La fossa

Dove eravamo rimasti?

Qual è il significato di quel dipinto? Qual è il suo messaggio? L'uomo non deriva dalla scimmia. (50%)

Confusione

Lorenzo, tranquillo come se si trattasse ancora di una semplice passeggiata in campagna, era dentro la grotta e ora, con viso compiaciuto, vagheggiava il dipinto sulla parete.

“Lorenzo, usciamo da qua!” dissi, sforzandomi di usare un tono che evidenziasse la perentorietà della faccenda.

Il ragazzo, sorvolando la mia richiesta, rispose con tutt’altra domanda: “Secondo voi qual è il significato di questo dipinto?”

Francesco, che aveva stranamente ripreso a sorridere, come se la presenza di Lorenzo fosse proprio ciò di cui abbisognava il suo umore finora deflesso, con occhi pieni d’interesse rispose: “Eh… cosa significa questo dipinto… Rappresenta senza dubbio un santo, un uomo buono che ha fatto della propria esistenza il prototipo della vita ideale. Dovremmo essere tutti come lui.”

“Perché vi concentrate sul significato di quel dipinto, quando invece ci sarebbe da scappare da questa maledetta fossa!!?? Vi rendete conto che qui sotto l’aria è irrespirabile? Lorenzo, almeno tu dammi ascolto.”

Francesco non mi consentì di finire; subito riattaccò con le sue zecche: “Tu, Samuel, non capisci di queste cose perché non hai mai avuto a che fare col mondo dei santi. ‘Lì ti fai male!’… è il mondo che governa questo universo e chi non lo conosce vive di superficialità…”

Così risposi per le rime: “Francesco detesto i tuoi continui fraintendimenti. Quando qualcosa non ti è andata giù, pur avendo intuito che non hai compreso appieno il senso del discorso intrapreso, continui a riproporre nei modi e nei tempi sbagliati i punti cardine della questione che ti sta a cuore. Si discute di Dante Alighieri e tu esordisci con argomenti di matematica: ‘Q al quadrato’. Non avendo ben chiaro il nocciolo della questione, cadi nell’errore di credere che ci sia stata una mancanza di rispetto nei tuoi confronti. Se per esempio, a seguito di discorsi circa l’esistenza di entità ultraterrene, affermo che santi o demoni non sono altro che una diversa manifestazione del nostro essere, tu fraintendi; ti soffermi sul lato superficiale della faccenda, pensi che io abbia detto ‘I santi non esistono!, e ti autoconvinci che la mia affermazione abbia il mero scopo di sminuire le tue credenze e, in sostanza, la tua persona. Un equivoco, nient’altro che un equivoco! Ma le nostre discussioni sono disseminate di questi snervanti, inutili, controproducenti equivoci. Mio Dio!”

Francesco non aveva nemmeno ascoltato tutto il discorso; a circa metà di questo aveva già interdetto il suo udito; rifletteva sul modo in cui avrebbe dovuto strutturare la sua risposta ad una affermazione che, per l’ennesima volta, aveva frainteso. Dopo un breve momento di silenzio, seguito dall’irritante ‘Oh, oh!’ di Lorenzo, Francesco rispose: “Purtroppo in alcuni momenti ho due cuori, uno buono e uno oscuro. La vita mi ha riservato anche questo, non sono perfetto; amo il mio essere e spero di essere sempre così. La vita è una guerra, ora per ora.”

“Hai frainteso ancora…” ho affermato sconsolato. “E tu Lorenzo, non sai fare altro che continuare a guardare quel maledetto dipinto! Usciamo da questa fossa prima che sia troppo tardi!”

“Tu sei andato fuori di testa. Quelli dentro stanno combattendo, quelli fuori sono fuori. Perché non vuoi capire? Sei tu quello che ha frainteso tutto quanto. Non usciremo da qui fin quando non avremo scoperto il significato del dipinto. Guardatelo, c’è più storia in esso che in qualsiasi libro scritto in millenni di umanità.” ha ribattuto Lorenzo, mentre con le dita percorreva i lineamenti di quel disegno astrale.

“Tu, Lorenzo, sei pazzo. E tu, Francesco, vai a braccetto con lui. Ascoltatemi… Io uscirò da questa fossa e voi mi seguirete. Non state bene, non vi rendete conto della gravità della situazione. Qui sotto si soffoca! Usciamo, vi prego.”

Il volto di Lorenzo si è fatto subito serio, cupo: “Il suo significato è: ‘L’uomo non deriva dalla scimmia’. È un dipinto di Alessandro, il nostro amico pittore. Questo è tutto quello che so. Come il suo dipinto su tela sia finito sulle pareti di questa grotta, è una domanda alla quale non posso rispondere. Qualcuno gli ha forse rubato l’idea, o è stato lui a copiarla spacciandola per sua?”

In quel momento ho realizzato l’effettiva gravità della situazione. Francesco, strabuzzando gli occhi, e strappandosi con forza una ciocca dei suoi folti capelli neri, urlò a tutto fiato: ‘Confusione!!’ Nel frattempo notai che Lorenzo, il quale finora sembrava essere l’uomo più calmo del pianeta, aveva cominciato a tremare vistosamente. Attimi di panico, seguiti subito dopo da un silenzio surreale… Fu allora che capii il motivo di tanta agitazione: dalle profondità della grotta, fievolmente illuminato da un raggio di luce che, non si sa come, era penetrato attraverso le spesse pareti, si intravedeva la mastodontica figura di un essere nero che, lentamente, avanzava verso di noi.

L'essere nero afferrerà qualcuno. Chi?

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6 Commenti

  • Ciao Samuel. Sono stato attirato dalla “campagna salentina”, ed eccomi qui a leggere il racconto😂

    Mi piace l’incipit, unisce qualcosa di reale al “soprannaturale”, il che è sempre un ottimo spunto per iniziare a raccontare.

    L’unica cosa che mi è stonata è stata la risposta per le rime di Samuel, il cambio di tono (più formale e ricercato), spezza il ritmo del racconto secondo me. Capisco che il lungo periodo possa far capire al lettore la forza con cui il personaggio “sputa” tutti i suoi pensieri, quasi in un flusso di coscienza, ma in questo caso sembra più spezzare il ritmo.

    Voto per Francesco, sembra quello più “provato” dall’esperienza e quindi diamogli quest’esperienza 😂

  • Il classico inizio di un horror. Dei deficienti che cercano la morte!
    Capitolo molto veloce, forse anche un po’ troppo. Mi sarebbe piaciuto avere più dettagli dei nostri “cercatori di morte”, ma specialmente di come hanno trovato questa fossa, non credo passi in osservato, specialmente in quello che sembra un sentiero battuto.
    Ma è il primo capitolo. Perciò c’è ancora tempo.

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