Irene

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo episodio ci sarà finalmente l'incontro tra Irene e Diego. Come si incontreranno? Si incontreranno casualmente (100%)

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Irene si svegliò più tardi del solito. Corse in cucina, dove suo padre era al PC.
«Non ho impostato la sveglia!», gli disse.
«Ti accompagno io».
«No. Non voglio che guidi! Entro alla seconda ora».
«Ok. Comunque lunedì torno al lavoro. Nelle prime settimane, tua madre mi accompagnerà e poi mi verrà a prendere».
A queste parole, Irene cominciò ad agitarsi: «Mi prometti che sarà una cosa soft, senza stress? Ho paura, non ti voglio perdere!».
Stefano sorrise: «Certo: non voglio mica lasciarvi».
Irene lo abbracciò: «Mi dispiace, papà. Tu e mamma meritavate di più. Avrei voluto essere normale anche io, non meritavate tutti i problemi che vi ho causato».
«Irene, una cosa che si può risolvere non è un problema. Abbiamo intrapreso un percorso lungo e faticoso, questo sì. Ma, se deciderai di completarlo, ti aprirà la strada per la felicità. E poi non mi piace la parola che hai detto: normale. Chi decide cosa è normale e cosa no? La maggioranza? Io ti guardo e vedo mia figlia. Ed essere i tuoi genitori ha permesso anche a noi di crescere e di migliorarci».
Irene scoppiò a piangere e Stefano le diede un bacio sulla fronte: «Dai, amore, vai a prepararti».
Quando Irene arrivò a scuola, mancavano ancora 15 minuti alla seconda ora. Non aveva fatto colazione, così prese una cioccolata alla macchinetta.
Irene bevve un sorso, poi ricevette un messaggio da suo padre: «Uno di questi giorni andiamo a cena fuori tutti insieme, che ne dici? È da tanto che non lo facciamo. TVB».
Irene non aveva proprio voglia di andare a cena fuori ma, per far felice suo padre, gli inviò una emoji a forma di cuore.
Mentre camminava, con lo sguardo fisso sul telefono, urtò qualcuno e gli rovesciò la cioccolata sul giubbotto.
«Scusa!», disse. Quando vide che si trattava di Diego si sentì svenire: era la prima volta che lo incontrava da quando lui le aveva detto di non volerla più vedere.
«Non preoccuparti».
«Aspetta…». Irene prese dalla borsa una bottiglietta d’acqua e bagnò un fazzoletto che poi passò sul giubbotto di Diego. «Ora vado, immagino che tu non voglia farti vedere insieme a me. Ciao».
Irene fece qualche passo, ma Diego la raggiunse: «Possiamo parlare?».
«Di cosa?».
«L’ultima volta hai detto che potevi darmi delle spiegazioni. Ecco, se vuoi ti ascolto».
«Perché?».
«Perché ci ho riflettuto, e ho capito che tutti devono avere il diritto di spiegare. Però non ho mai avuto il coraggio di chiederti un incontro per parlare. Ma questa può essere l’occasione giusta, no?».
Lui le propose di andare a sedersi sugli scalini all’ingresso e lei lo seguì senza rispondere.
«Come mai entri alla seconda?», le chiese lui per rompere il ghiaccio.
«Non ho impostato la sveglia. Tu?».
«Non mi andava di cominciare la giornata con l’ora di religione».
«Era il tuo compleanno, ieri. Tanti auguri».
«Grazie».
«Hai già festeggiato?».
«No, festeggio sabato».
Irene annuì, poi capì che era arrivato il momento di parlare. «Mi dispiace, davvero. Non avrei dovuto permettere che tra di noi ci fosse qualcosa. È per questo che, inizialmente, ti ho bloccato sui social e non ti volevo aiutare in latino. Il giorno del nostro primo appuntamento mi sono preparata un discorso, ma ho avuto paura e ti ho dato buca. E tu mi hai aspettata di fronte a casa, mi hai baciata e io non ci ho capito più niente perché per me è stato bellissimo, era il mio primo bacio, e non avevo mai provato nulla di simile. E anche dopo, sapevo che avrei dovuto parlarti, ma non l’ho fatto perché non ti volevo perdere, quello che ho passato con te è stato il mese più bello della mia vita. Non volevo ferirti: mi rendo conto di averlo fatto, ma io non ti volevo prendere in giro, te lo giuro. Ti prego, dimmi che ci credi».
«Sì, ci credo».
«Grazie».
«Anche io devo chiederti scusa per come ho reagito. I miei compagni ridevano e non sapevo cosa fare. Se tu me lo avessi detto prima, forse le cose non sarebbero andate così».
«Mi avresti lasciata lo stesso».
«Sì, ma non sarei arrivato a spingerti via e a dirti che mi facevi schifo. Avremmo potuto parlarne in maniera civile».
«Hai ragione. Scusa».
«Ho saputo di tuo padre. Mi dispiace. Come sta?».
«Meglio. Ma sono io che sto male, perché è colpa mia se gli è venuto un infarto. Ed è per questo che ho deciso di rinunciare a essere Irene. Irene non esiste, è solo un fake. È una illusione, il mio sogno, ma non posso andare avanti. Ho paura per le persone che amo, non voglio che soffrano a causa mia. Se mi aggredissero per strada e io fossi con le mie amiche o con Dafne, finirebbero in ospedale anche loro, e sarebbe colpa mia. Quindi basta: niente più transizione, niente più Irene».
«Ma sei sicura? I tuoi che dicono?».
«Loro non sono d’accordo, perché mi vogliono bene. Ma, se loro non riescono ad essere lucidi, devo esserlo io».
Mancavano tre minuti alla seconda ora, e Irene si alzò. «Divertiti, sabato. E in bocca al lupo per tutto. Ti auguro anche di incontrare presto una ragazza vera e di essere felice con lei. Ciao».
Diego non rispose e Irene, dopo avergli sorriso un’ultima volta, corse verso la sua classe.

Nel prossimo episodio, Irene dovrà dire addio a Bianca e Giada. Come?

  • Sparirà senza dare più sue notizie (17%)
    17
  • Parlerà con loro (17%)
    17
  • Scriverà loro una lettera (67%)
    67
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76 Commenti

  • Ciao Flavia.
    Il tuo racconto mi è piaciuto davvero molto. Adoro il tuo modo di scrivere, ricercato ma allo stesso tempo semplice e scorrevole.

    Il tema l’hai trattato molto bene, facendo provare le sensazioni dei personaggi.

    Una cosa che un po’ mi stona è il fatto che Irene si sia confidata subito della sua situazione con due persone “estranee”. Ma ognuno è diverso e quindi il suo carattere lo permetteva.

    Il finale aperto è un giusto compromesso. Sono scelte molto importanti di vita ed è bene che lei in primis sia sicura di quello che è prima di intraprendere qualsiasi scelta.

    Al prossimo racconto. A presto!

    • Ciao,
      sì, effettivamente il fatto che Irene si sia confidata subito con Giada e Bianca è stato un po’ un salto nel vuoto, per lei, perché le conosceva solo da poche settimane. Però ci ha voluto provare perché si è sentita rassicurata dal fatto che fossero felici di aver partecipato a una unione civile, quindi ha immaginato che potessero reagire positivamente. Le è andata bene, è stata fortunata.
      Grazie mille!!

  • Quanto mi dispiace essere arrivato solo alla fine .Ma non ogni male vien per nuocere…mi è piaciuto molto leggerlo tutto d’un fiato prendendo il “pacchetto” già concluso e deciso da altri …è un tema molto delicato ed importante che tu hai affrontato con moltissima eleganza , delicatezza e sensibilità …Credo sia il finale migliore. Avrei votato per questo anche io …
    B.R.A.V.I.S.S.I.M.A !

    • Ciao Morrigan,
      mi fa molto piacere che tu abbia letto questa storia anche se è già conclusa e che ti sia piaciuta. Questo sito si basa sulla interattività, ma anche a me ogni tanto piace leggere dei racconti già conclusi.
      Grazie!

  • Ciao, scelta difficile, ma vale una vita e dunque meglio pensare bene.
    Finale direi obbligato, lei è ancora giovane e rischia di prendere decisioni sbagliate. Bravo Diego e i familiari, brava tu che hai raccontato con garbo e passione, scrivendo una ottima prosa. Alla prossima!🌻🙋‍♂️

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