Vita Da Commissario

Dove eravamo rimasti?

E ora E ora tocca al notaio (67%)

Svezia

– Che ne pensi Leone, ti sei fatto un’idea?
Così Saverio provò a sviare l’attenzione del maresciallo, per non tradire il fastidio di veder andar via Norma accompagnata dal suo sguardo da vitello.
Leone pensò un attimo, poi disse: – È come una bella macchina americana, una Cadillac.
– Eh? Cosa?
– Ma sì, fuori sono tutte curve sinuose, morbide, poi però quando si ferma perché ha deciso di mollarti, apri il cofano, guardi dentro… e vedi una misteriosa ferraglia, il blocco motore, fili e tubi che si intrecciano; e non ti resta che sperare in un miracolo.
– Ah, questa non l’ho capita bene, ma se vuoi dire che dietro questa donna c’è un mistero sono d’accordo. Oggi però ci tocca il notaio. Mi sembra evidente che tutto gira intorno a lui.
– …il blocco motore.
– Uhm, appunto. Vediamo questo motore, e vediamolo a casa sua. Voglio vedere come si muove nel suo habitat, e chi ha intorno.

Il notaio Maffai si mostrò sorpreso della visita della polizia.
Pensò che esagerassero “per una denuncia di furto”, e lo disse.
Era nel chiaro, nel confort di un grande studio in corso Trieste arredato secondo tendenza, con mobili svedesi, leggeri, essenziali, in equilibrio su esili gambe inclinate. Specie le sedie sembravano sopportare a mala pena il proprio peso. La giovane segretaria poi… una cicogna: era il prototipo di una svedese anche lei.
– Prego, accomodatevi – disse l’uomo, un cinquantenne giovanile, ma troppo magro, col naso aquilino e una malcelata calvizie a tradire l’età.
– Vedete questo mobilio? È un’idea di mia moglie. Via i “catafalchi”, via il palissandro, il mogano!, bisogna modernizzare. Il progresso è un obbligo, guai a sottrarsi!
– E questo lo dice lei o sua moglie? – chiese Saverio.
– Io, io lo dico; ma in realtà lei è quella che lo pensa.
Saverio era maldisposto, quell’uomo non gli piaceva; perché era un bugiardo puttaniere dalla doppia vita: professione, famiglia, e notti brave.
Lui che giocava fuori casa avrebbe dovuto assentire, gratificare, assolvere, allo scopo di spianarsi la via, e invece:
– Lei ama sua moglie!? – sparò dritto, in contropiede.
– Come? – Maffai si ritrasse come la serpe punta da dall’alpenstok di uno scout dispettoso. – Che c’entra col mio furto?
– Oh, nulla. Lei mi parla di arredamento, e io le parlo d’amore. Comunque la sua signora ha ragione, e fa bene ad assecondarla. In quanto al furto…
– Ah, ecco, veniamo al dunque! Era ora!
Saverio lanciò una occhiata teatrale a Leoni, il notaio la notò e chiese seccato:
– E allora? Che c’è? Che succede?
– Succede che abbiamo tre nomi… tre persone – disse il maresciallo – che potrebbero avere un ruolo in questa vicenda, ma solo se lei li riconosce. Per lei, guardi, è facile: deve solo dire sì o no; non le diremo i cognomi, per una questione di riservatezza. È pronto?
– Sì, ma di che “vicenda” parlate? Tre nomi ha detto? E chi sono?
Leone prese fiato e declamò: – Alina, Norma, Orazio.
Prima ancora di aprire bocca il notaio parlò. Parlarono i suoi occhi, la sua faccia colpita da uno schiaffo. Era evidente il suo imbarazzo, la sorpresa… E Saverio pensò che quel gran pezzo di notaio oltre che antipatico e bugiardo fosse pure poco furbo.
– Allora, dottor Maffai… non sono nomi molto comuni, dovrebbe ricordarli.
– Beh sì, forse le ragazze, ma non capisco… in quanto all’uomo credo di aver incontrato uno con quel nome, ma francamente… non so.
– Ah, meno male. È un buon inizio. Hai sentito Leoni? Adesso dobbiamo spingere, insistere su questo terreno fertile e vedrai che la radice della malapianta spunta fuori.
Saverio recitava come un guitto ma era necessario. Quel tipo andava tenuto sulla corda e si doveva spremerlo prima che si ricordasse di avere un avvocato.
– Sono conoscenze occasionali, io vedo tanta gente.
– Certo, immagino, però faccia uno sforzo. Ci parli di Alina.
– Alina? Una Alina la conosco, – ammise a malincuore – è una ragazza del Torino Hotel. Mi è stata proposta come valletta in certi eventi culturali, ed è molto brava.
– …oltre che bella.
– Certo, ovvio.
– Ovvio? E perché?
– Commissario, una valletta è una valletta!
– Ah, certo… ovvio! Rapporti con lei?
– Nessuno.
– Nessuno? E con Norma?
– Perché insiste?, siamo fuori tema.
– Può darsi, mi aiuti a capirlo. Allora: con Norma?
– …cazzo – sbottò Maffai rabbioso – siete tutti uguali voi poliziotti. Cos’è invidia, rivalsa, o semplicemente scarsa professionalità? Ma che cazzo…
– Norma, stronzo, dimmi di Norma – intimò Saverio fra i denti.
– Non vi dirò un cazzo di niente. Fuori di qui!
L’uomo era fuori di sé. Chiamò: – Carmela, i “signori” escono.
La bella segretaria bionda si affacciò dalla porta.
Uscendo Saverio pensò: “Non è svedese, è una copia siciliana, frutto tardivo dal seme dei Normanni.”
– Non dovevamo far incazzare il cetriolone – disse Leoni – che facciamo adesso?
– Dovevamo invece; è stupido, e può fare uno sbaglio. Io vado da Norma, tu rimani qua per un pò; se riceve scatta una foto, se esce seguilo: voglio sapere tutto. Chiamami a questo numero tra un’ora – disse porgendo il recapito della ragazza.

E ora...

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71 Commenti

  • Alla fine, in un tripudio al profumo di soffritto, l’amore trionfa!
    Ottimo finale, Fenderman.
    Tutto torna, tutto si spiega e ho anche collegato gli avvenimenti che, lungo il tragitto, ho letto a distanza e faticavo a mettere insieme. Hai capito Zaza, che delinquente! Ci credo che la poverina si nascondeva. E per la serie: nulla è come sembra, anche il povero Maffai, in fondo, è un povero diavolo che tenta di aiutare, un pasticcione buono, insomma.
    Bene, immagino che tu abbia già in mente una nuova storia. Io sto tentando disperatamente di rimettermi a scrivere, ho già anche la scaletta, ma mi manca l’energia mentale (e non solo) per attaccare sul serio. Temo di fare come a Gennaio, e di impiegare mesi per terminare una storia che richiederebbe al massimo qualche settimana.
    Ma adesso ti saluto e ti auguro il Miglior Natale Possibile! Tanti auguri, con soffritto o senza, a tuo piacimento! 🎄🎄🎄

    • Ciao Keziarica, dai, aspetto di leggerti.
      Come hai potuto vedere sciogliere nodi insensati si può, e noi autori abbiamo un grande potere, vita e morte, condanna e santità dei personaggi. Ti aspetto dunque alla prossima prova. Buone feste!🙋‍♂️🌻

  • Ciao, che Shakespeare mi perdoni, ma oserei dire “tanto rumore per quasi nulla”!!! Come dice il mio conterraneo Marco Paolini, se ti fermi a osservare la vita è commedia dell’arte pura e a volte quasi inarrivabile!!!
    E a proposito di commedia dell’arte involontaria, cosa significa confudi?
    Alla prossima e se non scrivi prima di Natale, buone feste a te e famiglia.

  • Quindi alla fine era tutto un teatrino ai danni, si fa per dire, di Zaza; per evitare che facesse danni più gravi hanno tirato su mari e monti e fatto un casino ma alla fine hanno raggiunto più o meno l’obbiettivo. Merito anche di Saverio che ha l’istinto giusto e la testa a posto.

    Per il resto continua a stupirmi la tua bravura con i gialli, portando avanti personaggi subito visibili in poche parole.

    A rileggerci alla prossima storia e Buon Natale e Buon Anno.

    Ciao 🙂

  • Ciao, Fenderman.
    A quanto pare (forse) c’è sotto un giro strano e poco pulito, ma chissà… forse no. Non resta che arrivare alla conclusione per scoprirlo. Magari con un finale surreale…
    Riflessioni di un uomo che ancora può innamorarsi, forse, più che di altro, della vita.
    Buon proseguimento. Se non ci di legge prima: BUON NATALE!💫

    • Eccovi qua col finale, lasciamo gli anni cinquanta e la nostalgia di un tempo sicuramente difficile ma fascinoso e carico di atmosfere.
      Torniamo a oggi, con un sito che era, e rischia di non essere più un luogo di incontri fra amici che credono nella grandezza delle cose costruite insieme.
      Grazie ancora, ti auguro buone feste e spero (davvero) di tornare a combattere con voi, ancora, la guerra dei cinquemila.
      Ciao
      🙋‍♂️🌻

  • Ciao, siamo già alla fine, non ci credo!!! La sorpresa “dietro l’angolo” sembra succulenta, quell’accennare ma non dire stuzzica la curiosità!!!
    Ho votato per il finale surreale, è quello che mi piace di più, spero che qualcuno nel frattempo elimini la parità!!! Alla prossima e buon fine settimana.

  • Ciao, Fenderman.
    letto d’un fiato. Tutto si unisce per creare un concerto di immagini chiare che riportano indietro nel tempo. L’olivare con il secchio verde e i gioielli verdi, sembra una ripetizione e invece è un doppio tocco di colore che rafforza la scena che volevi, immagino, mostrare.
    Il marmittone… mi ricorda i vecchi film all’italiana e mi ha fatto immedesimare in Leoni, avanti con gli anni rispetto ai colleghi giovani, che pedina la donna. Chissà che nascondono tutti, chissà che nasconde anche Norma, che prima pareva strana e non così bella, e ora pare essere ragione di vita per il vecchio commissario.
    Vada per le sorprese, speriamo che servano a riportare a casa la ragazza e che non facciano troppo male.

    Alla prossima!

  • Ciao, scusa il ritardo, ma avevo un progetto urgente e irrimandabile da seguire!!! Non so, c’è qualcosa che mi puzza, nel senso che qualcuna non la sta raccontando davvero giusta!!! Non mi resta che aspettare e vedere…
    Ho votato per le sorprese, quelle sono brave (e soprattutto contente) a complicare la situazione!!! Alla prossima.

  • Ciao, Fenderman.
    Ti è mai capitato di pensare a posti in cui non sei mai stato, in tempi in cui non puoi essere mai stato e sentirli come ricordi? A me capita con le atmosfere degli anni ’60: nei miei “ricordi impossibili” rivedo ambienti arredati proprio come li descrivi tu. Mi pare di esserci pure, di sentire l’aria che doveva esserci allora, che non era la nostra, ne sono sicura. Questo per dirti che hai il dono di evocare ricordi, pensieri e immagini vive, che non sono solo parole, sono storie che paiono vissute.
    Il notaio sa, resterei con Leoni per capire cosa sa.
    Interessante la similitudine con la Cadillac e il fatto che, grazie alla moglie moderna, il notaio volpone si sia subito dotato di una bella segretaria algida che di nome fa Carmela.
    Ottimo, sempre.

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, grazie.
      …era proprio quello che volevo fare; ho scelto il crepuscolo degli anni ’50 quelli difficili in cui si era seminato il verde luminoso e forse irripetibile degli anni ’60. La figura romantica un poco consumata del commissario e dei suoi sbirri sono lì a rappresentare il sottile smarrimento di fronte a un mondo che cambia.
      Continuiamo dunque questa linea, il giallo è in fondo un pò un pretesto, e non a caso la storia si intitola “Vita da Commissario”.
      Continuiamo con un altro episodio il nostro piccolo viaggio in un mondo ahimè un pò perso.
      Ciaooo🙋‍♂️🌻

  • Ciao, la figura del notaio mi è molto famigliare, ce n’è sempre almeno uno in città/quartiere!!! La cosa più interessante del tipo, però, è solitamente la moglie!!! È una donna tutta casa e famiglia che sopporta le corna con stoicità (se si è la premier dame è tutto compreso nel prezzo), o è capace di reagire con violenza anche se in realtà non ce n’è motivo? Chi vivrà vedrà…
    Ah, ho apprezzato molto l’immagine dell’alpenstock scout che punzecchia la vipera!!!
    Ho votato per Saverio e Norma, magari qualcosina cominciamo a capirla!!! Alla prossima e buona domenica.

    • Ciao Isabella, il solito quadretto famigliare con lui arrivato e assente che tiene buona la moglie curiosa di novità, attiva ed esigente, pur di essere lasciato in pace…
      Vedremo come andare a concludere anche con il nostro bravo commissario che ha qualche idea in testa…
      Ciao, grazie!🌻🙋‍♂️

  • Questa volta non lo so: mi interessano tutte quindi faccio scegliere al caso… roll… roll… Saverio e Norma!

    Ciao! Il nostro giallo continua! Mancano tre capitoli alla fine e qualcosa si vede spuntare. Credo di essermi perso qualche indizio per strada ma la cosa continua ad appassionarmi.
    Bella l’idea della “copia siciliana” che sembra svedse: in “tinta” con i mobili 😛

    Ciao 🙂

    • Ciao Red spero di riannodare tutti i gfili, anche quelli persi. L’importante è raccontare un pezzetto di vita di gente più o meno normale che ruba, tradisce, sparisce, inganna e vendica… insomma: quelli lì.
      Grazie, come sempre. Ciao
      🙋‍♂️

  • Ciao, Fenderman.
    Uhm, non so se fidarmi di questo benefattore silenzioso che ammira la bellezza e la lascia ad altri così, senza batter ciglio. Qualcosa non torna o forse sono io a essere troppo sospettosa; l’animo umano ha tante sfaccettature e spesso virano al nero.
    Voto gli eventi che corrono, siamo al sesto episodio e ad arrivare in fondo è un niente.
    Buona giornata e alla prossima!

  • Ciao, leggendo mi è venuto in mente il ritornello “Ho visto lei che bacia lui, che bacia lei che bacia me”, come ripetono gli psicologi in questi giorni, è inutile fare la crocerossina, sono solo guai!!! Comunque, vediamo cosa sta combinando questo notaio, e speriamo che il mix uomo-professionista riesca a vederci bene in unla situazione così complicata!!!
    Ho votato per il notaio, anche se ero stuzzicata anche dalle spiegazioni di Nora!!! Alla prossima.

  • E ora? E ora tocca al Notaio 🙂

    Ciao! Dialogo infruttuoso eppure c’è un che di vero. Ho l’impressione che questo cameriere sia sia vittima che carnefice, se mi passi i termini. E Nora, probabilmente, ne sa più di tutti, anche se le manca il quadro completo.
    Il Commissario in lotta tra umano e poliziotto ha sempre il suo fascino e di solito vince quando “le due parti” vanno d’accordo. Od almeno così la penso io 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao, Fenderman.
    Devo ammettere che leggendo con ritardo (per colpa mia assolutamente), faccio fatica a tenere traccia degli indizi e, pertanto, mi baso sul capitolo che leggo di volta in volta. Qui trovo quello che spesso sento dire a proposito dell’investigazione e di come sia cambiata nel tempo: oggi si dà molto peso alla tecnologia, alla scienza e, ahimé, ai processi così detti mediatici. Un tempo l’investigazione si basava molto sulle capacità deduttive di chi investigava, sulle “risorse umane” che ruotavano intorno all’indagine (parenti delle vittime, conoscenti, informatori e testimoni). Non starò qui a dire cosa è meglio e cosa no, ma questo capitolo ritrae con accuratezza il metodo investigativo di un tempo. La moglie Anna mi fa pensare (ancora) a Schiavone con Marina, anche se in questo caso si tratta di un ritratto nostalgico di una quotidianità senza clamori, senza fantasmi, solo semplice convivenza con un dolore che si è fatto ricordo dolce e abitudinario. Bravo, cos’altro ti posso dire?
    Voto la visione dall’armadio, perché siamo a metà e non si può sapere tutto, ma forse a guardar meglio…

    Alla prossima!

    • Ciao, grazie. E sì, meglio non farla tanto complicata coi gialli a puntate, ormai ho imparato. Un giallo di settanta o quasi anni fa è una sfida, è una gioia! Se pensi a come il mondo sia cambiato, stravolto in questi anni… il mio modello è ancora più in là e di molto rispetto a Schiavone. Penso a Maigret, e alla sua dolce compagna, penso a Pietro Germi e il suo “pasticciaccio brutto”, e la cosa mi riconcilia col racconto. Peccato che il sito stia veramente ai minimi termini, non ci sono più gli autori che c’erano, nessuno legge, e molte storie sono, purtroppo, (almeno secondo me) illegibili.
      Comunque grazie per esserci ancora nonostante tutto. Ciaooo
      🙋‍♂️🌻

  • Ciao, Fenderman.
    Devo ammettere che leggendo con ritardo (per colpa mia assolutamente), faccio fatica a tenere traccia degli indizi e, pertanto, mi baso sul capitolo che leggo di volta in volta. Qui trovo quello che spesso sento dire a proposito dell’investigazione e di come sia cambiata nel tempo: oggi si dà molto peso alla tecnologia, alla scienza e, ahimé, ai processi così detti mediatici. Un tempo l’investigazione si basava molto sulle capacità deduttive di chi investigava, sulle “risorse umane” che ruotavano intorno all’indagine (parenti delle vittime, conoscenti, informatori e testimoni). Non starò qui a dire cosa è meglio e cosa no, ma questo capitolo ritrae con accuratezza il metodo investigativo di un tempo. La moglie Anna mi fa pensare (ancora) a Schiavone con Marina, anche se in questo caso si tratta di un ritratto nostalgico di una quotidianità senza clamori, senza fantasmi, solo semplice convivenza con un dolore che si è fatto ricordo dolce e abitudinario. Bravo, cos’altro ti posso dire?
    Voto la visione dall’armadio, perché siamo a metà e non si può sapere tutto, ma forse a guardar meglio…

    Alla prossima!

  • Ciao, la domanda che mi frulla per la testa? I dépliant sono stati portati in commissariato per sviare le indagini o perché veramente Alina se ne è andata visto l’aria pesante? Chi vivrà vedrà!!! E speriamo nel metodo “gatto”!!!
    Ho votato per l’armadio, dall’alto si vede sempre meglio!!! Alla prossima e buon fine settimana.

  • È salito sull’armadio, vede qualcosa, ma non capisce niente. Voto questa perché mi ha fatto ridere 🙂

    Ls vicenda si infittisce ma il bandolo della matassa è ancora lontano. Vediamo dove ci portano le indagini 🙂

    Ciao 🙂
    PS: la “comparsa” di Anna è stata molto carina 🙂

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