Vita Da Commissario

Dove eravamo rimasti?

E ora... Stiamo con Saverio e Norma (67%)

Qualcosa si muove

Il maresciallo Leoni nella vecchia millecento, appostato davanti la casa di Maffai, si concesse una “esportazione” senza filtro, la prima della giornata. Vide massaie e giovani servette rientrare con la spesa, col passo affrettato come se il tempo non gli bastasse. Placide e rilassate invece erano quelle che finalmente potevano concedere un po’ d’aria intiepidita al pupo nella carrozzina. Vide qualche garzone in bicicletta; lo scopino; persino un olivaro col secchio verde di gioielli verdi a bagno nell’acqua salmastra.
Era quello un piccolo esercito di umili servi di Dio, lontani dalle cose del mondo, erano il mondo; tutti, nessuno escluso, erano perfettamente in grado di rappresentarlo.
Leoni sbadigliò, andò con la mente alla corazza lucida di Maffai che sicuramente in quel momento stava organizzando una mossa; e poi al suo commissario che andava da Norma per chiederle chissà cosa pur di rivederla.
Infine, al solito, tornò a ragionare sul suo destino di eterno marmittone. Era diventato maresciallo e gli toccava ancora fare i pedinamenti mentre i suoi sottoposti giravano i pollici in ufficio!…
Comunque l’attesa, circa mezz’ora, fruttò qualcosa. La giovane segretaria del notaio, Carmela, si palesò da uno spiraglio del portone, guardò un attimo intorno come incerta sulla strada da prendere, e poi verso di lui, sospettosa; ma certo non vide niente perché partì finalmente, decisa, in direzione centro.
Leoni immaginò scenari diversi, anche la manovra diversiva, ma per una volta scelse anche lui l’istinto, e la voglia di “fare” anziché attendere. Oltretutto meglio era occuparsi di quella creatura che del cetriolo ammuffito del suo capo. Si convinse che la missione della ragazza fosse importante, e la seguì, a piedi come sapeva fare.

Saverio intanto era quasi arrivato in Campo de’ Fiori. Attraversando piazza Farnese già poteva sentire il vociare fresco della gente che affollava il mercato; il profumo umido delle verdure, e i fumi delle caldarroste. Evitò di infilarsi da estraneo in quel formicaio ordinato nel rituale della spesa; salutò con un cenno Giordano Bruno, e girando largo imboccò via Monserrato.
Norma era ormai vicina. Solo in quel momento paventò la possibilità che c’era di non trovarla in casa, ma scacciò il dubbio: a quell’ora probabilmente s’era appena svegliata, e poi c’era un misterioso filo trasparente e tenace che andava crescendo e che già la legava idealmente a lui, lui che non vedeva l’ora di vederla, senza cipria e rossetto.
La padrona di casa lavava le scale; da sola era una faticaccia, eppur sembrava lieta. Era raffreddata, infagottata in un vestitaccio, con le maniche rimboccate strizzava lo straccio nell’acqua nera e sorrideva; aveva certi denti d’acciaio, e un pò gli fece pena. Lei era la “padrona “, padrona di cosa?
Arrivato alla porta dell’appartamento della ragazza fu accolto da un sentore acido, inebriante di caffè appena fatto. Ecco, l’aveva indovinata: lei s’era appena alzata.
– Buon giorno, che è successo? – disse Norma parlando per prima. Si teneva con una mano stretti al petto i lembi di una vestaglia di raso a fiori troppo grande per lei; e portava i capelli raccolti in una coda. Saverio pensò che fosse una bambina, e fu subito colto da un lampo di scoramento. Fu lei ad aiutarlo aggiungendo: – Era scritto che dovevamo rivederci oggi, ma sarei venuta io da lei: è accaduto qualcosa…
– Cosa? – disse lui scosso, rientrando nei panni di un commissario.
– È tornata! È stata qui, ha preso delle cose, ha cercato infatti, e ha lasciato questo: un biglietto.
Cacciò dalla tasca un foglietto e lo porse all’uomo nel mentre lo invitava a entrare.
Ciao amica mia, non ti spaventare. Lo so che ti ho messo in un bel guaio. Non volevo. Non è colpa mia. Ma adesso forse tutto si aggiusta. Domani sarà tutto finito, non sarà facile ma finito davvero, questo conta. Vedrò lui e l’altro, sarà tutto più chiaro, e torneremo a vivere. Grazie di esistere.”
Saverio lesse e rimase muto. Quel bigliettino non spiegava, non aiutava; era invece, poteva essere, il prologo di una tragedia. C’era un che di disperato in quelle parole bugiarde; oppure l’illusione di un animo semplice gabbato, destinato a subire un oltraggio.
– Che facciamo adesso? – chiese Norma. Stava per piangere.
Lui rispose guardando l’orologio: era l’ora, Leoni stava per chiamare al telefono della padrona.
– Aspetta, torno subito – disse; e, uscito, imboccò le scale.

– Sto seguendo la segretaria di Maffai – riferì il maresciallo. – sta facendo degli strani giri, credo cerchi qualcuno. Qui stanno organizzando qualcosa…
– Ok, non la mollare – ordinò Saverio – dove siete?
– Via Alessandria, è appena entrata in un locale, sembra una sala da biliardo.
– Bene comunica in commissariato ogni cosa che vedi, io chiamerò loro per aggiornarmi. Intanto vengo lì.
– Vengo anch’io, vengo con te! – disse Norma.
Saverio colpito da quel “tu” rispose, ovviamente no, non è il caso; ti chiamo dopo. E uscendo aggiunse:
– Non le succederà niente, te lo prometto. Abbi cura di te.

E ora

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71 Commenti

  • Alla fine, in un tripudio al profumo di soffritto, l’amore trionfa!
    Ottimo finale, Fenderman.
    Tutto torna, tutto si spiega e ho anche collegato gli avvenimenti che, lungo il tragitto, ho letto a distanza e faticavo a mettere insieme. Hai capito Zaza, che delinquente! Ci credo che la poverina si nascondeva. E per la serie: nulla è come sembra, anche il povero Maffai, in fondo, è un povero diavolo che tenta di aiutare, un pasticcione buono, insomma.
    Bene, immagino che tu abbia già in mente una nuova storia. Io sto tentando disperatamente di rimettermi a scrivere, ho già anche la scaletta, ma mi manca l’energia mentale (e non solo) per attaccare sul serio. Temo di fare come a Gennaio, e di impiegare mesi per terminare una storia che richiederebbe al massimo qualche settimana.
    Ma adesso ti saluto e ti auguro il Miglior Natale Possibile! Tanti auguri, con soffritto o senza, a tuo piacimento! 🎄🎄🎄

  • Ciao, che Shakespeare mi perdoni, ma oserei dire “tanto rumore per quasi nulla”!!! Come dice il mio conterraneo Marco Paolini, se ti fermi a osservare la vita è commedia dell’arte pura e a volte quasi inarrivabile!!!
    E a proposito di commedia dell’arte involontaria, cosa significa confudi?
    Alla prossima e se non scrivi prima di Natale, buone feste a te e famiglia.

  • Quindi alla fine era tutto un teatrino ai danni, si fa per dire, di Zaza; per evitare che facesse danni più gravi hanno tirato su mari e monti e fatto un casino ma alla fine hanno raggiunto più o meno l’obbiettivo. Merito anche di Saverio che ha l’istinto giusto e la testa a posto.

    Per il resto continua a stupirmi la tua bravura con i gialli, portando avanti personaggi subito visibili in poche parole.

    A rileggerci alla prossima storia e Buon Natale e Buon Anno.

    Ciao 🙂

  • Ciao, Fenderman.
    A quanto pare (forse) c’è sotto un giro strano e poco pulito, ma chissà… forse no. Non resta che arrivare alla conclusione per scoprirlo. Magari con un finale surreale…
    Riflessioni di un uomo che ancora può innamorarsi, forse, più che di altro, della vita.
    Buon proseguimento. Se non ci di legge prima: BUON NATALE!💫

    • Eccovi qua col finale, lasciamo gli anni cinquanta e la nostalgia di un tempo sicuramente difficile ma fascinoso e carico di atmosfere.
      Torniamo a oggi, con un sito che era, e rischia di non essere più un luogo di incontri fra amici che credono nella grandezza delle cose costruite insieme.
      Grazie ancora, ti auguro buone feste e spero (davvero) di tornare a combattere con voi, ancora, la guerra dei cinquemila.
      Ciao
      🙋‍♂️🌻

  • Ciao, siamo già alla fine, non ci credo!!! La sorpresa “dietro l’angolo” sembra succulenta, quell’accennare ma non dire stuzzica la curiosità!!!
    Ho votato per il finale surreale, è quello che mi piace di più, spero che qualcuno nel frattempo elimini la parità!!! Alla prossima e buon fine settimana.

  • Ciao, Fenderman.
    letto d’un fiato. Tutto si unisce per creare un concerto di immagini chiare che riportano indietro nel tempo. L’olivare con il secchio verde e i gioielli verdi, sembra una ripetizione e invece è un doppio tocco di colore che rafforza la scena che volevi, immagino, mostrare.
    Il marmittone… mi ricorda i vecchi film all’italiana e mi ha fatto immedesimare in Leoni, avanti con gli anni rispetto ai colleghi giovani, che pedina la donna. Chissà che nascondono tutti, chissà che nasconde anche Norma, che prima pareva strana e non così bella, e ora pare essere ragione di vita per il vecchio commissario.
    Vada per le sorprese, speriamo che servano a riportare a casa la ragazza e che non facciano troppo male.

    Alla prossima!

  • Ciao, scusa il ritardo, ma avevo un progetto urgente e irrimandabile da seguire!!! Non so, c’è qualcosa che mi puzza, nel senso che qualcuna non la sta raccontando davvero giusta!!! Non mi resta che aspettare e vedere…
    Ho votato per le sorprese, quelle sono brave (e soprattutto contente) a complicare la situazione!!! Alla prossima.

  • Ciao, Fenderman.
    Ti è mai capitato di pensare a posti in cui non sei mai stato, in tempi in cui non puoi essere mai stato e sentirli come ricordi? A me capita con le atmosfere degli anni ’60: nei miei “ricordi impossibili” rivedo ambienti arredati proprio come li descrivi tu. Mi pare di esserci pure, di sentire l’aria che doveva esserci allora, che non era la nostra, ne sono sicura. Questo per dirti che hai il dono di evocare ricordi, pensieri e immagini vive, che non sono solo parole, sono storie che paiono vissute.
    Il notaio sa, resterei con Leoni per capire cosa sa.
    Interessante la similitudine con la Cadillac e il fatto che, grazie alla moglie moderna, il notaio volpone si sia subito dotato di una bella segretaria algida che di nome fa Carmela.
    Ottimo, sempre.

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, grazie.
      …era proprio quello che volevo fare; ho scelto il crepuscolo degli anni ’50 quelli difficili in cui si era seminato il verde luminoso e forse irripetibile degli anni ’60. La figura romantica un poco consumata del commissario e dei suoi sbirri sono lì a rappresentare il sottile smarrimento di fronte a un mondo che cambia.
      Continuiamo dunque questa linea, il giallo è in fondo un pò un pretesto, e non a caso la storia si intitola “Vita da Commissario”.
      Continuiamo con un altro episodio il nostro piccolo viaggio in un mondo ahimè un pò perso.
      Ciaooo🙋‍♂️🌻

  • Ciao, la figura del notaio mi è molto famigliare, ce n’è sempre almeno uno in città/quartiere!!! La cosa più interessante del tipo, però, è solitamente la moglie!!! È una donna tutta casa e famiglia che sopporta le corna con stoicità (se si è la premier dame è tutto compreso nel prezzo), o è capace di reagire con violenza anche se in realtà non ce n’è motivo? Chi vivrà vedrà…
    Ah, ho apprezzato molto l’immagine dell’alpenstock scout che punzecchia la vipera!!!
    Ho votato per Saverio e Norma, magari qualcosina cominciamo a capirla!!! Alla prossima e buona domenica.

    • Ciao Isabella, il solito quadretto famigliare con lui arrivato e assente che tiene buona la moglie curiosa di novità, attiva ed esigente, pur di essere lasciato in pace…
      Vedremo come andare a concludere anche con il nostro bravo commissario che ha qualche idea in testa…
      Ciao, grazie!🌻🙋‍♂️

  • Questa volta non lo so: mi interessano tutte quindi faccio scegliere al caso… roll… roll… Saverio e Norma!

    Ciao! Il nostro giallo continua! Mancano tre capitoli alla fine e qualcosa si vede spuntare. Credo di essermi perso qualche indizio per strada ma la cosa continua ad appassionarmi.
    Bella l’idea della “copia siciliana” che sembra svedse: in “tinta” con i mobili 😛

    Ciao 🙂

  • Ciao, Fenderman.
    Uhm, non so se fidarmi di questo benefattore silenzioso che ammira la bellezza e la lascia ad altri così, senza batter ciglio. Qualcosa non torna o forse sono io a essere troppo sospettosa; l’animo umano ha tante sfaccettature e spesso virano al nero.
    Voto gli eventi che corrono, siamo al sesto episodio e ad arrivare in fondo è un niente.
    Buona giornata e alla prossima!

  • Ciao, leggendo mi è venuto in mente il ritornello “Ho visto lei che bacia lui, che bacia lei che bacia me”, come ripetono gli psicologi in questi giorni, è inutile fare la crocerossina, sono solo guai!!! Comunque, vediamo cosa sta combinando questo notaio, e speriamo che il mix uomo-professionista riesca a vederci bene in unla situazione così complicata!!!
    Ho votato per il notaio, anche se ero stuzzicata anche dalle spiegazioni di Nora!!! Alla prossima.

  • E ora? E ora tocca al Notaio 🙂

    Ciao! Dialogo infruttuoso eppure c’è un che di vero. Ho l’impressione che questo cameriere sia sia vittima che carnefice, se mi passi i termini. E Nora, probabilmente, ne sa più di tutti, anche se le manca il quadro completo.
    Il Commissario in lotta tra umano e poliziotto ha sempre il suo fascino e di solito vince quando “le due parti” vanno d’accordo. Od almeno così la penso io 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao, Fenderman.
    Devo ammettere che leggendo con ritardo (per colpa mia assolutamente), faccio fatica a tenere traccia degli indizi e, pertanto, mi baso sul capitolo che leggo di volta in volta. Qui trovo quello che spesso sento dire a proposito dell’investigazione e di come sia cambiata nel tempo: oggi si dà molto peso alla tecnologia, alla scienza e, ahimé, ai processi così detti mediatici. Un tempo l’investigazione si basava molto sulle capacità deduttive di chi investigava, sulle “risorse umane” che ruotavano intorno all’indagine (parenti delle vittime, conoscenti, informatori e testimoni). Non starò qui a dire cosa è meglio e cosa no, ma questo capitolo ritrae con accuratezza il metodo investigativo di un tempo. La moglie Anna mi fa pensare (ancora) a Schiavone con Marina, anche se in questo caso si tratta di un ritratto nostalgico di una quotidianità senza clamori, senza fantasmi, solo semplice convivenza con un dolore che si è fatto ricordo dolce e abitudinario. Bravo, cos’altro ti posso dire?
    Voto la visione dall’armadio, perché siamo a metà e non si può sapere tutto, ma forse a guardar meglio…

    Alla prossima!

    • Ciao, grazie. E sì, meglio non farla tanto complicata coi gialli a puntate, ormai ho imparato. Un giallo di settanta o quasi anni fa è una sfida, è una gioia! Se pensi a come il mondo sia cambiato, stravolto in questi anni… il mio modello è ancora più in là e di molto rispetto a Schiavone. Penso a Maigret, e alla sua dolce compagna, penso a Pietro Germi e il suo “pasticciaccio brutto”, e la cosa mi riconcilia col racconto. Peccato che il sito stia veramente ai minimi termini, non ci sono più gli autori che c’erano, nessuno legge, e molte storie sono, purtroppo, (almeno secondo me) illegibili.
      Comunque grazie per esserci ancora nonostante tutto. Ciaooo
      🙋‍♂️🌻

  • Ciao, Fenderman.
    Devo ammettere che leggendo con ritardo (per colpa mia assolutamente), faccio fatica a tenere traccia degli indizi e, pertanto, mi baso sul capitolo che leggo di volta in volta. Qui trovo quello che spesso sento dire a proposito dell’investigazione e di come sia cambiata nel tempo: oggi si dà molto peso alla tecnologia, alla scienza e, ahimé, ai processi così detti mediatici. Un tempo l’investigazione si basava molto sulle capacità deduttive di chi investigava, sulle “risorse umane” che ruotavano intorno all’indagine (parenti delle vittime, conoscenti, informatori e testimoni). Non starò qui a dire cosa è meglio e cosa no, ma questo capitolo ritrae con accuratezza il metodo investigativo di un tempo. La moglie Anna mi fa pensare (ancora) a Schiavone con Marina, anche se in questo caso si tratta di un ritratto nostalgico di una quotidianità senza clamori, senza fantasmi, solo semplice convivenza con un dolore che si è fatto ricordo dolce e abitudinario. Bravo, cos’altro ti posso dire?
    Voto la visione dall’armadio, perché siamo a metà e non si può sapere tutto, ma forse a guardar meglio…

    Alla prossima!

  • Ciao, la domanda che mi frulla per la testa? I dépliant sono stati portati in commissariato per sviare le indagini o perché veramente Alina se ne è andata visto l’aria pesante? Chi vivrà vedrà!!! E speriamo nel metodo “gatto”!!!
    Ho votato per l’armadio, dall’alto si vede sempre meglio!!! Alla prossima e buon fine settimana.

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