Irene

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo episodio, Irene dovrà dire addio a Bianca e Giada. Come? Scriverà loro una lettera (67%)

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Irene provò a scrivere qualcosa, ma ogni frase le faceva schifo.
Ripensò all’anno precedente, quando aveva fatto ingresso in una scuola nuova, in una classe in cui non conosceva nessuno.
La sua attenzione era stata attirata da una ragazza al secondo banco. Irene aveva deciso di farsi coraggio: «Ciao. Posso sedermi?».
«Ciao, certo. Sei nuova? Io sono Bianca».
Irene le aveva stretto la mano: era la prima volta che si presentava come Irene a una persona che non sapeva nulla di lei.
Poco dopo, era arrivata una ragazza, che aveva abbracciato Bianca, e Irene si era preoccupata: «Ti ho rubato il posto?».
«No, i prof non vogliono che io stia accanto a Bibi, perché parliamo troppo».
Irene aveva sorriso e si era presentata anche a Giada.
I primi giorni era rimasta sulle sue perché non era abituata a fare amicizia.
Circa due settimane dopo, le aveva sentite parlare felici di un evento a cui avevano partecipato: l’unione civile di Giovanni, fratello di Giada.
Lì per lì Irene non era riuscita a dire nulla, ma poi, al termine delle lezioni, aveva chiesto loro di trattenersi.
«Siccome eravate così felici di aver partecipato a un’unione civile, ho pensato che, forse, vi potrei dire una cosa».
«Visto che ti ha colpito il fatto che stessimo parlando di un’unione civile, vuoi dirci che ti piacciono le ragazze?», le aveva chiesto Giada.
Irene era scoppiata a ridere: «No, non ci sarebbe niente di male, ma mi piacciono i ragazzi. Diciamo che Irene non è il mio nome all’anagrafe. È il nome che ho scelto, ma non è ancora ufficiale. Ci vorrà ancora un po’».
Bianca aveva capito: «Hai iniziato un percorso di transizione?».
«Siete le prime a cui lo dico. Lo sa il preside, perché ho attivato la carriera alias, e quindi penso che lo sappiano anche i prof».
Bianca le aveva fatto i complimenti: «È una scelta molto coraggiosa. Brava».
«Ma come funziona?», aveva invece chiesto Giada, felice per la scoperta.
Bianca l’aveva rimproverata: «Giada! Che domanda è?».
«Non ti preoccupare, Bianca. Grazie per la reazione positiva».
«Non c’è niente di male nel voler essere felici».
Irene aveva pianto di gioia: era una vita che sognava di sentirsi dire quelle parole da qualcuno che non facesse parte della sua famiglia.
Un giorno, Bianca le aveva chiesto di studiare con lei e Giada. Dopo quell’incontro di studio, ce ne erano stati altri, e poi Giada e Bianca le avevano chiesto di uscire con loro. E, alla fine, erano diventate un terzetto inseparabile. Irene non avrebbe potuto essere più felice. Finalmente c’erano delle persone con cui confidarsi, fare shopping, postare selfie e video.
Irene dovette smettere di scrivere, perché le lacrime le annebbiavano la vista. Poi riprese, parlando loro della sua decisione e ringraziandole per tutto l’amore che le avevano dato in quell’anno e mezzo. Scrisse loro di non lasciarsi mai, invitandole a fare anche senza di lei tutte le cose che sognavano di fare tutte e tre insieme.
Irene ricopiò le due lettere. Il giorno dopo, prima della fine delle lezioni, riuscì a metterle nelle borse delle sue amiche senza che loro se ne accorgessero.
Quando tornò a casa, si chiuse nella sua camera e si mise a letto.
Circa un’ora dopo, sentì bussare alla sua porta.
«Irene! Parliamo?». Era la voce di Bianca e, in sottofondo, si sentiva il pianto di Giada.
Non rispose: indossò gli auricolari e ascoltò musica per circa due ore, poi, dopo aver capito che in casa c’era solo la sua famiglia, uscì dalla camera.
Dafne le porse un foglio: «Da parte di Giada e Bianca: non hai voluto parlare con loro, così ti hanno scritto una lettera».
Irene la prese, ma decise che non l’avrebbe mai letta. Quelle parole d’amore avrebbero risuonato nella sua testa per sempre.
«Andiamo al cinema?», le propose Dafne il giorno dopo.
«È sabato, esci con Tommy!».
«Voglio passare del tempo con te!».
«Io invece voglio solo stare in camera a piangere».
«Secondo me dovresti andarci», disse Stefano.
Irene guardò Dafne: «Non è un’imboscata per farmi incontrare Giada e Bianca?».
«Ma no! Che dici?».
Irene sbuffò ma accettò. Tuttavia, passò il tempo a scorrere i video su TikTok dal cellulare di Dafne.
Mentre tornavano a casa, Irene si sentì chiamare. Si voltò e vide Diego: «Che ci fai qui? Non dovresti essere alla festa?», gli chiese.
«L’ho interrotta».
«Perché?».
«Ti devo parlare».
«Abbiamo già parlato!».
Irene accelerò il passo, per allontanarsi da Diego.
Lui riconobbe Dafne: «Mi puoi aiutare tu?».
«Perché hai interrotto la festa?».
«Alcuni miei amici si sono presentati con una bambola gonfiabile e altri si sono offerti di pagare una ragazza. Poi hanno cominciato a parlare di Irene e io… non riuscivo a sopportare il modo in cui parlavano di lei, le loro risate. Loro non la conoscono, non sanno niente di lei. Niente!».
Dafne rimase spiazzata: «E ora cosa vorresti dirle?».
«Non lo so!».
Dafne sospirò e continuò a camminare insieme a Diego fino a casa.
Irene entrò subito, mentre Diego chiese aiuto a Dafne.
«Mi spiace, non vuole».
Diego si arrese. «Va bene. Grazie».
Dafne gli sorrise e lo guardò andare via, poi entrò in casa.

La storia di Irene si chiuderà con...

  • Una via di mezzo (75%)
    75
  • Un finale triste (0%)
    0
  • Un finale felice (25%)
    25
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76 Commenti

  • Ciao Flavia.
    Il tuo racconto mi è piaciuto davvero molto. Adoro il tuo modo di scrivere, ricercato ma allo stesso tempo semplice e scorrevole.

    Il tema l’hai trattato molto bene, facendo provare le sensazioni dei personaggi.

    Una cosa che un po’ mi stona è il fatto che Irene si sia confidata subito della sua situazione con due persone “estranee”. Ma ognuno è diverso e quindi il suo carattere lo permetteva.

    Il finale aperto è un giusto compromesso. Sono scelte molto importanti di vita ed è bene che lei in primis sia sicura di quello che è prima di intraprendere qualsiasi scelta.

    Al prossimo racconto. A presto!

    • Ciao,
      sì, effettivamente il fatto che Irene si sia confidata subito con Giada e Bianca è stato un po’ un salto nel vuoto, per lei, perché le conosceva solo da poche settimane. Però ci ha voluto provare perché si è sentita rassicurata dal fatto che fossero felici di aver partecipato a una unione civile, quindi ha immaginato che potessero reagire positivamente. Le è andata bene, è stata fortunata.
      Grazie mille!!

  • Quanto mi dispiace essere arrivato solo alla fine .Ma non ogni male vien per nuocere…mi è piaciuto molto leggerlo tutto d’un fiato prendendo il “pacchetto” già concluso e deciso da altri …è un tema molto delicato ed importante che tu hai affrontato con moltissima eleganza , delicatezza e sensibilità …Credo sia il finale migliore. Avrei votato per questo anche io …
    B.R.A.V.I.S.S.I.M.A !

    • Ciao Morrigan,
      mi fa molto piacere che tu abbia letto questa storia anche se è già conclusa e che ti sia piaciuta. Questo sito si basa sulla interattività, ma anche a me ogni tanto piace leggere dei racconti già conclusi.
      Grazie!

  • Ciao, scelta difficile, ma vale una vita e dunque meglio pensare bene.
    Finale direi obbligato, lei è ancora giovane e rischia di prendere decisioni sbagliate. Bravo Diego e i familiari, brava tu che hai raccontato con garbo e passione, scrivendo una ottima prosa. Alla prossima!🌻🙋‍♂️

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