Acqua e Fuoco “Cosa vuoi veramente?“

Dove eravamo rimasti?

Chi è la persona? Elrond (100%)

Atlantis

*sono presenti scene di violenza (anche nel prossimo capitolo)*

La persona entrata non accenna a volersene andare avvicinandosi al letto, mi giro pronto ad urlare contro a una delle due mamme ma ritrovo davanti un Elrond preoccupatissimo e infuriato come non l’ho mai visto.

Vedendomi piangere il suo sguardo si addolcisce di colpo.

Mi asciugo velocemente le lacrime.

“Perché non me l’hai detto Lorien?” la sua voce ha un tono che non so identificare.

“Come fai a?”

“Non ti trovavo e ho iniziato a cercarti.. poi” si ferma a metà frase non volendola continuare.

“Perché non me l’hai detto?” ripete quindi.

“Eri alla festa e io volevo solo tornare a casa”

Mi guarda attentamente come se potesse leggermi dentro. “Non me l’avresti detto comunque”

Vero ma a volte mi da fastidio quanto mi conosca bene.

Sospiro arreso “Non volevo farti preoccupare o che provassi pena” ripenso a quello che mi hanno fatto e mi vengono gli occhi lucidi e la voce mi si mozza.

“Oh Lorien” dice lui dolcemente inclinando leggermente la testa verso destra.

Poi spiazzandomi mi corre incontro e abbracciandomi si butta con me sul letto.

Mi ritrovo di nuovo sotto di lui ma sta volta non penso al potenziale erotico, piuttosto cerco di trattenere le lacrime.

“Puoi piangere con me Lorien” mi sussurra dolcemente mentre mi accarezza distrattamente la schiena e i capelli.

Mi sciolgo alle sue parole e al suo tono dolce scoppiando a piangere come una fontana.

“E’ tutto okey” mi continua a dire lui.

Mi scosto di poco con gli occhi ancora lucidi.

“Me lo vuoi raccontare?” dice lui sempre dolcemente.

Prendo un respiro e gli racconto tutto partendo dalle treccine colorate di mia sorella.

Finito il racconto

Mi abbraccia piangendo. “Mi dispiace così tanto Lorien”

Mi sembra di tornare alla prima volta in cui Elrond si era tagliato ma adesso le parti erano in qualche modo invertite.

Quella era stata la nostra unica litigata che poi litigata non era. Mi ero arrabbiato con lui per averlo fatto gridandogli contro arrabbiato per aver fatto del male a se stesso, e anche se inconsapevolmente, a me.

Poi avevo notato che tremava impaurito al mio tono di voce che gli ricordava quello della sorella quando lo insultava ed ero scoppiato a piangere in ginocchio davanti a lui chiedendogli scusa. Scuse che non ha rifiutato affatto abbracciandomi e restando con me tutta la notte.

Quindi non posso proprio dire che abbiamo mai litigato, e di sicuro non lo stiamo facendo adesso abbracciati e stesi sul letto come koala.

“Come facevi a saperlo?” gli ripongo quella domanda fatta un po’ di tempo prima a cui lui  aveva lasciato la risposta a metà.

“Mentre ti cercavo… mi sono imbattuto in uno di quelli che ti hanno stuprato… gli ho chiesto che ci faceva con una siringa in mano. Mi ha risposto ridendo che si era scopato un ragazzino della mia età. Aveva aggiunto che era stato molto divertente, ne avevano approfittato perché non hai poteri. Gli ho chiesto come era fatto il ragazzo di cui parlavano, ti ha descritto. Poi ridendo ha detto che avevi un bel culo e io sono esploso”

“In che senso?” dico ancora rabbrividendo a quello che aveva detto un ragazzo su di me. “Sei bellissimo” mi aveva detto Bryan mentre mi scopava senza ritegno senza curarsi dei miei urli di dolore soffocati, a quel punto provavo così tanto dolore che non avevo più la forza necessaria per urlare, il respiro semplicemente inesistente per poter pronunciare parole. Non potevo fare altro che ascoltare il ritmico ‘carne contro carne’ e i suoi ‘complimenti’ di un genere che volevo solo da Elrond.

“Nel senso letterario, sono esploso di rabbia, avevo appena scoperto che ti aveva violentato!” dice a mo’ di scuse.

“Che hai fatto?”

“L’ho picchiato..”

Spalanco occhi e bocca.

“ma non credo sia morto..”

“Te ne penti?” riesco a dire respirando a mala pena.

“No. Nessuno deve toccarti” dice lui e io scorgo un guizzo di rabbia.

Mi stiracchio “Non picchiare più nessuno per favore, non proteggermi, non siamo fidanzati” dico duramente.

“Ma siamo migliori amici” dice lui confuso.

Sbuffo esasperato, ‘migliori amici’, sempre migliori amici, mi sono rotto di quella parola.

“Ora non più” dico senza pensare scattando in piedi.

“Cosa, perché?” dice lui confuso.

Non gli rispondo scappando fuori nell’aria ora gelida e più crudele di prima. Rimpiango di non aver preso una felpa ma è stata una fuga veloce, devo andare più lontano da qui.

Corro nella foresta non sapendo dove sto andando, mi ritrovo in uno spazio sotto al cielo stellato, nonostante la bellezza non mi piace, c’è la stessa aria di quando mi hanno rapito nel bosco.

Non ci sono mai venuto e decido di tornare indietro quando risuccesse.

E che cazzo di nuovo? Penso frustato mentre si prepara ad entrare dentro di me. Le notti in un bosco senza che nessuno ti veda nessuno si preoccupa se sei maschio o femmina. Se gli piaci ti prendono e ti usano per poi ributtarti nel cesto, punto.

Chi è ?

  • Un ragazzo che ritornerà più avanti che però non ha niente a che fare con il gruppo di prima (100%)
    100
  • Un uomo che non ritornerà più nella storia (0%)
    0
  • Uno dei ragazzi che l'ha violentato in precedenza (0%)
    0
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