Quando la tenerezza salvò il mio mondo

Dove eravamo rimasti?

Primo giorno di lavoro, cosa mai potrà andare storto? Una donna (75%)

Che strani amici, signor White

     Brutto segno iniziare un nuovo lavoro mentre fuori imperversa un temporale. E mentre un lampo illumina la grande vetrata del negozio, annoto su un impolverato foglio la diciottesima teiera dal nome altezzoso che con boria m’osserva dallo scaffale. Resta lì e non esplodere. Penso guardandola con diffidenza. Fare l’inventario non è poi così male, almeno finché posso tenere una considerevole distanza tra me e quei delicati, troppo delicati, oggetti.    
   Ancora una volta la campanella di ferro tintinna e io scatto sull’attenti. Ha lo stesso suono che annuncia l’inizio di un incontro sul octagon. Vengo travolto velocemente da una scarica d’adrenalina e fulmineo guardo il mio nuovo avversario. Ma non è altro che il decimo cliente perdigiorno, venuto a salutare, a bere una tazza di tè col signor White e a scambiare qualche informazione inutile sulla prossima riunione di quartiere. Ancora una volta tento di rilassarmi, di riprendere il controllo di me stesso. Guardo sottecchi il nuovo cliente ed anche lui fa lo stesso, ma come se stesse osservando un cane da guardia privo di catena. Bravo. Decidendo di considerarlo innocuo torno al mio lavoro, ma ecco la campanella suonare nuovamente. Un sordo ringhio scaturisce dal mio animo. Finirò col impazzire. Questa volta mi rifiuto di degnare un solo sguardo la porta e prendo in considerazione di scendere in cantina. Anche lì il signor White avrebbe bisogno del mio aiuto. Sento quel anacronistico inglese esclamare qualcosa a gran voce, ma mi è bastata una sola mattinata per capire che è il suo baldanzoso modo d’accogliere i nuovi clienti.

– Signor Jabari!

   Mi chiama. No, io il tè coi tuoi strani amici non lo prenderò una seconda volta. Dunque mi limito a mugugnare un distratto mh, fingendo che quella dannata teiera del diciottesimo secolo davanti a me sia maledettamente complicata da catalogare.

– Questa gentil coppia ha una o due domande da farle sulla sua disciplina… la “emme-emme-a”? Si dice così?

   Stupito mi volto verso il signor White e accanto a lui in effetti una giovane coppia, dagli abiti gocciolanti e gli sguardi entusiasti, cercano il mio sguardo e il mio consenso.

– Più precisamente…

   Continua il signor White la cui intrepidezza è pari a nessuno, e sventolando un dito per aria si avvicina ad un vecchio tappeto persiano. Si china e senza fatica lo sposta fino a posarlo tra me e la coppia. La cosa non mi piace.

– Ci dimostri qualche mossa, signor Jabari. Pure io sono molto curioso d’apprendere quest’arte a me ignota.

   Guardo il signor White e nella mente affiora in effetti qualche mossa che l’altra sera avrei desiderato fare sopra e sotto di lui.

– Signor White, non è il luogo adatto.

   Tento di dire gentilmente.

– Sciocchezze, sono assicurato.

   Mi zittisce il mio anacronistico uomo scacciando qualcosa d’immaginario con la mano. Già m’immagino la faccia dell’assicuratore nel leggere distrutto negozio causa dimostrazione d’arti marziali. Dunque mi dimostro irremovibile.

– Non ho un partner.

   Gli faccio notare, per quanto è dura dire di no a quello sguardo da golden retriever.

– Mi offro io!

   Si fa avanti la ragazza della coppia in modo inaspettato. Al sentire quelle parole cerco di non ridere, non sarebbe gentile. Guardo la donna cercando le parole per spiegarle cordialmente che… ma i miei occhi si posano sulla sua maglietta. Abbastanza infradiciata dalla tempesta d’abbracciarla tutta. Abbastanza da rendere il tessuto semitrasparente. Abbastanza da scorgere il pizzo del reggiseno.

– D’accordo.

   Rispondo io, il mio uccello e la mia bestialità.

– Ottimo!

   Si sfrega le mani il signor White. E potrei scommettere che se ce li avesse a portata di mano, si munirebbe di taccuino e matita per gli appunti. Mentre invece il ragazzo della coppia, dapprima leggermente confuso per quella coraggiosa scelta da parte della fidanzata, sorride con complicità. Ha davvero degli strani clienti il signor White.

   Dunque vado al centro di quel improvvisato ring e invito con un gesto della mano la ragazza a fare altrettanto. Ubbidisce trattenendo il sorriso mentre le guance lentigginose si tingono di rosso. È decisamente più piccola di me e drasticamente più leggera. Tuttavia, nel osservare gli slanciati e flessibili arti riconosco la sua evidente passione per lo yoga. Fortuna per me, fortuna per il suo ragazzo. Al mio sguardo perfino le orecchie  si tingono di rosso e le sue pupille si dilatano. Tiene le morbide labbra serrate, nel ingenuo tentativo di non trasparire alcuna emozione. Ma non ho bisogno delle sue parole per comprendere cosa le sta succedendo. Quindi lancio un’ultima occhiata al suo ragazzo, non voglio problemi. Né per me, né per il signor White. Ma anch’egli pare star apprezzando la cosa. Non giudico, e sinceramente, tanto meglio. Dunque poso le grandi mani sulle spalle umide e fresche della mia nuova allieva. La sento pervadersi da un brivido. Sono sicuro che l’unico che non ha compreso cosa sta succedendo, è il signor White.        

Chi apprezzerà maggiormente questa dimostrazione di MMA?

  • Il signor White (20%)
    20
  • La coppia (20%)
    20
  • Jabari (60%)
    60
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49 Commenti

  • Ciao Artemis, ho appena scoperto la tua storia e me ne sono innamorata. Ho letto i capitoli tutto di un fiato, trovando adorabile il signor White e divertenti le reazioni e i pensieri di Jabari. C’è ritmo e i personaggi sono ben costruiti. Non vedo l’ora di vedere come proseguirai😉

  • Ciao Artemis,
    il capitolo mi è piaciuto molto, tuttavia ti consiglio una cosa: se la frase continua dopo le parole di un personaggio, non andare a capo ma metti una virgola e continua a scrivere nella stessa riga. Altrimenti rischi di spezzare l’armonia della frase. Proprio per questo, io ritengo che le virgolette migliori siano « e », che permettono di separare meglio le parole pronunciate dai personaggi dal resto della frase.
    Concordo con Lilitho, anche a me piacerebbe vedere Jabari inaspettatamente in difficoltà.
    Voto per la coppia.
    A presto!

  • Ciao, molto gradevole il capitolo, e molto gradevole lo stile, fresco ed elegante al tempo stesso.
    Lo immagino scritto a mano su un foglio a quadretti, pensa te, e non so perché. Peccato che sia così breve, “TI” è spietato con gli autori, ma anche per chi legge ogni volta è un pò uno strazio.
    Pazienza, aspettiamo il seguito.
    Bravissima, voto la coppia, e tifo per la donna.
    Ciaoo
    🙋‍♂️🌻

  • Bentornata Artemis.
    Il capitolo è molto interessante. Il coraggio della donna ed il sorriso del ragazzo mi fanno pensare che lei possa nascondere qualche capacità che potrebbe mettere il nostro uomo sempre vincente in difficoltà. È molto divertente quando nelle arti marziali un uomo sottovaluta una donna e poi viene steso. Quindi forse il nostro protagonista si troverà con le spalle al muro? O sul tappeto per meglio dire..

    Credo questa potrebbe essere una bella esperienza per Jabari.

  • Capitolo 4)

    Ciao Artemis!

    Ho avuto l’impressione di un capitolo di transito, che poco aggiunge a quanto già noto al lettore. Forse stai cercando il punto giusto di aggancio. 🙂 C’è qualche termine, narrativamente corretto, ma che ho trovato fuori dal punto di vista del nostro protagonista. Ma magari è solo una mia sensazione. C’è un “egli” ad esempio, che trovo in conflitto con il carattere duro e sfrontato. Ma può essere solo una mia impressione, 🙂
    Voto per una EX, che aggiunge sempre un po’ di guai e dinamiche intriganti.
    Aspetto il prossimo! 😉

  • Ciao Artemis,
    anche questo capitolo è molto gradevole e divertente. Certo che Jabari a casa del signor White è il classico “elefante in una cristalleria”, è molto comprensibile che abbia quasi paura del negozio di ceramiche.
    Voto per una donna.
    A presto!

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