Vittime innocenti -II parte

Dove eravamo rimasti?

Da cosa inizieremo ad indagare? Da Una vecchia fotografia (50%)

Hackeraggio.

-È stato devastante- sentenziai lasciandomi cadere senza troppa cura sul divano mentre la mia mente tornò a rimuginare su quanto  accaduto  poche ore prima.

Dopo aver messo fine alla telefonata con il  rapitore di Marta percepii degli sguardi saturi di interrogativi, ma sapevo di non essere in grado di reggerli.

-Scusatemi, è stata solo colpa mia- fui in grado di dire tentando di dare una giustificazione che sapevo non fosse in grado di reggere: quella scelta avrebbe potuto mettere a rischio la vita di una ragazzina che qualcuno stava utilizzando per colpire me e suo padre.

Mi rintanai per ore in quell’ufficio sulla cui porta era ben visibile la targhetta con il mio cognome, chiudendomi in un silenzio interrotto solo dal rapido ticchettio di un orologio e cercando di rispondere all’interrogativo che non smetteva di tormentarmi: com’era possibile che lì fuori ci fosse qualcuno a conoscenza dei dettagli più intimi della mia vita?.

E quella domanda non andó via neanche quando, dopo aver compreso che fosse del tutto insensato continuare a fuggire da un qualcosa che avrei comunque dovuto affrontare, decisi di uscire da quell’isolamento che io stessa avevo deciso di portare avanti.

Tornai dagli altri e ancora una volta mi trovai al centro di un’attenzione che non avevo richiesto, ma gli unici sguardi dai quali avrei voluto veramente nascondermi erano quelli di Anna ed Omar: lavoravamo insieme da anni, oltre a  Lorenzo erano la cosa più simile a degli amici e sentivo di averli traditi; li dovevo una spiegazione, ma quello non era di certo il momento migliore per darla.

-Capo, credo sia meglio rimandare tutto a domani-.

Omar fu il primo a parlare, e io lo ringraziai tacitamente con un cenno del capo .

Tornata a casa cercare di dimenticare, ma ogni sforzo fu vano.

-Cledi che la sia usando coltro te o Mattia?-.

E se ci fosse stata una terza opzione?

Se fossimo entrambi dei bersagli?

-Non spiega comunque come faccia a sapere di me ed Edoardo-.

Di me, Edoardo e una terza persona alla quale preferivo non pensare.

-E poi perché noi?- pensai a voce alta -Voglio dire: non ci saremmo più incontrati se non fosse stato per Marta.-.

Mi sentivo come intrappolata dentro un immenso labirinto senza vie d’uscita.

Lorenzo, in tutta risposta, continuò a fissare una pila di scatoloni che occupava la maggior parte dei pochi metri quadrati dell’abitazione.
 -E se fosse ploplio questo il collegamento?- rispose poi tornando alla realtà; quale lampadina si era accesa nella sua testa?.

-Okay Watson, ammetto di non seguirti-.

Di solito ero io quella a cui giungevano quel tipo di illuminazioni, ma non mi dispiaceva che quella volta fosse toccato a lui.

-Ammettiamo che voglia vendicalsi di te e Mattia- cercò di spiegarmi entrando nel ruolo che abitualmente toccava a me ricoprire -Come avlebbe fatto se tu fossi andata via? Plobabilmente non salebbe più liuscito a falvi incontlare, quindi ha lapito Marla per mettelvi in contatto.-

Avrebbe potuto essere vero, ma a quel punto ci sarebbe stata un’ulteriore domanda: come diavolo faceva a sapere del mio trasferimento?.

Ne avevo parlato solo con Lorenzo ed Edoardo, ma non era certamente  il caso di pensare a loro come a dei possibili rapitori.

-Il panda!- esclamai di colpo dirigendomi verso uno scatolone.-Bingo!- esclamai poi dopo una rapida ricerca al suo interno, e sventolai una vecchia fotografia ingiallita dal tempo che ritraeva me, mia madre, Mattia e suo padre davanti un ristorante sulla spiaggia.

-Guarda qui- invitai Lorenzo indicando l’insegna con il nome dell’attività, ed allora riuscimmo a comprendere parte della storia.

-L’adesivo sul furgoncino faceva riferimento al nome del ristorante-.

Il cellulare di Lorenzo squillò rigelando il numero di Edoardo: si erano coalizzati per accertarsi che io stessi realmente bene?.

-Edoardo, ascolta- feci per dire accettando la telefonata, ma lui mi interruppe subito.

-Kendra, ascoltami: assicurati che ogni finestra sia chiusa e non allontanarti dal tuo amico, io sto per arrivare-.

Il suo tono era più che serio e il fiato corto che percepivo annunciava che stesse correndo.

Lo sentii mettere in moto la macchina e suonare il clacson forse per invitare qualcuno a spostarsi, ma volli comunque che mi desse delle spiegazioni.

-Poco fa qualcuno ha mandato a Mattia una tua fotografia- cercò di illustrarmi mentre il suo tono diventava sempre più allarmante -Il rapitore di Marta ha utilizzato la fotocamera del tuo telefono-.

Fu una rivelazione da brividi, ma almeno la mia domanda ottenne una risposta: era riuscito ad ottenere tutte quelle informazioni sul mio conto spiegandomi, accedendo alla mia vita servendosi di quell’aggeggio verso il quale non avevo mai riposto la massima fiducia.

-Qualunque cosa accada, getta via quel telefono e rimani attaccata al tuo amico- ribadì nuovamente Edoardo, e percepii lo sguardo preoccupato di Lorenzo su di me.

No, non era preoccupato: era spaventato, e la medesima sensazione inghiottì rapidamente anche me.

Nel prossimo capitolo ci recheremo al vecchio ristorante. Ci sarà qualche indizio?

  • Sì: una chiavetta USB (0%)
    0
  • No: dobbiamo continuare ad indagare sul passato di Kendra e Mattia. (0%)
    0
  • Sì: un cellulare (100%)
    100
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40 Commenti

  • A me sembra proprio una fine prima parte… a quando la seconda? 🙂

    Immaginavo che doveva essere qualcosa di terribile che era accaduto, ma non mi aspettavo una mancanza così profonda da parte di Kendra. Avrei pensato più ad un qui pro quo.

    Comunque avrei preferito che non fosse stato il fratello da solo 😉

    Ciao 🙂
    PS: ho letto anche il capitolo completo.

    • Ciao!
      Sì, effettivamente l’idea è quella di continuare con una seconda parte, ma non so dirti con certezza quando potrebbe uscire: per il momento non credo di aver il tempo sufficiente per dedicarmi bene a questo “progetto”, quindi preferisco continuare a rimanere qui su TI come lettrice -chissà, magari potrebbe venirmi qualche altra idea in mente 😂-
      A breve, comunque, lasserò sulla tua storia.
      A presto!
      -Ross-

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