare all’interrogazione con Lorenzo.

Nel prossimo episodio ci sarà finalmente l'incontro tra Irene e Diego. Come si incontreranno?

  • Si incontreranno casualmente (100%)
    100
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  • Irene si fa coraggio e gli chiede un appuntamento (0%)
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76 Commenti

  • Ciao Flavia.
    Il tuo racconto mi è piaciuto davvero molto. Adoro il tuo modo di scrivere, ricercato ma allo stesso tempo semplice e scorrevole.

    Il tema l’hai trattato molto bene, facendo provare le sensazioni dei personaggi.

    Una cosa che un po’ mi stona è il fatto che Irene si sia confidata subito della sua situazione con due persone “estranee”. Ma ognuno è diverso e quindi il suo carattere lo permetteva.

    Il finale aperto è un giusto compromesso. Sono scelte molto importanti di vita ed è bene che lei in primis sia sicura di quello che è prima di intraprendere qualsiasi scelta.

    Al prossimo racconto. A presto!

    • Ciao,
      sì, effettivamente il fatto che Irene si sia confidata subito con Giada e Bianca è stato un po’ un salto nel vuoto, per lei, perché le conosceva solo da poche settimane. Però ci ha voluto provare perché si è sentita rassicurata dal fatto che fossero felici di aver partecipato a una unione civile, quindi ha immaginato che potessero reagire positivamente. Le è andata bene, è stata fortunata.
      Grazie mille!!

  • Quanto mi dispiace essere arrivato solo alla fine .Ma non ogni male vien per nuocere…mi è piaciuto molto leggerlo tutto d’un fiato prendendo il “pacchetto” già concluso e deciso da altri …è un tema molto delicato ed importante che tu hai affrontato con moltissima eleganza , delicatezza e sensibilità …Credo sia il finale migliore. Avrei votato per questo anche io …
    B.R.A.V.I.S.S.I.M.A !

    • Ciao Morrigan,
      mi fa molto piacere che tu abbia letto questa storia anche se è già conclusa e che ti sia piaciuta. Questo sito si basa sulla interattività, ma anche a me ogni tanto piace leggere dei racconti già conclusi.
      Grazie!

  • Ciao, scelta difficile, ma vale una vita e dunque meglio pensare bene.
    Finale direi obbligato, lei è ancora giovane e rischia di prendere decisioni sbagliate. Bravo Diego e i familiari, brava tu che hai raccontato con garbo e passione, scrivendo una ottima prosa. Alla prossima!🌻🙋‍♂️

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