La Città dei Draghetti

Dove eravamo rimasti?

Volete vedere altro? Forse: cosa sta facendo Monte Scuro per disturbare i Draghetti? Romperà le scatole anche alle creature incantate? (50%)

Una discarica non autorizzata

Mattina di un giorno qualunque… cioè, qualunque… no, sul serio: pensate possa esistere un giorno qualunque alla città dei Draghetti?

Non è neppure qualunque a Monte Scuro perché se sto per narrarvi cosa accadde lì, significa che quel fetentone di Gustav ne ha pensata un’altra delle sue. L’ha pensata quando la popolazione ha iniziato a lamentarsi della puzza fatta da tutta l’immondizia accatastata per ogni dove. I palazzi dell’Organo di Controllo erano sempre ben puliti ed areggiati e tutta l’immondizia veniva accumulata nel resto della città. Ma Gustav sa sempre come risolvere i problemi della sua gente ed indisse un’operazione di pulizia straordinaria dove tutta l’immondizia sarebbe stata accumulata e smaltita (leggi buttata) nella Città dei Draghetti! L’operazione richiese tutta la giornata e fu solo a notte fonda che si potè portare via tutto. Ma ovviamente questo era lo scopo del fetentone così i Draghetti non si sarebbero accorti dell’operazione.

Per i Draghetti fu un brutto risveglio: tutta le strade, le loro botteghe, i dintorni dell’Albero Magno, persino dentro il campanile era pieno di immondizia. Si risvegliarono con uno strano odore che appestava l’aria ma quando provarono ad aprire le finestre, ci fu una frana di schifezze varie!

«Bleargh! Ma che è questo schifo!» si lamentò Fiammetto.

Si dovettero arrampicare su cumuli di immondizia per riuscire a vedere la luce del sole.

La prima cosa che fecero fu rimanere senza parole. La seconda fu quella di procedere alla pulizia: dividire quella riciclabile, seppellire e bruciare quella non più riutilizzabile, trasformare quella trasformabile. Un lavoro lunghissimo che i Draghetti seguirono con perizia instancabile.

Ora i lettori più attenti, avranno notato che i Draghetti riescono sempre a togliersi dagli impicci ma parlano anche di chiedere aiuto. Beh, questa volta a risolvere la questione fu proprio un aiuto. Vi ricordate la ragazzina che i Draghetti avevano aiutato a rendere una Principessa? Vi ricordate il bimbo galoppato via col suo cavallino magico? Beh, non so chi chiamò chi, ma in breve giunsero a dar man forte. La Principessa si portò appresso un sacco di persone, il futuro cavaliere altre. E poi ne giunsero altre ancora perché nessuno apprezzava che la Città che aveva avverato i loro sogni, divenisse la discarica di Monte Scuro.

Ed ecco che possiamo vedere tutti al lavoro, a dividere, seppellire, ripulire… a fine giornata ogni cosa era tornata al suo posto.

«Bisogna festeggiare! – propose Cuoco Drago – Facciamo una torta a dieci piani!»

«Venti!» rilanciò Fiammetto.

«Trenta!» propose MercanDrago.

Quanto lontano si veda una torta a 100 piani? Credo che Gustav si stia ancora mangiando il cannocchiale… la torta però era più gustosa.

A proposito: i Draghetti hanno mandato a Monte Scuro una parte della torta perché in mezzo a tutto quella roba, hanno trovato un sacco di cosa riutilizzabili, riciclabili e persino riadoperabili! Praticamente hanno riempito i loro magazzini di scorte per metà! Gustav ha però preferito mangiarsi il piatto: non gli va proprio che i Draghetti riescano sempre ad uscirne felici e lui fesso.

***

MorbidaScaglie si trovava in fase coccolante: a Lucida Scaglie stava facendo un trattamento di bellezza ad alcune giovani ragazze e loro l’hanno presa così bene da prenderla e strapazzarla di coccole; lei coccolava loro, loro coccolavano lei, in una sequenza in apparenza senza fine.

«Sai? – disse una di loro – Sarebbe bello tornare a casa e trovare qualcuno come te, pronta a ricevere e dare coccole»

«Beh, ci sono un sacco…» provò a dire lei.

«Sì, ma noi intendiamo qualcosa di speciale… come te»

«Giochiamo a capirci? Cosa avrei io di speciale che non avrebbe… che so… un cane od un gatto?»

«Parli»

«Ascolti»

«Capisci»

«Ce l’ho! – sorprese tutte MorbidaScaglie – Il Fiore dei Mille Colori»

«Ci stai prendendo in giro!»

«No: è solo il mezzo. Prendete il fiore da Biocciolo di Drago e troverete il vostro Amico del Cuore: colui che parla, ascolta, capisce e ti fa sentire amato e coccolato. L’altra metà del cielo, se così vogliamo chiamarla»

Dovreste aver imparato che i Draghetti sanno sempre cosa desideri e hanno i mezzi per realizzarlo.

«Quello era un sogno potente – commentò Narratrice Bianca – direi che possiamo considerare il debito saldato. Che dici? Dovremmo aprire un Nido?»

«Così avrai tanti bimbi a cui leggere storie» risponse Fiammetto.

«Ed a cui cantare ninna nanne» aggiunse Dolci Note.

«FACCIAMOLO!» esultò Miscelatrice.

Nido Draghetto aprì i battenti pochi giorni dopo e già c’era la fila.

«Avanti c’è posto, avanti c’è posto» Narratrice Bianca non stava più nelle scaglie.

Come riuscivano a dividersi tra il lavoro ed il badare ai bimbi, i più non lo comprendevano, ma i Draghetti hanno con loro mille risorse, una voglia matta di aiutare e sembrano assolutamente instancabili. Per loro Nido Draghetto era solo un “negozio” in più, nulla che potesse impensierirli.

E se ci tenete a saperlo, da Nido Draghetto uscirono molti eroi che entrarono nella leggenda.

Tre capitoli alla fine. Su cosa ci concentriamo per concludere?

  • Se niente: non voglio un vero finale. Magari qualcosa che riguarda te, narratore. (75%)
    75
  • Sui segreti dei Draghetti, la loro intimità e se nascondono qualcosa (25%)
    25
  • Su Monte Scuro, i tentativi di Gustav ed il suo fallimento finale (0%)
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115 Commenti

  • Cavolo, sono arrivata troppo tardi!
    Mi dispiace aver perso gli ultimi capitoli, credevo di riuscire ad arrivare in tempo ma il vortice delle scadenze mi ha totalmente inglobata al suo interno.
    Leggo con piacere che tra poco inizierai con una nuova storia, spero di riuscire ad essere più costante lì.
    A prestissimo, e salutami i draghetti!
    -Ross-

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