La Pietra Blu

Dove eravamo rimasti?

E ora Antropologia astronomica ad alto tasso di improbabilità (50%)

I Plutoniani

La notte per tutti era arrivata, il sonno no.
Giusy e Antonio nel ventre del campo di S.Elena, a torce e cellulari spenti per risparmiare batteria, si ritrovarono abbracciati, come Hänsel e Gretel nell’antro della strega. Erano soli?…
Nel buio di quel mondo senza forma echeggiavano i passi felpati e il respiro dei morti.

*
In casa Galloni invece Palmira si era vista costretta a restare con Carlotta per la notte.
Non le dispiacque, ogni tanto succedeva, i suoi erano abituati, e Agata con lei in casa era più tranquilla.
La bimba quando dormiva sembrava più piccola e paffuta; senza gli occhiali, con le manine giunte sotto il viso era un pasticcino… un mondo grandissimo tutto compreso in un lettino, sotto una copertina bianca di ciniglia a sbuffi. Krugher la vegliava attento, con gli occhi di pupazzetto senza palpebre sempre fissi su orizzonti impossibili.
Palmira, dopo un bacino, provò a sdraiarsi nel letto predisposto per sé. Stette lì un po’ a guardare se succedeva qualcosa, poi la stanchezza ebbe la meglio, e cedette al sonno.

Subito si ritrovò con la piccola su un pianeta sconosciuto, e in buona compagnia…
Nonna Diletta, lasciata la Terra a cent’anni, su Plutone aveva ricominciato a contare da venti. Tornata giovane, poteva vivere felice gli anni ritrovati e altri cento, in quel mondo fantastico dove il tempo non contava niente. Delle cose lasciate a questo mondo Carlotta era la sola che le mancava; era il bene più grande, e mai vi avrebbe rinunciato, tanto che cullava l’idea di riprendersela, per tenerla con sé, magari scambiandola con Salvatore, il fratellino che stava per nascere sulla Terra.
Su Plutone non nascevano bambini, e i residenti erano solo acquisti speciali da altri mondi. Si viveva felici, persone e animali: tutti uguali, senza idoli, senza padroni, fino al termine del “viaggio”, fino a liberarsi in energia pura; oppure, a volte, tornando a vivere daccapo.
Con Diletta c’era il leone Kant, lo stesso che in Abissinia, ieri, l’altro ieri, chissà quando, dopo averla braccata per mangiarla se n’era innamorato, e ancora le camminava al fianco.

La giovane nonna, fasciata di un nulla di cotone multicolore, era bellissima. Seduta sul suo “trono” di vimini nel palazzo di sabbia e vento, carezzata dagli sguardi neri e possenti dei fedeli ascari Bilù e Alabhè in alta uniforme, si schiarì la voce:
– A volte – disse inscenando un teatrino con loro – succede che guardando da quassù, il nero del cielo sia…
– Vergato di fasci violacei – suggerì Bilù.
– Bagnato d’indaco e azzurro – declamò Alabhè.
– …Una tavolozza di colori acidi; ferrosi; strani esiti di una di una luce costretta – aggiunse lei, che non sembrava lei.
– Una luce contenuta e compressa, attraente al punto da risultare ipnotica – decretò infine un sontuoso Kant apparso all’improvviso alle loro spalle. – Tutti qui sanno che significa.
– È vero, bravo Kant! – tornò a dire Diletta – È il segnale che i nostri mondi paralleli tornano a incrociarsi. Saranno attimi, solo pochi attimi in cui si potrà passare dall’una all’altra dimensione, secondo convenienza, come abbiamo fatto noi.
Carlotta rideva, forse non aveva capito niente, però già abbracciava il leone e guardava al cielo.
Palmira la imitò. Era sottosopra; incredula; ma conscia che forse era giunto il momento di comprendere davvero cosa c’era dietro i comportamenti insoliti della bimba; le sue visioni; chi fosse; chi fosse lei stessa, per essere sempre tanto in sintonia con lei così speciale.
– Dunque, – riprese Diletta – se oggi siete qui è per adempiere a una missione. Ma cominciamo dall’inizio: una volta un ingegnere di nome Silìk, che era solito approfittare di questi “incroci”, appena tornato dall’Egitto dove aveva insegnato a quelli là come si fanno le piramidi, volle sperimentare una tecnica fotografica che prometteva di ottenere una copia tridimensionale, in scala, del soggetto. Inquadrò la Terra di cui era innamorato, e scattò. La cosa funzionò, e Silìk ebbe quella che volle chiamare “Pietra Blu”. Qualche tempo dopo, tornando in Egitto la portò con sé, ma la pietra, nata qui con la poca luce che c’è, si rivelò sensibile a quella potentissima che regnava sulla Terra; al punto che se colpita da un bagliore reagiva restituendolo sotto forma di energia distruttiva. Così, Silìk deluso l’abbandonò, gettandola nel mare delle Cicladi. E qui la storia sembra finita; e invece…
È – disse Bilù.
Solo – lo incalzò Alabhè.
L’inizio! – decretò Kant. E Carlotta che al solito dove dire la sua:
– Cosa sono le ciclic, cidiclaici… uff!, Palmi, che sono?
*
La notte andava a morire, o forse era già giorno fatto. Sottoterra, nella ex cava di tufo, ed ex fungaia dove erano finiti Giusy e Antonio, arrivava una lucina da uno spiraglio nella volta, in quel punto alta diversi metri. Era la prova che il mondo esterno era lì, a portata di mano. Era tutto finito; bastava arrampicarsi un po’.
Quando però i due disgraziati misero la testa fuori dal tombino, ad aspettarli trovarono una frotta di angeli in schiera…

E ora

  • ...ma i Greci? E la setta? (80%)
    80
  • ...Su di voi, vi schiaccerò anche da morto! (20%)
    20
  • Si va ai laghi, ma di corsa! (0%)
    0
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104 Commenti

  • Ciao, scusa il ritardo ma ero andata a verificare che la Fata Morgana abita davvero sotto lo Stretto!!! Quindi, se non ho capito male, adesso la pietra maledetta è in possesso della nostra Giusy… la poveretta è in un mare di guai? Credo lo capiremo prima o poi, non puoi lasciarci nel dubbio!!!
    Ah, chi ha sparato coriandoli in Sala parto? La nonna o l’anima che è tornata quaggiù per combinare guai?

    • Ciao Isabella, nessun mistero: la missione, ritrovare la pietra, è compiuta, e adesso come stabilito tornerà in Grecia. I coriandoli sono frutto della fantasia di Salvatore che ha inteso fare un ingresso “variopinto” e spettacolare sulla Terra.
      Un altro capitolo è concluso dunque, ma per lui e la sua nuova famiglia potrebbe essere solo l’inizio di un’altra storia…🙂
      Ciao, grazie!
      🙋‍♂️🌻

  • Ciao, Fenderman!
    Lo so, sono in ritardassimo e mi scuso. Sto in un periodo stressante e pieno di cose da fare.
    Sono arrivata però, e l’esplosione di coriandoli non può che essere la giusta conclusione per quest’altra avventura!
    Si ritrova Nora, ancora in vita poiché più giovane. Le vite che si intrecciano, nuovi arrivati e vecchie conoscenze. La miniera dei coriandoli diretta da Salvatore prossimo all’arrivo sulla terra, mi ha fatto sorridere. Molto carino, intelligente semina per giungere al finale. Bello, come sempre.
    Alla prossima!

    • Grazie Keziarica, fine di altra storia, e grazie a Salvatore forse l’opportunità di aprirle un’altra (forse).
      Aspetto sempre una tua nuova avventura e intanto, che dire, fortuna a te!🙋‍♂️🌻

  • Capitolo 10)

    Ciao Fenderman!

    La storia finisce, per questo racconto, ma sono certo che proseguirà nel resto delle tue avventure. Come già detto in passato, appena te la senti di pubblicare la seconda parte delle vicende, mi troverai tra i primi a volerne una copia. 🙂
    Sai che mi piacerebbe leggere la tua versione della storia della guardia imperiale di Costantino. La troverei perfetta per lo stile di Ottaviano. 😉
    Continua così!

    • CIAO, grazie per la tua presenza costante e molto gradita.
      Non so se te l’ho mai detto ma dopo “La meraviglia di…” ho pubblicato un’altra serie di 10 racconti da the incipit, in un libro che ho intitolato “Aba Zuzz”. Se ti incuriosisce puoi andarlo a cercare su Amazon. Per il futuro sto pensando a qualcosa che non è ancora maturo; vedremo presto.
      Grazie ancora e a presto (Ottaviano ascolta e questa se la segna… chissà…)
      Ciao🙋‍♂️

  • Ciao Fenderman,
    e alla fine Giusy è riuscita a ritrovare la pietra. Nulla da dire su questo capitolo finale se non “fantastico!”. Mi è piaciuto proprio tutto di questo racconto. Abbiamo avuto la versione di Norma ma (visto che sotto sotto Giusy continua ad avere qualche dubbio) sarebbe stato interessante anche conoscere il punto di vista di Saverio: i dieci capitoli non te lo hanno permesso, ma tu potresti farlo con una versione estesa, inserendo dei salti temporali nel corso del racconto.
    Spero di rileggerti presto e anche di ritrovare Giusy (sai che qualche giorno fa ho letto anche l’altra storia di cui mi avevi parlato?). Inoltre ho trovato gli “intermezzi” di Carlotta e Diletta veramente adorabili, ora che è nato Salvatore chissà cosa succederà!
    Ciao!

    • Ciao Flavia, felice di averti incuriosito e divertito, raccontare a qualcuno che ascolta è molto gratificante. Perdoniamo Norma per la sua “reticenza” del resto una nella sua condizione, e a novanta e passa anni non può dare di più. Probabilmente la pietra era stata nascosta dal colonnello Bocchi, o forse no… inutile farsi domande, la missione è compiuta e ora ci si deve concentrare sul futuro. Mi dispiace per i due polli ma considerando quanti di quelli finiscono arrosto ogni giorno… 😬 grazie ancora e a presto!
      🙋‍♂️🌻

  • Capitolo 9)

    Ciao Fenderman!

    Siamo ormai alla fine, e trovo che tu sia riuscito a rendere alla grande il senso di stanchezza di Caramella, nonché il bisogno di chiudere la questione per lasciarsi alle spalle questo ricordo traumatico. Trovo sempre che le scene durante le cene svolgano un ruolo importante nella dimensione di una storia: rendono i personaggi reali e con dei bisogni fisici, ma in questo caso ci vedo anche un tentativo di alleggerire la situazione. Non c’era molto spazio per soffermarsi, ma credo tu sia riuscito a rendere con i dialoghi il poco appetito di Giusy. Ben fatto! 😉
    Aspetto il finale! 😉

    • Ciao GGPintore, eccoci al finale. Finalmente Giusy smetterà di correre di qua e di là e potrà (forse) riposare.
      Grazie di tutto, auguri a lei e al piccolo Salvatore che sta per nascere.
      Ciaooo🙋‍♂️

  • Ciao Fenderman,
    molto divertente l’inizio dell’episodio con Giusy e Iannone che si ritrovano in mezzo alle prove della recita pasquale con i bambini vestiti da angeli!
    Il pranzo al ristorante mi ha ricordato il Commissario Montalbano, anche se lui consumava il suo pasto in religioso silenzio e chiedeva ai suoi eventuali commensali di fare altrettanto, rimandando ogni conversazione al termine del pranzo o della cena.
    Ah, ma quindi Paride sa di non essere il padre di Salvatore?
    Scelta difficile, stavolta, perché hai scelto tre animali nei confronti dei quali provo assoluto terrore. Mi fanno paurissima tutti gli animali alati e piumati, quindi galli, galline, tacchini, piccioni, colombe e chi più ne ha più ne metta, ma rettili e anfibi sono anche viscidi e bruttissimi, perciò scelgo il pollo.
    Sono molto curiosa di sapere cosa si diranno Giusy e Norma e di scoprire così il ruolo di Balla. Anche perché in un sondaggio che avevi proposto nei primi capitoli avevo votato proprio per un incontro con Norma ma, purtroppo, quella opzione non aveva vinto.
    A presto!

    • Ciao Flavia, grazie.
      Mi corre l’obbligo di risponderti subito per chiarire un dubbio. Paride non sa, ma potrebbe avere un dubbio se il figlio somigliasse a un giovane affascinante geometra che in passato aveva frequentato casa sua… 🙃
      In quanto a Montalbano è il mio grande eroe, non lui quanto Camilleri, e anche solo avvicinarlo con qualche modesta e mai negata citazione mi rende orgoglioso.
      Detto questo si va da Norma e stavolta per davvero il caso sarà chiuso ( quello della pietra perché il “caso” Salvatore e tutto quel che ruota intorno a Palmira e villa Chimera credo non finirà prima che io finisca l’inchiostro). Grazie, ciaooo
      🙋‍♂️🌻

  • Ciao, quindi non dobbiamo preoccuparci troppo per la pietra blu, ma per certi piani “diabolici” di nonne nostalgiche dei nipotini… mi sembra giusto!!! E che dire del nuovo nipotino in arrivo, ancora più pericoloso della nonna? Ne vedremo delle belle!!!
    Ho votato per i polli, l’unica risposta senza tante pretese. Le serpi non mi sono proprio simpatiche (con e senza gambe!!!), i rospi sono stati la colonna sonora dell’Assemblea nazionale scout e ne ho abbastanza!!! Alla prossima.

    • Ciao Isabella, ti preoccupi del nuovo nipotino? Perché?, non ha ancora combinato nulla, del resto deve ancora nascere🙂.
      La vicenda della pietra blu va a concludersi ma in quanto a questa incasinata famiglia di tipi bislacchi non credo che si degnerà di lasciarmi riposare…
      Alla prossima, grazie di tutto.🙋‍♂️🌻

  • Polli, così a caso 🙂

    Le cose a casa Paride sono sempre le più incasinate. Mentre invece la povera Giusy si ritrova con un sacco di patate bollenti da sbucciare!

    Mi chiedo come farai a concludere in un capitolo, visto che mi sembra siamo ancora in alto mare…

    Ciao 🙂

  • Ciao, Fenderman.
    Dopo la lettura claustrofobica dell’episodio precedente, arriva una ventata di magia e luce. Carlotta incespica sulle parole, eppure riesce a trasportare sé e Palmi su Plutone, che manco alla NASA… bella alternanza, sempre ben scritto.
    Voto Su di Voi… e ti saluto.
    Alla prossima!

  • Capitolo 8)

    Ciao Fenderman!

    Riconfermo quanto detto in passato: riesci con facilità a trasportare il lettore in altri mondi.
    Continua così! 😉
    Con questo episodio mi hai ricordato una cosa del passato: “Il Mistero della Pietra Azzurra”, un cartone (anime), che trattava le vicende dell’origine dell’umanità.
    Aspetto il prossimo!

  • Ciao Fenderman,
    sarebbe bello se, dopo il trapasso, tutti potessimo tornare giovani come nonna Diletta, per poi scegliere se diventare energia pura o vivere daccapo! E’ una immagine molto affascinante!
    Però mi ha colpito il fatto che Diletta sia tentata di riprendersi Carlotta. Non credo che lo farà (o almeno lo spero): visto che su Plutone “il tempo non conta niente” si tratta solo di aspettare il momento in cui prima o poi la nipotina la raggiungerà.
    Visto che il prossimo capitolo sarà già il nono, voto anche io per i greci e la setta.
    A presto!

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