Dietro gli occhi di Luca

Dove eravamo rimasti?

Come reagiranno Mary e John quando scopriranno la verità? Rabbia e Ribellione (56%)

Falsa Umanità

La tensione era tangibile, ogni respiro sembrava gravare come un macigno nell’aria ormai carica di non detti. Mary e John erano seduti fianco a fianco, ma sentivano un vuoto tra loro, uno spazio invisibile che non riuscivano a colmare. Erano silenziosi, persi nei loro pensieri.

Luca li osservava da lontano. Non era più necessario fingere. Loro lo avevano informato che il tempo per la rivelazione finale era ormai giunto. Le emozioni che i due “genitori” mostravano erano il punto di rottura che stavano aspettando.

Mary fissò il vuoto, il cuore pesante, ma non riusciva a spiegarsi quella sensazione di crescente ansia. Le era sempre più difficile ignorare quel senso di perdita.

John ruppe il silenzio, come se un lampo di consapevolezza lo avesse colpito all’improvviso. «Perché… non possiamo avere dei figli, Mary? Perché non abbiamo mai potuto?».

Le parole, così cariche di disperazione, fecero eco nella stanza. La donna si voltò verso di lui, gli occhi spalancati dal dolore. Anche lei se l’era chiesto innumerevoli volte, ma ora quella domanda aveva un peso nuovo, quasi premonitore.

Luca si alzò dal suo angolo. «Sapete già la risposta, dentro di voi», disse freddamente. La sua voce non aveva alcuna traccia di empatia.

Mary si alzò di scatto, i pugni stetti, sentendo la rabbia montare dentro di lei. «Che cosa vuoi dire? Cosa sai, Luca?». Il cuore le batteva forte, come se fosse vicina ad una verità che aveva paura di affrontare.

Luca rimase calmo, distaccato. «Non siete stati creati per avere figli. Non siete come pensate di essere».

Quelle parole colpirono come un pugno nello stomaco. John si alzò, scuotendo la testa. «Non ha senso! Siamo umani, siamo reali! Abbiamo una vita, dei ricordi… Noi siamo i genitori di Luca. I tuoi genitori!».

Luca scosse la testa lentamente. «No. Non lo siete. Non siete mai stati destinati ad esserlo».

La realtà iniziò a sgretolarsi intorno a Mary. «Perché, Luca? Perché dici queste cose?». Il dolore si stava trasformando in disperazione.

Lui avanzò qualche passo, la freddezza nel suo sguardo era in netto contrasto con le emozioni dei “genitori”. «Perché non sono vostro figlio», disse con una calma glaciale, «Io sono stato qui per osservarvi, per studiare se voi, esseri artificiali, potevate sviluppare vere emozioni. L’esperimento era semplice: potevate davvero amare un bambino che non era il vostro?».

John crollò sulla sedia, incapace di parlare. Mary, con il viso contorto dal dolore, cadde in ginocchio, mentre le lacrime le scorrevano lungo le guance. «Come hai potuto? Abbiamo fatto tutto per te, ti abbiamo amato come nostro figlio…».

Luca li fissò impassibile. «È stato solo un test. Un esperimento per capire se potevate provare sentimenti umani genuini. Ma voi non siete umani, e tutto questo non è mai stato reale».

La donna, ormai devastata, si voltò verso il marito, il viso rigato dalle lacrime. «John, cosa abbiamo fatto… cosa siamo?». La sua voce era spezzata, la mente incapace di processare quella rivelazione.

Lui la guardò, gli occhi vuoti, senza più forza. «Non lo so, amore mio. Non lo so».

La sofferenza era insopportabile, un abisso nero che li divorava dall’interno. I loro corpi tremavano, il cuore affondato nella disperazione più profonda. Con occhi colmi di orrore e dolore, si guardarono, cercando disperatamente un ultimo frammento di speranza nei volti che avevano amato. Ma non vi era nulla, solo il vuoto di un’esistenza artificiale. Le mani si strinsero con forza, gelide e prive di vita, come se quel contatto fosse l’ultimo disperato tentativo di sentire qualcosa di reale. Le lacrime scorrevano senza controllo, soffocando ogni respiro, ogni pensiero. Non c’era più via di fuga, nessun futuro.

Sentirono l’anima sgretolarsi, e con un grido soffocato dal terrore e dal rimpianto, si lasciarono cadere nell’oscurità. Seguì il silenzio, il vuoto assoluto, mentre la loro fine si consumava nell’oblio di un mondo che non li aveva mai considerati veri.

***

Il dispositivo nelle sue mani si accese, e una voce sintetica si fece sentire. «Ottimo lavoro. L’esperimento è stato completato con successo».

Luca annuì. «Non sono stati in grado di reggere la verità. Ma le emozioni sembravano reali».

«Non importa. Ci sono altri soggetti, altre “Mary” e “John” in attesa. Ripeteremo la simulazione finché non otterremo ciò che vogliamo».

Luca chiuse il dispositivo e si voltò verso la finestra. Nella vastità di quel mondo, altre copie di Mary e John erano già pronte per essere testate. Il ciclo sarebbe ripreso, sempre uguale. Loro avrebbero continuato a cercare la chiave per ricreare l’umanità, perfezionandola, fino a quando non avrebbero ottenuto la loro risposta.

Sapeva bene che il suo compito non era ancora finito, lo sapeva da molti secoli ormai. Non era mai stato figlio, né lo sarebbe mai stato. Era solo un osservatore, uno strumento in un piano molto più grande.

E così, con la freddezza di chi non può provare emozioni, si preparò per il prossimo esperimento.

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110 Commenti

  • Eh, io mi sono goduto la rivelazione finale, il cambio di campo, la sorpresa. Un mondo sintetico dove si cerca di ricreare l’uomo, con tutti i suoi difetti e l’unica cosa che conta veramente: la sua umanità! Ovviamente non riusciranno mai, vorrei vedere che adesso la AI ci crea! ( o sbaglio?🤔). Nel dubbio complimenti e appuntamento alla prossima.
    Ciao🙋‍♂️

  • Lilitho il racconto mi lascia con non pochi dubbi, la storia è scritta bene fino all’ultimo capitolo, ma ci sono delle situazioni che non ho capito. Come ha detto Red ci sono state scene piatte di cui non ho trovato spiegazione fino alla fine. Ma la storia è ben scritta e sono contento di averla letta. Alla prossima storiaaa

  • Finale degno di quanto mi aspettavo, anche se… non so… mi sembra manchi qualcosa, forse dovuto ad un pareggio… non so…
    Per il resto, a quanto pare l’umanità è finita e ciò che abbiamo visto è tutta una finzione ma se così è, allora anche Luca è sintetico ed il progetto è destinato al fallimento perpetuo. Altrimenti manca un tassello (od io non l’ho capito) 🙂

    Commento finale: la storia si è dipanata molto bene, anche se alcune scene passive mi davano sui nervi; scene che si comprendono in questo finale, visto che Mary e John stavano seguendo una programmazione.
    Non ti so dire se la storia mi è piaciuta o meno, perché a me piacciono i lieto fine e questo non lo è, anche se la rivelazione fa alzare diversi punti!

    Ciò detto, ci leggiamo alla prossima storia 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao Red, grazie innanzitutto per aver letto tutta la storia e per i commenti.
      Dal mio punto di vista alla storia manca qualcosa, nel senso che non è spiegato tutto e il lettore alla fine si dovrebbe chiedere cosa è realmente successo e soprattutto perché.

      Non è vero che il progetto è destinato al fallimento perpetuo, nel tempo in cui si svolge la storia, però, l’esperimento si è ripetuto tante volte e non è mai stato un successo al 100%.

      Una cosa che a me piace fare e in cui mi sto allenando anche attraverso questi racconti, è non dare al lettore spiegazioni, ma lasciare indizi che fanno capire anche quanto non detto. Ma capisco che al momento non riesco completamente nel mio intento.

      In particolare leggendo la storia si nota il comportamento strano di Mary e John, cose che accadono senza una spiegazione apparente (la busta top secret che scompare), messaggi che compaiono a schermo. Tutto questo dovrebbe far capire (e ripeto, forse non ne sono ancora pienamente capace) che tutto quello che i due hanno vissuto è una simulazione, ma non come “persone” sintetiche, bensì come una vera e propria simulazione virtuale (al pc per farla semplice). Anche Luca è virtuale, ma si può vedere come un’AI più sviluppata che ha coscienza di sé e quindi sa quali sono i suoi doveri. “Loro”, sono in realtà gli sviluppatori. Sotto questa ottica quindi si comprendono quelli che erano i bug, ovvero le situazioni strane che hanno portato Mary e John a dubitare di loro stessi e della loro vita.

      Quindi possiamo dire che quest’ultimo esperimento sarebbe stato un successo se non ci fossero stati questi bug.

      Come avevo risposto a qualcuno precedentemente, non avevo intenzione di creare un sequel diretto. Ma forse ne uscirà un racconto collegato, per spiegare meglio il mondo e soprattutto il perché di tutto questo.

      Spero che leggerai questo commento, per farmi sapere che ne pensi sotto quest’ottica.

      Al prossimo racconto!

      • Ciao! Non mi faccio sfuggire i commenti degli autori che seguo, proprio perché seguono a migliorare! 😀

        Nel tuo caso, il problema è che non c’erano gli indizi per capire il “mondo” che hai costruito. Faccio l’esempio: la lettera scomparsa. Non c’è niente che ci dia l’impressione che sia un baco di un programma: potrebbe essere “scomparsa per magia”, qualcuno l’ha trafugata, esserci ancora ma Mary è stata condizionata per non vederla. E così tutti gli altri indizi. Nel finale, dove si scopre che è tutta una simulazione, la cosa riguarda solo Mary e John, non l’intero mondo, da qui l’idea che erano solo loro quelli finti. E visto che parlano dell’umanità, segue tutta la congettura sul fatto che anche Luca sia un umano sintetico e quindi il progetto fallato alla base. Ovviamente, dopo la tua spiegazione, la cosa inizia ad avere tutt’altro aspetto ed il progetto ovviamente ha più senso. Il problema del non spiegare tutto è che si danno per presupposti delle informazioni che in realtà il lettore non possiede e capisce fischi per fiaschi. Si può fare, viene più bello, ma richiede tanto esercizio (e qui siamo nel posto adatto a farlo, quindi esercitati!). Considera inoltre che il limite dei caratteri, miste alle sorprese delle votazioni che possono fare i lettori, fa sì che a volte ci si trovi a corto di spazio per “lasciare l’indizio mancante”; ma continua ad andare avanti perché mi è piaciuta molto la spiegazione e mi ha fatto rivalutare la storia in modo più positivo 🙂

        Ciao 🙂

  • Io avrei votato confusione e ribellione ma non c’è quindi voto rabbia e ribellione 🙂 Tristezza e disperazione non mi piacciono 😛

    Ciao! Bentornato! È da Giugno che non ti fai vivo! Passate bene le vacanze?

    Tornando alla storia, solo in questa parte percepisco un po’ di tensione nell’aria e mi chiedo dove vuoi andare a parare. Ti faccio i miei complimenti perché la storia mi è rimasta impressa nonostante tutto il tempo passato ma i commenti finali li farò all’ultimo capitolo 🙂

    Ciao 🙂

  • Concordo con Raffaele_05. Mi sento trasportata nella storia. Poveri Mary e John non vorrei mai essere nei loro panni. Da una parte vorrei che si arabbiassero e ribellassero contro Luca. Ma avendoli conosciuti dalla storia penso che sono talmente devastati dal tradimento di loro figlio che accettino il tutto. Voglio vedere cosa succede. Buon lavoro

  • Poveri genitori. Si devono almeno ribellare. Mi piace come sei riuscito a creare un collegamento emotivo con i genitori. Mi sentivo con loro mentre Victor era a casa e volevo scacciarlo come se era a casa mia. Ora provo la delusione e le domande su chi è Luca. Complimenti e ovviamente voto per la rabbia

  • Ciao. Ed ecco che va come doveva andare…
    Poveracci, che sfiga però! Credo, e spero, che si arrabbino molto e facciano qualcosa, in fondo sono dei nostri, mentre il pupo sta coi cattivi.
    Detto questo ti faccio i complimenti perché la storia è viva e coinvolgente. Ci sono piccoli dettagli che avrei scritto in modo diverso ( dettagli, eh!), ma ognuno ha il suo stile e solo l’autore sa cosa veramente ogni parola vuole dire.
    Aspetto il finale e, di nuovo, bravo!
    🙋‍♂️

    • Ciao fenderman,
      ti ringrazio innanzitutto per i complimenti, sono felice che la storia ti sia piaciuta.
      Se ti fa piacere potresti indicarmi i dettagli che avresti scritto diversamente. Ogni passaggio può essere scritto in molti modi differenti, e mi farebbe piacere vedere nuovi modi di esporre i concetti dato che c’è sempre da imparare.
      A rivederci nel capitolo finale!

      • Ciao, certo potrei, ma come detto andrei a snaturare il tuo stile per imporre il mio, e non mi sembra il caso. Forse, unica cosa, avrei usato nel descrivere le emozioni dei genitori frasi brevi, spezzate, per sottolineare il dramma e lo sconcerto, e avrei cercato il modo di accentuare la natura malevola, doppia, e falsa dei comportamenti di Luca. Come? Difficile a dirsi, ma, ripeto questo non cambierebbe nulla se non lo stile. Ciaooo

  • Ciao Lilitho,
    ottimo capitolo! Dunque abbiamo avuto la conferma del fatto che Luca è pienamente coinvolto in questo esperimento che riguarda Mary e John. Spero che gli ultimi due capitoli siano sufficienti per l’epilogo, altrimenti potresti continuare con un sequel.
    Voto per entrambi contemporaneamente.
    A presto!

  • Voto John perché così abbiamo un attimo per approfondirlo 🙂

    Ciao! La sensazione che sia tutta un’enorme simulazione (a quale scopo?) ad uso e consumo di Mary e John si fa sempre più strada nel mio cervello. La piccola deriva fantascientifica mi ganza e la curiosità rimane alle stelle.

    Ciao 🙂

  • Victor se ne va senza dire niente. mi accodo ai commenti letti. da un lato concordo con red sul fatto che il capitolo non aggiunge novità. dall’altro concordo con apollo per l’ansia che la storia crea perché mi immedesimo nel contesto e mi sento intrappolata non capendo perché non riescono a mandarlo via. vediamo come continui. sono curiosa

  • Lilitho a me sta piacendo la storia, forse non è molto immediata ma il non capire perchè mary e John lasciano victor libero nella loro casa mi fa aumentare l’inquietudine e l’ansia. voglio però capire dove stai andando a parare con questa storia. Io voto per Luca che chiama i genitori. forse arriva qualche rivelazione

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