Vita Da Commissario

Dove eravamo rimasti?

Saverio non è tranquillo. Perché gli manca qualcosa, o qualcuno! (75%)

Anna “ritorna”

Finalmente a casa, Saverio, mentre meccanicamenrte replicava i gesti della quotidianità di un uomo solo, riannodava i fili sottili della nuova indagine, ricuciva i pensieri, allo scopo di alimentare quelle che era ancora solo una fiammella senza corpo, senza vigore, che avrebbe potuto spegnersi.
Gli mancava sua moglie Anna, al solito, ma anche di più perché lei in quei frangenti riusciva spesso a sorprenderlo con preziosi consigli.
– Mettiti nei panni del gatto – poteva dire – e osserva dal basso e senza preconcetti la scena che vedi. O, se preferisci, da lassù sopra l’armadio. Immagina di essere un uccellino. Lo vedi come tutto appare più chiaro, circoscritto, plausibile?
Povera Anna, non capiva niente di indagini di polizia, però conosceva il suo “eroe” e sapeva motivarlo. Ogni volta che un caso lo preoccupava Saverio la vedeva sgranare i grandi occhi verdi e dire quelle piccole cose come fossero sacrosante verità.
Quelle sue semplici regole, tuttavia, erano servite davvero a volte a schiarire certe acque nere, a bucare certe nebbie, senza fatica. E allora, anche se adesso era inesorabilmente solo, volle provare ancora.
Riaccese il suo sigaro, chiuse gli occhi, e iniziò a considerare le tante opzioni possibili, anche se erano troppe in una indagine così giovane.
Non ne veniva a capo, era in un gioco… perso in un rutilante scenario dove c’erano un notaio, una ragazza, un’altra ragazza e un cameriere; amori mercenari, bugie, spari e pellicce, alcol e conti da pagare; tutto e nulla… si addormentò sulla poltrona preferita di Anna.
Lei gli venne accanto, posò una mano sulla sua spalla, sorrise debolmente, e, prima di abbandonare il suo sogno, volle ispirarlo.

Il bravo commissario si svegliò di sprassalto. Era notte fonda. Subito considerò la metafora della terza gamba. Il notaio Maffei e Alina la cameriera scomparsa erano due gambe di una sedia zoppa che per stare in piedi abbisognava almeno di una terza. Il cameriere, Orazio, era perfetto per ricoprire quel ruolo, conosceva quasi sicuramente lei, e forse anche lui… e poteva essere il sassolino che aveva messo in crisi la loro relazione. E da lì, ovviamente lo sparo sulla porta di casa; un ammonimento e una minaccia. Non vedeva l’ora di sentire il rapporto di Leoni che aveva spedito a interrogare i suoi vicini.

I vicini, disse Leoni, tutti concordi raccontavano, al netto dei se e dei ma, di una serata se non burrascosa quantomeno agitata per l’uomo che aveva scelto il giorno libero per dedicarsi al litigio, con chi non si sa bene; un uomo? Una donna?
“Sì quella, la solita che ogni tanto compariva… Sì un uomo che ha buttato fuori di casa sua, e quello ha sparato, ha vuotato il caricatore…”
– Idioti – commentò Saverio – il colpo era uno solo. Dobbiamo convocare questo Zaza, portatemelo qui.

La giornata in ufficio iniziava in salita, ma c’era tutto il tempo per spuntarla.
Pochi minuti e l’agente Attila Guzzi venne ad annunciare una visita. Era Nora.
– Falla entrare – disse lui serio, aggiustando la postura e anche il colletto della camicia, che portava senza cravatta, per smaltire un pò dell’imprevisto calore che lo assaliva.
– Commissario…
– Signorina… si accomodi.
La ragazza, sobriamente vestita, era incantevole. Sembrava a suo agio ma portava un’ombra di stanchezza sul viso. Certo si era preparata prima di uscire di casa, non era lì per caso, ma non aveva avvisato per non rischiare di cambiare idea. Saverio, scaltro, lesse queste cose e andò subito al sodo.
– Mi dica: cosa ha scoperto?
– Io? Uh, certo. Ecco qua – disse porgendo una busta di carta gialla.
– Cos’è?
– guardi, sono foto pubblicitarie di luoghi di vacanza, crociere.
– Sono di Alina? Le aveva mai viste?
– Mai viste. Secondo lei sono importanti?
– Forse. Più no che sì, ma grazie comunque. Lei come sta? – chiese mentre sfogliava i dépliant.
– …stanca, e preoccupata.
– Capisco… Lei conosce un certo Maffei, Mauro Maffei? E Orazio Zaza, lo conosce? – terminò la frase alzando lo sguardo per piantarlo negli occhi di lei.
Nora reagì con un poco di imbarazzo e sorpresa. Capitava spesso a chi convinto di essere lì per dare una mano improvvisamente si sentiva sotto interrogatorio.
– Chi? – disse.
– Ok, non li conosce. Vuole un caffè? Lei non ha dormito stanotte.
– Grazie, sì è vero. Non volevo farlo, ma ho rivoltato la sua stanza.
– E ha trovato questi.
– Uh, sì.
Saverio andò alla porta, ordinò i caffè ad Attila, poi si girò.
– Ho convocato un uomo per interrogarlo. Vorrei che lei lo vedesse. Si siederà in corridoio e poi mi dirà se lo riconosce. Vuole farlo?
– Beh, sono qui, va bene.
– Brava. Poi se vuole la riaccompagno, e vedrà che, insieme, di Alina scopriremo molto più di questi dépliant.
Attila arrivò coi caffè.
– Ecco qua – disse. E aggiunse: – Commissario non ci sono risposte alla segnalazione di scomparsa. Nessuna novità, da nessuna parte.
– Grazie Attila. Sentito signorina Nora? La nostra Alina secondo lei, mi dica che ne pensa, si nasconde?
– No. – gli occhi della ragazza si inumidirono – E se fosse morta.

A che pensa il "bravo commissario"?

  • È salito sull'armadio, vede qualcosa, ma non capisce niente. (100%)
    100
  • A Orazio, adesso pensa solo a lui (0%)
    0
  • Decisamente a Nora (0%)
    0
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71 Commenti

  • Alla fine, in un tripudio al profumo di soffritto, l’amore trionfa!
    Ottimo finale, Fenderman.
    Tutto torna, tutto si spiega e ho anche collegato gli avvenimenti che, lungo il tragitto, ho letto a distanza e faticavo a mettere insieme. Hai capito Zaza, che delinquente! Ci credo che la poverina si nascondeva. E per la serie: nulla è come sembra, anche il povero Maffai, in fondo, è un povero diavolo che tenta di aiutare, un pasticcione buono, insomma.
    Bene, immagino che tu abbia già in mente una nuova storia. Io sto tentando disperatamente di rimettermi a scrivere, ho già anche la scaletta, ma mi manca l’energia mentale (e non solo) per attaccare sul serio. Temo di fare come a Gennaio, e di impiegare mesi per terminare una storia che richiederebbe al massimo qualche settimana.
    Ma adesso ti saluto e ti auguro il Miglior Natale Possibile! Tanti auguri, con soffritto o senza, a tuo piacimento! 🎄🎄🎄

    • Ciao Keziarica, dai, aspetto di leggerti.
      Come hai potuto vedere sciogliere nodi insensati si può, e noi autori abbiamo un grande potere, vita e morte, condanna e santità dei personaggi. Ti aspetto dunque alla prossima prova. Buone feste!🙋‍♂️🌻

  • Ciao, che Shakespeare mi perdoni, ma oserei dire “tanto rumore per quasi nulla”!!! Come dice il mio conterraneo Marco Paolini, se ti fermi a osservare la vita è commedia dell’arte pura e a volte quasi inarrivabile!!!
    E a proposito di commedia dell’arte involontaria, cosa significa confudi?
    Alla prossima e se non scrivi prima di Natale, buone feste a te e famiglia.

  • Quindi alla fine era tutto un teatrino ai danni, si fa per dire, di Zaza; per evitare che facesse danni più gravi hanno tirato su mari e monti e fatto un casino ma alla fine hanno raggiunto più o meno l’obbiettivo. Merito anche di Saverio che ha l’istinto giusto e la testa a posto.

    Per il resto continua a stupirmi la tua bravura con i gialli, portando avanti personaggi subito visibili in poche parole.

    A rileggerci alla prossima storia e Buon Natale e Buon Anno.

    Ciao 🙂

  • Ciao, Fenderman.
    A quanto pare (forse) c’è sotto un giro strano e poco pulito, ma chissà… forse no. Non resta che arrivare alla conclusione per scoprirlo. Magari con un finale surreale…
    Riflessioni di un uomo che ancora può innamorarsi, forse, più che di altro, della vita.
    Buon proseguimento. Se non ci di legge prima: BUON NATALE!💫

    • Eccovi qua col finale, lasciamo gli anni cinquanta e la nostalgia di un tempo sicuramente difficile ma fascinoso e carico di atmosfere.
      Torniamo a oggi, con un sito che era, e rischia di non essere più un luogo di incontri fra amici che credono nella grandezza delle cose costruite insieme.
      Grazie ancora, ti auguro buone feste e spero (davvero) di tornare a combattere con voi, ancora, la guerra dei cinquemila.
      Ciao
      🙋‍♂️🌻

  • Ciao, siamo già alla fine, non ci credo!!! La sorpresa “dietro l’angolo” sembra succulenta, quell’accennare ma non dire stuzzica la curiosità!!!
    Ho votato per il finale surreale, è quello che mi piace di più, spero che qualcuno nel frattempo elimini la parità!!! Alla prossima e buon fine settimana.

  • Ciao, Fenderman.
    letto d’un fiato. Tutto si unisce per creare un concerto di immagini chiare che riportano indietro nel tempo. L’olivare con il secchio verde e i gioielli verdi, sembra una ripetizione e invece è un doppio tocco di colore che rafforza la scena che volevi, immagino, mostrare.
    Il marmittone… mi ricorda i vecchi film all’italiana e mi ha fatto immedesimare in Leoni, avanti con gli anni rispetto ai colleghi giovani, che pedina la donna. Chissà che nascondono tutti, chissà che nasconde anche Norma, che prima pareva strana e non così bella, e ora pare essere ragione di vita per il vecchio commissario.
    Vada per le sorprese, speriamo che servano a riportare a casa la ragazza e che non facciano troppo male.

    Alla prossima!

  • Ciao, scusa il ritardo, ma avevo un progetto urgente e irrimandabile da seguire!!! Non so, c’è qualcosa che mi puzza, nel senso che qualcuna non la sta raccontando davvero giusta!!! Non mi resta che aspettare e vedere…
    Ho votato per le sorprese, quelle sono brave (e soprattutto contente) a complicare la situazione!!! Alla prossima.

  • Ciao, Fenderman.
    Ti è mai capitato di pensare a posti in cui non sei mai stato, in tempi in cui non puoi essere mai stato e sentirli come ricordi? A me capita con le atmosfere degli anni ’60: nei miei “ricordi impossibili” rivedo ambienti arredati proprio come li descrivi tu. Mi pare di esserci pure, di sentire l’aria che doveva esserci allora, che non era la nostra, ne sono sicura. Questo per dirti che hai il dono di evocare ricordi, pensieri e immagini vive, che non sono solo parole, sono storie che paiono vissute.
    Il notaio sa, resterei con Leoni per capire cosa sa.
    Interessante la similitudine con la Cadillac e il fatto che, grazie alla moglie moderna, il notaio volpone si sia subito dotato di una bella segretaria algida che di nome fa Carmela.
    Ottimo, sempre.

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, grazie.
      …era proprio quello che volevo fare; ho scelto il crepuscolo degli anni ’50 quelli difficili in cui si era seminato il verde luminoso e forse irripetibile degli anni ’60. La figura romantica un poco consumata del commissario e dei suoi sbirri sono lì a rappresentare il sottile smarrimento di fronte a un mondo che cambia.
      Continuiamo dunque questa linea, il giallo è in fondo un pò un pretesto, e non a caso la storia si intitola “Vita da Commissario”.
      Continuiamo con un altro episodio il nostro piccolo viaggio in un mondo ahimè un pò perso.
      Ciaooo🙋‍♂️🌻

  • Ciao, la figura del notaio mi è molto famigliare, ce n’è sempre almeno uno in città/quartiere!!! La cosa più interessante del tipo, però, è solitamente la moglie!!! È una donna tutta casa e famiglia che sopporta le corna con stoicità (se si è la premier dame è tutto compreso nel prezzo), o è capace di reagire con violenza anche se in realtà non ce n’è motivo? Chi vivrà vedrà…
    Ah, ho apprezzato molto l’immagine dell’alpenstock scout che punzecchia la vipera!!!
    Ho votato per Saverio e Norma, magari qualcosina cominciamo a capirla!!! Alla prossima e buona domenica.

    • Ciao Isabella, il solito quadretto famigliare con lui arrivato e assente che tiene buona la moglie curiosa di novità, attiva ed esigente, pur di essere lasciato in pace…
      Vedremo come andare a concludere anche con il nostro bravo commissario che ha qualche idea in testa…
      Ciao, grazie!🌻🙋‍♂️

  • Questa volta non lo so: mi interessano tutte quindi faccio scegliere al caso… roll… roll… Saverio e Norma!

    Ciao! Il nostro giallo continua! Mancano tre capitoli alla fine e qualcosa si vede spuntare. Credo di essermi perso qualche indizio per strada ma la cosa continua ad appassionarmi.
    Bella l’idea della “copia siciliana” che sembra svedse: in “tinta” con i mobili 😛

    Ciao 🙂

    • Ciao Red spero di riannodare tutti i gfili, anche quelli persi. L’importante è raccontare un pezzetto di vita di gente più o meno normale che ruba, tradisce, sparisce, inganna e vendica… insomma: quelli lì.
      Grazie, come sempre. Ciao
      🙋‍♂️

  • Ciao, Fenderman.
    Uhm, non so se fidarmi di questo benefattore silenzioso che ammira la bellezza e la lascia ad altri così, senza batter ciglio. Qualcosa non torna o forse sono io a essere troppo sospettosa; l’animo umano ha tante sfaccettature e spesso virano al nero.
    Voto gli eventi che corrono, siamo al sesto episodio e ad arrivare in fondo è un niente.
    Buona giornata e alla prossima!

  • Ciao, leggendo mi è venuto in mente il ritornello “Ho visto lei che bacia lui, che bacia lei che bacia me”, come ripetono gli psicologi in questi giorni, è inutile fare la crocerossina, sono solo guai!!! Comunque, vediamo cosa sta combinando questo notaio, e speriamo che il mix uomo-professionista riesca a vederci bene in unla situazione così complicata!!!
    Ho votato per il notaio, anche se ero stuzzicata anche dalle spiegazioni di Nora!!! Alla prossima.

  • E ora? E ora tocca al Notaio 🙂

    Ciao! Dialogo infruttuoso eppure c’è un che di vero. Ho l’impressione che questo cameriere sia sia vittima che carnefice, se mi passi i termini. E Nora, probabilmente, ne sa più di tutti, anche se le manca il quadro completo.
    Il Commissario in lotta tra umano e poliziotto ha sempre il suo fascino e di solito vince quando “le due parti” vanno d’accordo. Od almeno così la penso io 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao, Fenderman.
    Devo ammettere che leggendo con ritardo (per colpa mia assolutamente), faccio fatica a tenere traccia degli indizi e, pertanto, mi baso sul capitolo che leggo di volta in volta. Qui trovo quello che spesso sento dire a proposito dell’investigazione e di come sia cambiata nel tempo: oggi si dà molto peso alla tecnologia, alla scienza e, ahimé, ai processi così detti mediatici. Un tempo l’investigazione si basava molto sulle capacità deduttive di chi investigava, sulle “risorse umane” che ruotavano intorno all’indagine (parenti delle vittime, conoscenti, informatori e testimoni). Non starò qui a dire cosa è meglio e cosa no, ma questo capitolo ritrae con accuratezza il metodo investigativo di un tempo. La moglie Anna mi fa pensare (ancora) a Schiavone con Marina, anche se in questo caso si tratta di un ritratto nostalgico di una quotidianità senza clamori, senza fantasmi, solo semplice convivenza con un dolore che si è fatto ricordo dolce e abitudinario. Bravo, cos’altro ti posso dire?
    Voto la visione dall’armadio, perché siamo a metà e non si può sapere tutto, ma forse a guardar meglio…

    Alla prossima!

    • Ciao, grazie. E sì, meglio non farla tanto complicata coi gialli a puntate, ormai ho imparato. Un giallo di settanta o quasi anni fa è una sfida, è una gioia! Se pensi a come il mondo sia cambiato, stravolto in questi anni… il mio modello è ancora più in là e di molto rispetto a Schiavone. Penso a Maigret, e alla sua dolce compagna, penso a Pietro Germi e il suo “pasticciaccio brutto”, e la cosa mi riconcilia col racconto. Peccato che il sito stia veramente ai minimi termini, non ci sono più gli autori che c’erano, nessuno legge, e molte storie sono, purtroppo, (almeno secondo me) illegibili.
      Comunque grazie per esserci ancora nonostante tutto. Ciaooo
      🙋‍♂️🌻

  • Ciao, Fenderman.
    Devo ammettere che leggendo con ritardo (per colpa mia assolutamente), faccio fatica a tenere traccia degli indizi e, pertanto, mi baso sul capitolo che leggo di volta in volta. Qui trovo quello che spesso sento dire a proposito dell’investigazione e di come sia cambiata nel tempo: oggi si dà molto peso alla tecnologia, alla scienza e, ahimé, ai processi così detti mediatici. Un tempo l’investigazione si basava molto sulle capacità deduttive di chi investigava, sulle “risorse umane” che ruotavano intorno all’indagine (parenti delle vittime, conoscenti, informatori e testimoni). Non starò qui a dire cosa è meglio e cosa no, ma questo capitolo ritrae con accuratezza il metodo investigativo di un tempo. La moglie Anna mi fa pensare (ancora) a Schiavone con Marina, anche se in questo caso si tratta di un ritratto nostalgico di una quotidianità senza clamori, senza fantasmi, solo semplice convivenza con un dolore che si è fatto ricordo dolce e abitudinario. Bravo, cos’altro ti posso dire?
    Voto la visione dall’armadio, perché siamo a metà e non si può sapere tutto, ma forse a guardar meglio…

    Alla prossima!

  • Ciao, la domanda che mi frulla per la testa? I dépliant sono stati portati in commissariato per sviare le indagini o perché veramente Alina se ne è andata visto l’aria pesante? Chi vivrà vedrà!!! E speriamo nel metodo “gatto”!!!
    Ho votato per l’armadio, dall’alto si vede sempre meglio!!! Alla prossima e buon fine settimana.

  • È salito sull’armadio, vede qualcosa, ma non capisce niente. Voto questa perché mi ha fatto ridere 🙂

    Ls vicenda si infittisce ma il bandolo della matassa è ancora lontano. Vediamo dove ci portano le indagini 🙂

    Ciao 🙂
    PS: la “comparsa” di Anna è stata molto carina 🙂

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