Un caso di coscienza

Dove eravamo rimasti?

E ora Il garage (50%)

Il garage

La Campagnola procedeva a passo lento, adeguandosi a quello della 1400 nera.
– Riusciremo – chiese Saverio all’agente alla guida – a non farci sgamare?
– Con questa? Questa non è fatta per passare inosservata.
– Uhm, e allora fai come ti dico. Al primo semaforo rosso affianchiamoli, e poi guardate avanti; non vi girate; parlate fra di voi; ridete. Devono pensare che non siamo interessati a loro. Vedrete che funzionerà.

*
In quel momento in questura terminava l’interrogatorio di Claudio Sciarrone, il macellaio fachiro, mangiatore di chiavi.
Appreso di essere accusato di aver ammazzato un ragazzo, un amico, con uno dei suoi coltelli, non esitò a raccontare un’altra storia, quella che nel verbalizzato, tradotta in Italiano suonava più o meno così:
“La sera del dodici dicembre anno corrente, alle ore diciannove e trenta circa, mentre stavo già con la mano sulla saracinesca per chiudere bottega, mi si parò davanti un vecchio amico che non vedevo da anni, uno che io conoscevo come Fanalino. Era di passaggio, disse, per Monte Savello e l’isola Tiberina. Entrammo in negozio per fare due chiacchiere, io tengo sempre qualche birretta in ghiacciaia. Voleva aiuto, temeva che un tale che doveva incontrare potesse avere brutte intenzioni. “Perché ci vai allora?” Gli dissi io, e lui rispose solo: “Devo.” Capii e non capii, non mi fidavo, e rifiutai. Lui s’incazzò un po’, non tanto però, e se ne andò. Fine.
“Solo il giorno dopo mi accorsi che era sparito Mandrake. Mandrake è il coltello da disosso che ho ereditato dal precedente proprietario della macelleria; fa magie, e lui me l’ha fregato.”

*
Il trucco escogitato da Saverio sembrò funzionare. La Campagnola continuò a fare capoccella dal lunotto della 1400 di Ugo Bisegna, ragioniere, truffatore e bandito di razza; eppure l’autista non se ne curava più, non più di tanto, e poi erano quasi arrivati, e tra poco sarebbe tornato a casa.
Nei pressi di San Giovanni entrò deciso in un garage, nelle viscere di un palazzo di via Appia.
Saverio disse ai suoi: – Io scendo; voi girate intorno, guardate se c’è una seconda uscita. Sennò tornate qui.
– Dobbiamo chiamare rinforzi?
– No, per ora no. In fondo non hanno fatto niente.
Entrando nel garage il commissario subì immediato il tanfo di benzina e gas di scarico. Avanzò lentamente, senza nascondersi.
Al centro dell’impianto un ufficio vetrato su palafitte metalliche dominava la scena. Era illuminato, e c’era qualcuno. Era Bisegna, “l’uomo delle case” che rideva al telefono, in piedi, poggiato all’angolo di un tavolo.
Saverio a pochi metri da lui, là sotto, era solo un omino senza volto e senza importanza.
Dei passi e una voce alle sue spalle, e l’omino si voltò. C’era qualcuno che lo apostrofava:
– Ehi! Ma chi cazzo sei? Che vuoi?
– Beh, vista l’accoglienza, direi che sa benissimo chi sono – ironizzò – perché mi ha visto sulla camionetta. Lei si chiama?
Un attimo di enpasse, e una voce dall’alto, quella di Bisegna, venne a interrompere le presentazioni.
– Ehi, Riccardo, che succede, chi è quello?
– Non lo so; è quello che…
– Polizia – disse Saverio mettendo la mano in tasca per cacciare la tessera.
La reazione di Riccardo cuor di leone a quella mossa fu esagerata, perché temendo di vederlo estrarre un’arma alzò le mani e strillò:
– Mi arrendo, mi arrendo.
– Visto? – disse Saverio – Il suo guardaspalle si arrende. Perché non viene qui anche lei? Venga giù, e parliamo del Mandrione, di un truffatore e di un morto ammazzato.
– Io non c’entro – piagnucolava Riccardo a mani giunte.
La provocazione di Saverio che usava spesso la tattica che definiva dello “schiaffo” per saggiare le reazioni di un sospetto, lasciando intendere di saperla lunga, con lui aveva funzionato; ma proprio quella resa totale e prematura fece da detonatore alla risposta rabbiosa di Bisegna, che dall’alto gli gridò vigliacco, e sparò due colpi di pistola prima di precipitarsi giù per la scala di ferro dell’ufficio.

Saverio era a terra. Era disarmato, impotente. Rotolato d’istinto e di mestiere verso una macchina che poteva fargli da scudo, adesso si augurava solamente di non essere stato colpito.
Intravide l’uomo armato spuntare dal nulla, e contemplare per un attimo la scena. Non mosse un muscolo, sperando che non fosse uno di quelli che ammazzano a sangue freddo. Poi lo vide correr via inseguito dalla proiezione della sua lunga ombra nera sul pavimento quando varcò la bocca infuocata di luce della rampa di uscita. Solo allora spostò lo sguardo sull’altro uomo, che era rimasto a terra in uno specchio di sangue. Si mise in piedi, e lo raggiunse.
– Non muoverti – gli disse – ti porto in ospedale.
Intanto il fuggitivo, arrivato al piano strada, in affanno, col cuore in gola si precipitava nel traffico. Era fuori, era salvo. Peccato che non fosse abbastanza lucido e fortunato; peccato per quel tranvai celeste, quello dei Castelli che proveniva da Porta Furba, perché lo prese in pieno, e, stampampandogli in faccia la scritta SPQR, lo cancellò di fatto in un istante dall’anagrafe dei figli di puttana.

Mi riservo il finale e invece vi chiedo: la prossima storia volete:

  • Una cosa totalmente diversa: inventa! (20%)
    20
  • Ritroviamo la superpoliziotta Caramella (40%)
    40
  • Ancora una indagine di Francesco Saverio Balla (40%)
    40
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90 Commenti

  • Ciao, Fenderman.
    mi è arrivata già la notifica del nuovo racconto, non riesco proprio a starti dietro… 😰sto cercando, tra le altre cose (impacchettare tutto per l’imminente trasloco, lavoro e impegni vari) di studiare un po’ di diritto amministrativo con l’intento di prepararmi a un eventuale nuovo concorso in Comune. Difficile alla mia età, ma ci provo. Il tempo per leggere è poco e non sempre riesco a star dietro a tutto e nei tempi consoni.
    Ho letto ieri il nono e oggi, come promesso, torno a commentare tutti e due. Come sempre, non posso che ammirare la maestria con cui racconti le scene. Il povero Fanalino messo in mezzo e fatto fuori da questo personaggio orribile che sfrutta poveracci con il miraggio della casa.
    Ho apprezzato tutto: il pedinamento in auto con l’escamotage dell’affiancamento, le descrizioni chiare del garage e le pennellate amare che mi hanno mostrato i personaggi di questo dramma. Anche la moka, quasi personaggio a sé, che popola i ricordi di tutti in quelle notti, tutti ne abbiamo avute, in cui l’odore del caffè fresco riempie i vuoti lasciati da tristezza, disperazione o anche allegria, perché no?
    Mi dispiace di non essere stata presente come avrei voluto. So che capirai.
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, anche io come vedi rispondo in ritardo. Vedo che stai attraversando una fase della vita in cui non c’è spazio per nient’altro che vivere… auguri, di cuore. E poi a te, lo sai , perdonerei tutto.
      Grazie per l’apprezzamento e felice Pasqua a te e a quelli che ami. Ciaooo🌻🙋‍♂️

  • Ciao Giuseppe,
    Il tuo commento, la tua osservazione è perfettamente centrata. Ho voluto per Saverio ( visto che De Martino è tutto quello che lui non è) colpirlo sul suo terreno, quello della vanità, ma certo che un accenno, qualsiasi fosse, alla vicenda appena conclusa avrebbe funzionato; tuttavia per il fatuo De Martino e il mondo che rappresenta è e resta uno schiaffo, e un punto in più per la gente vera, quella che vive là fuori.
    Per l’ennesima volta mi confermi che quando anche il più piccolo passaggio non mi convince al 100 per cento, lo devo correggere, perché chi “sa” leggere se ne accorge. Grazie, grazie. Ciaooo
    🙋‍♂️

  • Capitolo 10)

    Ciao Fenderman!

    E siamo al finale. Riesci sempre a chiudere il cerchio, e lo fai riuscendo a mantenere l’equilibrio tra serietà e spensieratezza. Ben fatto!
    Ho avuto comunque l’impressione che nella battuta finale non ci fosse abbastanza spazio per l’amarezza di Saverio riguardo la risoluzione del caso. Avendolo trattato meglio in altri capitoli, di certo hai deciso di sfruttare il “silenzio” di Saverio per farne evincere il poco desiderio di conversare circa l’argomento. Ma trovo che forse una battuta, o una linea espressiva, magari già presente nel file privato, avrebbe dato quella stoccata in più al lettore.
    Non fraintendermi, trovo che funzioni alla grande anche così! 😉
    Spesso non dire troppo è il modo migliore per far funzionare le cose.
    Aspetto di leggere la prossima idea! 🙂

    • Ciao Giuseppe,
      Il tuo commento, la tua osservazione è perfettamente centrata. Ho voluto per Saverio ( visto che De Martino è tutto quello che lui non è) colpirlo sul suo terreno, quello della vanità, ma certo che un accenno, qualsiasi fosse, alla vicenda appena conclusa avrebbe funzionato; tuttavia per il fatuo De Martino e il mondo che rappresenta è e resta uno schiaffo, e un punto in più per la gente vera, quella che vive là fuori.
      Per l’ennesima volta mi confermi che quando anche il più piccolo passaggio non mi convince al 100 per cento, lo devo correggere, perché chi “sa” leggere se ne accorge. Grazie, grazie. Ciaooo
      🙋‍♂️

  • Ciao Fenderman,
    povero Fanalino, che brutta fine! Un po’ tardivo il pentimento di questo Riccardo (perché biasima il suo capo per i suoi comportamenti, ad es. nei confronti della madre di Fanalino, ma poi alla fine partecipa attivamente all’omicidio), giusto in tempo prima di passare a miglior vita.
    Molto bravo, ottimo finale, a presto con la tua nuova storia!

    • Povero Fanalino, che difende sua madre e una dignità spogliata, con il coltello e un insano coraggio; e povero Riccardo: una vita buttata, spesa in avventure fallimentari, conclusa con un plateale pentimento, una assicurazione sulla “vita” eterna che forse gli risparmierà ulteriori umiliazioni.
      Poveri vinti a bravi ai vincitori… è così che va: caso risolto, domani è un altro giorno, e Saverio finalmente può sbeffeggiare De Martino stupido e carrierista.
      Grazie, ciaooo🙋‍♂️🌻

    • …mi domando se Riccardo cuor di leone non avesse avuto quel barlume di lucidità, cosa sarebbe successo…
      A volte è qualcuno lassù che provvede, e risolve in un’ora un dramma troppo complicato.
      Bene per tutti e peccato per chi non può brindare all’ennesimo caso risolto!
      Grazie per tutto, ciaooo
      🌻🙋‍♂️

    • 1959 Roma dei poveracci stava per cedere il passo a quella dei nuovi ricchi, o meglio: arricchiti, palazzinari e traffichini. La Roma del dopoguerra diventava quella delle Olimpiadi e del boom economico, e i poveracci si dannavano, si scannano e lasciavano ai figli il gravoso compito di riscattare le loro miserie con la buona scuola, i buoni sentimenti, e soprattutto i sogni da realizzare.
      Grazie per avermi seguito, ciaooo🙋‍♂️

  • Ciao Fenderman,
    ottimo capitolo, molto tensivo e con un colpo di scena finale niente male!!
    Devo dire che, però, una cosa mi è sembrata un po’ strana, ossia il fatto che il guardaspalle di Bisegna, temendo che Saverio potesse estrarre una pistola, si arrende subito… insomma, da un criminale, per di più un guardaspalle, mi sarei aspettata un po’ più di coraggio, e, soprattutto, che anche lui fosse in possesso di un’arma.
    Per quanto riguarda la domanda finale, in realtà non saprei rispondere, perché questa è la tua prima storia che leggo. Però Saverio mi è piaciuto molto, quindi voto per un’altra sua indagine.
    A presto!

    • Ciao Flavia, grazie del commento. Il “guardaspalle non è esattamente quello che si potrebbe pensare, l’ultimo capitolo spiegherà meglio, e il suo comportamento sarà più comprensibile.
      Se anche dovesse vincere Caramella vedrai che non ti deluderà, perché è una ragazza in gamba circondata da personaggi simpatici, e che affronta con coraggio e humor casi internazionali.
      Ciaoooo🙋‍♂️🌻

  • Capitolo 9)

    Ciao Fenderman!

    Bella battuta di chiusura. Funziona alla grande!
    Nel file privato, quello “specchio di sangue” potrebbe offrire uno spunto su una considerazione morale del nostro Saverio, sebbene ci sia il rischio di smorzare la tensione in un momento importante, ed è di certo a quell’effetto che stavi puntando! 🙂
    Io dico di continuare, anche se cambiare fa sempre bene alla creatività: nel caso mi farò un tuffo nel passato, rispolverando gli avvenimenti precedenti.
    Continua così, sei sempre fortissimo! 😉

    Alla prossima!

    • Ciao, ecco il finale… in quanto alla nuova storia… non mi avete aiutato molto, ci penserò 😉.
      Grazie, e la tua osservazione a proposito dello “specchio di sangue” è al solito centratissima!
      Alla prossima…🙋‍♂️

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