La Città dei Draghetti

Dove eravamo rimasti?

Cosa vediamo ora? Monte Scuro riesce a mandare un pericolo: Ladro, Sabotatore, Assassino... a vostra scelta. (50%)

Yvies: il Sabotatore

Yvies è sempre stato un delinquente: ha iniziato con piccoli scherzi, come mettere il sale nei dolci e lo zucchero nei salati, per poi passare a sabotare giostre per vedere i suoi compagni cadere e farsi male mentre giocavano e quando è cresciuto è passato a cose ancora più pericolose, abbattendo ponti, case e strade. La sua arte nel non farsi beccare e la sua firma sono diventati abbastanza famosi da attirare le ire di molti e l’interesse di Gustav. A Gustav, difatti, non gli piacciono i Draghetti: troppo sorridenti, troppo efficienti, sempre a regalare cose, a festeggiare, a… e Guastav ha sempre cercato un modo per metterli nei guai. Yvies poteva essere un buon partito per seminare guai e spegnere il loro sorriso, ma il problema era convincerlo. Ci riuscì il giorno in cui capì che Yvies amava far piangere amare lacrime alla gente ed odiava chiunque si divertiva. Ovviamente amava anche i soldi, come tutti quelli che non hanno altri interessi che quello di causare guai, così a Guastav bastò mettere una taglia sul “sorriso” dei Draghetti ed Yvies pensò bene che potesse essere un guadagno facile. Ma sapeva anche i Draghetti fanno fronte comune ai problemi e non aveva la minima idea di come si comportavano, quindi decise di partire con qualche scherzo “innocuo” sabotando le loro giostre. Rimase alquanto perplesso quando vide i Draghetti fare il gioco “riparare” con cui si mettevano a riparare le giostre sabotate e si chiedeva come facevano a saperlo e perché si divertivano…

Iniziò a capire qualcosa quando decise di sabotare la campana. La sua idea era che questa avrebbe suonato attirato i Draghetti e gli sarebbe caduta in testa. Aveva appena finito quando sentì arrivare un Draghetto (Dolci Note). Arrivò, annusò ed in due e due quattro, smontò la campana e se la portò via. Cioè… pesava diverse quintali, forse tonnellate e questa se la portava via con una mano sola come pesasse pochi grammi! E rimase ancora più perplesso quando vide un sacco di Draghetti giungere e mettersi al lavoro. Non rimase a vedere quello che stavano facendo, preferì sgattaiolare via ma iniziò a pensare che in qualche modo i Draghetti riconoscessero il suo odore… o forse sentivano un odore sconosciuto e preferivano controllare. Se voleva che i suoi sabotaggi andassero a buon fine, doveva nascondere il suo odore.

Pensò bene di sfruttare i Draghetti stessi ed andò a Delizia di Pozioni e comprò un unguento per nascondere gli odori. Forse avrebbe dovuto far attenzione al fatto che lo ha pagato…

Attese un paio di giorni e poi forte dell’unguento provò a rompere il campanile per vedere qualche Draghetto sepolto e voleva anche avvelenare l’Albero Magno. Non seppe mai come i Draghetti sapessero le sue intenzioni, ma se a loro sembrava divertire il tentativo di buttare giù il campanile, non piacque invece la seconda idea ed improvvisamente si trovò tutti i Draghetti intorno!

«L’Albero no – disse Fiammetto serio – con gli oggetti ci puoi giocare, ma l’Albero è vivo e si fa male»

Yvies pensò di fuggire e non si accorse nemmeno che i Draghetti lo lasciarono passare. Fu così che cadde in una delle sue stesse trappole, finendo in una botola. Solo che al posto delle rocce e spuntoni, vi trovò un materasso che attutì la caduta. Sollevò lo sguardo e vide le teste dei Draghetti spuntare tutte intorno.

«Ci dici perché volevi fare del male all’Albero Magno?» chiese Narratrice Bianca.

«Il vostro unguento non funziona! Mi avete ingannato!» rispose invece Yvies.

«L’unguento funziona perfettamente – rispose Miscelatrice – non è il tuo odore che sentiamo ma se non sei soddisfatto…» gli lanciò dentro la sacchetta col denaro che aveva dato.

«Adesso ci dici perché volevi fare del male all’Albero Magno?» insistette Narratrice Bianca.

Yvies capì di essere ad un punto morto. Lui che non era mai stato preso, ora era in balia dei Draghetti. Forse fu più la curiosità che la rabbia a parlare:

«Se ve lo dico, voi mi spiegate come avete fatto a scoprirmi?»

Un coro di teste colorate annuì.

«Per farvi piangere, vedervi tristi e farvi del male. È così bello e divertente osservare gli altri che soffrono. È un’arte. Ma voi tanto non lo capite»

«In effetti no – ammise Fiammetto – Anzi, è una cosa stupida. Sono molto più divertenti i sorrisi e la felicità. E tu sei un musone ed è per questo che ci accorgiamo di te. Emani un’aura musona. Ti sentiamo lontano un miglio. Abbiamo provato a farti divertire con gli oggetti, magari la tua aura musona si attenuava, ma non possiamo permettere che tu ti diverta a far del male. Quindi, ti condanniamo alle coccole eterne!»

Miscelatrice gettò all’interno della fossa qualcosa che produsse una densa nebbia e subito dopo i Draghetti si tuffarono.

***

Se andate alla Città dei Draghetti e vedete un procione che viene strapazzato di coccole, cercano di farlo giocare e gli regalano oggetti da smontare, sappiate che è Yvies! I Draghetti stanno provando a cambiarlo con la dolcezza e visto quanto lui odia i sorrisi, per lui è la più terribile delle punizioni…

Per il prossimo capitolo...

  • L'Esercito Invasore! (40%)
    40
  • Il Re dei Ladri ed i Piccoli Ribelli! (20%)
    20
  • Un'overdose di zuccheri: Festa dei Dolci! (40%)
    40
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115 Commenti

  • Cavolo, sono arrivata troppo tardi!
    Mi dispiace aver perso gli ultimi capitoli, credevo di riuscire ad arrivare in tempo ma il vortice delle scadenze mi ha totalmente inglobata al suo interno.
    Leggo con piacere che tra poco inizierai con una nuova storia, spero di riuscire ad essere più costante lì.
    A prestissimo, e salutami i draghetti!
    -Ross-

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