Vittime innocenti -II parte

Un probabile nuovo inizio. O forse no?

-Buongiolno bella addolmentata- mi schernì Lorenzo con la sua iconica erre moscia non appena entrai nella sala da pranzo in pieno stile anni novanta.

Avevo ereditato quella casa da mia madre, ci vivevo stabilmente da pochi anni -per la precisione da quando il suo ultimo compagno aveva deciso di sperperare la sua eredità tra auto di lusso e viaggi oltreoceano in compagnia del figlio di lui- e non ritenni mai opportuno ristrutturarla.

Benché le dieci fossero ormai scoccate da un bel pezzo notai, adagiati sul piccolino tavolino in legno davanti al divano, i piatti che avevamo utilizzato la sera precedente e che, più per mancanza di volontà che di tempo, non avevano ancora fatto il loro incontro ravvicinato con la mia vecchia lavatrice che Lorenzo riempì ed avviò come se mi avesse letta nel pensiero.

-Non dormivo così bene…- provai a dire, ma fu il mio ospite, tornato alla posizione  eretta, a completare la frase

-Dal giolno della matulità- disse avvicinandosi al frigo.

Accennai un sorriso mentre lui tirò fuori dei pancake

-Ieli sela, quando sei clollata come un bladipo in letalgo, si è manifestato il cuoco che è in me-.

Come un bradipo in letargo.

Per quanto semplice, quasi strafottente, quel paragone era perfetto.

Poco più di due settimane prima, mentre inseguivo un sospettato, la caviglia sinistra aveva come smesso di ubbidire agli stimoli nervosi inviatole dal cervello e presto mi ritrovai distesa sull’erba sintetica di un parco giochi mentre un’ondata di dolore si diffuse dall’arto e percorse velocemente ogni centimetro del mio corpo.

Alla fine riuscimmo a fermare il fuggitivo, ma io mi provocai una lussazione a causa della quale Edoardo, il mio capo, venuto ad accertarsi delle mie condizioni di salute in ospedale, mi aveva impedito di tornare al lavoro.

-Non ti reggi neanche in piedi- sentenziò quando provai a scendere dalla barella mentre il medico mi guardava con un’espressione ormai rassegnata dopo aver provato innumerevoli volte a chiedermi di rimanere sdraiata

-Queste sono per lei- disse poi porgendo un flaconcino ad Edoardo che mi aiutò a risalire sulla barella -Provi lei a fargliele prendere-.

Non avrei mai preso degli antidolorifici, ma lui era stato irremovibile

-O così o ti lascerò a casa qualche giorno in più del dovuto- disse infatti quando mi distesi tenendo sollevata la gamba

-Aumento i giorni di malattia?- chiese poi retoricamente prima che, protestando e mandandolo al diavolo, ingoiassi una pillola e, anche se non lo ammetterei mai, mi aggrappai con ogni cellula del mio corpo a quella sensazione di puro benessere prima che Morfeo mi chiamasse a se per le successive ore.

-Sicula di andale?-

Fu Lorenzo a riportarmi alla realtà mentre rovistava all’interno di uno scatolone riempito per metà.

-Ho bisogno di cambiare aria- risposi sedendomi sul divano e portando la gamba destra al petto.

Nell’ultimo periodo quella casa si era riempita di eventi negativi che mi visitavano in sogno e sapevo che non sarebbe finita presto.

-Quindi non c’entla il divolzio del tuo ex?- ribattè sedendosi al mio fianco e zittendomi prima che potessi correggerlo -Si, lo so: avete solo avuto una bleve lelazione, ma comunque lo sta facendo pel te e lo sai-

Sì, lo sapevo, me lo aveva detto quel giorno in ospedale

-Penso sempre a te, a voi- mi rivelò poi, ed istintivamente portai le mani al ventre cercando rifugio in un qualcosa ormai svanito.

Quel bambino era il mio unico tallone d’Achille e lui lo sapeva, per questo lo odiavo, lo odiavo più di quanto non avessi odiato quei medici che non erano riusciti a…

-Non gli ho chiesto io di lasciarla- replicai alzandomi di scatto, ma mi risedetti quando la caviglia sembrò non sostenere più il peso del corpo.

Poggiai la testa sulla spalla di Lorenzo.

Tremavo e lui prese ad accarezzarmi i capelli come accadeva quando entravo nel mio limbo.

-Salai una stlaoldinalia mamma- disse poi prima di allontanarsi; sapeva quando fosse il caso di lasciarmi da sola, e quello era esattamente uno di quei momenti.

Qualcuno bussò alla porta poco dopo.

Lorenzo mi guardò come a chiedermi se aspettassi qualcuno e si accinse ad aprire, ma lo fermai: non ero malata, stavo bene e presto sarei ritornata del tutto in me.

Aprii la porta e dell’altra parte trovai Edoardo.

-Che ci fai qui?- chiesi lasciando trasparire tutta la mia perplessità, e quasi credetti volesse assicurarsi che seguissi le direttive del medico

-Posso entrare?- domandò in risposta,ma lo bloccai

-Non sono da sola- lo informai, e nel suo sguardo vidi come trasparire un lampo di gelosia mentre si protese cercando di scorgere qualcuno

-È un mio amico, si trova qui solo per darmi una mano da quando… Bhe, lo sai- gli spiegai subito per eliminare ogni fraintendimento sul nascere, nonostante avessi pensato di continuare a tenerlo sulle spine ancora per un po’ di tempo.

-Avevi bisogno di me?- domandai per eliminare ogni imbarazzo, e solo a quel punto mi rivelò il motivo della sua visita inaspettata: avevamo un caso da portare avanti per assicurare un colpevole alla giustizia.

La nuova indagine verterà su un…

  • Denuncia di scomparsa (33%)
    33
  • Rapimento (67%)
    67
  • Omicidio (0%)
    0
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

40 Commenti

  • A me sembra proprio una fine prima parte… a quando la seconda? 🙂

    Immaginavo che doveva essere qualcosa di terribile che era accaduto, ma non mi aspettavo una mancanza così profonda da parte di Kendra. Avrei pensato più ad un qui pro quo.

    Comunque avrei preferito che non fosse stato il fratello da solo 😉

    Ciao 🙂
    PS: ho letto anche il capitolo completo.

    • Ciao!
      Sì, effettivamente l’idea è quella di continuare con una seconda parte, ma non so dirti con certezza quando potrebbe uscire: per il momento non credo di aver il tempo sufficiente per dedicarmi bene a questo “progetto”, quindi preferisco continuare a rimanere qui su TI come lettrice -chissà, magari potrebbe venirmi qualche altra idea in mente 😂-
      A breve, comunque, lasserò sulla tua storia.
      A presto!
      -Ross-

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi