La Pietra Blu

Dove eravamo rimasti?

E ora Domenico Risi convoca la ragazza in presenza di uno sconosciuto (83%)

Caramella sotto esame?

– Antonio, hai mai visto questa prima?
Giusy aveva cambiato idea; ora mostrava la cartellina rossa a Iannone sperando che ne sapesse qualcosa.
– Quella? “FSB-LB”; no, che roba è?
– Non lo so, Risi la vuole subito ma…
– Ma tu l’hai aperta, giusto?
– Beh, non era mica sigillata! E poi è roba che è arrivata qui, e se è arrivata qui…
– Capito: ci riguarda. Chissà se il vecchio sarebbe d’accordo. Devo portargliela al ministero?
– Uh, sì subito.
– Uhm, ok, vado; però, se posso, vorrei suggerirti una cosa. Perché non lo fai tu, avresti modo di saperne di più; in fondo, l’hai detto, è anche roba nostra.

*
– Hai fatto bene a venire, ci contavo. Mi sono detto: “Se la conosco…” – Risi dietro l’ironia era nervoso. Prese la cartellina rossa, e mosse lungo un corridoio che somigliava alla navata di una chiesa. – Seguimi – disse – visto che sei qui.
Pochi passi e il suo “nuovo” ufficio li accolse con un abbraccio beige sbeccato di bianco negli angoli e ombrato di grigio sul battiscopa. Una plafoniera massiccia di vetro ingiallito e bronzo annerito come ghisa appesantiva il soffitto al punto da sembrare in procinto di crollare sul mobilio e sul divano in stile “hotel di lusso in un posto sfigato”.
Su una delle poltrone fino a un attimo prima che entrassero stava sprofondato un tale dall’aspetto severo, mezza età, longilineo e un pò stempiato; uno che poteva sembrare un avvocato, o un ministro di una qualche religione, una delle tante.
– Eccoci – sbuffò il padrone di casa agitando la cartella – faccio portare un caffè e parliamo di questa.
Giusy capì subito che il furbo aveva organizzato ad arte la cosa, e congratulandosi in cuor suo con Iannone per l’intuizione, un po’ si sentì manovrata, quasi messa in mezzo, tanto più che lo sconosciuto la scrutava con una cert’aria…
– Qua dentro – riprese lui – c’è la “foto” di un intreccio di storie, di pratiche pseudo-religiose, condite di ruberie e assassinii, e altro. È un pò complicato, vedrai, ed è talmente esagerato e grottesco che a suo tempo, confesso, mi parve irrealistico, e mi fece sorridere. Ma fu un errore; lo ammetto: un errore che ora non intendo ripetere.
Cara Giusy, in sintesi, qualcuno un giorno prende a pretesto una strana “pietra blu” che, vedrai, ha o sembra avere, delle caratteristiche per lo meno insolite, e da vita a un movimento che si trasforma nel corso degli anni in una vera e propria setta che propugna la violenza come esercizio di espiazione e di “promozione…”
– La solita filosofia del “martirio!?” – azzardò Giusy – Non mi sembra una grande novità.
– Beh, sì e no. Diciamo che di queste stronzate ne abbiamo viste nella storia passata; tuttavia, è evidente che ciò non toglie che siano pericolose. Certe pratiche infatti, di recente hanno cominciato a sconfinare, investendo la vita di gente che aveva altro a cui pensare; vittime innocenti, persone che un giorno uscendo di casa sono andate a sinistra invece che a destra, o viceversa, e non sono più tornate.
– Suggestivo… Posso chiedere in che contesto, o almeno in che area geografica ci muoviamo?
– Certo, tutto a suo tempo; ma torniamo un momento a noi… la persona che tu vedi qui oggi è colui che mi consegnò questo dossier. Mi disse di studiarlo con calma e io lo feci, lessi, ma poi t’ho detto come è andata a finire.
Giusy era sbalordita, non era solito che un superiore ammettesse per due volte in pochi minuti di aver commesso un errore! Stava forse esercitando su di lei una sorta di captatio benevolentiae per incastrarla in un guaio?
– E sì!, fu un errore – ribadì il vecchio capo, ed era la terza volta. – Ma oggi il signore, che chiameremo “X”, è tornato a portare prove di un pericolo imminente; c’è un allarme, una spia rossa accesa, e stavolta temo che si debba intervenire.
– Perché, se è lecito, cosa sta per succedere?.
– Ah, brava!, a saperlo! È quello che dobbiamo scoprire; e dobbiamo farlo insieme, noi da qui e voi al SIS.
– Ok; allora, visto che sono qua, se il signor “X” mi giudica idonea direi che potremmo cominciare col presentarci con nome e cognome, e poi magari venire al sodo.
I due uomini scambiarono un’occhiata. La ragazzina era una tosta; forse si poteva darle fiducia. Lo sconosciuto assentì, Risi reagì con un sorrisetto di approvazione, e aprì la cartella.
– Ah, capo – disse Caramella – prima di cominciare vorrei dirle che ha dimenticato di ordinare i caffè.

Intanto, non lontano da lì, il mondo si colorava di biondo e celeste…
La piccola Carlotta osservava la mimosa fiorita dei gravi dei rami che pulsavano ad ogni alito di vento, lo stesso che le soffiava tra i riccioli d’oro e le suggeriva quanto fosse bello avere solo cinque anni.
Stava con Palmira, appena fuori da scuola, e, cosa insolita per lei, non parlava. Poi, improvvisamente, come colta da un’ispirazione, tutta seria disse:
– Palmi lo sai che stanotte ho visto il leone Kant?
– Davvero? Il buon Kant?
– Sì, mi ha detto: “Ti piace l’acquamarina? E lo zaffiro?”
– Ah, e tu? Sai cosa sono?
– Certo, sono diamanti! Plutone ne è pieno. A te piacciono?

E ora?

  • Carlotta e Palmi sono ossigeno e acetilene (0%)
    0
  • Caramella si mette in moto (20%)
    20
  • Chi è lo sconosciuto e che ha da dire (80%)
    80
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57 Commenti

  • Capitolo 5)

    Ciao Fenderman!

    Bello il rapporto tra i due. 😉
    Un po’ provo pena per Agata, perché ritornare al ricordo della suocera immagino sia doloroso. I problemi si possono superare, insomma, ma il ricordo della sofferenza è sempre lì in agguato.
    Punto su Palmi e le sue intuizioni.
    Tolta la svista del “qual’ė”, direi che tutto fila. Ma è un errore che in realtà rispecchia parecchio il parlato. In genere, lo si sente sempre legato.
    Alla prossima! 😉

    • Ciao, grazie a nome di Agata ( che amo sempre più 🙂), adesso concentriamoci sulla missione di Giusy.
      In quanto a qual’è credo che continuerò (forse) a sbagliarlo tutta la vita. Scriverlo senza apostrofo mi sembra che sposti l’accento tonico sulla “a” e carichi di una forza strana la “l” che non corrisponde al mio modo di pensare (forse troppo colloquiale).
      Grazie, ciaooo🙋‍♂️

  • Ciao, vedi? Nel ciclo dell’intero universo anche le voraggggini hanno un loro scopo!!! Com’è quella teoria che se una farfalla sbatte le ali dall’altra parte del mondo succede una mezza disgrazia? Spero non sia questo il caso!!!
    Ho votato per le sorpresone, qualsiasi siano per un racconto sono sempre “belle”!!! Alla prossima.

  • Ciao Fenderman,
    come non votare per le sorpresone-one, con quel doppio accrescitivo? A dire il vero, però, anche a me piacciono tutte e tre le opzioni!!!
    Stavolta il sogno di Carlotta è stato più facile da capire, per me, ma il senso delle parole (faccio copia e incolla): “Ok. Sazza, saxa, guardia infedele!, duos, cimitero, moko, lauros, rubra-rubra, kiri-kiri-tuhi, cavallo…” proprio non l’ho colto, sono parole sconnesse o hanno un significato? Agata ormai ci è abituata, ma se capitasse a me di sentire una bambina dire queste cose, lo troverei piuttosto inquietante! Comunque io la trovo troppo carina Carlotta, mi piace un sacco!
    Chiusura del capitolo molto simpatica con il signor Mario che purtroppo non riesce a vedere quello che sta accadendo nel villino!
    A presto!

  • CIAO, Fenderman
    nel caos (non solo materiale) che accompagna questi miei giorni, ho dimenticato di spuntare SEGUI LA STORIA. Poco male, fatto oggi.
    Il mistero e il soprannaturale mi piacciono sempre e li apprezzo molto nei tuoi racconti, perché non sono scontati e, soprattutto, sono necessari alla storia.
    Bello l’intreccio con il passato e con il caro Balla, bella la storia della pietra e fantastiche le avventure di Carlotta che vive nel suo meraviglioso mondo di stupore.
    A parte una piccola assonanza: setta-retta, non ho nulla da eccepire (e vorrei vedere…)
    Grazie per questa nuova storia, perdonami per il ritardo.
    Alla prossima!

  • Ciao Fenderman. La storia mi intriga. Non ho letto altri tuoi romanzi ma ho capito che si tratta di un universo in cui questi personaggi si muovono da tempo. Mi colpisce il tuo stile di scrittura. Io amo la sintesi per cui mi piace il fatto che tu non sia eccessivamente descrittivo. Forse peró faccio fatica in qualche passaggio, in cui “svolti” in modo un po’ brusco, ma mi è venuta voglia di proseguire nella lettura, quindi ora aspetto il seguito 🙂

    • Benvenuto,
      Le impressioni dei lettori sono preziose e, dunque starò attento a certe svolte pericolose. In quasto all’essere più o meno descrittivo non è uno ” stile”. Per quanto mi riguarda è solo un adeguarsi ai temi e ai tempi della storia. La sintesi, poi, è la legge di the incipit; “restare nei 5000” è obbligatorio e ci si deve necessariamente adeguare. E dunque in questo racconto che, hai visto, parte da lontano, si deve stringere. Spero solo di non affaticare te e quelli che non conoscono ancora bene il mondo di Caramella, e tutti gli altri. Grazie, ciaooo
      🙋‍♂️

  • Capitolo 4)

    Ciao Fenderman!

    Cerco sempre di essere critico, lo sai. Ma con te mi viene sempre difficile.
    Credo di averlo già detto parecchie volte, ma è sempre bello leggerti. Il tuo “universo espanso”, per utilizzare un termine molto in uso oggi, ha una versatilità che trovo squisita. Riesci a mescolare i generi, mettendo in evidenza il concetto primo della narrativa: una buona storia, quando scritta bene, funziona con qualsiasi personaggio. E i tuoi protagonisti ne hanno viste di tutti i colori, sempre senza dare al lettore la sensazione di star uscendo fuori dalla storia o di star inserendo cose impossibili o assurde. Ovviamente, quando sarai pronto, mi aspetto un seguito dell’ultimo libro. A proposito, la mia copia ho deciso di prestarla a qualche amico. 🙂
    Insomma, a questo giro beccati un po’ di complimenti, che non fanno mai male.
    Ogni capitolo è una fresca boccata di vocaboli, usati ormai di rado, e finisco sempre per fare qualche ricerca sui fatti o luoghi che menzioni. Grazie per quella voglia che hai di condividere le tue idee, perché, almeno personalmente, leggerti mi fa sempre venire voglia di scrivere!
    Continua così.
    Suggerisco di buttarci sui sogni.
    Alla prossima!

    • Ciao GG Pintore,
      Grazie, mi prendo i complimenti, “incasso” e sono contento. Quello che faccio, confezionato con la cura artigiana di chi ama la cosa che fa, premia sempre. Se qualcuno, anche uno solo, apprezza un’idea, un intreccio, un personaggio nato dalla mia fantasia non posso che essere contento.
      Grazie ancora, qui ti aspettiamo tutti. Ciaoooo🙋‍♂️

  • Ciao, bella la maledizione greco-egizia (egizia la suggerisco io, da quelle parti sono più bravi con le maledizioni), anche se pensando magari agli alieni meglio i Maya!!! Va bene, mi fermo qui, ma è colpa tua se la mia fantasia si è scatenata in ipotesi bizzarre!!! Spero solo che non ci siano troppe morti misteriose, mi dispiacerebbe se sparissero dei personaggi a cui mi sono ormai affezionata.
    Ho votato per Carlotta & co, una spruzzata di peperoncino ci sta sempre bene!!! Alla prossima.

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