Teodora e il sonno dell’inverno

Dove eravamo rimasti?

Perché i protagonisti devono stare attenti? Gli abitanti della foresta usano le persone come soprammobili (50%)

Alla scoperta delle cose scialacquate

Il soldatino non rispose e si limitò a ridacchiare sotto i baffi.

Prima di dirigersi alla foresta, il gruppo passò al giardino dell’inverno per riprendere il pupazzo di neve, che nel frattempo si era rimesso a nuovo. Sembrava molto più tozzo e innevato di prima, infatti fecero fatica a caricarlo sullo slittino. Dopo qualche peripezia ripartirono e un’ora dopo eccola là, la foresta degli oggetti scialacquati.“

Bene”, cominciò il soldatino, “ prima di entrare sarà meglio imbruttirsi un po’”.

“Perché?”, chiese sorpresa Teodora.

“I simpatici abitanti della foresta amano i soprammobili e prediligono quelli che si muovono”.

“Vuoi dire che potrebbero prenderci e usarci come oggetti?”, chiese Delfina con preoccupazione.

“Beh, non è lo stesso che facevi tu coi pesci?”, la schernì il soldatino. “Quindi, decidete voi, potete sbrindellarvi i vestiti oppure ricoprirvi di fango, ma vi consiglio di sembrare più repellenti possibile”.

“Sciocchezze”, brontolò la direttrice. E senza pensarci due volte si addentrò fra gli alberi secolari.

Tutti gli altri pensarono al da farsi. Cerauno si rotolò con la sua tenda in una pozzanghera, Abbondanzio invece si ricoprì felicemente di poltiglia estratta dal suo cestino. Teodora e il soldatino si spalmarono del fango sul viso, mentre Delfina se ne rimase a braccia incrociate, imbronciata.

Con la sua solita lentezza, il pupazzo di neve estrasse dal proprio corpo un vecchio grembiule rosa sbrindellato e lo porse alla bambina.

“Oh grazie, questo è proprio perfetto!”, esclamò lei.

Una volta pronti, si addentrarono nella foresta. Da quelle parti aveva nevicato poco, così si poteva vedere molto bene tutto ciò che c’era a terra. Tra i cespugli e sulle distese di muschio, oggetti di ogni tipo erano stati lasciati lì da tempo immemorabile. Tavoli, comodini, vasi, soprammobili, abiti e perfino giocattoli, molti dei quali apparentemente nuovi.

“Ecco le cose scialacquate”, ridacchiò il soldatino, “quelli che vivono qui non sono molto intelligenti”.

Non fecero in tempo a rendersi conto di ciò che li circondava, che sentirono la direttrice urlare. Seguite le grida, la trovarono ai piedi di un’enorme quercia. Un uomo grande come una casa aveva afferrato la donna e la fissava con un sorriso ebete e gli occhi strabici.

“Questo è un pezzo magnifico”, disse l’uomo, “perfetto da mettere sopra il caminetto! La mia signora ne sarà molto felice”.

Quindi si avviò alla sua abitazione, alta quasi come la quercia, che era a pochi passi da lì.

“Mettimi immediatamente giù!”, gridò la direttrice.

La porta della casa si aprì e una donna, enorme a sua volta, si affacciò.

“Tieni cara, guarda che cosa magnifica ti ho portato”, disse lui, porgendole la direttrice.

“Ma è davvero un oggetto magnifico”, sorrise la moglie, “starebbe bene sopra il caminetto”.

“È quello che ho detto anch’io, cara! Davvero una cosa magnifica”.

“Volevo giusto gettare un po’ di oggetti! E vedrai che zuppa ho preparato per pranzo”, arrossì la donna, “penso la troverai veramente magnifica”.

I due entrarono, sbattendo la porta alle loro spalle.

“Andiamo alla finestra a vedere!”, sussurrò Teodora.

Sbirciando dai vetri perfettamente lucidi, il gruppetto poté osservare la scena e sentire tutto ciò che veniva detto.

L’uomo afferrò una fisarmonica appoggiata alla mensola del caminetto e la lanciò dalla finestra, facendola finire in mezzo ai cespugli, dove esalò l’ultima nota. Quindi la sostituì con la direttrice. Ovviamente la donna cominciò ad andare avanti e indietro sul ripiano del camino.

“Fermo lì”, disse l’uomo puntandole l’enorme dito contro il naso.

“Oh, lascia che si muova”, rise la moglie, “se poi esagera al massimo gli spezziamo le gambe”.

“Ma cara, sarebbe un peccato rovinare un oggetto così magnifico”, sussurrò l’uomo.

“Hai ragione caro, è davvero troppo magnifico. E guarda la zuppa!”.

In quel momento la loro figlioletta li raggiunse. Aveva i capelli biondi e indossava un abitino rosso antico.

“Siediti, Lilia, la zuppa è pronta!”, squittì la madre.

“Un’altra zuppa?”, sbuffò la bambina.

“Ma certo! E guarda che colore magnifico ha questa volta”.

La bambina sussultò nel vedersi servire nel piatto una zuppa azzurra.

“Sei sicura che sia buona, mamma?”, chiese dubbiosa.

Quindi ne assaggiò un cucchiaino.“Sa di vernice”, disse.

“Ma non dire sciocchezze!”, esclamò la donna, “è fatta coi pomodori del nostro orto”.

“Era meglio se andavo a pranzo dalle mie amiche”, sospirò Lilia, come si sentisse completamente fuori posto.

A quelle parole il soldatino ebbe un’idea.

“Venite, andiamo a vedere l’orto”, suggerì. Seguito dagli altri, si diresse sul retro della casa.

L’orto si presentava come un groviglio di piante che crescevano tra i rifiuti. Ed effettivamente c’erano dei vasi di vernice, la quale era fuoriuscita e stava penetrando nel terreno. Alcuni ortaggi, tra bottiglie e sacchetti vari, avevano assunto un colore davvero insolito.

“Avevate mai visto dei pomodori blu?”, rise il soldatino.

“Ehi, voi che ci fate qui?”, esclamò improvvisamente Lilia, comparendo alle loro spalle.

Cosa accade ora?

  • Il soldatino congela Lilia con il suo fucile (25%)
    25
  • Lilia chiama le sue amiche (75%)
    75
  • Lilia chiama i genitori (0%)
    0
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47 Commenti

  • Ciao,
    Bravissimo, questa conclusione mi è piaciuta molto. In realtà credevo che tu scegliessi la strada del sogno, perché nel primo episodio Teodora era a letto con la febbre.
    Sarebbe bello che l’inverno si risvegliasse per davvero, perché gli ultimi sono effettivamente stati meno freddi ma purtroppo non tutti hanno a cuore l’argomento “clima”, perciò la strada è ancora in salita.
    Purtroppo, qui sul sito, i caratteri a disposizione sono limitati, dunque non hai potuto sviluppare a sufficienza tutti i personaggi che hai introdotto, ma ti consiglio comunque (se non lo hai già fatto) di scrivere una versione estesa di questa storia.
    Sei bravo, spero di rileggerti presto qui sul sito, con una nuova fiaba o una storia di altro genere.
    A presto!

    • Ciao Flavia, sono onorato di ricevere un commento così positivo! In realtà mi rendo conto di aver introdotto davvero troppi personaggi >) Proprio perché, come dici tu, i caratteri sono limitati, sarebbe stato meglio forse puntare di più sui gesti e sul percorso della protagonista. Però in effetti si potrebbe estendere e in parte ci avevo già pensato. Vedremo 🙂 A presto allora!

  • Ciao,
    Bravo, mi è piaciuto il modo in cui hai raccontato il moto di coscienza di Lilia, Erica e Flora (tre nomi legati alla natura, che bello!) che, di fronte al pericolo di non poter più mangiare né vivere lì, decidono di riutilizzare alcuni oggetti.
    Per quanto riguarda il sondaggio, se la signora del buio ha fatto “un sorriso quasi malvagio”, direi che non è il caso di chiederle un suggerimento. Tra le altre due opzioni, mi piace di più quella del pupazzo di neve che fa la magia.
    A presto!

  • Ciao!! Sono arrivata tardi, purtroppo non sono riuscita a essere presente per i capitoli precedenti… devo dire che la storia è sempre molto avvincente, riesci a trasmettere dolcezza anche quando racconti i dettagli più inquietanti. La direttrice, da testarda com’è, non ha voluto imbruttirsi e alla fine questo le è costato caro.
    Sono stata molto indecisa se scegliere Lilia chiama le sue amiche, o Il soldatino congela Lilia col fucile. A dir la verità mi piacerebbe che si potessero sviluppare entrambe le ipotesi 🙂

  • Ciao,
    Povera direttrice, che non ha voluto seguire il consiglio di imbruttirsi e ora si ritrova sopra il camino dei due giganti!
    Vedo che sta vincendo l’opzione “amiche” ma io voto per “Il soldatino congela Lilia con il suo fucile”, perché il prossimo sarà già il capitolo 9 e non mi sembra il caso di introdurre altri personaggi, altrimenti ti resta poco spazio per il finale. Così, dopo una prima parte in cui il soldatino neutralizza Lilia (e, se possibile, la direttrice viene liberata), potresti già mettere le basi per l’ultimo capitolo.
    A presto!

  • Lilia chiama le sue amiche, semplicemente perché voglio vederle 🙂

    Interessante la cosa come si sta sviluppando: questi che buttano via di tutto di più e non si rendono conto nemmeno che si stanno autoavvelenando… cosa che capita anche nella realtà, ma non diciamolo in giro 😉

    Mi chiedo come risolvano la questione 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao Storie del baule,
    che bella l’espressione riguardante il Libro del buon senso, mi è piaciuta. E anche che Teodora cerchi di comunicare con l’inverno rievoca qualcosa di profondo.
    Trovo che scrivere Fiabe sia estremamente difficile, io non ci riuscirei. È un mondo molto simbolico, che può essere sia ovattato che brutale. Il tuo mi piace molto. Ha il sapore delle favole balcaniche 😉
    Ho scelto la strega perché mi ha fatto ricordare una Baba Yaga
    Buon lavoro 🙂

  • Ciao,
    capitolo a mio avviso un po’ cupo questo. La scena del marito che diventa un maiale mi ha un po’ inquietato perché mi ha ricordato la scena di Pinocchio in cui Lucignolo e gli altri bambini si trasformano in asini che per me, quando ero piccola, è stata abbastanza traumatica!
    Povero anche il signore bendato che pensava di mangiare polpette di cavoli!
    Voto per il folletto.
    A presto!

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