La Pietra Blu

Dove eravamo rimasti?

E ora Paura (80%)

Ehi, come va la sotto?

Palmira a causa di Carlotta e dei suoi messaggi sentì la necessità di chiamare Giusy al telefono.
La superpoliziotta però non era raggiungibile. Perplessa, provò più volte, ma poi: “È tardi” ammise; e le inviò un messaggio.

Intanto la poveretta…
– Hai visto? – chiese a Iannone che, poveretto anche lui, aveva visto e come; ed ora confessava:
– Il mio regno per un gabinetto!
– Non ti preoccupare Anto’; se devi vomitare fai pure, che io sto per fare lo stesso.
– Sì, ma io non devo vomitare.
– Ah, no? E allora stai lontano da me.
– Il nostro amico qui fa schifo; non è un morto fresco come quelli a cui siamo abituati.
– Hai ragione; lui è uno già quasi alla fine dell’ultimo viaggio. Hai visto le sue mani, bruciate fino ai gomiti? E che tiene in mano? Guarda un po’.
– Chi, io? Dici a me?
– Ok, poeta, ci penso io. – Giusy si avvicinò alla mummia.
– Tieniti forte: è una reflex.
– Cosa?
– Una fotocamera. Bruciata, incenerita anche lei, come colpita da un fulmine.
– E allora? …Io mi sento male.
– Lasciami pensare.
– Tu lo sapevi! …e io non avrei dovuto… cavolo, cos’è un turista?
– Una specie, dico io. Un uomo bianco, vedi i capelli biondi? Tatuato secondo l’uso kirituhi dei maori-non-maori; e vestito all’occidentale. Uhm, se mi dai un momento, dopo che avrò vomitato potrei anche azzardare un nome.
– Uh, credi che mi importi adesso? Per fortuna che siamo qui per “semplice curiosità”.
Giuseppina non replicò; sentì impellente l’urgenza di porre fine a quel dialogo surreale, di abbattere il diaframma ipocrita che sempre ci separa dalla sfacciata esibizione della morte.
E venne puntualissimo un fremito, e un brontolio dal corpo grasso e cavo della terra, tanto per suggerirle quanto fosse facile passare dal grottesco a qualcosa di molto peggio.
Si pentì: era stata imprudente, poco professionale, aveva messo un collega e se stessa in grave pericolo, e ora rischiavano veramente di fare la stessa fine del poveraccio che avevano davanti, se solo il cunicolo avesse improvvisamente deciso di mollare. In più, vedere come Antonio colto di sorpresa fosse realmente in difficoltà le bloccava il respiro: Caramella era fallibile, e assaporava il panico.
Il suo compagno taceva. Immerso nel buio a pochi passi da lei, stava forse liberando l’intestino. Le fece compassione, perché non l’aveva ancora insultata; e le venne da piangere, ché la paura, quando non puoi fuggire, non ti salva, ti condanna. Il suo stomaco l’abbandonò, contratto in uno spasmo; e allora spense la luce, e nel buio più totale si accovacciò anche lei; vomitò; e attese.
Qualche lacrima ora, davvero le bagnava la punta del naso, e le ginocchia.
Furono momenti angosciosi di buio, vergogna, fragilità.

– Sei pronto? Ora ce ne andiamo – disse rialzandosi, prima di riaccendere la torcia.
Iannone mugugnò qualcosa, tossì; e lei senza riuscire a guardarlo in faccia girò i tacchi, e iniziò la ritirata.
– Cerchiamo di muoverci con attenzione – banalizzò – qui sembra tutto molto instabile, molto più di quel che immaginassi.
– Sono le fogne che si rompono, – osservò il compagno ritornato inaspettatamente a vita – i liquami riempono i vuoti, si accumulano, e tutto infradicia e crolla…
– Eh, cazzo, Anto’ lo sappiamo – gridò lei arrabbiata – inutile rimarcare! – Subito dopo però quasi materna aggiunse: – Scusa. Dai, che in pochi minuti siamo fuori.

E invece non doveva andare così. Il loro cunicolo anche a monte adesso era parzialmente ostruito, e passare era diventato estremamente pericoloso.
– Ecco fatto. E mo’? – disse Antonio.
– Uhm, prima, qua dietro, ho visto una deviazione. Forse c’è un’altra via – suggerì lei ottimista per disperazione.
– Quale altra via? Non ci sono altre vie. Qui ci sono solo cunicoli tutti uguali, ragni e scarafaggi.
– Ok, e allora? Noi andremo là dove si può; cazzo, siamo a Roma, mica nella giungla; prima o poi i nostri telefonini torneranno ad avere campo, e ci troveranno. L’unica cosa sbagliata da fare è arrendersi.
Iannone si convinse; del resto non c’era alternativa.
E così andarono avanti, in piedi, o carponi; loro due e la paura appresso.
Giusy ogni tanto versava qualche lacrima; aveva mal di pancia, mal di tutto, ma non si fermava, non voleva farsi fregare.
– Fammi passare avanti – disse a un certo punto, tanto per divagare – sono stanca di gattonare guardando il tuo sedere. – Iannone per fortuna rispose sullo stesso tono:
– Beh, stavo per proportelo. Io sono disposto a seguire il tuo da qui all’eternità. – La battuta la confortò: almeno per lui il peggio sembrava passato.
– Dimmi: – riprese poco dopo il poliziotto – come fai a dire di quello là che ha tatuaggi maori? Che ne sai? E la testa di cavallo che c’entra?
– Uh, domanda: perchè mi chiamo Caramella? Risposta: perché “Caramella al miele” è il nome in codice affibbiatomi da te e da Salvi alla mia prima missione. Ricordi il caso del miele Manuka, e l’Australia? Lo sai quanto tempo ho passato a documentarmi su quella gente? Ne parleremo quando saremo fuori; anche della testa. Ora sono stanca. Vogliamo provare a dormire un po’?

E ora

  • La strage degli innocenti (25%)
    25
  • Scarafaggi diurni (25%)
    25
  • Antropologia astronomica ad alto tasso di improbabilità (50%)
    50
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104 Commenti

  • Ciao, scusa il ritardo ma ero andata a verificare che la Fata Morgana abita davvero sotto lo Stretto!!! Quindi, se non ho capito male, adesso la pietra maledetta è in possesso della nostra Giusy… la poveretta è in un mare di guai? Credo lo capiremo prima o poi, non puoi lasciarci nel dubbio!!!
    Ah, chi ha sparato coriandoli in Sala parto? La nonna o l’anima che è tornata quaggiù per combinare guai?

    • Ciao Isabella, nessun mistero: la missione, ritrovare la pietra, è compiuta, e adesso come stabilito tornerà in Grecia. I coriandoli sono frutto della fantasia di Salvatore che ha inteso fare un ingresso “variopinto” e spettacolare sulla Terra.
      Un altro capitolo è concluso dunque, ma per lui e la sua nuova famiglia potrebbe essere solo l’inizio di un’altra storia…🙂
      Ciao, grazie!
      🙋‍♂️🌻

  • Ciao, Fenderman!
    Lo so, sono in ritardassimo e mi scuso. Sto in un periodo stressante e pieno di cose da fare.
    Sono arrivata però, e l’esplosione di coriandoli non può che essere la giusta conclusione per quest’altra avventura!
    Si ritrova Nora, ancora in vita poiché più giovane. Le vite che si intrecciano, nuovi arrivati e vecchie conoscenze. La miniera dei coriandoli diretta da Salvatore prossimo all’arrivo sulla terra, mi ha fatto sorridere. Molto carino, intelligente semina per giungere al finale. Bello, come sempre.
    Alla prossima!

    • Grazie Keziarica, fine di altra storia, e grazie a Salvatore forse l’opportunità di aprirle un’altra (forse).
      Aspetto sempre una tua nuova avventura e intanto, che dire, fortuna a te!🙋‍♂️🌻

  • Capitolo 10)

    Ciao Fenderman!

    La storia finisce, per questo racconto, ma sono certo che proseguirà nel resto delle tue avventure. Come già detto in passato, appena te la senti di pubblicare la seconda parte delle vicende, mi troverai tra i primi a volerne una copia. 🙂
    Sai che mi piacerebbe leggere la tua versione della storia della guardia imperiale di Costantino. La troverei perfetta per lo stile di Ottaviano. 😉
    Continua così!

    • CIAO, grazie per la tua presenza costante e molto gradita.
      Non so se te l’ho mai detto ma dopo “La meraviglia di…” ho pubblicato un’altra serie di 10 racconti da the incipit, in un libro che ho intitolato “Aba Zuzz”. Se ti incuriosisce puoi andarlo a cercare su Amazon. Per il futuro sto pensando a qualcosa che non è ancora maturo; vedremo presto.
      Grazie ancora e a presto (Ottaviano ascolta e questa se la segna… chissà…)
      Ciao🙋‍♂️

  • Ciao Fenderman,
    e alla fine Giusy è riuscita a ritrovare la pietra. Nulla da dire su questo capitolo finale se non “fantastico!”. Mi è piaciuto proprio tutto di questo racconto. Abbiamo avuto la versione di Norma ma (visto che sotto sotto Giusy continua ad avere qualche dubbio) sarebbe stato interessante anche conoscere il punto di vista di Saverio: i dieci capitoli non te lo hanno permesso, ma tu potresti farlo con una versione estesa, inserendo dei salti temporali nel corso del racconto.
    Spero di rileggerti presto e anche di ritrovare Giusy (sai che qualche giorno fa ho letto anche l’altra storia di cui mi avevi parlato?). Inoltre ho trovato gli “intermezzi” di Carlotta e Diletta veramente adorabili, ora che è nato Salvatore chissà cosa succederà!
    Ciao!

    • Ciao Flavia, felice di averti incuriosito e divertito, raccontare a qualcuno che ascolta è molto gratificante. Perdoniamo Norma per la sua “reticenza” del resto una nella sua condizione, e a novanta e passa anni non può dare di più. Probabilmente la pietra era stata nascosta dal colonnello Bocchi, o forse no… inutile farsi domande, la missione è compiuta e ora ci si deve concentrare sul futuro. Mi dispiace per i due polli ma considerando quanti di quelli finiscono arrosto ogni giorno… 😬 grazie ancora e a presto!
      🙋‍♂️🌻

  • Capitolo 9)

    Ciao Fenderman!

    Siamo ormai alla fine, e trovo che tu sia riuscito a rendere alla grande il senso di stanchezza di Caramella, nonché il bisogno di chiudere la questione per lasciarsi alle spalle questo ricordo traumatico. Trovo sempre che le scene durante le cene svolgano un ruolo importante nella dimensione di una storia: rendono i personaggi reali e con dei bisogni fisici, ma in questo caso ci vedo anche un tentativo di alleggerire la situazione. Non c’era molto spazio per soffermarsi, ma credo tu sia riuscito a rendere con i dialoghi il poco appetito di Giusy. Ben fatto! 😉
    Aspetto il finale! 😉

    • Ciao GGPintore, eccoci al finale. Finalmente Giusy smetterà di correre di qua e di là e potrà (forse) riposare.
      Grazie di tutto, auguri a lei e al piccolo Salvatore che sta per nascere.
      Ciaooo🙋‍♂️

  • Ciao Fenderman,
    molto divertente l’inizio dell’episodio con Giusy e Iannone che si ritrovano in mezzo alle prove della recita pasquale con i bambini vestiti da angeli!
    Il pranzo al ristorante mi ha ricordato il Commissario Montalbano, anche se lui consumava il suo pasto in religioso silenzio e chiedeva ai suoi eventuali commensali di fare altrettanto, rimandando ogni conversazione al termine del pranzo o della cena.
    Ah, ma quindi Paride sa di non essere il padre di Salvatore?
    Scelta difficile, stavolta, perché hai scelto tre animali nei confronti dei quali provo assoluto terrore. Mi fanno paurissima tutti gli animali alati e piumati, quindi galli, galline, tacchini, piccioni, colombe e chi più ne ha più ne metta, ma rettili e anfibi sono anche viscidi e bruttissimi, perciò scelgo il pollo.
    Sono molto curiosa di sapere cosa si diranno Giusy e Norma e di scoprire così il ruolo di Balla. Anche perché in un sondaggio che avevi proposto nei primi capitoli avevo votato proprio per un incontro con Norma ma, purtroppo, quella opzione non aveva vinto.
    A presto!

    • Ciao Flavia, grazie.
      Mi corre l’obbligo di risponderti subito per chiarire un dubbio. Paride non sa, ma potrebbe avere un dubbio se il figlio somigliasse a un giovane affascinante geometra che in passato aveva frequentato casa sua… 🙃
      In quanto a Montalbano è il mio grande eroe, non lui quanto Camilleri, e anche solo avvicinarlo con qualche modesta e mai negata citazione mi rende orgoglioso.
      Detto questo si va da Norma e stavolta per davvero il caso sarà chiuso ( quello della pietra perché il “caso” Salvatore e tutto quel che ruota intorno a Palmira e villa Chimera credo non finirà prima che io finisca l’inchiostro). Grazie, ciaooo
      🙋‍♂️🌻

  • Ciao, quindi non dobbiamo preoccuparci troppo per la pietra blu, ma per certi piani “diabolici” di nonne nostalgiche dei nipotini… mi sembra giusto!!! E che dire del nuovo nipotino in arrivo, ancora più pericoloso della nonna? Ne vedremo delle belle!!!
    Ho votato per i polli, l’unica risposta senza tante pretese. Le serpi non mi sono proprio simpatiche (con e senza gambe!!!), i rospi sono stati la colonna sonora dell’Assemblea nazionale scout e ne ho abbastanza!!! Alla prossima.

    • Ciao Isabella, ti preoccupi del nuovo nipotino? Perché?, non ha ancora combinato nulla, del resto deve ancora nascere🙂.
      La vicenda della pietra blu va a concludersi ma in quanto a questa incasinata famiglia di tipi bislacchi non credo che si degnerà di lasciarmi riposare…
      Alla prossima, grazie di tutto.🙋‍♂️🌻

  • Polli, così a caso 🙂

    Le cose a casa Paride sono sempre le più incasinate. Mentre invece la povera Giusy si ritrova con un sacco di patate bollenti da sbucciare!

    Mi chiedo come farai a concludere in un capitolo, visto che mi sembra siamo ancora in alto mare…

    Ciao 🙂

  • Ciao, Fenderman.
    Dopo la lettura claustrofobica dell’episodio precedente, arriva una ventata di magia e luce. Carlotta incespica sulle parole, eppure riesce a trasportare sé e Palmi su Plutone, che manco alla NASA… bella alternanza, sempre ben scritto.
    Voto Su di Voi… e ti saluto.
    Alla prossima!

  • Capitolo 8)

    Ciao Fenderman!

    Riconfermo quanto detto in passato: riesci con facilità a trasportare il lettore in altri mondi.
    Continua così! 😉
    Con questo episodio mi hai ricordato una cosa del passato: “Il Mistero della Pietra Azzurra”, un cartone (anime), che trattava le vicende dell’origine dell’umanità.
    Aspetto il prossimo!

  • Ciao Fenderman,
    sarebbe bello se, dopo il trapasso, tutti potessimo tornare giovani come nonna Diletta, per poi scegliere se diventare energia pura o vivere daccapo! E’ una immagine molto affascinante!
    Però mi ha colpito il fatto che Diletta sia tentata di riprendersi Carlotta. Non credo che lo farà (o almeno lo spero): visto che su Plutone “il tempo non conta niente” si tratta solo di aspettare il momento in cui prima o poi la nipotina la raggiungerà.
    Visto che il prossimo capitolo sarà già il nono, voto anche io per i greci e la setta.
    A presto!

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