Dietro gli occhi di Luca

Dove eravamo rimasti?

Dopo molto tempo, Mary e John tornano a sorridere. Ma alcune preoccupazioni sembrano colpire la donna... Cosa dovremmo vedere ora? Quotidianità di Luca e della famiglia. (60%)

Quotidianità

Le prime settimane dopo l’arrivo di Luca furono un turbinio di emozioni e nuove esperienze. La presenza del bambino trasformò la casa dei Cooper, riempendola di risate e gioia. Ogni mattina, Luca si svegliava presto, impaziente di iniziare la giornata.

Mary e John si adattarono rapidamente alla nuova routine. Al mattino, accompagnavano Luca a scuola, dove il bambino si inserì subito, facendo amicizia con facilità. I suoi insegnati erano colpiti dalla sua curiosità e dalla sua voglia di imparare. Dopo scuola, Mary e John lo portavano al parco o organizzavano attività ricreative nella loro cosa.

Un pomeriggio, mentre Luca giocava con i suoi giocattoli nel soggiorno, Mary si avvicinò per osservarlo. Il bambino era intento a costruire una torre con i blocchi colorati.

«Che bella torre, Luca!», osservò Mary sorridendo al bambino, «Hai usato tanti colori diversi».

«Grazie, mamma!», rispose Luca, concentrato sulla sua creazione, «Sono i colori che si abbinano meglio tra loro».

La routine quotidiana portava una nuova normalità nella vita dei Cooper. Le risate di Luca riempivano la casa e la sua energia sembrava inesauribile. Ogni sera, dopo cena, si dedicavano a varie attività familiari. Una delle preferite di Luca era giocare a nascondino con John nel soggiorno. Mary spesso osservava questi momenti con un sorriso, felice di vedere la connessione tra padre e figlio crescere ogni giorno di più.

Una sera, dopo una lunga giornata di scuola e giochi, Luca si sedette sul divano con uno dei suoi libri di favole preferiti. Mary si unì a lui, sedendosi accanto e aprendo il libro.

«Vuoi che ti legga una storia?», chiese Mary.

«Sì, grazie!», rispose Luca, sistemandosi comodo accanto a lei.

Mary iniziò a leggere, la sua voce calma e rassicurante. Mentre leggeva, sentiva Luca rilassarsi accanto a lei, i suoi occhi che si chiudevano lentamente. Quando la storia finì, Luca era già addormentato. Mary lo sollevò delicatamente e lo portò nella sua stanza, coprendolo con la coperta.

«Buonanotte, piccolo» sussurrò, posando un bacio sulla sua fronte.

Prima di uscire dalla stanza si girò per osservare nuovamente il regalo che la vita le aveva portato e, nell’oscurità, sembrò cogliere gli occhi di Luca che la fissavano.

Si abbassò per accendere la luce da notte ma, quando rivolse nuovamente lo sguardo verso il figlio, lui stava beatamente dormendo. Sorridendo per quello che la sua immaginazione le aveva mostrato, uscì dalla porta sussurrando un «Buonanotte, piccolo mio».

Un pomeriggio dei tanti, Mary si avvicinò a Luca, concentrato a giocare con i suoi giocattoli nel soggiorno. Il bambino stava costruendo una città immaginaria con blocchi colorati, macchinine e i suoi personaggi. Era assorto nei suoi giochi, ma ogni tanto alzava lo sguardo verso Mary con un’espressione pensierosa.

«Sembra che tu ti stia divertendo molto», osservò Mary, cercando di scoprire cosa stesse passando nella mente di Luca. «Cosa stai costruendo?»

«Sì, è divertente», rispose il bambino con entusiasmo, anche se il suo sorriso sembrava un po’ forzato. «Questo è un centro medico, questo è il laboratorio di clonazione, e quest …»

La mente della donna ormai non stava più seguendo il discorso del figlio. “Centro medico”, “Clonazione”. Come avrebbe potuto alla sua età conoscere queste cose? E, soprattutto, come poteva un bambino riuscire a costruire con dei giocattoli delle piccole città che secondo Mary, da professionista quale era, potevano essere perfettamente funzionali in grande scala?

«Mamma? Ti sto annoiando?», disse Luca, facendo tornare in sé la donna.

«Ma no, amore. Stavo solo pensando a quanto fosse bella la tua piccola città», replicò.

Quella notte, Mary faticò a prendere sonno. Pensava a Luca, alla sua gioia, ma anche a quella saggezza inaspettata. Si girò verso John, che dormiva tranquillamente accanto a lei, e si disse che tutto andava bene. Luca era felice, e loro erano finalmente una famiglia.

Eppure, mentre il silenzio della notte avvolgeva la casa, Mary non riusciva a liberarsi completamente di quella sottile inquietudine. Decise di non pensarci troppo, almeno per ora. Luca era con loro, e questo era tutto ciò che contava.

Nel profondo del suo cuore, Mary sapeva che avrebbe dovuto affrontare quei dubbi prima o poi. Per il momento, si accontentò di godersi la felicità che Luca aveva portato nella loro vita, sperando che le ombre nei suoi occhi fossero solo il riflesso delle sue paure e non di qualcosa di più oscuro.

Quale parola segnerà il prossimo capitolo?

  • Dettaglio (50%)
    50
  • Ossessione (17%)
    17
  • Disegno (33%)
    33
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62 Commenti

  • Volevo votare una scoperta sconvolgente ma il visitatore inaspettato mi sembra che porti più pepe.

    Ho capito perché Raffaele_05 dice che c’è una virata sul fantascientifico: i messaggi così scritti sembrano proprio quelli di un programma in corso; io già mio sto immaginando una qualche complessa simulazione di cui Mary è l’inconsapevole cavia 🙂 A me Luca continua a sembrare solo un bambino prodigio. I documenti che spariscono, i vuoti di memoria ed i “messaggi” sono quelli a preoccuparmi 😉

    Ciao 🙂

    • Grazie Red per essere passato.

      Sono contento che il racconto ti abbia spinto ad immaginare possibili situazioni. Qualcosa è successo a Mary e alla sua famiglia. Ora occorre capire cosa c’è realmente di strano nella famiglia.

      Forse il visitatore porterà qualche novità? (al momento sembra sia la scelta in testa per votazione)

      Alla prossima!!

    • Ciao. Il fantascientifico è qualcosa che hai visto tu. Non ho specificato cosa quei messaggi (perché credo ti riferisca a quello) siano in realtà: messaggi tecnologici? Pop-up che vede Mary?

      Il mio non è un horror splatter, con scene spaventose. Ma più un racconto psicologico che pian piano crea tensione nel lettore.

      A presto!!

  • Povera Mary, è per lei è come camminare su un altissimo cornicione e si alza il vento. Luca chi è? Cavolo, non la invidio.
    Direi che un visitatore, magari con ruolo di mediazione, sia plausibile, ammesso che questa sia una storia nel campo del plausibile…
    Bravo, a presto.
    🙋‍♂️

    • Grazie per essere passato a lasciare un commento anche per questo capitolo.

      La situazione di Mary è proprio strana al momento. Dimentica cose, vede. Ha cose per le mani che poi scompaiono dalla memoria di tutti, compresa la famiglia. Anche la psiche è mutevole: prima ha paura e voglia di conoscenza circa Luca, poi si abbracciano quasi dimenticando tutte quelle sensazioni.

      E i messaggi? Cosa sono? Li vede lei? Sono a parte?

      Tutto questo per dire che.. anche io non la invidio la povera donna 😂

  • Nonostante la parola luca nella scelta direi che questo capitolo si è concentrato su Mary. Tanta curiosità e tante domande girano nella testa. La voce, la luce, cose che vengono lasciate trovare, si anche io la penso come altri lettori a quanto pare, e che poi spariscono. Domande domande domande. Voto per fantascienza

  • Ciao, certo Mary non si comporta in modo razionale, ma come biasimarla. Sta entrando in un trip, e comprensibilmente cerca una via d’uscita. In queste storie, inoltre, ciò che ha un senso comune ragionevolmente si piega alla fantasia: è l’invenzione che comanda!
    Aggiungiamo un disegno e vai così… alla prossima!
    🙋‍♂️ciao

  • Lilitho il capitolo è ben scritto nel complesso, ma lo avrei strutturato in modo diverso. Non capisco perché Mary porta il fascicolo a casa e perché lo legge. Poteva essere una busta della biblioteca con cose private.
    Anche io voto famiglia perché mi sembra molto particolare e problematica a questo punto

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