La scoperta
Una semplice passeggiata in campagna fra i colori e gli odori della selvaggia brughiera. Era proprio quello che serviva per ricordarsi dei vecchi tempi, per sorridere, per rivivere, anche solo per qualche ora, quell’atmosfera magica che aveva contraddistinto la nostra infanzia. Ormai adulti, le nostre vite, fra impegni lavorativi e familiari, erano sprofondate nel baratro della monotonia. Così io, Lorenzo, Alessandro e Francesco, dopo tanto tempo uno lontano dall’altro, avevamo deciso di trascorrere insieme un’intera mattinata.
L’aria di quel mattino era pregna di un’atmosfera amena: il sole splendeva alto nel cielo, la temperatura era gradevole e un leggero vento soffiava da est. Era il 9 febbraio, ma la campagna aveva già cominciato a lussureggiare di colori e le giornate erano sempre più calde: la primavera sembrava già arrivata.
Eravamo a diversi chilometri dal paese quando ci siamo ritrovati ai piedi di una fossa buia e profonda. Incuriositi, abbiamo deciso di scendere per vedere cosa ci fosse laggiù. Lorenzo ‘lu tumbarolu’ (il tombarolo), così definito per la sua passione per l’archeologia e i reperti antichi, era visibilmente eccitato dalla scoperta. Nonostante la claustrofobia, è stato il primo a calarsi nelle profondità della fossa. Arrivato ad un certo punto, si è reso conto che senza l’aiuto di un’imbracatura non sarebbe riuscito a risalire. La fossa era più cupa del previsto e il terreno, composto per lo più da calcarenite tenera, si presentava friabile. Mentre risaliva, dall’altra estremità della fossa, ecco che Francesco, più testardo di un mulo, era già pronto a scendere. Senza proferire parola, si è messo in posizione e in un batter d’occhio si è calato nella buca.
“Francesco! Aspetta, torniamo in paese e prendiamo l’attrezzatura.” – aveva urlato Alessandro.
“Francesco! Che cosa ti passa per la testa?” – avevo aggiunto.
Niente da fare. Il ragazzo era già sparito dal nostro campo visivo.
Francesco è dentro la fossa. Chi dei tre scenderà per soccorrerlo?
- Samuel (100%)
- Lorenzo (0%)
- Alessandro (0%)

18/02/2025 at 17:04
Ciao, ho trovato la tua storia cercando tra i nuovi episodi postati di recente…
Sembrava promettere bene, ma il sesto episodio è vuoto.
Peccato, sembrava interessante. 🙁
01/09/2025 at 16:36
La continuerò appena posso
30/05/2024 at 17:02
Ciao Samuel. Sono stato attirato dalla “campagna salentina”, ed eccomi qui a leggere il racconto😂
Mi piace l’incipit, unisce qualcosa di reale al “soprannaturale”, il che è sempre un ottimo spunto per iniziare a raccontare.
L’unica cosa che mi è stonata è stata la risposta per le rime di Samuel, il cambio di tono (più formale e ricercato), spezza il ritmo del racconto secondo me. Capisco che il lungo periodo possa far capire al lettore la forza con cui il personaggio “sputa” tutti i suoi pensieri, quasi in un flusso di coscienza, ma in questo caso sembra più spezzare il ritmo.
Voto per Francesco, sembra quello più “provato” dall’esperienza e quindi diamogli quest’esperienza 😂
01/03/2024 at 21:34
Non mi va di far soffrire di commozione celebrale nessuno. Perciò vada per l’altra scelta.
Capitolo molto narrato. Non che sia brutta, ma se possibile mirerei a far parlare più i personaggi che il narratore.
20/02/2024 at 23:05
Capitolo che stuzzica. Ci sta.
Mi piace il dettaglio dell’incappucciato, ovvero il naso giallo. Mi fa quasi sospettare che non sia del tutto umano. Ma vediamo dove la storia va a “sbattere”.
Opto per i disegni comunque.
13/02/2024 at 22:05
Il classico inizio di un horror. Dei deficienti che cercano la morte!
Capitolo molto veloce, forse anche un po’ troppo. Mi sarebbe piaciuto avere più dettagli dei nostri “cercatori di morte”, ma specialmente di come hanno trovato questa fossa, non credo passi in osservato, specialmente in quello che sembra un sentiero battuto.
Ma è il primo capitolo. Perciò c’è ancora tempo.
14/02/2024 at 00:01
Chi ti ha detto che deve morire qualcuno? 🤔
11/02/2024 at 17:52
Puoi giocare con il sospetto di autofiction, attraverso il personaggio che ha il tuo stesso nome, Mingolla