Un caso di coscienza

Emozioni, indizi e un bicchiere di brandy

– Piangi? – chiese Norma, rincantucciata sotto il plaid, sul divano, accanto al suo uomo, il suo uomo grande, bello e forte che s’era commosso per una bimba in TV che a otto anni cantava “Vissi d’arte, vissi d’amore” e sembrava la Callas.
– Ho preso freddo – mentì Saverio soffiando il naso; e lei sorrise aggrappandosi al suo braccio.
– Vuoi un’aspirina, orso? – lo canzonò.
– No, no! – disse lui – Ora mi ci vuole un brandy, altro che aspirina. – e si alzò cercando la fuga verso la credenza. Ma Norma per vederlo cedere e confessare la sua emozione, replicò:
– È brava, vero?
– Chi? Ah!, la bambina. – Il grand’uomo si schiarì la voce, per prendere tempo. – Un giorno da quello schermo usciranno i mostri destinati a divorarci – disse – si nutriranno di noi, e non avranno pietà, credimi. – Poi, alzando il bicchiere: – Ne vuoi?
– No, ne prendo un po’ da te.
Saverio presa la bottiglia dello Stock 84, se ne versò una bella dose, e ne aggiunse un altro poco, la giusta quantità per assaporarlo, prima di passarlo alla fidanzata. Era forte, maschio, sapeva di tabacco e cioccolato nero, ma era anche dolce di vaniglia e miele. Chissà se a lei piaceva davvero, o se voleva solo rubarne un po’, per condividere, e fare piacere, o dispetto a lui.
– Non male – disse civettuola – ma il buon Stravecchio…
– Dici? – l’uomo, tornato a sedersi sul divano, riprese il bicchiere di liquore che lei teneva sospeso a mezz’aria, e lo guardò controluce, come a considerarlo.
– Sai che penso? – disse poi distrattamente mentre con lo sguardo cercava il fedele sigaro dimenticato, lasciato a consumarsi chissà dove.
– Il tuo toscano è lì – lo intercettò lei indicando col naso il tavolo basso – …non fuma più.
– Uhm, che cosa? Ah!, eccolo il bastardo. Che fesso! Si è spento. Che dicevo?
– Dicevi: “sai che penso” ma, ovviamente, stavi pensando a me.
– …a te, e al mio sigaro… e a certi enigmi.
– Uhm, siamo agli enigmi adesso?
– Sì, perché no? Questa cosa di te e del sigaro, prima acceso qua e poi spento là, conforta una mia teoria, mi fa pensare che la spiegazione di un enigma, spesso, quando c’è, sta nascosta nelle pieghe complesse dell’ovvietà.
– Oh, ah, adesso è tutto chiaro, chiarissimo, mister commissario; direi ovvio.

Più tardi, a letto, Norma aveva ancora voglia di parlare.
– È ovvio anche che mi ami?
– No, non è ovvio; è diverso: è complesso.
– Beh, in fondo è la stessa cosa. L’hai detto tu.
– Io? Forse. Forse prima di bere. Ora non lo direi. Ora, per esempio, so che il mio sigaro era sul bordo del piano cucina, e che qualcuno, certo tu, per non bruciarlo, lo ha spostato senza dirmelo. Ecco la soluzione: complessa; logica; ma non ovvia… ma ti sto annoiando; parla tu. Di’ qualsiasi cosa, o baciami.
– Sei strambo, lo sai? Comunque la scelta è semplice; non ti serve una mamma che ti racconta una fiaba per dormire.
Saverio fu improvvisamente percorso nel profondo da un intimo disagio. Era a letto con una donna tanto più giovane di lui; chi era? Perchè gli ricordava sua madre, perchè sua moglie? Per l’età che quella aveva quando era morta? Per la stessa, morbida curva dei fianchi? Che stava succedendo, stava vivendo un’illusione?
– Sai – disse lei per fortuna, dopo una pausa, come raccogliendo i pensieri. Era calda, il profumo della sua pelle era inebriante. – avevo un’idea diversa di voi poliziotti.
– Come?, davvero? – disse lui tornato sulla Terra. – Che c’entra la polizia adesso?
– C’entra!, sei un poliziotto no? Dimmi: ma come siete voi, dentro, veramente?
– Io? Tutti? Non so, che vuoi che ti dica, siamo diversi, siamo normali… Ah!, se ci tieni potrei dirti come ci vede il nostro illuminato questore. Vuoi sentire?
– Non vedo l’ora.
Saverio si accomodò per recuperare lucidità e memoria. Supino, mani dietro la testa, cercò nel grigio del soffitto le parole del discorso di auguri fatto per Natale dal suo superiore.
– Uhm, ecco, più o meno lui dice questo: “Anche quando è festa, quando il Creato si abbandona alla “eccezione”, si sporge dal solido impalcato del quotidiano vivere, illuso di poter volare; quando la gente sperimenta una emozione legittima, vera o indotta che sia… certe persone, persone speciali, che fanno “mestieri” speciali, resistono, insistono, e persistono nel farsi carico della realtà oggettiva, e d’ogni molestia che ne può venire”. Capito? Insomma, saremmo dei tecnici, o macchine addirittura, senza umore e amore, impermeabili alla paura; strumenti “scacciamosche” ai quali si nega anche la semplice emozione. Siamo così secondo te?
Norma non rispose, il suo respiro s’era fatto lento e leggero. Allora lui la strinse forte, e non disse più nulla.
*
Intanto, sul lungotevere battuto dalla tramontana, la luce umida dei lampioni frustava i rami dei platani spogli, disegnando ombre tese, frementi. Sui fianchi dimenticati del fiume, più in basso, là dove uccelli coi becchi gialli e neri stretti sul petto sognavano estati gloriose, nell’acqua fiacca e fredda, livido, agghiacciante, il corpo di un uomo morto si piegava al millenario giogo delle correnti.

Ora che accade

  • Saverio messo in mezzo da qualcuno (0%)
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  • Saverio interpreta un insolito ruolo (100%)
    100
  • Saverio obbedisce e si occupa del caso. (0%)
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90 Commenti

  • Questa volta sono indeciso, quindi lascio al caso la scelta… roll… roll… Un Pasticcione!

    Devo dire che questo capitolo mi ha lasciato col fiato sospeso, pure essendo capitato poco e niente. Tuttavia si sente che l’indagine va avanti. Alla via così 🙂

    Ciao 🙂

  • Bellissima la copertina, degna di un bel racconto.
    L’incubo porta stanchezza, ma non intacca le capacità del nostro commissario. Pennellate di vita per descrivere un tempo andato che però rimanda, ahimè, all’attualità in un movimento innaturale che torna indietro invece di proseguire.
    Voto l’utile farsa e ti saluto.
    Alla prossima!
    Il blu con il rosa (colori inaccostabili) danno quel tocco di realtà che solo nella vita vera li si può vedere insieme.

  • Ciao, e ci lasci così, con il bisturi sventolato a mezz’aria fino alla prossima settimana? Cattivello, cattivello!!! Già ho dovuto sopportare il Festival di Sanremo (ormai è più show che musica!!!) ora dovrò anche scervellarmi su cosa c’entri quel maledetto bisturi!!!
    P.S. Che folla di curiosi hanno messo nel disegno di copertina, ammappete!!!
    Ho votato per De Martino, vediamo i due galletti nel pollaio cosa combinano!!! Alla prossima.

  • Vediamo De Martino: mi piace il nostro Commissario, ma un cambio di punto di vista può giovare alla storia.

    E… niente: come sempre chi è mezzo criminale nella prigione lo diventa del tutto…

    Mi chiedo quale sia la pista del bisturi, ma la vediamo dopo 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao, Fenderman.
    “non è il mio caso… le ultime parole famose. So che non se ne tirerà fuori e ci penserà, ma io voto la moglie e il suo consiglio in sogno.
    Belle immagini, riesci sempre a evocare odori, suoni, voci anche senza bisogno di descriverli. Io la scena l’ho vista proprio, come in un film, anzi, meglio, come se fossi lì. Da qualche parte l’odore del ragù e del latte scaldato, Le voci fuori della casa e magari qualche pallonata data male e un paio di schiamazzi. La cosa bella di chi sa scrivere è creare mondi senza dover dire troppo. Bravo.
    Alla prossima!

  • Ciao, bellissima l’immagine del “presepio”, il contrasto stride come un pugno nello stomaco!!! Adesso, però, dobbiamo vedere che intrecci e segreti si nascondo al Mandrione, e non credo sarà un viaggio piacevole!!!
    Ho votato per ascolta il consiglio della moglie in sogno, le donne sono sempre più sagge!!! Alla prossima.

  • Ascolta il consiglio di sua moglie in sogno! Perché secondo me gli dà la dritta giusta su come deve comportarsi.

    Una situazione brutta, per fortuna c’è Norma 🙂

    A volte ti invido: riesci a fare dei begli affreschi con poche parole… io ne uso centinaia 😉

    Ciao 🙂

  • Ciao, Fenderman.
    Voto l’incontro inaspettato, chissà che non porti nuove (buone o cattive che siano).
    Capitolo descrittivo, figlio di nostalgia e umanità che sempre ti contraddistinguono. Affrontare la madre di Fanalino (è questo il suo soprannome, giusto?) sarà un’impresa difficile, il dolore non ha muri e se è mite se ne sta rincantucciato in un angolo, ma se è feroce, e se è quello di una madre, può risultare devastante. Sempre bello leggerti.
    Alla prossima!

  • Ciao Anna, come stai? È un piacere rileggerti, e il tuo apprezzamento so quanto vale.
    Peccato che il sito sia al momento così povero di autori e storie; io ne soffro soprattutto come lettore. Mi mancano molto le storie tue e di altri bravi da cui molto ho imparato. Continuo a scrivere qui per un debito di riconoscenza, perché the incipit è stata la mia “balia” e mi ha permesso, ripeto, di imparare tanto.
    Ho pubblicato ben sei libri su Amazon ma non mi aspetto nulla, e in quanto al mondo della editoria, come tutto oggi, è perverso e blindato, e senza una chiave giusta non si entra.
    Non importa, non è quello che cerco; mi diverto e scrivo, perché non posso farne a meno.
    Grazie 🌻

  • ciao fenderman
    un po’ la nostalgia, un po’ la curiosità ed eccomi ancora qui a leggere i tuoi scritti e a chiedermi perchè ci sono in giro tanti libri mediocri scritti da mediocri scrittori e ci sei tu su incipit. Posso leggere gratis le tue storie e sentirmi soddisfatta del tuo ITALIANO non solo corretto( che sarebbe il minimo sindacale), ma di più intrigante, gradevole ,appassionante. Non ti chiedo se hai provato almeno a pubblicare con un editore serio. Non ce ne sono mica tanti, così come i bravi scrittori.
    Continua come vuoi la tua storia io la leggerò con piacere.

    • Ciao Anna, come stai? È un piacere rileggerti, e il tuo apprezzamento so quanto vale.
      Peccato che il sito sia al momento così povero di autori e storie; io ne soffro soprattutto come lettore. Mi mancano molto le storie tue e di altri bravi da cui molto ho imparato. Continuo a scrivere qui per un debito di riconoscenza, perché the incipit è stata la mia “balia” e mi ha permesso, ripeto, di imparare tanto.
      Ho pubblicato ben sei libri su Amazon ma non mi aspetto nulla, e in quanto al mondo della editoria, come tutto oggi, è perverso e blindato, e senza una chiave giusta non si entra.
      Non importa, non è quello che cerco; mi diverto e scrivo, perché non posso farne a meno.
      Grazie 🌻

  • Indeciso tra “incontra chi non si aspetta” e “Qualcuno curioso lo segue”. Tiriamo a caso… roll… roll… Incontra chi non si aspetta!

    Ciao! Una storia triste quella raccontata in questo capitolo. Tuttavia il finale con la bimba mi ha fatto sorridere.
    Interessante come Saverio sappia perfettamente come muoversi. Mi affascina sempre come fa l’equilibrismo tra il poliziotto e l’uomo… vediamo cosa accade 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao, eh, uno può dire “ma quelli erano anni così”, purtroppo cambiano le epoche e le persone ma c’è sempre qualcuno che resta indietro!!! Vedremo che sarà successo, in quali guai (predestinati) si era messa la nostra povera vittima!!!
    Ho votato per l’incontro con chi non ti aspetti, per me è quello che può dare più spunti!!! Alla prossima e buona domenica, spero che il tempo da te sia migliore (vento, nebbia, freddo e inquinamento).

  • Ciao, Fenderman.
    Per me, c’è un rimando a una vecchia indagine, mi pare plausibile pensare a una sorta di salvataggio del giovane, magari sorpreso a combinare qualche guaio non troppo grosso. Il fatto che pensi alla madre che lo piange mi rimanda a questa ipotesi.
    Come sempre, riesci a trasmettere l’amore che hai per la tua città, forse anche un po’ di nostalgia, non per come era nel ’59, ma in passato, forse, sì.
    Descrizioni vivide, sia dei luoghi che dei momenti quotidiani, stralci di vita che tutti potremmo aver vissuto. Anche io sono stata a Roma, ma tantissimi anni fa e non sono sicura di ricordarlo il Tevere, ma me lo hai fatto immaginare alla perfezione.
    Ci si rilegge, alla prossima!

    • Ciao Keziarica, certo che ho nostalgia come tutti per il passato, perché non torna, e non possiamo riaverlo.
      Roma e tutte le città in quegli anni erano l’officina dove si fabbricava la gioia della rinascita, e si costruiva il domani; come dimenticare?
      Intanto il commissario Balla ha il suo da fare, seguiamolo, forse avrà bisogno di noi…
      Ciaooo🙋‍♂️🌻

  • Ciao Fenderman,
    Il primo capitolo mi è piaciuto molto, ma il secondo mi ha letteralmente conquistato, soprattutto la prima metà, con il legame tra il fiume e la morte. Complimenti, veramente.
    Inoltre, quando sono andata a Roma, sono stata anche sull’isola Tiberina e sono passata proprio per il ponte Fabricio, quindi ripensare a quel posto che ho “conosciuto” dopo aver letto questo capitolo è stata una cosa che mi ha particolarmente colpito.
    Scelgo l’opzione per cui la ragione è nella sua famiglia.
    A presto!

  • Ciao, bellissima la descrizione/riflessione sul Tevere e sulle sue implicazioni e bella anche la descrizione di gennaio!!! Ieri da me pioveva (come immagino a Roma), ma i giorni prima aderivano perfettamente alla tua descrizione!!!
    Ho votato per il rimando a una vecchia indagine, coinvolgere la famiglia mi sembrava troppo pesante!!! Alla prossima.

    • Grazie Isabella, ecco il seguito, della storia e di una vecchia indagine forse rimasta inconclusa… vedremo.
      Leggerai di un altro volto della città, quello misero e vibrante dei non integrati, in cerca di un futuro.
      Grazie ancora, ciao🙋‍♂️🌻

  • C’è un rimando ad una vecchia indagine oppure è un suo confidente? Tiro a caso… C’è di mezzo una vecchia indagine!

    Ciao! Siamo a Gennaio sia qui che lì ed il freddo pungente (più lì che qui) è arrivato. E con esso il suo carico di lavoro per Saverio perché ho l’impressione che tutti vorranno archiviare il caso nel “dimenticatoio” tranne lui 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao, Fenderman.
    Riecco il caro Saverio alle prese con la gioventù e con la commozione. Sai che immaginavo che ci si trovasse negli anni ’50 con la storia precedente e ora, con questo incipit, mi pare di essere a cavallo tra fine anni ’70 e inizio anni ’80? Non so, ho avuto questa sensazione.
    Qui, il sito langue, io avrei qualche idea, ma non abbastanza spinta per cominciare. Sono in attesa di un cambio di vita ed è come se fossi un po’ sospesa, in attesa di quel che dovrà essere.
    Sono sicura che il morto annegato o chissà come troverà presto giustizia, Saverio sarà chiamato a farsene carico in una veste insolita però, e vediamo quale sarà.
    Buona giornata e alla prossima!

    • Ciao Keziarica, grazie del commento. Peccato davvero che la bella atmosfera “operosa” del sito si sia dissolta. Io finché ne avrò voglia continuerò anche se la tentazione di cambiare strada spesso mi prende. Comunque, venendo al nostro commissario si prospetta un nuovo viaggio tra i piccoli e grandi misteri di una città, spero tu voglia seguirlo ancora. Siamo sempre nel ’59 e Saverio e Norma sono da poco una coppia…
      Ciaooo🙋‍♂️🌻

  • Ciao, e bravo il nostro commissario, un rubacuori inaspettato!!! Ma il cadavere galleggia sempre in attesa di essere scoperto!!!
    Spero tu abbia passato bene le feste, al contrario di me che come tanti italiani abbiamo beccato l’influenza… che batosta.
    Ho votato per l’insolito ruolo, e diamo un po’ di vita extra al commissario!!! Alla prossima.

    • Ciao Isabella, anche il gelo d’inverno sembra solo riaffiorare dal passato; anch’esso appartiene forse a un tempo che non è il nostro. Spero tu sia di nuovo in grande forma e ti ringrazio e saluto. A presto con Balla e i suoi problemi metropolitani.
      Ciao.🙋‍♂️🌻

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