La Pietra Blu

Dove eravamo rimasti?

E ora seguiamo soprattutto (ma non solo) Carlotta, Palmi, e i sogni-verità (67%)

Il villino

Venerdì mattina:

Alle undici il furgone scortato dalla sicurezza lasciava la vecchia sede del SIS, prima di imboccare deciso la via della Farnesina.
Tutto quello che trasportava andava ostaggio della burocrazia, per gli adempimenti formali, almeno fino a lunedì.
“Ecco fatto!” pensò Giusy “Si trasloca. Per un fine settimana faranno a meno di noi”. Saltò sul motorino, e senza aggiungere altro partì.
La città era insolitamente tranquilla a quell’ora, scorreva via liquida, riconciliandosi con lei che si godeva il vento: aria di primavera; gas e profumi, profumi e gas. 

Giunta nei pressi di casa sua, a un incrocio dove non passava mai, costretta da una deviazione per una voragine che s’era aperta sulla strada; mentre era ferma insieme a tanti, fu attirata da una indicazione: VIA CORI comune del Lazio.
“Via Cori 37/A” era l’indirizzo di casa Bocchi!, Giusy lo ricordava perfettamente; e allora, attratta, incuriosita, volle farla tutta, seguendo il traffico in mezzo a una doppia schiera di villini anni ’50 occhieggianti dietro i muretti, l’alloro e il gelsomino.
Fuori da un cancello c’era un uomo, un anziano che osservava corrucciato l’insolita gazzarra davanti a casa sua.
Caramella fermò la moto, e chiese: – Salve, lei abita qui?
– Eh? Sì, ha visto che casino?
– Sì, c’è una strada interrotta, per una voragine.
– E sai che novità! Cerca qualcuno?
– Io? – Giusy tolse il casco e disse: – Sa qual’è il 37/A?
– Ah, qui è il 35, quello è il 37, e poi, appresso c’è quel cancello nero e ruggine, lo vede?
– Quello?
– Sì, quello. È un villino abbandonato da una vita. Prima ci stava uno.
– Il colonnello Bocchi?
– Il colonnello! Brava, quello. Si parla di cinquant’anni fa. Quando morì, il figlio, che viveva in Australia, lo affittò al vicino del 37. Perché quello è un villino bifamiliare, e allora sa: così stava più comodo. Era un commissario de polizia, era uno bravo… pochi anni dopo però, con la pensione, ciao!, anche lui sparì, se ne tornò al paesello. Pare che anche lì ci fosse stato un crollo, anche lì una voragine. Cara signorina, qui siamo su un formicaio; una groviera di cave de tufo; fungaie; catacombe e fognature fatte a ca… lassamo perde.
– Sì lo so, anche io abito qua vicino. Senta signor…
– Mario, Novelli Mario.
– …io Carla; senta signor Mario…

*

Intanto lassù nello spazio, chissà dove, il razzetto verde pisello di Kant e quello fucsia di Carlotta filavano via veloci sull’autostrada siderale, rilasciando una scia di stelline colorate che consumavano in un attimo la loro scintillante vita.
Il leone con la coda ferma sui comandi puntava all’Abissinia dove l’attendeva Brioche, la sua leonessa. La bimba invece tornava verso casa con una missione da compiere.
All’atterraggio si risvegliò di colpo, agitata, e subito andò a cercare Kruger; ogni volta che sognava il leone temeva per l’incolumità del pupazzetto che già una volta aveva morso, e qualcuno l’aveva poi dovuto ricucire; ma lui era lì, tutto intero, e sorrideva. Ora non vedeva l’ora che arrivasse Palmi, la “mamma dei giochi”, per raccontare… ma fu distratta da una vocina…
Poco dopo Agata, sua madre, la trovò in sella a un cuscino; cavalcava al trotto, fissava la sommità dell’armadio, e ripeteva fra sé e sé:
– Ok. Sazza, saxa, guardia infedele!, duos, cimitero, moko, lauros, rubra-rubra, kiri-kiri-tuhi, cavallo…
– Carlotta, amore! Che succede, che film stai vedendo?
Anche Agata istintivamente guardò all’armadio, ma non c’era niente.
– Ciao “mamma dei baci” – rise la piccola – ho fatto un viaggetto; e ora… so che non vuoi, ma nonna Diletta mi stava raccontando una storia. Quando arriva Palmi? Lo sai che abbiamo una missione?
– Cosa, piccolina? Non vorrai ricominciare, e spaventarmi di nuovo, vero?
– Io? No. Però se vogliamo ritrovare la palla dobbiamo scendere in un buco profondissimo…
Agata, memore di eventi simili in passato, impallidì, e corse da suo marito Paride per guastargli la colazione.
– Ci risiamo: – disse – la tua vecchiaccia non vuole proprio lasciarci in pace!

*

Giunta a casa, Caramella alzò il telefono e chiamò Iannone.
– Anto’, ciao, che fai?
– Pelo patate. Mia moglie è una schiavista.
– Però è tornata mi pare, qualcosa vorrà dire.
– Uhm, che vuoi?, già mi guarda storto.
– Eh, eh. Salutala per me, e stammi a sentire. Ci sarebbe da entrare in una casa abbandonata; niente autorizzazioni, niente da cercare: solo per curiosità.
– Uhm, e dov’è?
– Qua intorno. C’è un tale, un vicino, che ho convinto a non impicciarsi se sente rumori o vede delle luci.
– Ah! E come hai fatto?
– Gli ho detto che sono Carla, un agente segreto.
– Cavolo! E lui?
– Ha riso.
– E basta?
– Sì, ma poi gli ho mostrato la tessera della palestra…

Alle dieci, la sera stessa, i due erano dentro.
– Attenta – disse lui – se ti fai male un’altra volta, Risi ci fa il culo.
– Zitto pelapatate; guarda: c’è una persiana rotta.

Intanto Mario, deluso, insonne, malediva l’edera mai tagliata al confine col 37. Di là chissà che stava per succedere, e a lui restava solo il brivido in tv di “Don Matteo”.

E ora

  • Il passato ritorna: lui non molla mai! (25%)
    25
  • Palmi sa che Carlotta va presa con le pinze; ciò nonostante... (25%)
    25
  • Per Caramella e Iannone ci sono sorpresone-one (50%)
    50
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91 Commenti

  • Capitolo 9)

    Ciao Fenderman!

    Siamo ormai alla fine, e trovo che tu sia riuscito a rendere alla grande il senso di stanchezza di Caramella, nonché il bisogno di chiudere la questione per lasciarsi alle spalle questo ricordo traumatico. Trovo sempre che le scene durante le cene svolgano un ruolo importante nella dimensione di una storia: rendono i personaggi reali e con dei bisogni fisici, ma in questo caso ci vedo anche un tentativo di alleggerire la situazione. Non c’era molto spazio per soffermarsi, ma credo tu sia riuscito a rendere con i dialoghi il poco appetito di Giusy. Ben fatto! 😉
    Aspetto il finale! 😉

  • Ciao Fenderman,
    molto divertente l’inizio dell’episodio con Giusy e Iannone che si ritrovano in mezzo alle prove della recita pasquale con i bambini vestiti da angeli!
    Il pranzo al ristorante mi ha ricordato il Commissario Montalbano, anche se lui consumava il suo pasto in religioso silenzio e chiedeva ai suoi eventuali commensali di fare altrettanto, rimandando ogni conversazione al termine del pranzo o della cena.
    Ah, ma quindi Paride sa di non essere il padre di Salvatore?
    Scelta difficile, stavolta, perché hai scelto tre animali nei confronti dei quali provo assoluto terrore. Mi fanno paurissima tutti gli animali alati e piumati, quindi galli, galline, tacchini, piccioni, colombe e chi più ne ha più ne metta, ma rettili e anfibi sono anche viscidi e bruttissimi, perciò scelgo il pollo.
    Sono molto curiosa di sapere cosa si diranno Giusy e Norma e di scoprire così il ruolo di Balla. Anche perché in un sondaggio che avevi proposto nei primi capitoli avevo votato proprio per un incontro con Norma ma, purtroppo, quella opzione non aveva vinto.
    A presto!

    • Ciao Flavia, grazie.
      Mi corre l’obbligo di risponderti subito per chiarire un dubbio. Paride non sa, ma potrebbe avere un dubbio se il figlio somigliasse a un giovane affascinante geometra che in passato aveva frequentato casa sua… 🙃
      In quanto a Montalbano è il mio grande eroe, non lui quanto Camilleri, e anche solo avvicinarlo con qualche modesta e mai negata citazione mi rende orgoglioso.
      Detto questo si va da Norma e stavolta per davvero il caso sarà chiuso ( quello della pietra perché il “caso” Salvatore e tutto quel che ruota intorno a Palmira e villa Chimera credo non finirà prima che io finisca l’inchiostro). Grazie, ciaooo
      🙋‍♂️🌻

  • Ciao, quindi non dobbiamo preoccuparci troppo per la pietra blu, ma per certi piani “diabolici” di nonne nostalgiche dei nipotini… mi sembra giusto!!! E che dire del nuovo nipotino in arrivo, ancora più pericoloso della nonna? Ne vedremo delle belle!!!
    Ho votato per i polli, l’unica risposta senza tante pretese. Le serpi non mi sono proprio simpatiche (con e senza gambe!!!), i rospi sono stati la colonna sonora dell’Assemblea nazionale scout e ne ho abbastanza!!! Alla prossima.

  • Polli, così a caso 🙂

    Le cose a casa Paride sono sempre le più incasinate. Mentre invece la povera Giusy si ritrova con un sacco di patate bollenti da sbucciare!

    Mi chiedo come farai a concludere in un capitolo, visto che mi sembra siamo ancora in alto mare…

    Ciao 🙂

  • Ciao, Fenderman.
    Dopo la lettura claustrofobica dell’episodio precedente, arriva una ventata di magia e luce. Carlotta incespica sulle parole, eppure riesce a trasportare sé e Palmi su Plutone, che manco alla NASA… bella alternanza, sempre ben scritto.
    Voto Su di Voi… e ti saluto.
    Alla prossima!

  • Capitolo 8)

    Ciao Fenderman!

    Riconfermo quanto detto in passato: riesci con facilità a trasportare il lettore in altri mondi.
    Continua così! 😉
    Con questo episodio mi hai ricordato una cosa del passato: “Il Mistero della Pietra Azzurra”, un cartone (anime), che trattava le vicende dell’origine dell’umanità.
    Aspetto il prossimo!

  • Ciao Fenderman,
    sarebbe bello se, dopo il trapasso, tutti potessimo tornare giovani come nonna Diletta, per poi scegliere se diventare energia pura o vivere daccapo! E’ una immagine molto affascinante!
    Però mi ha colpito il fatto che Diletta sia tentata di riprendersi Carlotta. Non credo che lo farà (o almeno lo spero): visto che su Plutone “il tempo non conta niente” si tratta solo di aspettare il momento in cui prima o poi la nipotina la raggiungerà.
    Visto che il prossimo capitolo sarà già il nono, voto anche io per i greci e la setta.
    A presto!

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