Un caso di coscienza

Dove eravamo rimasti?

Che cosa accade? Saverio incontra chi non s'aspetta (60%)

Una madre

Entrando nella casuccia, un solo ambiente ingombro di misere cose, Saverio ebbe una visione. Quella che si presentò a suoi occhi era la scena di una natività, e al tempo stesso di una pietà.
Una madonna, drammaticamente compresa nelle vesti di mater dolorosa, stringeva il suo bambino di un anno, forse due, svogliatamente appeso a un capezzolo esagerato. Accanto a loro un “San Giuseppe de noantri” stava raccolto, in ginocchio, vestito di calzoni, camicia, e giacchetta tutti consumati, a righe, a quadri e a quadretti, tutti sul grigio, goffi, deformi.
Saverio esitò, si sentì inadeguato; e provò a fissare la sua attenzione sulla donna e il bimbo. Quelli, distolti dal loro intimo contatto, lo interrogavano con gli stessi occhi vuoti;
nessuno parlò. Poi lei si coprì il seno, e cominciò a cullare stancamente il figlio.
Si chiamava Maria ed era la madre di Angelino, detto Fanalino. A quarantacinque anni, era una disgraziata consumata dalla vita, evidentemente non ancora sazia di fare figli, o non ancora capace di dire no. Il commissario pensò che per quel bambino che teneva al seno non aveva niente da mangiare; e allora, anche se si era mentalmente preparato, subì lo scoramento, e maledì il suo mestiere che lo costringeva a vedere certe scene africane.
– Eh, povera creatura!, je va tutto ‘n fiele! – esclamò una vecchia alle sue spalle.
– Scusate – disse lui – cos’è questa agitazione qua fuori? Eh? Maria, si ricorda di me? – La donna rispose con un sì della testa, ma senza aprire bocca.
– Lui è l’ultimo? Come si chiama?
– Agostino.
– Ah, bello. – La donna lanciò uno sguardo al “Sangiuseppe” e a Saverio bastò per capire.
– Tu sei il padre? – chiese con tono severo. L’uomo stava per aprire bocca, ma la donna lo anticipò:
– Sì, lui.
– Giuseppe Lucidi. Ci si rivede. Credevo avessi cambiato aria, era nei patti… ma lasciamo stare. Maria: Angelino non c’è?
Giuseppe intervenne svelto, con uno scatto da predatore opportunista, ma era ubriaco, e inciampò sulle parole.
– Sì, no, adesso, cazzo, Fanalino no… 
– Ok, bravo, hai detto la tua. Adesso col permesso della signora ti pregherei di uscire un momento. Aspettami fuori, alla macchina.
– Vabbe’, vabbe’ – bofonchiò l’uomo; e ciondolando uscì; così Saverio tornò a concentrarsi sulla donna.
– Ancora lui! Maria!, ma non t’è bastato? Ma perché non date retta, santo Dio? Perché mi chiedo.
– Commissa’ – disse lei – è venuto per Angelino, o per Giuseppe?
L’uomo sospirò, mentre il bimbo allungava il braccino verso di lui e lui gli sfiorava le dita. Senza guardarla chiese:
– Non sai dove sta? – e poi dopo una pausa: – C’è una persona che gli somiglia ma non sono sicuro. Te la senti di identificarla?
“C’è?” Che significa? Significa che è ferito, è morto o è in galera?
– Significa che oggi il Tevere ha restituito un corpo.
Maria cominciò a piangere sommessamente. Il piccolo prese a fissarla sorpreso, sgomento. Allora Saverio le lasciò il tempo che ci voleva, e poi le chiese di seguirlo.
– Vai!, ar pupo ce penso io – disse la vecchia di prima, che era ricomparsa sulla porta.

Uscirono tra due ali di gente muta, e trovarono Leoni che discuteva con Giuseppe che si voleva accomodare in macchina perché piovigginava.
– Qua si sale solo con le manette, amico. Non ti conviene.
– Andiamo – ordinò Saverio; e poi a Giuseppe: – con te ci vediamo quando sarai sobrio, oppure in cella. A te la scelta.
Il breve viaggio verso l’obitorio si consumò in silenzio, e furono poche parole anche davanti al corpo del ragazzo.
Alla fine Maria, colta da malore, fu trattenuta in ospedale.
– Tornerò domani – le disse Saverio. – Devo occuparmi di Agostino, o è in buone mani?
– Non c’è bisogno – disse lei – mi dispiace…
– Cosa ti dispiace?
– Che sia toccato a lei… Mi dica la verità: lo hanno ammazzato?
Saverio le prese le mani, erano gelide.
– Non lo so – disse – non lo sappiamo ancora. Domani… domani lo sapremo.

Arrivato in ufficio il commissario sentì il bisogno di darsi un’aggiustata, e mentre stava in canottiera e si asciugava la faccia, arrivò la chiamata di De Martino della mobile, titolare dell’inchiesta.
– Cazzo, Balla! Lo avevi identificato subito e non l’hai detto. Che fai, remi contro?
– Remo contro? Semmai non volevo portarti su una falsa pista per una semplice impressione. Ora che ho la conferma ti avrei chiamato.
– E allora ti dovrei ringraziare? Che altro mi nascondi?
– Niente. Anzi ti dico che ho un sospetto. Si chiama Giuseppe Lucidi e lo trovi al Mandrione. Quello con un fiasco di Frascati ti recita la Divina Commedia.
– Eh? Come? Al Mandrione? Cazzo, dici sul serio?
– Serissimo. Vacci, e portati almeno dieci uomini; sai com’è: c’è pericolo.
*
– Povero ragazzo sfortunato! – Norma, fuori dall’Artist-Bar di via Veneto, spendeva la sua pausa fumando una sigaretta con il fidanzato che era passato a trovarla.
Povero chi, lui o io? – disse Saverio – Io me la caverò con qualche aspirina, ma lui è stato infilzato dritto al cuore, e buttato nel Tevere.
– E che farai adesso, ragazzo fortunato?
– Uh? Io nulla. Non è il mio caso questo.

E adesso Saverio che fa?

  • Ascolta il consiglio di sua moglie in sogno (100%)
    100
  • Non pensa ad altro (0%)
    0
  • Si chiama fuori (0%)
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90 Commenti

  • Ciao, Fenderman.
    mi è arrivata già la notifica del nuovo racconto, non riesco proprio a starti dietro… 😰sto cercando, tra le altre cose (impacchettare tutto per l’imminente trasloco, lavoro e impegni vari) di studiare un po’ di diritto amministrativo con l’intento di prepararmi a un eventuale nuovo concorso in Comune. Difficile alla mia età, ma ci provo. Il tempo per leggere è poco e non sempre riesco a star dietro a tutto e nei tempi consoni.
    Ho letto ieri il nono e oggi, come promesso, torno a commentare tutti e due. Come sempre, non posso che ammirare la maestria con cui racconti le scene. Il povero Fanalino messo in mezzo e fatto fuori da questo personaggio orribile che sfrutta poveracci con il miraggio della casa.
    Ho apprezzato tutto: il pedinamento in auto con l’escamotage dell’affiancamento, le descrizioni chiare del garage e le pennellate amare che mi hanno mostrato i personaggi di questo dramma. Anche la moka, quasi personaggio a sé, che popola i ricordi di tutti in quelle notti, tutti ne abbiamo avute, in cui l’odore del caffè fresco riempie i vuoti lasciati da tristezza, disperazione o anche allegria, perché no?
    Mi dispiace di non essere stata presente come avrei voluto. So che capirai.
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, anche io come vedi rispondo in ritardo. Vedo che stai attraversando una fase della vita in cui non c’è spazio per nient’altro che vivere… auguri, di cuore. E poi a te, lo sai , perdonerei tutto.
      Grazie per l’apprezzamento e felice Pasqua a te e a quelli che ami. Ciaooo🌻🙋‍♂️

  • Ciao Giuseppe,
    Il tuo commento, la tua osservazione è perfettamente centrata. Ho voluto per Saverio ( visto che De Martino è tutto quello che lui non è) colpirlo sul suo terreno, quello della vanità, ma certo che un accenno, qualsiasi fosse, alla vicenda appena conclusa avrebbe funzionato; tuttavia per il fatuo De Martino e il mondo che rappresenta è e resta uno schiaffo, e un punto in più per la gente vera, quella che vive là fuori.
    Per l’ennesima volta mi confermi che quando anche il più piccolo passaggio non mi convince al 100 per cento, lo devo correggere, perché chi “sa” leggere se ne accorge. Grazie, grazie. Ciaooo
    🙋‍♂️

  • Capitolo 10)

    Ciao Fenderman!

    E siamo al finale. Riesci sempre a chiudere il cerchio, e lo fai riuscendo a mantenere l’equilibrio tra serietà e spensieratezza. Ben fatto!
    Ho avuto comunque l’impressione che nella battuta finale non ci fosse abbastanza spazio per l’amarezza di Saverio riguardo la risoluzione del caso. Avendolo trattato meglio in altri capitoli, di certo hai deciso di sfruttare il “silenzio” di Saverio per farne evincere il poco desiderio di conversare circa l’argomento. Ma trovo che forse una battuta, o una linea espressiva, magari già presente nel file privato, avrebbe dato quella stoccata in più al lettore.
    Non fraintendermi, trovo che funzioni alla grande anche così! 😉
    Spesso non dire troppo è il modo migliore per far funzionare le cose.
    Aspetto di leggere la prossima idea! 🙂

    • Ciao Giuseppe,
      Il tuo commento, la tua osservazione è perfettamente centrata. Ho voluto per Saverio ( visto che De Martino è tutto quello che lui non è) colpirlo sul suo terreno, quello della vanità, ma certo che un accenno, qualsiasi fosse, alla vicenda appena conclusa avrebbe funzionato; tuttavia per il fatuo De Martino e il mondo che rappresenta è e resta uno schiaffo, e un punto in più per la gente vera, quella che vive là fuori.
      Per l’ennesima volta mi confermi che quando anche il più piccolo passaggio non mi convince al 100 per cento, lo devo correggere, perché chi “sa” leggere se ne accorge. Grazie, grazie. Ciaooo
      🙋‍♂️

  • Ciao Fenderman,
    povero Fanalino, che brutta fine! Un po’ tardivo il pentimento di questo Riccardo (perché biasima il suo capo per i suoi comportamenti, ad es. nei confronti della madre di Fanalino, ma poi alla fine partecipa attivamente all’omicidio), giusto in tempo prima di passare a miglior vita.
    Molto bravo, ottimo finale, a presto con la tua nuova storia!

    • Povero Fanalino, che difende sua madre e una dignità spogliata, con il coltello e un insano coraggio; e povero Riccardo: una vita buttata, spesa in avventure fallimentari, conclusa con un plateale pentimento, una assicurazione sulla “vita” eterna che forse gli risparmierà ulteriori umiliazioni.
      Poveri vinti a bravi ai vincitori… è così che va: caso risolto, domani è un altro giorno, e Saverio finalmente può sbeffeggiare De Martino stupido e carrierista.
      Grazie, ciaooo🙋‍♂️🌻

    • …mi domando se Riccardo cuor di leone non avesse avuto quel barlume di lucidità, cosa sarebbe successo…
      A volte è qualcuno lassù che provvede, e risolve in un’ora un dramma troppo complicato.
      Bene per tutti e peccato per chi non può brindare all’ennesimo caso risolto!
      Grazie per tutto, ciaooo
      🌻🙋‍♂️

    • 1959 Roma dei poveracci stava per cedere il passo a quella dei nuovi ricchi, o meglio: arricchiti, palazzinari e traffichini. La Roma del dopoguerra diventava quella delle Olimpiadi e del boom economico, e i poveracci si dannavano, si scannano e lasciavano ai figli il gravoso compito di riscattare le loro miserie con la buona scuola, i buoni sentimenti, e soprattutto i sogni da realizzare.
      Grazie per avermi seguito, ciaooo🙋‍♂️

  • Ciao Fenderman,
    ottimo capitolo, molto tensivo e con un colpo di scena finale niente male!!
    Devo dire che, però, una cosa mi è sembrata un po’ strana, ossia il fatto che il guardaspalle di Bisegna, temendo che Saverio potesse estrarre una pistola, si arrende subito… insomma, da un criminale, per di più un guardaspalle, mi sarei aspettata un po’ più di coraggio, e, soprattutto, che anche lui fosse in possesso di un’arma.
    Per quanto riguarda la domanda finale, in realtà non saprei rispondere, perché questa è la tua prima storia che leggo. Però Saverio mi è piaciuto molto, quindi voto per un’altra sua indagine.
    A presto!

    • Ciao Flavia, grazie del commento. Il “guardaspalle non è esattamente quello che si potrebbe pensare, l’ultimo capitolo spiegherà meglio, e il suo comportamento sarà più comprensibile.
      Se anche dovesse vincere Caramella vedrai che non ti deluderà, perché è una ragazza in gamba circondata da personaggi simpatici, e che affronta con coraggio e humor casi internazionali.
      Ciaoooo🙋‍♂️🌻

  • Capitolo 9)

    Ciao Fenderman!

    Bella battuta di chiusura. Funziona alla grande!
    Nel file privato, quello “specchio di sangue” potrebbe offrire uno spunto su una considerazione morale del nostro Saverio, sebbene ci sia il rischio di smorzare la tensione in un momento importante, ed è di certo a quell’effetto che stavi puntando! 🙂
    Io dico di continuare, anche se cambiare fa sempre bene alla creatività: nel caso mi farò un tuffo nel passato, rispolverando gli avvenimenti precedenti.
    Continua così, sei sempre fortissimo! 😉

    Alla prossima!

    • Ciao, ecco il finale… in quanto alla nuova storia… non mi avete aiutato molto, ci penserò 😉.
      Grazie, e la tua osservazione a proposito dello “specchio di sangue” è al solito centratissima!
      Alla prossima…🙋‍♂️

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