La Pietra Blu

Dove eravamo rimasti?

E ora? Chi è lo sconosciuto e che ha da dire (80%)

La setta

Fatte le presentazioni, e consumato il caffè del ministero, mister “X” dette fuoco alle polveri.
– La nostra storia – disse – inizia in Grecia nel 1956 quando uno scavo archeologico a Micene portò alla luce una pietra assolutamente diversa da ogni altra, forse l’esito di antiche eruzioni, come quella devastante della vicina Santorini. Era azzurra, grande come un pugno, praticamente sferica. Risultava blandamente radioattiva, e… presentava delle macchie che riproducevano alla perfezione o quasi il pianeta, coi suoi cinque continenti e in più le tracce evidenti di un sesto.
L’archeologo, che era un italiano, Egisto Bocchi, come da contratto la consegnò alle autorità; ma quelle, dopo un anno di studio in cui non riuscirono a stabilire se fosse un manufatto o un prodigio della natura, minimizzarono, e l’assegnarono al museo di Micene.
– Non mi meraviglia! – disse Giusy – E il museo che ne fece? Ci sono foto?
– Nessuna foto è mai trapelata. Al museo erano proibite, per un misto di prudenza e… marketing: una furbata che rendeva la visita un’occasione unica. Poi, però, nella sala dove era esposta cominciarono a verificarsi degli strani incidenti: una luce improvvisa, abbagliante dalla sua teca; un forte fischio ad altissima frequenza; e, addirittura, un essudato nauseabondo che a volte filtrava dalle pareti.
La situazione precipitò: la pietra fu ritirata, ma la misura fu contestata e nacque un movimento pro-PietraBlu poi rapidamente convertito in una vera e propria setta, quella de “I figli di P.B.”. Insomma, l’isteria di pochi partorì la piccola; stupida; inutile guerra di tanti.
– Una “piccola guerra” mai finita? – chiese Risi.
– Uhm, sì e no. La situazione mutò con la presa del potere dei colonnelli nel ’66. Si venne a un compromesso: la giunta militare in cambio di delazione, e appoggio nel controllo del territorio, autorizzava l’adorazione della pietra in un luogo dedicato. Fu un altro errore, perché quella sorprese ancora tutti e sparì.
A quel punto Bocchi, l’archeologo, iniziò caparbiamente a ricercarla; fino al giorno in cui morì investito da un’auto. Suo fratello, un colonnello dell’esercito, ne raccolse il testimone, indagò per due anni, ma poi anche lui morì: leucemia fulminante.
– E arriviamo a Francesco Saverio Balla.
– Sì, era mio padre. Si ritrovò trascinato in questo gioco per caso. Ma c’erano due italiani morti e lui era un commissario di polizia. Raccolse il materiale dei Bocchi, e riuscì a ricostruire gli eventi dimostrando capacità investigative che non sospettava nemmeno di possedere. Arrivò a vedere la pietra, forse ne fu affascinato, o, credo io, spaventato, non so. Di fatto quando mia madre Norma nel ’75 ebbe un infarto, decise di lasciar perdere, e ci portò a vivere in campagna, a coltivare girasoli, fino all’ultimo giorno.
– Ecco – intervenne Risi – Tutta questa storia fino a Saverio Balla è ben nota alle autorità greche, ma oggi siamo noi che dobbiamo darle finalmente un finale.
– Insomma siamo fra due fuochi – osservò Caramella – tra loro e la setta. A chi dobbiamo dar retta, e soprattutto, che vogliono da noi?
Risi guardò al suo ospite. L’uomo sorrise.
– Ma la pietra naturalmente!
– Ah, ecco, e dunque siamo a cavallo! – disse Giusy; e Risi schiarendo la voce imbarazzato:
– Uhm, beh, sì, certo che…
– Mi serviranno degli uomini validi, ne abbiamo? E una firma ogni tanto.

Lasciato l’ufficio di Risi, Giusy e Stefano Balla ripresero la conversazione a bordo di un taxi.
– Lei ha mai sentito parlare della Ringwoodite? – chiese la ragazza.
– Ovviamente sì. – l’uomo sembrava preso in contropiede ma non si scompose – È un minerale scoperto in un meteorite nel 1969. Poi nel 2008 fu trovato anche nel Mato Grosso: piccoli frammenti incastonati nel ventre di un diamante espulso da un vulcano da chilometri di profondità, cinque o seicento. È un minerale atipico.
– …Soprattutto è molto blu!
– Molto, è vero; contiene tracce di acqua, e si dice, residui di vita batterica che portano qualcuno a ipotizzare una sorta di colonizzazione del centro del pianeta da parte di organismi anche alieni o perfino di Atlantidini, uomini scomparsi di un continente perduto.
– Quel sesto continente che c’è sulla pietra? Uhm, sembra che lei parli come quelli là, quelli della setta. Signor “X”, posso fidarmi di lei?… No, non mi risponda, voglio capirlo da sola. Piuttosto, mi dica di sua madre: lei cosa dice di tutta questa storia? E un’altra cosa: siete in pericolo?
– Siamo minacciati, temo per lei che ha novant’anni, e anche se mi dice di stare tranquillo, io vivo nel terrore.

*
Carlotta, su Plutone, ammirava il sorgere del pianeta Terra. Il leone Kant, seduto accanto, la cingeva con la coda, e col ciuffo le faceva il solletico sul collo.
– Guarda piccolina – disse a un certo punto – sembra una mela blu lanciata lontano, nel vuoto del firmamento. Laggiù qualcuno ha bisogno di noi.
Carlotta rise forte – Lo so! Però, che buffa parola firmamento – devo dirla a Palmi. A proposito, le piacciono i diamanti-zaffiro. Ne hai?
– Quanti chili?

E ora seguiamo soprattutto (ma non solo)

  • Carlotta, Palmi, e i sogni-verità (67%)
    67
  • Il SIS, Caramella, e la vecchia signora Norma (33%)
    33
  • Risi coi Greci in "operazione nostalgia" (0%)
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91 Commenti

  • Capitolo 9)

    Ciao Fenderman!

    Siamo ormai alla fine, e trovo che tu sia riuscito a rendere alla grande il senso di stanchezza di Caramella, nonché il bisogno di chiudere la questione per lasciarsi alle spalle questo ricordo traumatico. Trovo sempre che le scene durante le cene svolgano un ruolo importante nella dimensione di una storia: rendono i personaggi reali e con dei bisogni fisici, ma in questo caso ci vedo anche un tentativo di alleggerire la situazione. Non c’era molto spazio per soffermarsi, ma credo tu sia riuscito a rendere con i dialoghi il poco appetito di Giusy. Ben fatto! 😉
    Aspetto il finale! 😉

  • Ciao Fenderman,
    molto divertente l’inizio dell’episodio con Giusy e Iannone che si ritrovano in mezzo alle prove della recita pasquale con i bambini vestiti da angeli!
    Il pranzo al ristorante mi ha ricordato il Commissario Montalbano, anche se lui consumava il suo pasto in religioso silenzio e chiedeva ai suoi eventuali commensali di fare altrettanto, rimandando ogni conversazione al termine del pranzo o della cena.
    Ah, ma quindi Paride sa di non essere il padre di Salvatore?
    Scelta difficile, stavolta, perché hai scelto tre animali nei confronti dei quali provo assoluto terrore. Mi fanno paurissima tutti gli animali alati e piumati, quindi galli, galline, tacchini, piccioni, colombe e chi più ne ha più ne metta, ma rettili e anfibi sono anche viscidi e bruttissimi, perciò scelgo il pollo.
    Sono molto curiosa di sapere cosa si diranno Giusy e Norma e di scoprire così il ruolo di Balla. Anche perché in un sondaggio che avevi proposto nei primi capitoli avevo votato proprio per un incontro con Norma ma, purtroppo, quella opzione non aveva vinto.
    A presto!

    • Ciao Flavia, grazie.
      Mi corre l’obbligo di risponderti subito per chiarire un dubbio. Paride non sa, ma potrebbe avere un dubbio se il figlio somigliasse a un giovane affascinante geometra che in passato aveva frequentato casa sua… 🙃
      In quanto a Montalbano è il mio grande eroe, non lui quanto Camilleri, e anche solo avvicinarlo con qualche modesta e mai negata citazione mi rende orgoglioso.
      Detto questo si va da Norma e stavolta per davvero il caso sarà chiuso ( quello della pietra perché il “caso” Salvatore e tutto quel che ruota intorno a Palmira e villa Chimera credo non finirà prima che io finisca l’inchiostro). Grazie, ciaooo
      🙋‍♂️🌻

  • Ciao, quindi non dobbiamo preoccuparci troppo per la pietra blu, ma per certi piani “diabolici” di nonne nostalgiche dei nipotini… mi sembra giusto!!! E che dire del nuovo nipotino in arrivo, ancora più pericoloso della nonna? Ne vedremo delle belle!!!
    Ho votato per i polli, l’unica risposta senza tante pretese. Le serpi non mi sono proprio simpatiche (con e senza gambe!!!), i rospi sono stati la colonna sonora dell’Assemblea nazionale scout e ne ho abbastanza!!! Alla prossima.

  • Polli, così a caso 🙂

    Le cose a casa Paride sono sempre le più incasinate. Mentre invece la povera Giusy si ritrova con un sacco di patate bollenti da sbucciare!

    Mi chiedo come farai a concludere in un capitolo, visto che mi sembra siamo ancora in alto mare…

    Ciao 🙂

  • Ciao, Fenderman.
    Dopo la lettura claustrofobica dell’episodio precedente, arriva una ventata di magia e luce. Carlotta incespica sulle parole, eppure riesce a trasportare sé e Palmi su Plutone, che manco alla NASA… bella alternanza, sempre ben scritto.
    Voto Su di Voi… e ti saluto.
    Alla prossima!

  • Capitolo 8)

    Ciao Fenderman!

    Riconfermo quanto detto in passato: riesci con facilità a trasportare il lettore in altri mondi.
    Continua così! 😉
    Con questo episodio mi hai ricordato una cosa del passato: “Il Mistero della Pietra Azzurra”, un cartone (anime), che trattava le vicende dell’origine dell’umanità.
    Aspetto il prossimo!

  • Ciao Fenderman,
    sarebbe bello se, dopo il trapasso, tutti potessimo tornare giovani come nonna Diletta, per poi scegliere se diventare energia pura o vivere daccapo! E’ una immagine molto affascinante!
    Però mi ha colpito il fatto che Diletta sia tentata di riprendersi Carlotta. Non credo che lo farà (o almeno lo spero): visto che su Plutone “il tempo non conta niente” si tratta solo di aspettare il momento in cui prima o poi la nipotina la raggiungerà.
    Visto che il prossimo capitolo sarà già il nono, voto anche io per i greci e la setta.
    A presto!

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