Quando la tenerezza salvò il mio mondo

Dove eravamo rimasti?

Nell'agonia e il frastuono della folla, Jabari sente una voce: "Sa per caso se è qui che si pratica la Emme Emme Aa?" (50%)

Il timido bagliore della felicità

   Sorrido. Per quanto il dolore del ginocchio spappolato è lancinante, non posso che sorridere. Se avessi la forza alzerei il capo per cercare il mio angelo di luce. Ma non importa. So che mi troverà. Lo farà sempre d’ora in avanti. Perché la luce cerca sempre di sfondare la porta. Ed egli per me è quel immortale bagliore. Lascerò sempre una finestra aperta per lui, e così egli potrà sempre trovarmi.

– Signor Jabari!

   Lo sento entrare nella gabbia a passi tranquilli ma decisi. Inginocchiarsi al mio fianco. La voce intrisa di preoccupazione. Oh, non si deve preoccupare signor White. Adesso sono libero. Va tutto bene.

– Direi…

   Cerco di dire con difficoltà.

– Che adesso avrei bisogno di quella tazza di tè, signor White.

   So che sta sorridendo e io con lui.

– Ma per colpa mia il suo negozio…

   E rivivo nella mente quella vetrina infranta. Sento tuttavia le mani calde del signor White che con delicatezza tentano di prendermi e aiutarmi ad alzarmi.

– Oh suvvia, non sarà qualche vetro rotto a intimorirmi.

   Dice il signor White con fare spensierato. Quel qualche vetro rotto è ben chiaro nella mia mente, venti forse trent’anni di amorevole collezionismo disintegrato in una notte.

– Soprattutto se è replicabile.

   Oh signor White, non è bravo a mentire.

– Lei invece, Signor Jabari, non lo è. Non lo è. Se lei si rompe, non sarà sostituibile. Lei è un esemplare unico. Lei è prezioso.

   Serro le labbra e stringo i denti. Dev’essere il dolore lancinante del ginocchio che mi fa venir voglia di piangere.

– Mi prenderò cura di lei, signor Jabari. Mi prenderò cura di ciò che è rotto e di ciò che è irreparabile.

   Sospiro.

– E io… di lei…

   Tento di dire timidamente. Non sembra male come vita. Ha il sapore di qualcosa. Ora non mi viene in mente il nome, il ginocchio fa troppo male. Sembra però il gusto di uno di quei tè che si possono assaporare una sola volta, per poi passare il resto dell’esistenza a cercare nuovamente quel sapore. Si, dev’essere così.

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84 Commenti

  • Ciao! Sono felice di aver trovato per caso questa storia! ^^ Adoro le scene erotiche con quel pizzico di humor: sono perfette e difficilissime da descrivere, ma tu l’hai fatto decisamente bene senza scadere nel ridicolo o nel banale. La scena iniziale del bagno come quella della crema nel terzo capitolo mi hanno fatto morir dal ridere, mentre è davvero vincente l’idea di accostare l’eros alla lotta. Ho apprezzato anche tutte le battute durante tutto il racconto. Che dire, una piacevole lettura ^^
    Alla prossima!

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