La piuma e l’abisso

Dove eravamo rimasti?

Che cosa c'è scritto nel biglietto? «Sei in pericolo. Vattene di qui, subito.» (60%)

Rosa di vetro e sangue

Sei in pericolo. Vattene di qui, subito.

Alza lo sguardo sulla tavolata, confusa. Si aspetta di intercettare lo sguardo di Marian, ma lui è immerso in una fitta conversazione con Nora. Volge lo sguardo a Paul, ma il suo posto è vuoto. Lo cerca dietro di sé, ma non è seduto sul divano, né in piedi alla finestra, né in cucina a prendere dell’altro vino.

Celine si alza tenendo in una mano il biglietto, nell’altro pugno stringe il ciondolo in turchese.

«Vado un attimo in bagno.» dice, ma nessuno sembra più ascoltarla, come se tutti si fossero all’improvviso scordati di lei. Adesso il suo compleanno è diventata una festa qualunque, in una casa qualunque. Una sensazione di estraneità si infila sottopelle, seguendo il rintocco dello stiletto contro il parquet in legno: attraversa l’ampio salotto col suo pregiato tappeto persiano color crema, il divano ad angolo nero dalle linee minimal, impreziosito dagli schizzi di luce geometrica irradiata dai lampadari. Si dirige verso la cucina, poi svolta a sinistra verso il corridoio della zona notte. Non c’è traccia di polvere in quella casa: perfino i fornelli sembrano appena usciti dall’ultimo numero di un magazine d’architettura. Lei non pulisce e non cucina, non ha mai voluto saperne di essere una casalinga; d’improvviso capisce che non è la polvere che stona, bensì la scelta dei colori, e l’odore di nuovo che non se n’è ancora andato, come se lei non vi avesse mai impresso il suo, di profumo.

Apre la prima porta a destra, entra in bagno e si chiude all’interno. Si siede sulla tazza, giusto per prendere un respiro e rileggere il biglietto.

Sei in pericolo. Se quella è davvero una trovata di suo marito, lei non ci trova proprio nulla di divertente.

Gira il foglietto, e al mistero si aggiunge una nuova velatura. C’è un numero di telefono: 618900103. Non è familiare.

D’improvviso le viene voglia di chiamare quel numero, solo per farsi ridere in faccia, solo per sentire la voce registrata di uno scherzo di cattivo gusto. Ma non ha il telefono con sé.

Sblocca la porta e la apre per tornare a prenderlo, quando le vetrate del salotto esplodono. Il suo cervello si immobilizza, fatica a elaborare le urla dei suoi ospiti, la nuvola di schegge brillanti che le invade il salotto, e le figure di tre uomini in nero che atterrano in salotto e puntano pistole con i silenziatori in faccia a suo marito.

L’uomo spara e Marian cade a terra: una pennellata scarlatta taglia a metà il tappeto crema.

Celine urla e i segugi si accorgono di lei. Tremante, si chiude di nuovo a chiave nel bagno e apre la finestra: l’aria gelida di gennaio le avvolge le spalle nude, scuotendola con un senso d’urgenza. Potenti calci rimbombano contro la porta del bagno. Non ha scelta: deve fuggire. Si sporge all’esterno, fa scivolare pietra e biglietto dentro al reggiseno, si toglie i tacchi e poi scavalca, atterrando malamente su un terrazzino spoglio. Le gambe non reggono il salto di due metri, e Celine cade a terra, rotolando sull’orlo del terrazzo, indifesa. Si rialza, incerta, e in quei due secondi che impiega per valutare le alternative, sente la porta del bagno cedere.

Il suo è uno scatto dettato dalla disperazione: si appiattisce contro il muro e comincia ad avanzare di lato sul cornicione esposto. A destra ci sono la cucina e le finestre del salotto, già rotte. Se riuscisse a rientrare e scappare tramite la porta di casa…

Tra il pensiero di morire per la caduta, per il freddo o per un’arma da fuoco, l’unica sua certezza sono le sue dita che scivolano lungo la facciata in pietra, i suoi piedi che si muovono piano alla ricerca di equilibrio, e il battito del cuore che la sbilancia e rischia di sabotarla.

Non ha molta fiducia nelle sue capacità di acrobata, ma riesce a svoltare l’angolo e sfuggire allo sguardo degli assalitori. Li sente saltare sul terrazzino, poi ode le loro voci. Sono francesi, ma non riesce a capire cosa si dicono. Sa che deve fare in fretta.

Riesce infine a raggiungere salotto: il vento le scompiglia i capelli, ha le mani gelide e arrossate, e per salire deve aggrapparsi alle sue finestre violate.

Trova un appiglio abbastanza sicuro, fa per puntellarsi, ma scivola e cade nel vuoto: tenta di aggrapparsi a qualcosa, ma incontra una lastra di vetro tagliente che le apre il polso sinistro. Urla di terrore, poi qualcuno la afferra con forza. Celine non riesce a smettere di gridare e guardare giù, muovendo le gambe in modo convulso.

«Stai ferma! Smettila di urlare e stai ferma. Ti tiro su!» urla uno dei tre uomini in nero, la voce distorta da qualche artificio. Il sangue scivola giù dal polso all’avambraccio, poi al petto, e si insinua tra i seni, fino a incontrare il turchese.

La presa si indebolisce, scivola sul sangue vischioso.

«Non mollare!» La silhouette tende anche l’altra mano.

Celine fissa incerta il volto coperto sopra di lei: si da lo slancio, cerca di afferrare il braccio teso, ma si sbilancia e infine precipita nell’oscurità di Parigi.

Dove si risveglia Celine?

  • Nel deserto; di fronte a lei c'è il Dio egizio Anubi. (50%)
    50
  • In ospedale; è sopravvissuta alla caduta, e c'è Paul al suo fianco. (10%)
    10
  • Nel letto accanto a suo marito; il giorno ricomincia da capo. (40%)
    40
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

34 Commenti

  • Un risveglio impegnativo !!!
    Personalmente io , al suo posto , non compirei nessuna delle tre opzioni ( mi documenterei su internet , non penserei di andare in una galleria d’arte e ….sicuramente non andrei a comprarmi un paio di scarpe 😛 ) MA dato che non è prevista un’opzione “aperta” direi che la più sensata è sicuramente documentarsi …. 😉
    Capitolo assolutamente degno dei precedenti . ti rinnovo tutti i miei più sinceri complimenti !!
    A presto

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi