La Città dei Draghetti

Dove eravamo rimasti?

Vogliamo scoprire qualche segreto dei Draghetti? Come fanno a procurarsi le materie prime? (50%)

Una folla oceanica

Accadde un giorno in cui una folla oceanica giunse nella Città dei Draghetti. Migliaia e migliaia di individui, per lo più famiglie, arrivò da ogni parte. I Draghetti non si chiesero chi sono e perché, si limitarono ad accogliere tutti ed offrire i loro servigi. Il massimo provvedimento che presero fu quello di regolare il flusso in modo da farli entrare tutti ordinatamente invece che disordinatamente. Dovevate vederli super contenti di poter servire così tanta gente: i loro negozi erano sempre pieni e le strade affollate; i Draghetti si facevano in quattro per servire tutti, instancabili e felici. Almeno fino a metà mattina quando si accorsero che avrebbero finito ogni scorta entro l’ora di pranzo. Iniziarono ad essere preoccupati: se far aspettare qualche minuto che qualcosa sia pronto era per loro accettabile (l’attesa a volte ripaga), dire che non potevano servirli era qualcosa per loro inconcepibile! Di più: probabilmente sarebbero rimasti anche la notte e loro dove li avrebbero messi? Non potevano di certo metterli l’uno sull’altro!

La preoccupazione ed il panico iniziava a serpeggiare tra i Draghetti che indissero una veloce riunione… cioè si scambiavano informazioni ed accordi mentre correvano da una parte all’altra!

«Come siamo messi con le materie prime? Possiamo rifornirci?» chiese Fiammetto.

«Siamo a corto di tutto – rispose MercanDrago – stiamo finendo anche gli oggetti. Alcuni possiamo rimandarli a domani, con la scusa che è merce che va ordinata, ma… non riusciremo mai a soddisfarli»

«Cosa inammissibile! – disse Narratrice Bianca – Abbiamo bisogno di libri, di giocattoli…»

«Di farina, di zucchero, di sale…» aggiunse Cuoco Drago.

«Di erbe e piante per le pozioni…» aggiunse Miscelatrice.

«E luoghi dove ospitare la gente» aggiunse MorbidaScaglie.

«Non possiamo aspettare fino a questa sera – disse Fiammetto – È necessario agire prima. Aiuto da parte di qualcuno?»

«Impiegheranno troppo tempo ad arrivare» rispose MercanDrago.

«Allora ricorriamo allo Scrigno» disse Fiammetto.

«E Scrigno sia!» risposero i Draghetti.

In breve scavarono vicino all’Albero Magno, ma questa parte la videro solo i bambini o chi ha gli occhi come i loro. Tirarono fuori uno scrigno d’argento con una scritta d’oro: “Usare solo in caso di Emergenza”. Aprirono lo Scrigno e Dolci Note recuperò un flauto. Si mise a suonare e nel giro di un minuto, migliaia di topolini giunsero al richiamo, mossero le teste a ritmo di musica e sparirono così come giunti. Intanto Mastra Cristallo tirò fuori un gemmone verde, si mise di fronte all’Albero Magno, posò il Cristallo alla sua base.

«Albero Magno che ci ha sempre divertite – cantò – ti prego ospita il Palazzo dalle Stanze Infinite!»

L’Albero fu avvolto dalla luce emessa dal gemmone e pochi secondi dopo un grosso palazzo fatto di legno e cristallo sorse. Si poteva ancora ricoscere l’Albero Magno ma allo stesso tempo era un enorme palazzo: un palazzo in grado di ospitare infinite persone!

Intanto i topolini tornarono portando oggetti su oggetti, da semi, a legno, da sassi, a frutti, impilandoli in un enorme mucchio. Miscelatrice prese dallo Scrigno una grossa boccia, l’agito e la rovesciò nel mucchio. Chiuse la boccia e quella cominciò a riempirsi da sola. Intanto il mucchio brillò per alcuni secondi. Poi i Draghetti infilarono le mani nel mucchio, iniziando a tirare fuori tutto quello che serviva: da chicchi di grano giganti per fare la farina, ad erbe e frutti per fare le pozioni e gli unguenti, da libri pronti per essere copiati, a giocattoli pronti per essere montati!

«Uau! – dissero alcuni bambini che avevano assistito – Possiamo pescare anche noi?»

«In fila! – ordinò Narratrice Bianca – Tutti possono pescare ma bisogna farlo con ordine. Andate poi a farvi aiutare a montare»

E per una volta, tutti diligenti, i bimbi si misero in fila a pescare a piene mani, tirando fuori ogni sorta di giocattoli, libri od altro che desideravano. E via di corsa ora da un Draghetto ora da un altro per farsi aiutare a montare le varie cose.

Richiamando diverse volte i topolini, rigenerando di volta in volta il mucchio ed ospitando nel Palazzo dalle Stanze Infinite tutte le persone, i Draghetti rientrarono in quello che per loro era una grave emergenza. Anche il Palazzo presentava ogni stanza che serviva alle persone, da quelle per il relax, a quelle per giocare, fino alle stanze da letto. Dolci Note e Narratrice Bianca provedettero, infine, a mettere tutti a letto, suonando musiche e narrando storie.

A notte fonda i Draghetti si riunirono, portando appresso oro e gioielli dalla Cassa Comune. Assicurandosi che non ci fosse nessuno a vedere, si misero intorno al mucchietto ed iniziarono a danzare; un ballo lento ed uno veloce, uno calmo ed uno allegro, danzarono per oltre un’ora ed alla fine il mucchietto era sparito. In compenso i loro magazzini erano di nuovo straordinariamente pieni!

«Quindici minuti di sonno concentrato – ordinò Mastra Cristallo consegnando un Cristallo ad ogni Draghetto – Questa notte si lavora!»

Qual'è il prezzo da pagare per aver usato lo Scrigno? Ricordatevi che non c'è niente di serio!

  • La magia hanno voluto usare, ora alle creature magiche dovranno badare! (50%)
    50
  • Dovranno costruire una città per i topolini, piantare una foresta di Alberi Magni, il tutto mentre ballano la tarantella! (33%)
    33
  • Verranno solleticati a non finire, strapazzati di coccole senza ritegno e bamboleggiati senza sosta per un'intera giornata! (17%)
    17
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115 Commenti

  • Cavolo, sono arrivata troppo tardi!
    Mi dispiace aver perso gli ultimi capitoli, credevo di riuscire ad arrivare in tempo ma il vortice delle scadenze mi ha totalmente inglobata al suo interno.
    Leggo con piacere che tra poco inizierai con una nuova storia, spero di riuscire ad essere più costante lì.
    A prestissimo, e salutami i draghetti!
    -Ross-

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